mercoledì 10 novembre 2010

Vico Equense - VICO EQUENSE - Il geometra Iovine non risponde alle richieste dell'opposizione e minaccia ritorsioni

Ancora una volta si accende lo scontro tra il consigliere del partito democratico Pasquale Cardone e il capo dei Lavori Pubblici, geometra Francesco Saverio Iovine. Il motivo del contendere è sempre lo stesso. Cardone pone (clicca) delle domande e Iovine non risponde, o risponde a modo suo, cioè eludendo le questioni e parlando di altro. Questa volta il nocciolo della questione è stato il famigerato parcheggio di piazza Kennedy, che ancora non ha visto completamente la luce. Il piazzale soprastante l’edificio è infatti tuttora incompleto, recintato da un’impalcatura peraltro instabile che crolla ad ogni folata di vento un po’ più consistente.
Ma veniamo ai fatti. I consiglieri Cardone e Cannavale nello scorso mese di giugno chiedevano al geometra Iovine con una nota scritta di conoscere pubblicamente i motivi per cui Iovine stesso non avesse firmato carte sostanziali del progetto esecutivo del parcheggio di piazza Kennedy.
Iovine non inviò alcuna risposta per iscritto e in un successivo consiglio comunale rispose in maniera del tutto evasiva senza approfondire gli aspetti della questione posta dai consiglieri. Assicurò, però, in quella occasione, che aveva già risposto per iscritto con una lettera esaustiva e si meravigliava del fatto che né Cardone né Cannavale l’avessero ricevuta.
In realtà la risposta di Iovine non è mai giunta ai due consiglieri e Cardone è andato a prenderla di persona dato che dopo quattro mesi giaceva ancora agli atti nel Comune.
Ma la beffa è giunta alla lettura, quando il costernato consigliere Cardone apprende che Iovine, senza rispondere assolutamente a quanto gli veniva richiesto, evidenzia l’aggravio di lavoro e il danno a diversi livelli che le richieste dei due consiglieri avrebbero procurato a sé e ai suoi collaboratori. Non dimenticando di aggiungere che intendeva far valutare l’entità di tali danni nelle sedi opportune. Iovine, insomma, non solo non risponde ma addirittura minaccia i danni.
Di fronte a questa situazione paradossale, grottesca per certi aspetti, Cardone ha perso la pazienza ritenendo, non a torto, offensivo l’atteggiamento di Iovine e denunciando la sua amarezza ed esasperazione sulle pagine di un quotidiano locale..
Il partito democratico di Vico Equense si è associato alla protesta del consigliere Cardone e ha chiesto, con un comunicato al Sindaco e alla Giunta, di pretendere dai funzionari comunali il rispetto dei ruoli. Maggioranza e opposizione, dice il comunicato, devono confrontarsi in un clima di garanzia reciproca e non sono accettabili intimidazioni di sorta che offendono la dignità di chi, per mandato elettorale, ha l’obbligo di esercitare la sua attività di controllo.

Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV
Questa richiesta non è mai stata accolta. Nel consiglio Comunale del mese di giugno si rimandò la decisione per consentire a tutti i consiglieri di leggere gli atti relativi al parcheggio in piazza Kennedy. A ottobre, i Consiglieri su questo punto fecero mancare il numero legale e non se ne fece niente. La commissione d'indagine non è stata istituita e tutto resta ancora in sospeso...

mercoledì 3 novembre 2010

Vico Equense. Scuola di Arola, un ricorso al Tar blocca i lavori di ampliamento



Nello scorso gennaio, con grande clamore, veniva sancito pubblicamente l’accordo, anzi la pace fatta, tra i cittadini di Arola e la Giunta Cinque. Dopo la chiusura del plesso scolastico della scuola media e il trasferimento degli alunni a Fornacelle, la cittadinanza arolese era insorta e con la raccolta di oltre 1.500 firme, aveva dichiarato guerra al Sindaco Gennaro Cinque, accusato di aver stravolto l’assetto scolastico dell’intera città di Vico Equense. Per correre ai ripari il sindaco aveva perciò promesso l’ampliamento della scuola primaria arolese, in modo da ripristinare la situazione e riportare gli alunni delle medie vicino casa.
Nella “serata di gala” dello scorso gennaio, il Sindaco, i funzionari comunali, l’assessore De Simone e una parte dell’opposizione, congiuntamente, promettevano la realizzazione in tempi brevissimi delle nuove aule e pubblicizzavano con grande entusiasmo l’avvenuta approvazione di un progetto che avrebbe consentito di chiudere i lavori di ampliamento in pochissimi mesi. La cosa sembrava già fatta, con le nuove aule pronte all’uso già all’apertura del nuovo anno scolastico a ottobre 2010.
Oggi, a quasi un anno da quella serata passata sull’onda dell’entusiasmo, tra un pubblico acclamante e gongolante e una Giunta dal sorriso a 360...denti, nulla si è compiuto. La scuola resta quella che era, di aule nuove nemmeno l’ombra. E ci si chiede: che fine ha fatto quel progetto?
Non si può dire che l’amministrazione comunale in questi mesi se ne sia stata con le mani in mano. La gara di appalto dei lavori di ampliamento in realtà è stata bandita già nel mese di febbraio, ma è andata avanti tra alterne vicende fino all’aggiudicazione definitiva avvenuta solo il 9 settembre alla ditta REP Costruzioni di Caso Vincenzo & C di Vico Equense. Come mai tanto tempo?
Nonostante la solerzia con la quale il bando era stato emesso sono subito sorte delle difficoltà. Infatti, non tutte le ditte avevano prodotto la documentazione necessaria richiesta dal bando. Tant’è che la stessa ditta Rep Costruzioni era stata esclusa per delle irregolarità. Mancava alla ditta l’attestazione SOA, ovvero un documento necessario a comprovare la capacità dell’impresa di eseguire opere pubbliche con importo superiore a 150.000 €.
Fu perciò stabilito un tempo di dieci giorni per dare tempo a tutte le ditte deficitarie di documentazione di mettersi in regola. Nel successivo mese di marzo, la ditta in questione, e non solo, viene riammessa in gara. Bisogna però specificare che non tutti i membri della commissione erano d’accordo sulla riammissione. Secondo il geom. Langella, infatti, la ditta REP Costruzioni, non aveva prodotto materiale sufficiente. Tant’è che il presidente della commissione, il dott. Luigi Salvati, nella successiva riunione del mese di aprile, si picca di fare un corposo preambolo (quasi tre pagine del verbale) nel quale richiama alla ragionevolezza e al diritto alla più ampia partecipazione delle ditte e produce una serie di citazioni relative a risposte della Regione Campania e a sentenze del Tar. Dopodichè, nella stessa riunione, invita la commissione ad esaminare senza indugio le migliori offerte economiche giunte alla commissione dalle ditte riammesse. Dopo il tempo necessario all’esame delle proposte, tra i mesi di maggio e settembre, la gara viene infine aggiudicata, prima provvisoriamente e poi definitivamente, come già detto, alla RAP Costruzioni di Vico Equense, che totalizza il miglior punteggio sul piano tecnico ed economico.
Tutto fatto dunque? I lavori sono pronti a partire? Macchè! La ditta SA.MA Costruzioni Generali s.r.l., seconda per punteggio nella graduatoria delle aggiudicazioni, presenta un ricorso al TAR, in quanto parte lesa perchè ci sarebbero state delle irregolarità che non consentivano l’aggiudicazione definitiva alla ditta Rep di Caso Vincenzo.
Tutto fermo, dunque. Stop all’aggiudicazione e ai lavori in attesa delle decisioni del TAR
La cosa curiosa è che si voleva attribuire all’opposizione, in particolare al Cons. del Pd di Vico Equense Pasquale Cardone, la responsabilità di eventuali ritardi nell’esecuzione dei lavori. Da più fonti partivano velate denunce di ostruzionismo, spacciando il giusto dissenso di Cardone verso un’opera pubblica costosa e inutile per polemica distruttiva frutto di esibizionismo.
Agli abitanti di Arola, ancora senza scuola, il giudizio definitivo su questa storia. Che, come al solito, sembra costruita sul pressapochismo e, forse, anche sulla malafede di qualche funzionario del Comune.
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV

mercoledì 27 ottobre 2010

Vico Equense L’ex comandante della PM Tatarelli parla della sua Associazione e sottolinea: “Alle prossime amministrative contribuiremo da attori”



Secondo quanto si legge sul blog, “Per Vico e i suoi Casali" è “un’associazione che si prefigge di perseguire un progressivo miglioramento delle condizioni di benessere socio, economico, politico e culturale della collettività”.
Presente sul territorio da più di un anno, “Per Vico e i suoi Casali bacchetta il sindaco Gennaro Cinque e la sua giunta attraverso i manifesti che quasi ogni mese affigge ai muri della città. Gli argomenti di contestazione sono quelli per cui insorge anche l’opposizione “ufficiale”, e vanno dalla viabilità alla scuola, dal degrado ambientale alla gestione generale dei soldi pubblici.
Non sono mai contestazioni a muso duro, quelle che fa “Per Vico e i suoi Casali”, piuttosto sono domande che gli associati rivolgono al sindaco per avere spiegazioni sul suo operato, operato che troppo spesso, a loro dire, crea situazioni di disagio per la collettività o addirittura danno economico.
Michele Tatarelli, ex Comandante della PM di Vico Equense, esponente autorevolissimo dell’Associazione, ci tiene a sottolineare che, per il momento, “Per Vico e i suoi Casali” ha solo una funzione divulgativa dei problemi, ma non nega un possibile coinvolgimento politico in futuro.

Dott. Tatarelli, siete un’associazione già costituita con uno statuto e un presidente?
“Certo, siamo costituiti ed operiamo nel rispetto dello statuto.”
Per Vico e i suoi Casali si pone in maniera piuttosto critica nei confronti dell’amministrazione Cinque. Cos’è che non vi convince?
“Per la verità lo scopo principale che si e’ posto questa associazione e’ di fare informazione, avendo rilevato scarsa divulgazione delle reali condizioni in cui versa l’economia ed il territorio comunale.”
Leggendo il vostro blog emerge la vostra volontà di aumentare il benessere socio economico, politico e culturale della collettività. Dando un contributo attivo. Che tipo di contributo?
“Questo e’ il nostro contributo: coinvolgere il cittadino e renderlo parte attiva e determinante nella scelta di chi deve rappresentare il sistema civico in questa città.”
La vostra associazione sembra svincolata dai partiti politici.
“La nostra associazione non solo sembra svincolata, ma è cosa diversa dai partiti. Vuole essere un luogo comune per persone di buona volontà al di fuori degli schemi della politica partitica, dove ogni idea, potenzialità e competenza è coinvolta e messa a disposizione della collettività.”
Qualcuno ipotizza la possibilità che il vostro impegno si traduca in una lista civica alle prossime amministrative di Vico Equense.
“Le ipotesi fatte da altri restano degli altri. Il nostro impegno non partitico e’ comunque politico e rivolto alla città. Il nostro intento è quello di contribuire da attori e non da spettatori. Vogliamo bene a Vico Equense ed ai suoi Casali e pretendiamo di poter sostenere il meglio che esprime questa terra alla quale siamo tanto grati. Sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico.”

Il messaggio sembra chiaro. E interessante sarà vedere l’evoluzione politica dell’associazione. Forse una nuova e dolorosa spina nel cuore di Gennaro Cinque.
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV

mercoledì 20 ottobre 2010

Vico Equense - Rassegna "Dal romanzo alla pellicola"

Per chi pensava che i giovani di oggi, gli adolescenti in particolar modo, fossero attratti solo dai luccichii di una tv delle favole e dal successo facile, ecco la migliore delle smentite. Un gruppo di adolescenti di Vico Equense e Castellammare di Stabia ha creduto alla realizzazione di un’idea, la loro idea, che è quella di non starsene con le mani in mano ma di agire e interagire, di confrontarsi, di fare, insomma, facendo… “arte”. Nasce cosi “Associa Giovani”, così si raccontano sulla pagina di faceboock, e c’è da crederci perché la loro prima iniziativa è un cineforum intitolato “Dal romanzo alla pellicola”, con cinque titoli bellissimi e significativi che sottintendono “cultura”. La cultura come “fare” intelligente, lento, riflessivo e lontanissimo dal fare pragmatico, sinonimo per i grandi solo di efficienza e produttività, che oggi nel nostro paese va tanto di moda. Secondo questi teenagers leggere un buon libro o guardare un bel film specchiandosi nella bellezza delle parole o delle immagini è senza dubbio di gran lunga preferibile. D’altra parte la loro giovanissima età gli consente di dare spazio all’ immaginazione, al sogno, agli ideali. Per sfidare il futuro quale strada migliore avrebbero potuto intraprendere se non quella di guardare all’arte?
La rassegna cinematografica a Vico Equense si svolge nei locali di Teatro mio e finora è andata molto bene. Partita con la preoccupazione di essere poco percepita e partecipata dai ragazzi a cui si rivolge, è invece diventata un successo. La sala di Teatro Mio, nonostante le inquietudini del tempo e i disastri del traffico da “tunnel chiuso” si è riempita abbastanza da far crescere l’entusiasmo e la voglia di continuare.
In programmazione cinque titoli di lusso. Dopo “V per Vendetta” e “Fight club”, si continua tra ottobre e novembre con “Persepolis”, “Trainspotting”, “Shining”, tratti dai romanzi omonimi e magnificamente recensiti da Daniele Lancieri, Rosa Maria Dilengite, Francesco Maria Villani e Marco Maliardo sul loro foglio “L’alto-Parlante”.
Il prezzo del biglietto è molto popolare, 2 € …+ un neurone in omaggio. E non dicono bugie!
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano - IGV



domenica 17 ottobre 2010

Anonimo ha scritto


Vico Equense – Vi ricordate la storia dell’applicazione della sentenza del Tar, quella riguardante la scuola che Gennaro Cinque si rifiutò di ottemperare? Per quella mancanza i proponenti del ricorso si rivolsero alla magistratura, e il Primo cittadino fu indagato per violazione dell’articolo 328 del codice penale. Il procedimento è stato archiviato per infondatezza della notizia di reato, nel giugno del 2010, e l’avvocato che ha seguito l’iter giudiziario dell’amministratore pubblico ha chiesto di essere saldato. Il sindaco, allora, ha reclamato il rimborso delle spese legali al Comune. L’Ente dopo le opportune verifiche ha emesso una determina specificando che esistono le condizioni per liquidare tale rimborso. In sintesi: sentenza del Tar inapplicata, Sindaco prosciolto, e soldi pubblici (quelli dei cittadini o del contribuente) per pagare la parcella del legale...
Da una mail di Anonimo

Tutta la vicenda sulla scuola sta a dimostrare che divisi si perde.... Le scuole sono chiuse ormai e Gennaro Cinque ha vinto alla grande una guerra sbagliata. Ticciano è la comunità maggiormente penalizzata, Moiano quella più avvantaggiata(...) e la situazione in cui versano le scuole dell'obbligo a Vico sta sotto gli occhi di tutti.
Penso che nessun comune italiano abbia avuto la stessa velocità del comune di Vico Equense ad adeguarsi alle "riforme" destabilizzanti della Ministra Gelmini!
Per quanto riguarda la parcella dell'avvocato, in un modo o nell'altro andava pagata. Sarà pagata con denaro pubblico? So che il sindaco in tutti i contenziosi che si sono aperti contro di lui ha sempre, con una delibera, nominato un collegio di difesa a carico del comune. Ma questo, nella immane diatriba scolastica vicana, caro anonimo, tra i vari disatri, mi pare sia il meno...

martedì 12 ottobre 2010

VICO EQUENSE- ADDIO A TERRE DELLE SIRENE

Si è chiusa a Vico Equense la tanto celebrata partecipazione con Terre delle Sirene. Una delibera del Consiglio Comunale lo ha stabilito senza possibilità di revoche.
La delibera è stata in qualche modo forzata da una nuova e discutibile legge sulle “partecipate”: dal prossimo gennaio i comuni con una popolazione inferiore ai 30.000 abitanti non potranno più avere contratti con le società pubbliche per i servizi essenziali (quali la raccolta dei rifiuti) e dovranno fare gare di appalto per offrirne la gestione ai privati al 100%.
Fino a oggi, come è noto, la società Terra delle Sirene era composta dai comuni di Vico Equense e Massa Lubrense che partecipavano in eguale misura con una quota pari al 50% .

Il divorzio ha suscitato notevoli perplessità tra i partiti dell’opposizione e tra gli abitanti di Vico Equense, in quanto la Società Terre delle Sirene ha raccolto notevoli successi regionali e nazionali e la città si è collocata tra i migliori “comuni ricicloni” con un incremento della differenziata pari al 70%.
Sembra, quindi, un salto nel buio l’affidamento ai privati di tutta la gestione dei rifiuti.
Il Comune, tramite gli assessori Guida e Coppola, si difende dicendo che, al di là della legge, è meglio non scegliere altre, pur possibili, soluzioni in quanto ci sono delle forti carenze strutturali nella società Terre delle Sirene che si è logorata nel tempo, ha accumulato troppi debiti, è diventata causa di spese insostenibili a carico dei contribuenti.

Da qualche tempo a questa parte, in effetti, da parte degli amministratori di Vico Equense, si evidenziava una certa insofferenza nei rapporti societari. Man mano è venuto fuori che i numerosissimi manifesti celebrativi affissi e pubblicizzati in tutti i modi e le interviste agli amministratori e al sindaco Gennaro Cinque dai toni trionfalistici, nascondevano in realtà un’atmosfera guerrafondaia tra i comuni di Massa Lubrense e Vico Equense e lo stesso consiglio di amministrazione di Terre delle Sirene a causa di fortissime divergenze di idee tra le parti.

Secondo il Consigliere del pd Pasquale Cardone, perciò, il Comune di Vico Equense ha deliberatamente assunto la decisione di dismettere la sua quota di partecipazione senza tentare di rimettere insieme i cocci della società correggendone gli errori e migliorando quello che c’era da migliorare. Tanto è vero, sempre secondo Cardone, che il Comune di Massa Lubrense, non aveva assolutamente intenzione di rompere del tutto la società ed era propenso ad affidare solo il 40 % delle quote ai privati, mantenendo in vita, con un escamotage di ordine statutario, l’attuale situazione. La legge prevede infatti che, relativamente al numero degli abitanti, più comuni possono mantenere il controllo delle società pubbliche in una percentuale pari al 60%
Per rafforzare la sua proposta, il Cons. Cardone ha anche riferito, in sede di Consiglio Comunale, di un suo colloquio informale avuto col sindaco di Massa Lubrense, il quale era orientato in tal senso. Ed ha invitato il Sindaco Cinque e la Giunta a una riflessione profonda proponendo un consiglio comunale congiunto con Massa Lubrense al fine di chiarire le posizioni di ciascuno e tentare di ricomporre la situazione prima della scadenza al 31 dicembre.

Questa possibilità era stata evidenziata anche dal Cons. Davino, che chiedeva maggiore prudenza perché cedere al 100% la gestione ai privati significa incrementare le possibilità di venire a contatto con i problemi tipici di chi lavora nel campo dei rifiuti solidi urbani in Campania. Nella gestione mista, invece, essendo minoritaria la quota privata, il controllo poteva essere meglio esercitato.

L’assessore Guida ha però smentito che col comune di Massa Lubrense si potesse trovare un accordo, in quanto, a suo dire, nei numerosi incontri avuti col sindaco, ci sarebbero stati solo elementi di scontro. Meglio, dunque, chiudere completamente con Terre delle Sirene e voltare definitivamente pagina .

Finisce quindi la storia d’amore tra Vico Equense e Terre delle Sirene. Nel consiglio Comunale a favore del divorzio 11 voti. Contrari 5: Cardone, Davino, Cannavale, Buonocore, Cuomo.
E’ prevedibile però che l’attenzione sullo smaltimento dei rifiuti a Vico Equense rimarrà altissima. I partiti di opposizione non daranno tregua agli amministratori sulle modalità della gara e sull’aggiudicazione dell’appalto. Il pd cittadino, in particolare, si è già fatto promotore di un manifesto e di un documento ufficiale.
Non mancherà nemmeno il naturale malcontento tra gli abitanti qualora si abbassassero gli standard qualitativi garantiti finora da Terre delle Sirene.
Maria D’Ordia per il Gazzettino Vesuviano-IGV



Gennaro Cinque festeggia addirittura con Berlusconi. In pochi anni è tutto cambiato. Guarda il video col Sindaco di Massa Lubrense, Berlusconi e, infine, Gennaro Cinque che non evita di sussurrare qualcosa al Premier...


lunedì 4 ottobre 2010

Le contraddizioni di Gennaro Cinque

Il sindaco di Vico Equense ha emesso pochi giorni fa, precisamente il 28 settembre, un'ordinanza con la quale sospendeva ad horas, (immediatamente) i lavori di metanizzazione della Napoletanagas su tutto il territorio.
Secondo quanto riporta il sindaco nella sua ordinanza, "dei dipendenti della predetta società, in forma del tutto autonoma e senza alcun consenso da parte di qesta amministrazione, hanno richiesto un esborso di somme ritenute non dovute ed oltremodo esose per la realizzazione di allacci alla rete principale avvenuta su suolo pubblico"
Inoltre sussistevano dei pericoli gravi soprattutto per l'incolumità di anziani e bimbi e si stava diffondendo "un senso di allarme sociale per le conseguenze di carattere etico e garantistico, che alimenta a sua volta uno stato di insofferenza generalizzata in merito alle possibili soluzioni sul ripristino e mantenimento della legalità"
Il sindaco ha ordinato, pertanto, che la ripresa di tutti i lavori connessi alla metanizzazione di Vico Equense avesse luogo solo dopo un tavolo di contraddittorio "al fine di chiarire ed eliminare qualsiasi dubbio circa la suddetta condotta di alcuni dipendenti della soc. Napoletanagas nonchè sul rispetto delle regole e dei contratti assunti".
Nulla da dire su questa sacrosanta ordinanza. Anzi onore a Gennaro Cinque per averla emanata.
Stupisce però che nella stessa giornata, alle ore 19.00, la Giunta abbia aprrovato una Delibera, la n 174, protocollata il giorno seguente, con la quale affida alla Napoletanagas l'esecuzione dei "lavori di canalizzazione delle acque piovane in concomitanza con l'esecuzione dei lavori di canalizzazione delle reti di distribuzione del gas metano". Nella stessa modalità sono affidati i lavori di pavimentazione dei tratti interessati.
Nella delibera non viene menzionato quali siano i tratti di strada, è genericamete descritto solo il tipo di interventi da affidare appunto alla Napoletanagas.
Vengono, a tal fine, affidati anche 150.000 € ai funzionari comunali i quali provvederanno gestire le operazioni del caso.
Il sindaco, in verità, sui media aveva annunciato un atto contrapposto all'ordinanza giustificandolo con l'urgenza dei lavori sul tratto di Bonea ma nella delibera non se ne fa menzione e l'affidamento dei lavori sembra, è, genericamente estesa a tutto il territorio.
Questa apertura di credito nei confronti della Napolenagas contraddice in tutto e per tutto l'impostazione data all'ordinanza di sospensione dei lavori in quanto si era immaginato che quello che ancora c'era da fare fosse stato sospeso fino a nuovo ordine. E non ci si aspettava che il tempo fosse quello di un "battito di ciglia".
Il sindaco è invitato a dare delle indicazioni nel merito, poichè, qualora si paventino situazioni di illegalità grave, non c'è urgenza che tenga e per quanto Gennaro Cinque si sia distinto come sindaco del fare, il suo fare può apparire confuso e contraddittorio. Con questi atti, tra gli abitanti di Vico Equense, la sgradevole sensazione di vivere in uno stato di illegalità diffusa e generalizzata è destinata a persistere e a consolidarsi, certo non a sparire.

Maria D'Ordia per il Gazzettino Vesuviano - IGV

domenica 3 ottobre 2010

DIFFERENZIAMOCI

Di Marica Esposito
Dopo la decisione della Giunta Comunale di Vico Equense, ratificata dal Consiglio Comunale di dismettere le quote di Terra delle Sirene, un risultato l’abbiamo già ottenuto: il malumore ed il malessere degli operatori che quotidianamente ci liberano da quei ingombranti e fastidiosi sacchi davanti casa, i quali, in questo momento di crisi economica, vedono incerto il loro futuro. Sicuramente, dunque, la motivazione e la dedizione profusa in questi mesi dagli operatori ecologici vedrà, se non ha già visto, un brusco calo nei prossimi tre mesi dell’anno che va a concludersi.
Il premiato comune “riciclone” del 2009 riesce, dunque, a differenziarsi anche perché, in poco più di una settimana, accantona i brillanti e riconosciuti risultati, ottenuti negli ultimi tre anni, e non dà una alternativa concreta e immediata.
Della serie: intanto demolisco ciò che ho, nonostante funzioni bene, però non so ancora come sostituirò ciò che ho eliminato!
Sicuramente finora Terra delle Sirene ha funzionato bene, altrimenti non si capirebbe come una società gestita direttamente dal Comune di Vico Equense, che ne è proprietario insieme al Comune di Massa Lubrense, non abbia mai addebitato ad alcuno eventuali malfunzionamenti o sprechi.
Le alternative si paventano: riesumiamo l’Arips, riconvertendola; affidiamo l’appalto ad una società privata, che le esperienze del passato ci insegnano essere spesso inadempienti, non garantiste verso i propri dipendenti – che ancora oggi aspettano di ricevere dei salari arretrati – e sulle quali non vi può essere un diretto controllo. Tutto questo per non far accedere alla società esistente un socio privato, come la legge imporrebbe o per non trovare soluzioni alternative mantenendo intatta Terra delle Sirene, come pure la legge consente tutelando servizi d’eccellenza.
Ma, di fatto, in cosa migliorerà il servizio per i cittadini?
L’unica conseguenza immediata, posso garantirlo, è che davanti casa mia sono rimasti dei sacchi non raccolti già da 3 giorni. Gli operatori stanno selezionando accuratamente i sacchetti, senza contestare la non correttezza dei rifiuti esposti, ma analizzandone il contenuto anche quando si è trattato di sacchi per l’indifferenziata!
Sarà questo uno dei primi risultati brillanti ottenuti da questa scelta dell’Amministrazione cittadina?
Marica Esposito

mercoledì 29 settembre 2010

Per e mail

MARICA ESPOSITO DIFFIDATA DALLA DOTT.SSA BENEDUCE E DAL DOTT. DE ROSA
di Marica Esposito







Ho ricevuto una intimazione e diffida dalla dott.ssa Flora Beneduce e dal marito dott. Armando De Rosa, tramite il loro avvocato, affinchè tolga dal sito idvpenisolasorrentina , la “Lettera Aperta” da me scritta prima delle elezioni regionali di Marzo 2010, perché il contenuto di una frase contenente il “richiamo di vicende vetuste nel tempo e che nulla hanno a che vedere con l’esperienza politica che la dott.ssa Beneduce sta svolgendo” è stato ritenuto “lesivo dell’onore e della reputazione del dr. Armando De Rosa” e della consorte. Inoltre, gli stessi si appellano al fondamentale diritto della persona al “diritto all’oblio”, ossia il diritto di ogni persona coinvolta in un procedimento penale, divenuto fatto di cronaca, ad essere dimenticata dopo che è trascorso un certo periodo di tempo”. Nella medesima diffida, però, è riportata una sentenza di Cassazione che definisce il diritto di cronaca quale diritto che “giustifica intromissioni nella sfera privata dei cittadini soltanto allorquando possano contribuire alla formazione di una pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti per la collettività”. Questi i fatti.

Allora consentitemi, delle due l’una: da un lato vengo accusata di aver riportato agli onori della cronaca episodi lontani nel tempo, dall’altro loro stessi affermano che tali fatti possono essere importanti nella formazione di una pubblica opinione.
Mi domando, a questo punto, se i cittadini hanno diritto di crearsi una opinione fondata sulla conoscenza delle persone che si propongono quali loro rappresentanti politici o debbano votare a scatola chiusa, solo su impressioni indotte in campagna elettorale!?
Nel caso di specie, dunque, se pure ho evidenziato situazioni giudiziarie passate, relative al dott. De Rosa, tanto è stato provocato dal fatto che su internet si trovano tutta una serie di articoli dei principali quotidiani italiani, che vanno dal 1987 al 2010, nei quali sono riportate tutte le vicende giudiziarie che hanno interessato l’allora assessore regionale alla sanità, così come quelle di tanti altri illustri esponenti della prima repubblica: in tali articoli, anche di quest’anno, vengono richiamate le confessioni rese dal dott. De Rosa e le accuse che egli rivolse ad altri politici. Notizie riportate di nuovo in auge, nella pagina politica, proprio dalla decisione della moglie, dott.ssa Beneduce, di candidarsi nella stessa lista in cui era candidato il figlio del politico accusato proprio dal marito.
Fatti questi non contestabili, neanche dall’esito dei lunghi iter giudiziari successivi.
Di fatto non capisco come una candidata alla Regione Campania ed attivista del PDL, quotidianamente protagonista su internet e sulla carta stampata di iniziative in ogni campo dello scibile umano, ed un consigliere comunale possano appellarsi al “diritto all’oblio”; soprattutto dato che, nella lettera aperta da loro censurata, si riferiva soltanto di una “condivisione di fortune economiche e di esperienze positive ed anche negative relative alla carriera politica del dott. De Rosa”: anche questa circostanza inconfutabile, che la stessa dott.ssa Beneduce cita espressamente nel suo sito personale sul web, riferendo della “privilegiata posizione economica e sociale” sua e di suo marito.

E qui, se me lo consentite, siamo giunti alla critica politica, legittimata dalla libertà di espressione costituzionalmente garantita e che in “un sistema democratico trova uno dei suoi fondamenti proprio nella libertà dei cittadini di criticare l’operato di chi esercita un pubblico potere” (frase tratta da una sentenza della Cassazione penale).
Anche se non sono certo esperta nel campo, ho grandi difficoltà a capire come qualcuno che intenda rappresentare migliaia di persone che, tra l’altro, l’hanno votata al Consiglio Regionale come la dott.ssa Beneduce, ed un candidato a sindaco nelle ultime elezioni amministrative di Vico Equense ed attuale consigliere comunale, come il dott. De Rosa, possano invocare il diritto ad essere dimenticati, o meglio il diritto a far dimenticare agli altri alcuni aspetti della propria vita, che, sicuramente, hanno contribuito alla propria formazione, alla propria maturazione, ed alle attuali scelte politiche.
L’IDV ha imposto ai suoi rappresentanti politici di pubblicizzare il proprio curriculum vitae, poiché gli elettori devono sapere chi vanno a votare, che cosa hanno fatto in passato e come intendono affrontare le scelte per conto degli elettori e di tutti i cittadini. Credo che il “diritto all’oblio” non possa essere assolutamente richiesto da chi si offre come personaggio pubblico che intende partecipare attivamente ad amministrare la cosa pubblica. Immagino che chi intenda ricorrere all’oblio si ritiri a vita privata e non si candidi quale rappresentante del popolo.
Ciò, chiaramente, vale per tutti e non soltanto per la dott.ssa Beneduce ed il dott. De Rosa.
Allo stesso modo credo che già solo il fatto di intimare l’eliminazione dal web di una lettera aperta perché da parte di altri, quando è il mezzo comunicativo preferenziale scelto dalla stessa dott. Beneduce per la propria propaganda, in taluni casi anche molto accesa e critica nei confronti di altri esponenti politici, come nel caso di specie – dato che la lettera aperta in questione era scaturita in seguito a reiterati attacchi al presidente dell’IDV Di Pietro ed al partito stesso, del quale sono una rappresentante istituzionale, essendo vice coordinatrice della sede di Vico Equense e componente del coordinamento Provinciale – sia un espediente piuttosto bizzarro per arrogarsi il diritto di fare ciò che non si vuole facciano gli altri.
Infine gli stessi intimanti, dott.ssa Beneduce e dott. De Rosa, ci tengono a precisare che "in relazione alle citate notizie neppure si potrebbe rivendicare un diritto di “storia”, in quanto non può del pari sfuggire, che la “Storia” si fa con la Politica, la Cultura e l’Economia di un Paese e non certo con la cronaca giudiziaria, che per sua stessa natura dura lo spazio di un mattino".
Allora consentitemi di dire che quegli episodi, velatamente citati nella mia lettera aperta alla dott.ssa Beneduce di Marzo 2010, al di là di condanne o proscioglimenti che attengono alla sfera giudiziaria, sono stati fatti che hanno inciso nella Politica, nella Cultura e nell’Economia della Campania degli ultimi 20 anni, e che sono state le cause pregresse di ciò che è ora lo stato della Sanità, della Politica, della Cultura e dell’Economia in Campania e non solo.


Marica Esposito

martedì 21 settembre 2010

Vico Equense: “fiat lux”, ma quanto costa l’illuminazione pubblica!

Nasce una nuova protesta nei confronti del Comune di Vico Equense da parte dei consiglieri di opposizione e dell’Associazione “Per Vico e i suoi Casali”, che rinfacciano agli amministratori gli altissimi costi della pubblica illuminazione lievitati in virtù di una delibera della Giunta uscita nel mese di agosto. La delibera in questione aggiorna la convenzione trentennale con la Ditta Foredil SPA stipulata dal Comune nel 2006 dopo la gara d’appalto vinta dalla ditta stessa.

I Consiglieri Cardone, Cannavale e Starace hanno chiesto, con un documento (CLICCA) datato 6 settembre 2010, la revoca della delibera ritenendola illegittima in quanto snatura l’originaria convenzione: la Foredil SPA doveva farsi carico della manutenzione ordinaria dei punti luce disseminati sul territorio e, secondo necessità contingenti, poteva montarne di nuovi. Questa eventualità, in particolare, e il conseguente lievitare dei costi, doveva avvenire solo dietro autorizzazione dell’Amministrazione comunale. La gara di appalto vinta dalla Foredil SPA si basava su questi presupposti.

Quello che contestano i consiglieri di opposizione firmatari del documento è che senza autorizzazioni di sorta, la Foredil SPA abbia ampliato il numero dei punti luce di ben 336 unità e che il Comune, con la delibera di agosto, abbia effettuato una arbitraria e illegittima sanatoria concedendo alla Foredil Spa un’autorizzazione postuma. In termini economici tutta la faccenda costa al Comune, e quindi ai cittadini, la bella cifra di 200 mila euro in più del previsto (all'anno per 30 anni...), da liquidare alla Foredil SPA, anche se, stando agli atti depositati, l’amministrazione comunale non ne ha mai controllato l’operato.

In questo modo, secondo i consiglieri sarebbero venute meno anche le norme che regolano l’affidamento degli appalti pubblici. «A suo tempo – dicono i consiglieri – altre ditte, se i termini della convenzione fossero stati quelli emersi in questi giorni, potevano concorrere offrendo proposte più vantaggiose della Foredil SPA. Arbitraria e illegittima dunque la delibera, che va revocata in tempi brevi».

Protesta anche l’Associazione “Per Vico e i suoi Casali” la quale a chiare lettere, con un manifesto, denuncia che sebbene ci sia stata un’enorme lievitazione dei costi, l’illuminazione pubblica di Vico Equense è del tutto inefficiente e che i nuovi punti luce, se ci fosse stato un controllo o una vera volontà di razionalizzare le risorse, potevano comunque essere distribuiti meglio su tutto il territorio e non solo, con grande profusione, su Faito. Manca, infatti, una sufficiente illuminazione pubblica in centro.

E restano nel buio totale alcuni tratti difficili della Raffaele Bosco, come quello tra Arola e Ticciano, lato Massaquano, molto battuto e molto pericoloso per le curve a gomito e i precipizi prospicienti.

A quanto è dato sapere, l’Amministrazione comunale non ha fornito alcuna spiegazione sulla delibera di agosto, nonostante le proteste e le richieste di chiarimento sulla questione siano del tutto giustificate dai fatti.

Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV

giovedì 16 settembre 2010

Parcheggio di p.zza Kennedy e Piano Sociale di Zona al centro di dure polemiche.

Tornano le turbolenze nel Consiglio Comunale di Vico Equense. La seduta convocata d’urgenza martedì scorso, dietro richiesta dei Consiglieri Cardone, Cannavale, De Rosa, Andrea Buonocore, Starace, Francesco Buonocore, De Martino e Cuomo si è subito rivelata incandescente. I Consiglieri firmatari chiedevano l’istituzione di una Commissione Comunale di Indagine sugli ormai famigerati e interminabili lavori del parcheggio in Piazza Kennedy e, in particolare, sull’effettiva contabilizzazione dell’intervento che resta del tutto confusa.
La ditta “Passarelli” titolare dei lavori in Piazza Kennedy, secondo i firmatari, avrebbe incassato dalla vendita dei box interrati, una somma ben superiore a quella prevista nel progetto di finanza stipulata a suo tempo. Per cui, avendo avuto la sua parte d’introito, non sussisterebbe più il contratto originario stipulato con il comune che prevedeva la proprietà da parte della ditta dei parcheggi a rotazione per 99 anni. Il parcheggio a rotazione, quindi, dovrebbe essere consegnato al comune per la normale gestione quotidiana.
Il nuovo Capogruppo consiliare del PDL, Giuseppe Guida, trovando esagerata l’esigenza di una commissione d’indagine, ha suggerito di rivedere le carte e i contratti con la ditta Passarelli e di discuterne nella Conferenza dei Capigruppo per approfondire tutti i lati della questione. Alla decisione di rivedere tutta la situazione relativa al Parcheggio di Piazza Kennedy si è arrivati dopo che le risposte del Responsabile dei Lavori Pubblici del comune, Saverio Iovine, nonostante la lunga relazione presentata nell’Assise, non hanno soddisfatto i Consiglieri Davino, Cardone e Cannavale, i quali hanno annunciato battaglia su questo argomento scottante.
Alla luce del rinvio a giudizio dello stesso Iovine e di Passarelli, annunciato nelle ultimissime ore, appare quanto mai evidente quanto sia necessaria una verifica seria e dettagliata di tutta la questione del parcheggio Kennedy. Secondo Giuseppe Guida i giudici indagheranno, ma una commissione comunale d’indagine sarebbe il minimo da fare per il Comune invece di sottrarsi a qualsiasi ingerenza esterna senza rendere conto delle sue azioni nel pubblico consesso.

Un altro fronte di scontro è l’uscita del Comune di Vico Equense dal Piano Sociale di Zona. Il sindaco Gennaro Cinque aveva, a sorpresa, annunciato attraverso gli organi di stampa che non era più conveniente per il Comune rimanere vincolati a un’istituzione che comporta più oneri che servizi ricevuti.
Queste dichiarazioni sono state accolte con alte grida da un gruppo di consiglieri, Davino e Cuomo più l’avv. Dilengite e gli Amici di “Impegno Politico e Civile per il Futuro della Città, che hanno affisso da qualche giorno un manifesto di dura protesta sui muri di Vico Equense. Inoltre, secondo una nota inviata dal cons. del PD Cardone al Presidente del Consiglio Comunale, definito “ruotino di scorta della maggioranza” , l’aver inserito all’ultimo momento nell’ordine del giorno questa decisione arbitraria di Gennaro Cinque, va contro ogni norma del regolamento e mette in luce, ancora una volta, la volontà del Sindaco di agire scorrettamente nei confronti dell’opposizione e di tutti i Consiglieri Comunali.
Sulla bontà del Piano Sociale di Zona si sono espressi Davino, Andrea Buonocore, Cannavale e Pasquale Cardone. In realtà, secondo i Consiglieri, l’istituzione del Piano Sociale di Zona ha inciso positivamente in un settore delicatissimo come quello delle politiche sociali garantendo professionalità negli interventi e ottimizzazione dei servizi. I costi delle prestazioni, apparentemente più alti, garantiscono assistenza tecnica di buon livello in quanto agli addetti ai lavori hanno qualifiche professionali adeguate. Andrea Buonocore, consigliere del partito democratico, in particolare ha sottolineato l’esigenza di non sottovalutare l’argomento e di affrontare la questione delle politiche sociali con la serietà necessaria.
E in effetti le perplessità dei consiglieri si possono condividere visto che,ad esempio, per il servizio di trasporto dei diversamente abili, il comune non garantisce assistenza specialistica e a bordo dell’attuale pullmino utilizzato c’è un addetto che, per motivi di salute, è stato spostato dal settore ecologico al ruolo di autista. Il pericolo che si abbassi la qualità dei servizi è dunque molto alto anche perché, come ha esposto l’assessore Esposito nella sua relazione, uscendo dal piano sociale di zona, sarà necessario rivolgersi a cooperative di assistenza e a privati tramite gare di appalto e assunzioni dirette. Questo, secondo noi, favorirebbe una gestione clientelare dei servizi sociali a danno degli utenti che sono soggetti deboli e a tutto favore dell’amministrazione comunale che pare essere già in campagna elettorale.
Alla fine della lunga e animata discussione, è passata l’uscita dal piano sociale di zona del Comune di Vico Equense, con il solo voto contrario di Consiglio Cannavale. Si sono astenuti Davino, Cuomo, Cardone e Andrea Buonocore che hanno voluto lasciare un’apertura di credito all’ass. Esposito il quale ritiene che il comune abbia le risorse per migliorare i servizi sociali. Se così non fosse in tempi strettissimi, l’opposizione si farà carico di una forte campagna nell’interesse dei cittadini.
Lo scontro vero dunque è solo rimandato, come è rimandata a un nuovo e imminente Consiglio Comunale la discussione sull’uscita da “Terre delle Sirene”, la cooperativa che ha assicurato al comune di Vico Equense i tanto pubblicizzati successi nella raccolta differenziata.
Anche su questo i Consiglieri comunali di opposizione del PD si preparano a dare filo da torcere alla Giunta di Gennaro Cinque.

Maria D'Ordia per il Il Gazzettino Vesuviano

venerdì 23 luglio 2010

Questo blog

resta temporaneamente chiuso per ferie.
A tutti auguro felici vacanze


lunedì 12 luglio 2010

Vico Equense. Lo spettacolo di Anna Prisco parte dal Chiostro della S. S. Trinità e Paradiso

Venerdì 16 Luglio 2010 alle ore 20.30 presso il Chiostro S. S. Trinità e Paradiso di Vico Equense verrà messo in scena lo spettacolo di Teatro e Musica
“VIVERE”
ideato, diretto ed interpretato da Anna PRISCO, Lina CAPEZZA e Francesco CUOMO.
Maestro Francesco RUOCCO.

Il titolo dello spettacolo è alquanto impegnativo. In realtà l’dea è nata in Anna Prisco proprio perché, come dice lei stessa, sentiva il bisogno di gridare al mondo che la “vita è bella”, titolo del film che le piace di più in assoluto. Vivere, dunque, e non sopravvivere, con la speranza che le cose possano sempre cambiare in meglio se si collabora tutti.
Lo spettacolo si alterna tra parti canore e pezzi teatrali intervallate da video e coreografie. Nella parte canora, con brani di Pausini, Mannoia, Bocelli, si esibiranno i ragazzi dell”Associazione Lunarmonica” e la loro insegnante, la musicista e cantante Lina Capezza, che, con amore e professionalità, guida i suoi allievi come pochi forse sanno fare. Lina Capezza, oltre ad essere un’insegnante speciale, è una cantante straordinaria dalla voce calda e coinvolgente.”Non bisogna perdere l’occasione di ascoltarla!” raccomanda Anna Prisco
Nella parte dedicata al teatro, nei brani di Eduardo De Filippo, oltre alla stessa Prisco, sono impegnati anche il bravissimo Francesco Cuomo, Nello Di Simone, Michele De Lorenzo, tutti ragazzi con tantissimo talento.
Le coreografie sono di Giulia Vitiello, Katya Scoppa e Daniela Fraddanno.
In questo spettacolo vince la musica, la passione, l’amore. Dice Anna Prisco:” Ogni giorno la vita ci chiede di impegnarci nel darle un senso pieno, ricco, completo. Ognuno si aspetta di realizzare i propri sogni, i propri desideri ma a volte si resta troppo concentrati su se stessi. Invece guardarsi un po’ intorno e investire parte della propria energia nell’occuparsi degli altri, nell’amare di più, basterebbe a donarci un tal senso di pienezza da sentirci sazi e appagati. Ecco, questo vogliamo comunicare nel nostro spettacolo. Invitiamo tutti a fare questo bagno di amore e ottimismo”
Appuntamento, allora, per venerdì 16 luglio nel Chiostro della SS Trinità, alle 20.30. Questo spettacolo trasmetterà delle emozioni nel raccontare la vita con tanto, tanto entusiasmo e bravura.



Nelle foto, dall'alto: Lina Capezza, Lia Manganaro, Anna Prisco
Maria D'Ordia dal Gazzettino Vesuvuano IGV

sabato 10 luglio 2010

Vico Equense. Le nuove delibere del Consiglio Comunale

I punti all'ordine del giorno nell'ultimo consiglio comunale erano tanti. Ne estrapoliamo tre che ci sembrano di maggior rilievo.
1) La scogliera artificiale che sorgerà davanti al litorale di Vico Equense.
Il cons. De Rosa porta l'argomento all'attenzione dicendo che costruire una scogliera tra la spiaggia del Pezzolo e la "zampa di leone" provocherebbe una devastazione ambientale, come già avvenuto per la Marina di Vico.
Il consigliere fa notare che un'opera di risanamento sotto il Vescovado all'altezza del Duomo è necessaria in quanto il mare ha già distrutto la parte di roccia denominata "zampa di leone", ma un intervento massiccio, così come è in progetto, potrebbe ridurre le acque antistanti al litorale ad un acquitrino.
L'assessore Coppola, nel ribadire che il progetto è della provincia, nella sua relazione informa tutti della necessità di un intervento nella zona di mare interessata per preservare il litorale e la scogliera. Inoltre assicura che la barriera dovrebbe essere costruita in profondità e non avrebbe impatto ambientale o paesistico. Comunque l'Assessore si riserva di esaminare le relazioni degli esperti della provincia e di intervenire, eventualmente ce ne fosse la necessità, con cambiamenti correttivi del progetto che egli stesso non ha ancora visionato. La delibera passa all'unanimità.
2) Cambio destinazione d'uso ex Villa Maria.
La delibera sottoposta al consiglio comunale prevede il cambio di destinazione d'uso della ex clinica "Villa Maria" che da struttura sanitaria passerebbe a struttura scolastica a beneficio dei 300 alunni dell'istituto alberghiero che dovranno lasciare la SS Trinità. L'assessore Brigida Somma nella sua relazione informa che il proprietario dell'edificio ex Villa Maria ha presentato alla Provincia un progetto con il quale si assume la spesa della ristrutturazione dell'edificio e lo rende disponibile per un contratto di locazione. La Provincia, per risolvere il decennale problema dell'ubicazione degli studenti dell'alberghiero, prende in locazione i locali dell'ex Villa Maria e chiede al Comune di Vico Equense una delibera per il cambio di destinazione d'uso. Si apre un dibattito trasversale nel quale si discute se sia meglio mettere l'ennesima toppa al problema dell'alberghiero oppure cercare soluzioni definitive. Alla fine la delibera passa col voto contrario di una parte dell'opposizione.
3) SS Trinità e Paradiso.
La delibera proposta al consiglio comunale viene presentata dall'assessore Guida. Si tratta di discutere su una proposta di acquisizione del complesso monumentale da parte del comune. Il cons. Cardone presenta un emendamento alla delibera con il quale chiede di stralciare il punto che riguarda il progetto per la costruzione di un parcheggio interrato e di alcune aule multimediali, sottostanti all'attuale giardino in via S. Ciro. Inoltre, nell'emendmento, Cardone chiede di mantenere in essere i contratti di locazione del Comune e della Provincia con la scuola materna e con l'Istituto Alberghiero. Secondo il consigliere Cardone la delibera proposta in consiglio comunale è un'offesa per quanti hanno firmato la petizione del comitato, della quale è stato egli stesso sottoscrittore. Con questa delibera invece, secondo Cardone, si offendono i cittadini che chiedevano tutt'altro e non si evita, anzi si avalla, la costruzione del parcheggio. Un altro dei punti che il cons. Cardone contesta nella delibera proposta è quello che riguarda l'acquisizione non onerosa da parte del Comune. Questo punto, secondo Cardone, rende più complessa l'acquisizione della SS Trinità e sarebbe una pregiudiziale che servirebbe solo a far cestinare la delibera, a bloccarne l'iter con gli enti superiori.
Anche una parte della maggioranza si allinea al pensiero di Cardone. Sono d'accordo con lui i cons. Guida e Buonocore. Il cons. D'avino, invece si pronuncia contro il veto sulla costruzione del parcheggio in quanto lo considera illegittimo.
Dopo un lungo dibattito, Cardone ritira l'emendamento ma ottiene che dalla delibera sia stralciata la dicitura "non oneroso" e incassa l'impegno del consiglio comunale a discutere l'argomento in conferenza dei capigruppo per arrivare in tempi brevissimi ad una nuova delibera più articolata e precisa da discutere nuovamente in Consiglio Comunale. Il Consiglio inoltre si è impegnato a convocare le autorità preposte a tutti i livelli e i cittadini interessati per definire una volta per tutte questa annosa e spinosa situazione.

mercoledì 7 luglio 2010

Vico Equense: Pd, Mario Taranto è il nuovo coordinatore del circolo “Carlo Fermariello”


“Vogliamo lavorare per un’opposizione forte, visibile e in grado di costruire un’alternativa credibile al centrodestra, a partire dalle sfide nelle elezioni amministrative del prossimo anno.” Queste le prime parole del neo-coordinatore Mario Taranto, eletto lunedì sera al termine del congresso cittadino del Pd.
Il partito si è infatti dato un nuovo organismo dirigente dopo un anno di reggenza della dott.ssa Francesca Rossi che, nonostante l’impegno profuso, non è riuscita ad evitare una cospicua perdita di voti alle recenti elezioni regionali né un abbondante calo delle iscrizioni.
Resta, all’interno del partito, una evidente spaccatura. La corrente che fa capo a Franca Rossi sembrerebbe intenzionata a rimanere alla finestra avendo deciso di non far parte del direttivo. Ma Taranto auspica un ripensamento:” Inutile rimarcare le differenze in questo momento. La posta in gioco per il prossimo anno è troppo alta. Abbiamo tutti noi il dovere di partecipare in prima persona.”
Per questo motivo il nuovo segretario ha invitato tutti a prendersi ciascuno le proprie responsabilità e a collaborare in modo costruttivo.“Ci aspetta un duro lavoro per cercare di rilanciare la nostra azione politica – dice Mario Taranto – Il Partito Democratico finora è sembrato incapace di dare risposte importanti alla città proprio per l’incertezza dovuta alla mancanza di obiettivi comuni. Ciò non ha consentito lo sviluppo di una politica convincente. Per il futuro il pd deve riuscire a riconquistare la fiducia degli elettori”.
Per quanto riguarda le future alleanze politiche, in vista delle amministrative, il nuovo coordinatore del circolo “Carlo Fermariello” ritiene che sarà necessario trovare delle convergenze con tutte le espressioni sociali, culturali e produttive affinchè si arrivi alla scelta di un candidato sindaco condiviso e rappresentativo delle molteplici realtà territoriali. “Il mio obiettivo in questo senso è quello di partecipare alla creazione di una coalizione quanto più allargata possibile per battere l’attuale maggioranza al governo di Vico Equense. Farò del mio meglio – conclude Mario Taranto – con chi vorrà dare una mano, per convincere i cittadini che noi siamo un partito capace di garantire un’alternativa vera.”
Maria D’Ordia da Il Gazzettino Vesuviano IGV

mercoledì 16 giugno 2010

Ecco la nuova via Rivo d'Arco

Il 25 maggio 2009 il Responsabile del Servizio Urbanistica di Vico Equense ha decretato di concedere alla Ditta SOGESID S.p.A Società Gestione Impianti Idrici, l'autorizzazione ambientale per il progetto di variante al progetto esecutivo per i lavori di realizzazione di strada di collegamento Piazzale di Seiano - S.S. 145...
In parole povere l'autorizzazione a costruire la nuova strada che da via Rivo d'Arco arriverà giù fino alla via Murrano, all'altezza della ditta di calcestruzzi.
Nata molti anni fa, sotto l'amministrazione Dilengite, l'idea era quella di costruire una strada per il passaggio dei mezzi pesanti in vista dei lavori del mitico depuratore di Punta Gradelle. In seguito sarebbe servita anche per smaltire i liquami e i fanghi da depurazione.
In verità l'idea ara nata ancor prima, sotto la Giunta Savarese, ma quella idea originaria prevedeva lo sbocco da tutt'altra parte, precisamente in via Fontanelle. Aveva un senso se non altro perchè non prevedeva stravolgimenti del territorio, cosa che avviene alla grande con questa nuova bretella dall'impatto ambientale tutto da immaginare: la strada in costruzione avrà al massimo una larghezza di tre metri, partirà da uno svincolo su via Murrano, supererà i dislivelli con più di dieci arcate di notevole ampiezza e altezza e sboccherà, attraverso via Rivo D'Arco, sulla via Filangieri (S.S. 145) modificando inesorabilmente il paesaggio e l'ambiente.
Non vogliamo fare la parte dei soliti disfattisti, solo ci chiediamo se era il caso di scompaginare il mondo, considerando tra l'altro che di strada di cantiere oggi non si possa parlare più visto che da moltissimo tempo i lavori per il depuratore di Punta Gradelle vanno avanti senza che alcuna strada sia stata aperta.
Se ne avvantaggeranno i cittadini, dice qualcuno. Servirà a smaltire il traffico che viene sù dalle spiagge di Seiano. A noi sembra invece una strada del tutto inutile e anche dannosa, soprattutto per quanto riguarda le arcate che invaderanno il paesaggio. Altri percorsi ben meno impattanti potevano servire allo scopo...

Vi offriamo le immagini del progetto in corso pregandovi di non diffonderle in rete in quanto sono sottoposte a copryright. Per vederle meglio nel dettaglio, cliccateci sopra.
















lunedì 7 giugno 2010

Non si è ancora risolta definitivamente la vicenda delle scuole chiuse dall’Amministrazione comunale.

Alcuni mesi fa si tenne nelle frazioni collinari di Ticciano e Montechiaro il ciclo di Workshop guidato dal geometra del Comune di Vico Equense Francesco Saverio Iovine. Attraverso una metodologia basata sulla libera esposizione delle problematiche territoriali da parte degli abitanti, in forma estemporanea e apparentemente senza nessi logici, in una serie di incontri Iovine tentò di tracciare una mappa operativa e condivisa per la soluzione dei problemi-chiave. L’idea nasceva dalla volontà, secondo l’Amministrazione, di soddisfare le esigenze dei cittadini, ai quali, nonostante una protesta durissima, erano stati sottratti gli edifici scolastici per gli effetti di una delibera comunale. Era una specie di ricompensa del Comune, insomma, che doveva sancire una nuova pace sociale e dare a tutti l’impressione di non essere stati deprivati di nulla.

Alla fine del Workshop si tirarono le somme. Il Comune, oltre alla promessa di fare alcuni interventi migliorativi sul territorio, rendeva disponibile gli edifici scolastici per tutte le iniziative ritenute valide dagli abitanti. Prometteva anche la concessione in comodato d’uso delle scuole e in cambio chiedeva solo che si creassero delle associazioni legalmente riconosciute che se ne facessero carico, con dei responsabili in grado di progettare attività di interesse socio-culturale condivise da tutti.
A chi aveva presidiato giorno e notte la scuola per evitare che fosse chiusa, questo nuovo atteggiamento dell’amministrazione comunale sembrò una vittoria di Pirro. Ma in fin dei conti, era meglio di niente in una guerra altrimenti perduta del tutto.

Oggi, a distanza di molti mesi, la situazione si presenta in forma abbastanza diversa tra le due frazioni collinari. A Ticciano l’associazione dei genitori non c’è ancora. I Ticcianesi hanno molte difficoltà soprattutto perché adiacente alla ex scuola esiste già da moltissimi anni l’edificio delle Acli dove tradizionalmente vengono creati degli eventi e non si sente in effetti la necessità di nuovi spazi ricreativi. Agli abitanti serviva una scuola, in realtà. L’attenzione dei cittadini perciò si è concentrata su altri possibili interventi da parte del Comune in un’area del territorio di Vico Equense da sempre abbandonata dalle istituzioni. E si attende che le promesse del geometra Iovine, dell’assessore De Simone e del Sindaco Cinque diventino realtà. Gli interventi del Comune dovrebbero interessare innanzitutto l’ampliamento delle stradine interne diventate ormai obsolete rispetto al transito quotidiano degli automezzi.
Nel frattempo e con il rammarico di tutti i Ticcianesi, l’ ex scuola elementare e materna versa in uno stato di vero abbandono e sta diventando fatiscente.

Molto diversa invece la situazione a Montechiaro, dove un gruppo di genitori si è attivato ed è riuscito a creare un’associazione. Nel mese di marzo è nata, infatti, l’AMI ( Associazione Montechiaro Insieme) che ha un proprio statuto, un Consiglio Direttivo e un Presidente. L’associazione che si autofinanzia è molto attiva e apre la scuola a occasioni pubbliche di vario genere che vanno dalla recente organizzazione della “Festa della Mamma”, fino alle gare culinarie. Partecipano tutti, genitori, bimbi e la comunità locale, e in qualche modo si fa rivivere l’ex scuola. Il consiglio direttivo si riunisce regolarmente e sta preparando un progetto da presentare alla Regione Campania per avere accesso ai Fondi Europei stanziati per questo tipo di iniziative.
Rimangono tuttavia delle preoccupazioni per i soci dell’AMI e per i cittadini di Montechiaro. L’edificio scolastico è infatti tuttora nell’elenco dei beni che il Comune ha messo in vendita e l’agognata concessione in comodato d’uso promessa dal Sindaco non è ancora arrivata. Inoltre, all’orizzonte rimane minacciosa l’ombra di un parcheggio interrato da fare proprio sotto la scuola e al quale pare che Gennaro Cinque non voglia assolutamente rinunciare.




Ex scuola elementare e materna di Montechiaro

mercoledì 2 giugno 2010

Beneduce si appella




la sig.ra Flora Beneduce si fa protagonista di un appello contro la costruzione di un parcheggio interrato di là da venire. Però nella proprietà del marito, Armando De Rosa, in via De Feo a pochi metri di distanza dal parcheggio di p.zza Kennedy, si sta procedendo da mesi a scavare il sottosuolo per costruire dei box privati. C'è chi ricorda gli alberi antichi che sono stati divelti e le piante rare che ora non ci sono più. Direi che la sig.ra Beneduce ha una bella faccia tosta e diventa come il prete che predica bene dal pulpito ma razzola male, anzi malissimo.