giovedì 18 dicembre 2014

Vico Equense – Dilengite all’Ass. Elefante:” Il suolo di Alimuri diventi patrimonio comunale. Si è ancora in tempo.”


L’avvocato Giuseppe Dilengite consigliere di opposizione nel Comune di Vico Equene, nell’Assise del 14 novembre scorso aveva espresso dei dubbi sulla delibera di Giunta relativa alla demolizione dell’Ecomostro di Alimuri. Secondo l’avvocato infatti il comune prima dell’abbattimento doveva seguire la strada  dell’acquisizione dell’area sulla spiaggia al patrimonio comunale.  
Avvocato innanzitutto qualcuno ha risposto alle sue osservazioni sulle procedure seguite per l’abbattimento?
"No, nessuno mi ha risposto nonostante io abbia ribadito il concetto anche sui social."

Nemmeno l’assessore Elefante, in genere abbastanza logorroico sui media?
"Nemmeno lui, anzi lo invito a rivedere la questione. Anche perché si può ancora procedere all’acquisizione. Si è in tempo per modificare la situazione. La differenza è sostanziale perché rimanendo proprietaria del suolo la società potrebbe farne un utilizzo commerciale. La cosa non mi sconvolge, non sono contrario per principio allo sfruttamento privato, ma le procedure da adottare dovevano tendere a fare del suolo di Alimuri un bene del Comune."
La delibera di cui lei ha parlato in Consiglio Comunale successivamente è stata cambiata
“Si, hanno fatto due delibere di Giunta. Nella prima si evidenziava una certa confusione in quanto ci si richiamava all’art. 27/dpr 280/2001 che regolamenta la demolizione degli immobili senza licenza a costruire mentre in questo caso la licenza a suo tempo fu rilasciata. Inoltre  nella stessa delibera si parlava anche di un progetto di finanza che notoriamente si fa sui suoli di proprietà del comune, si paventava quindi un’acquisizione che attraverso l’art. 27 non è prevista. In consiglio Comunale dicevo proprio questo e ritenevo che il procedimento giusto fosse quello di passare attraverso l’art. 31/dpr 280/2001 che prevede per gli immobili con licenza ma difformi dal progetto originale l’obbligo di abbattimento entro 90 giorni, alla scadenza dei quali, in caso di inadempienza da parte dei proprietari, è il Comune ad abbattere e acquisisce automaticamente il suolo. Poi c’è stata la seconda delibera con la quale il comune dice di non voler fare nessun progetto di finanza ed è implicito che l’area rimane di proprietà della SA.AN.
Eppure l’Assessore Elefante è stato chiaro, in quel posto non si farà nulla, nemmeno stabilimenti balneari. L’area tornerà alla natura.
“Questo è tutto da dimostrare. Nella natura comunque ci possono  stare gli stabilimenti balneari e se costruire è impossibile perché l’area si trova in  Zona A1, i lidi con strutture rimovibili si possono fare.  L’unico problema è il costone oggi molto pericoloso il cui risanamento è competenza della Regione.  Non vedo motivi per cui la Regione non dovrebbe farlo nei prossimi anni, specialmente se ci sarà un cambio al vertice nelle prossime elezioni. Una volta messo in sicurezza il costone non ci sarebbero più ostacoli. Cosa che ripeto non mi scandalizza e che trovo anche positiva sotto il profilo turistico ed economico. Però rimane il dubbio sulla procedura adottata che lascia alla SA.AN la proprietà del suolo.“
Allora sono incompetenti secondo lei?
Sono sempre stato parco nell’utilizzo della terminologia nei confronti degli avversari politici. Ripeto, mi limito a costatare che ci sono forti contraddizioni nell’operato del Comune e molti dubbi sulla regolarità delle procedure che hanno portato alla demolizione. Alla festa organizzata dall’Amministrazione io non ho partecipato proprio per questo, in quanto ritenevo che non ci fosse nulla da festeggiare visto come si era arrivati a quel traguardo. Faccio qualche critica anche alla sinistra che non ha fatto molto. Quando ho proposto di fare un’azione comune sul caso Alimuri non ho ricevuto risposte se non quella che io sarei contro l’abbattimento. Una grande stupidaggine direi. Le cose vanno sempre dette per quello che sono e per quello che ne pensiamo, al di là di vuoti pregiudizi.”
Viene da chiedersi perché il Comune abbia fatto questa scelta
“Non mi permetto di fare illazioni. Io mi limito a constatare che ci sono stati degli atti amministrativi contraddittori. C’è stata una correzione del tiro, insomma. Da esponente delle forze di minoranza avevo il dovere di rilevare che questa amministrazione, come ha fatto anche per il cinema per esempio, prima prende una direzione e poi la cambia facendo spesso confusione e non adottando le scelte più ovvie e giuste. Posso solo supporre che nel caso Alimuri l’obiettivo era quello di rendere le eventuali azioni legali della SA.AN meno aspre. Che rimanga proprietaria del suolo non elimina di fatto la possibilità di ricorsi e rimborsi ma sicuramente il percorso giudiziario ne potrebbe risultare perlomeno ammorbidito attraverso un iter meno pesante per il Comune. La prospettiva di poter investire quando il costone sarà risanato è già di fatto un punto molto importante a favore della Società.”
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: l'avvocato Dilengite e l'ing. Elefante, Assessore di Vico Equense

domenica 30 novembre 2014

Vico Equense – Abbattuto l’Ecomostro di Alimuri. Dopo 50 anni si realizza un sogno ma le istituzioni sono assenti


Un lampo, un boato immenso e in pochissimi secondi Alimuri viene giù. In una surreale giornata novembrina di torrido scirocco, l’incubo della Penisola Sorrentina, l’Ecomostro, si è disintegrato in una nuvola di polvere qualche minuto dopo le 13.30.
Dopo cinquant’anni si chiude con un lieto fine una storia lunghissima e piena di colpi di scena. Le micro cariche di dinamite disseminate sul pilastri dello scheletro eretto negli anni ’60 hanno fatto il loro dovere e come in un go down i tasselli sono franati al suolo restituendo alla Natura ciò che era suo.
Possono ritenersi soddisfatti gli amministratori comunali di Vico Equense, soprattutto il primo cittadino Gennaro Cinque, che hanno accuratamente preparato l’evento. Nei confronti del mondo si è fatta bella figura, tutto è andato liscio. Rispettati i tempi e organizzazione perfetta, precisione svizzera si potrebbe dire per un evento unico e irripetibile che entrerà nella storia di questi luoghi. Unico neo, l’assenza assoluta delle istituzioni. Nelle alte sfere hanno snobbato l’avvenimento. Si diceva  nei giorni scorsi che sarebbe intervenuto  il Presidente della Regione Caldoro,  sembrava atteso persino il Ministro dell’Ambiente Galletti. Invece, a Parte l’On. Antonio Amato, Consigliere Regionale, non si è visto nessuno. “E stato un errore da parte dei miei colleghi - ha detto Amato - bisognava dare un segno di assenso a questo evento importantissimo. La demolizione dell’Alimuri rappresenta motivo di soddisfazione per le autorità locali e avrebbe dovuto esserlo per quelle regionali e nazionali. Essere vicini a tutti i cittadini era un obbligo per questa storica conquista.”
“Noi li abbiamo invitati - ha detto l’Assesore di Vico Equense Elefante - Avevamo anche chiesto un contributo per questa operazione onerosa per le casse comunali. Ma non ci hanno risposto né si sono presentati. Certo la buona riuscita dell’evento non è dovuta a loro…”
In effetti è stata un’assenza che ha destato perplessità in quanto la vicinanza delle Istituzioni avrebbe alleggerito anche la tensione degli amministratori locali per le temute conseguenze giudiziarie che l’abbattimento comporta. “Non so come finirà dal punto di vista legale -ha ribadito Elefante - ma vedere sparire questo mostro dal nostro litorale quando nessuno ci era riuscito è una grande soddisfazione per tutti noi amministratori e per i cittadini di Vico Equense. La cosa più emozionante per me è stata quel lancio di palloncini da parte degli alunni del territorio. Loro sono il futuro e hanno risposto con una spontaneità che mi ha commosso. Quel gesto mi ha ripagato di tutte le amarezze per le polemiche subite in questi giorni.”
Essi, perché di polemiche ce ne sono state. Sulle possibili ritorsioni economiche della Famiglia Normale, proprietaria dell’immobile e sui costi che questo evento ha comportato, ventimila euro che gravano sulle casse comunali per l’organizzazione, più naturalmente i 350.000 euro per l’abbattimento vero e proprio. Qualcuno ricorda la enorme somma che bisognò rifondere ai proprietari dell’ecomostro costruito sul litorale di Bari e che aleggia come un’ombra su questo evento. Ma l’Assessore Elefante spiega che Alimuri sarebbe rimasto in piedi ancora per qualche decennio mentre si aspettavano i tempi biblici che la giustizia impiega a fare il suo corso. Da oggi in poi nelle foto del litorale che girano in tutto il mondo Alimuri sarà invece solo una bellissima spiaggia su una costa incantata.
Insomma, domani è un altro giorno.

Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: Alimuri liberata

giovedì 27 novembre 2014

Vico Equense – La scuola ancora una volta sotto la scure della spending rewiew


Con l’ultima delibera approvata nel consiglio comunale del 26 novembre scorso, il Comune ha completato l’opera del dimensionamento scolastico  iniziata nel 2009. Diventano due infatti i poli scolastici, uno facente capo alla Zona Costiera, ovvero Vico Centro, e l’altro alla zona collinare, lasciando fuori, cioè dislocandolo in un unico polo con la Scarlatti, il Circolo Didattico "Giovanni Pascoli" di via Sconduci.
Il pullulare di leggi, a partire dalla sciagurata riforma Gelmini, seguendo una logica di risparmio e razionalizzazione delle risorse, ha determinato in pochi anni la chiusura di un numero sterminato di plessi scolastici su tutto il territorio nazionale. Anche Vico Equense è caduta sotto la mannaia delle nuove norme e negli anni ha visto morire plessi gloriosi come quelli di Ticciano e Montechiaro. Piccole scuole perfettamente attrezzate dove i bimbi trovavano ottima accoglienza senza dover affrontare spostamenti impervi.  La chiusura di questi plessi determinò la rivolta delle famiglie che occuparono, tra vezzi e lazzi del resto della popolazione, i locali dei plessi restando all’addiaccio persino di notte. Ma non ne ricavarono niente.
In quel caso vi fu infatti poca solidarietà verso i ticcianesi e gli abitanti di Montechiaro. Il resto dei cittadini assorbì il dimensionamento con nonchalance e i plessi furono chiusi senza troppo dolore da parte di chi non si vedeva sacrificato dal nuovo assetto. Ma si creò una ferita all’interno delle comunità interessate che ancora oggi viene ricordata con dolore.
Oggi ad essere sacrificata è l’ottima scuola media di Massaquano, che farà posto ai piccoli della materna che al momento hanno a disposizione una sede piuttosto disagiata. I ragazzini delle medie dovranno dunque trasferirsi in collina oppure in centro, a loro scelta. Ciò è dovuto al fatto che la media di Massaquano subirà, secondo gli studi statistici del Comune, un progressivo calo delle iscrizioni. Hanno un futuro in espansione solo Arola e naturalmente la “Caulino” di Moiano, tanto cara al sindaco Gennaro Cinque. A proposito della Caulino sarà bene ricordare che era l’unica scuola destinata alla perdita della dirigenza nell’elenco stilato dalla Gelmini in quanto conteneva meno di 500 alunni. Con sapiente scienza e onniscienza il Comune ha saputo muovere le pedine giuste per evitare questa sciagura e far diventare la Caulino un Istituto Comprensivo che conterrà la bellezza di 1217 alunni, la cui dirigenza avrà quell’autorevolezza di cui tanto ha parlato l’assessore Di Martino durante il Consiglio Comunale, che la metterà al sicuro da qualsiasi  futura spending rewiew.
Naturalmente i cittadini di Massaquano non sono contenti di questo nuovo assetto. La loro scuola media è un’eccellenza. L’Invalsi, cioè l’ente del Ministero della Pubblica Istruzione deputato alla valutazione dei risultati conseguiti nelle singole scuole, valuta la media di Massaquano tra le migliori scuole nazionali. Ma tant’è, ragioni che nulla hanno a che vedere con la didattica e i successi conseguiti obbligano gli alunni a sloggiare, cambiare insegnanti, spostarsi ogni giorno coi bus scolastici. A nulla vale ricordare che non sono ancora superati i margini che imporrebbero un nuovo dimensionamento e c’era la possibilità di aspettare tempi migliori.
Viene da chiedersi, come ha giustamente suggerito il Consigliere di minoranza Giuseppe Cioffi, perché non chiudere la media di Arola. Questa scuola aperta qualche anno fa con un intervento edilizio molto discutibile, è visibilmente sovraffollata contenendo tre ordini di scuola, dall’infanzia alla media. Le aule sono piccole, non vi sono vie di fuga adeguate. Ma evidentemente faceva comodo decidere nel senso voluto dall’Amministrazione Comunale, per confermare invece che correggere gli errori del passato.
In realtà con la nuova delibera si completa il vecchio disegno dell’Amministrazione Cinque, ridurre a due Istituti Comprensivi l’intera popolazione scolastica, per risparmiare qualcosa e chiudere definitivamente il discorso, adeguandosi a quello che è ormai diventato l’imperativo generale, sacrificare tutto a beneficio di un’economia sempre più chiusa su se stessa e molto lontana dal benessere e dalle aspettative dei cittadini 
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

martedì 25 novembre 2014

Oggi per la Moretti


Oggi sarebbe la giornata mondiale contro la violenza alle donne. Una giornata importante, forse, per ricordare agli energumeni maschi che una donna "non si picchia nemmeno con un fiore"… Quanti violenti capiranno l’antifona? Bah, spero che a qualcuno di loro il messaggio arrivi e che la smetta di bramare istinti femminicidi.
Per celebrare questa giornata ho deciso  di dedicare un post ad Alessandra Moretti, deputata europea del pd che probabilmente si prepara a sfidare Luca Zaia alla guida del Veneto. La dolce pulzella, la sedicente e seducente ineffabile ladylike, contro gli omaccioni della Lega. Renzi la vorrebbe là...E so soddisfazioni…
Dedico il post alla Moretti perché dal mio punto di vista la trovo una donna coraggiosissima e disposta al sacrificio. Per quali ragioni? Come non provare ammirazione sconfinata per una che dichiara orgogliosamente la frequentazione dell’estetista tutte le settimane? Che decide di essere sempre “a posto” anche nelle parti più intime…?
Le estetiste che io frequento conoscono molto bene la mia riluttanza verso il settore. I miei appuntamenti saltati, la mia noia violenta verso tutto ciò che richiede manipolazione di unghie, peli, grigiore sulle tempie… una  cappa insopportabile che mi avviluppa e soffoca… E solo nel momento nel quale mi pare di assomigliare a un lupo, anzi a una lupessa, rasentando la linea estrema della compatibilità sociale, mi lascio prendere riluttante dalla gru sempre parcheggiata sotto casa che mi trasporta verso la fustigazione.
Come può una come me non rimanere folgorata dal sacrificio estremo per il fashion?
Dunque, non a Donne come Margherita Hack, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Alda Merini, Rita Levi Moltalcini,  coi capelli imbiancati e cisposi, poco inclini alle sedute estetiche, quelle di una doccia e via… e dunque non “a posto”, voglio dedicare la mia pagina in questa giornata speciale, ma a lei, Alessandra Moretti,  quale nuovo e fulgido esempio di virtude e canoscenza, se non altro, di hop hop, zac zac, splash spalsh, streeeeccct, in compiuta consapevolezza e rivendicazione. 

giovedì 13 novembre 2014

Vico Equense – Alimuri: confermato l’abbattimento dell’Ecomostro. Andrà giù il 30 novembre

Nella conferenza stampa convocata stamane dal Comune di Vico Equense per annunciare i dettagli della demolizione dell’Ecomostro di Alimuri, non sono emerse novità sostanziali. Chi le aspettava è rimasto deluso. Confermate tutte le notizie trapelate nei giorni scorsi: l’orribile scheletro andrà finalmente giù. Una serie di micro-cariche esplosive verrà posta nei punti chiave dell’edificio e nel pomeriggio del 30 novembre la spiaggia di Alimuri tornerà come era agli albori degli anni ’60. Non ci saranno sospensive del TAR, come affermato dall’Ass. Elefante, e  nulla potrà fermare la macchina demolitrice che si è messa in atto. Né sarà costruito altro dove oggi c’è l’ecomostro.  Il litorale resterà integro  e tornerà patrimonio della Natura come unica artefice di possibili trasformazioni del costone e dell’insediamento spontaneo della vegetazione. Queste le conclusioni in generale.
A fronte delle incongruenze che saltano agli occhi di chi legge gli atti scritti, ovvero le Delibere di Giunta che hanno accompagnato l’iter burocratico, e contemporaneamente ascolta le parole degli esponenti comunali, le risposte sono precise. Le delibere verranno modificate entro pochi giorni e sarà sancito che non vi è nessuna volontà di creare nuovi insediamenti urbani o balneari nell’area risanata. La rinuncia a queste ipotesi  starebbe nell’altissimo costo per la messa in sicurezza del costone soprastante Alimuri che allontana qualsiasi progetto di futuri insediamenti.
Nessuna paura pare debba nascere nemmeno dagli inghippi burocratici sempre presenti e che minacciano qualunque opera  pubblica. La legge parla chiaro per Alimuri, la non conformità del manufatto con il progetto originario è motivo di demolizione senza possibilità di appello. Almeno di questo sono sicuri gli amministratori di Vico Equense che non sembrano affatto intimoriti dalle ripercussioni che la SAAN, società proprietaria dell’immobile, potrebbe far ricadere sulle casse comunali e quindi sui cittadini in caso di contenzioso. Su un punto però qualche perplessità rimane ancora. Le richieste di sospensiva dell’abbattimento da parte della società proprietaria sono state tutte respinte, dal TAR e dal Consiglio di Stato, ma non si sa come i giudici si pronunceranno  nel merito dell’abbattimento vero e proprio quando questo diventerà materia di dibattimento. Secondo l’assessore Elefante  aspettare i tempi biblici che i tribunali amministrativi impiegano per arrivare a sentenza definitiva significa spostare l’abbattimento dell’Ecomostro a una data di là da venire, enormemente lontana.  Pur riconoscendo che non sa con certezza come potrebbe finire un contenzioso di questo genere, si è deciso comunque di procedere senza ulteriori tentennamenti.
Si è chiarito anche il dubbio sulle due società che fanno capo all’Ecomostro, ovvero la SAAN e la SICA che è subentrata successivamente. L’unica proprietaria è SAAN, come risulta da una ricerca corecale, la quale possiede un gran numero di immobili e potrà far fronte al debito nei confronti del Comune che si accolla momentaneamente le spese per la demolizione che, secondo le ultime stime dopo l’assegnazione dei lavori, dovrebbe aggirarsi intorno ai 340.000 €.
Si prepara dunque un gran festa per il prossimo 30 novembre. A un primo incontro con le autorità e la stampa presso la Sala Multimediale della SS. Trinità, seguirà il trasferimento degli ospiti a Sorrento dove un traghetto salperà alla volta del luogo delle operazioni di abbattimento per consentire la visione dal mare di un evento unico, irripetibile e atteso da decenni. Zone di osservazione saranno predisposte anche da terra, sulle curve di accesso alla Marina di Meta, dove alcuni spazi saranno riservati esclusivamente agli alunni di ogni ordine e grado del territorio, in totale regime di sicurezza. La Statale Sorrentina verrà chiusa al traffico durante le ore di massima allerta e vi avranno accesso solo i mezzi autorizzati. Nel pomeriggio, salvo un mare forza 9 o intemperie brutali, Alimuri sparirà per sempre dal litorale Sorrentino.


Il Sindaco Gennaro Cinque ha manifestato tutta la sua soddisfazione e il suo orgoglio per questo eccezionale avvenimento e si è detto molto amareggiato per le proteste dei VAS di Vico Equense che hanno denigrato aspramente tutta l’operazione temendo un grande affare per le parti in causa a solo danno dei cittadini. Ha ringraziato generosamente l’Ufficio Tecnico del Comune per l’opera preziosa prestata al fine di trovare la soluzione di un problema che al Sindaco stesso sembrava impossibile da affrontare. E’ Gennaro Cinque a voler definire l'abbattimento dell'Ecomostro come una Festa, dedicata non solo a Vico Equense ma al mondo intero.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: Gennaro Cinque; Ass. Elefante e Migliaccio

mercoledì 15 ottobre 2014

Vico Equense – Giardino della SS. Trinità pomo della discordia nel CdA dell’Ente.

Il bellissimo giardino/orto della SS. Trinità e Paradiso, antico complesso monumentale di Vico Equense, è rimasto per decenni abbandonato e incolto. Chiuso sostanzialmente al pubblico, era uno spazio inutilizzato, spesso ricettacolo di materiali vari ammassati tra gli aranci. Nella scorsa primavera l’attuale Presidente della SS. Trinità, Vincenzo Esposito, insieme ai Consiglieri del CdA Matteo De Simone e Claudia Scaramellino, per superare questo stato di cose, ha bandito una gara al fine di affidare a terzi l’uso e la cura del giardino e ricavarne anche un po’ di soldi. Come d’incanto è nata una fondazione, la FAST, formata da rispettabilissimi cittadini e professionisti di Vico. La FAST si è aggiudicata la concessione del giardino senza passare però per alcuna gara, d’ufficio, per volere dello stesso Esposito che, a suo dire, secondo lo Statuto ne aveva facoltà.
A seguito di questa decisione, FAST si è insediata attrezzando l’area a proprie spese con giostrine e angoli relax per anziani, suscitando entusiasmo nei cittadini che vedevano finalmente rinascere uno spazio verde, l’unico attualmente fruibile in città, per la gioia di grandi e piccini.  
Tutta l’operazione ha però destato l’ira dei due consiglieri del CdA che sono entrati in rotta di collisione col presidente Esposito.  A loro dire, Esposito non solo non aveva rispettato il criterio di aggiudicazione tramite la gara, come di comune accordo, ma si era apertamente messo di traverso al Comune, cioè a uno dei soggetti interessati alla gestione del giardino e sponsorizzato soprattutto dagli stessi consiglieri.
E’ così cominciata una lotta intestina, un braccio di ferro tutto interno al CdA che difficilmente si concluderà con una soluzione pacifica poiché le cause di attrito sono di difficile soluzione. Innanzitutto il comune ha un contratto di affitto stipulato con il CdA relativo alle aule di scuola materna all’interno del complesso, ma Il canone da alcuni anni rimane inevaso  ed è in corso tuttora un contenzioso tra Comune e SS. Trinità per morosità. Esposito ritiene, e non a torto, che il Comune non sia il soggetto più consono a gestire il giardino proprio perché non garantisce il rispetto dei patti deprivando la SS. Trinità di entrate preziose per il suo mantenimento.
Inoltre, e questo è un fatto nuovo e a dir poco eclatante, Esposito si accorge a quasi due anni dall’insediamento che De Simone e Scaramellino sono incompatibili con la carica assunta nel CdA. De Simone perché, come lascia intendere Esposito, potrebbe essere a breve costretto alle dimissioni per le stesse ragioni per cui lasciò lo scranno di Presidente del consiglio comunale (ovvero una condanna per falso  ndr). Scaramellino perché, essendo anche Consigliere Comunale, è in evidente conflitto di interessi. Per queste ragioni Esposito ha chiuso il discorso sull’argomento mettendo a tacere i due membri del CdA. 
Il fatto è eclatante perché fino a qualche mese fa Esposito difendeva a spada tratta i due membri del CdA, attaccati duramente per gli stessi motivi dagli ex dirigenti del PD cittadino, che contestavano anche le modalità consociative della nomina dell'intero CdA chiedendone le dimissioni immediate. L’accordo, denunciava il PD, fu deciso a tavolino dall’ex Sottosegretario all’Istruzione Rossi Doria,  il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque e Aldo Starace ex leader della minoranza del MpV, senza tenere conto degli interessi propri dell'Ente.  Sulle modalità della nomina del Cda si era pronunciata negativamente anche l’on Luisa Bossa con una interpellanza parlamentare scritta. Il Ministero competente rispose che effettivamente vi erano i presupposti di illegittimità nella composizione del CdA e si fece strada la possibilità di un commissariamento dell'Ente, ma cadde il Governo e non se ne fece più nulla.  
Sta di fatto che il giardino/orto gestito per tutta l’estate dalla FAST ha funzionato benissimo con grande soddisfazione di bambini ed anziani. Nessuno scommette al momento su chi l’avrà vinta nel CdA della SS. Trinità, anche se appare evidente l’effettiva incompatibilità dei consiglieri ormai in netto contrasto con il Presidente Esposito, i quali avrebbero solo da presentare le dimissioni e rimettere tutto nelle mani delle autorità competenti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vsuviano"Foto della giardino della SS.Trinità prese dal web

domenica 12 ottobre 2014

Libri: presentarli perchè?


Qualche tempo fa su fb c'è stata una catena molto carina, secondo me. Quella legata ai libri che abbiamo letto. La richiesta quando si veniva nominati era più o meno: quali libri hanno cambiato la tua vita? Un po' esagerata forse, perché purtroppo la vita non la cambiano i libri, sarebbe troppo facile, ma nello stesso tempo era una richiesta per me intrigante perché i libri mi fanno da sempre compagnia e sono una parte importante di me. Che fb si occupasse di libri poi e con tale successo di seguito mi ha fatto piacere in quanto credo che un social sia importantissimo per la diffusione della cultura, oltre che delle facezie che ciascuno di noi ci scrive sopra.
Grazie alla nomina del mio amico Silvio, avevo dunque fatto un elenco sommario. In fondo 10 titoli son pochi e alcuni non li ho inseriti per brevità. Per esempio Le memorie di Adriano e L'insostenibile leggerezza dell'essere. O il Maestro e Margherita, da ragazzina tutti i romanzi di Dickens, i classici russi, e poi Pavese, Moravia, Calvino, insomma vera letteratura, con la L maiuscola.
In un certo periodo della vita mi appassionai però agli autori ebrei americani leggendo decine di opere che parlavano di yiddish, pane azzimo, pulizie di pasqua e rituali ebrei. Tutti autori geniali che non sempre facevano letteratura ma cmq ottimi libri, piacevolissimi. E ho letto anche una gran quantità di narrativa varia che spesso mi ha intrigato senza che avessero a che fare con la letteratura.
Dico tutto ciò perché mi chiedo se un libro debba per forza fare lettaratura. Io direi di si se intendiamo la letteratura come un'arte. Un grande autore non può prescindere dal fare letteratura, altrimenti finisce nell'immenso calderone di scrittori che dicono poco e con parole e concetti più o meno semplici, passando come acqua sui sassi, senza lasciare traccia.
Altra cosa però è la piacevolezza del leggere che a volte con la letteratura non c'entra nulla. Alcuni libri sono vivaci, intriganti, interessanti senza avere la pretesa di essere opere d'arte. Altri possono essere noiosi e banali nella trama e nei contenuti e persino scritti male, eppure che qualcuno li legga magari con piacere è sempre un fatto positivo. A volte sento parlare di scrittura trash, come ad esempio le opere di Liala, i romanzetti rosa, la giallistica d'accatto, quasi con disgusto. Oppure quei libri scritti da personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, del calcio. Io invece penso che non sia così. Se di più facile accesso ad una categoria di persone, ogni libro è benvenuto.
Un libro vale sempre la pena di leggerlo e tutto sommato anche di scriverlo. E il business legato all'editoria mi dispiace meno di quello per altre cose che ci telecomandano dalle alte sfere. Nè faccio distinzioni tra presentazioni di serie A e presentazioni di serie B. Distinguo solo tra quelle che mi piacciono  e quelle che non mi piacciono con la libertà che ognuno vada dove meglio si trova. Perché alla fin fine o presenti Umberto Eco, per dirne uno, o tutte le presentazioni sono uguali direi. E allora purchè si parli di un libro, che si presenti quello che si vuole col solo limite di non allontanarsi troppo dal comune senso della civiltà, perché di libri più se ne parla e meglio è.

giovedì 9 ottobre 2014

Vico Equense – Associazioni e cittadini impegnati si cimentano nella riscossa culturale della città



L’estate appena conclusa ha visto nascere a Vico Equense alcuni eventi culturali curati da associazioni e gruppi di cittadini che si sono organizzati in forma autonoma e del tutto autofinanziata per dare spazio a incontri con personalità del mondo politico, culturale e istituzionale.
Pier Luigi Bersani, Ferdinando Imposimato, Antonio Bassolino, docenti universitari di filosofia ed eccellenze territoriali come lo chef Gennaro Esposito, hanno partecipato a iniziative organizzate presso l'Hotel Aequa dall’Associazione degli Amici di Mediaduemila, coordianata dal prof. Derrick de Kerckhove  e Maria Pia Rossignaud direttrice della rivista Mediaduemila.
Nello storico Bar del Sole, Pina Gambardella ha organizzato la presentazione di alcuni libri di successo come, tra gli altri,  “Arredo casa e poi m’impicco” di Massimiliano Virgilio e il saggio del prof. Massimo Lo Cicero “Sud a Perdere”.
 Franco Cuomo, oltre alla personale presentata nell’androne della sua casa, di gran successo, ha curato l’esposizione di giovani artiste, Maria Teresa Violeta, Daniela Maione e l’esibizione dell’attrice Roberta Frascati espressioni di un territorio un po’ indifferente alle sollecitazioni culturali. Spiega il professore Cuomo:"L'esporre in una casa o far diventare la propria casa un luogo di riflessione per l'arte è un'altra modalità per approcciare ad essa. Il nostro ambiente, la casa i luoghi più intimi e familiari possono diventare così spazi dell’arte", non meno suggestivi, se peparati con cura, delle prestigiose e costosissime gallerie d'arte.
Un fiorire di attività culturali, insomma, che ha riscosso un buon seguito tra i cittadini e che ha in programma nuove e importanti iniziative. Continuano infatti gli incontri al Bar del Sole coordinati da Pina Gambardella e dallo stesso Franco Cuomo. Nei prossimi giorni saranno ospiti due giovani autrici, Antonella Cilento con il suo romanzo “Lisario e il piacere infinito delle donne” finalista del premio Strega l’11 ottobre e Rosalia Catapano con  “Solo Nina” il 25 ottbre. Ancora due donne di Napoli che raccontano la città tra passato e presente e che fa da cornice a due storie avvincenti.
Alla presentazione dei libri viene associata una prima colazione naturale. Alessandra Masturzo offre ai tavoli degli spettatori  riso soffiato, frutta cotta o disidratata, fiocchi di mais, latte di mandorla e altre bontà salutari molto gradite vista l’ora, intorno alle 11.00 del mattino.
Gli incontri nel mese di novembre, causa chiusura per ferie del Bar del Sole, avranno luogo ancora una volta nell’androne di casa del professore Franco Cuomo, da lui stesso intitolato ART HOUSE GALLERY. Si comincia con Tommaso Sodano che presenterà il suo libro-dossier “La Peste”. A seguire, sempre a novembre un grande evento culturale e cioè una tre giorni interamente dedicata a Pier Paolo Pasolini nel quarantennale dalla morte. A dicembre, una mostra del grafico Nicola Dammora e la presentazione del nuovo romanzo di Eduardo Savarese, scrittore di Vico Equense, “Le inutili vergogne”.
L’associazione Amici di Mediaduemila nel frattempo sta mettendo in cantiere un convegno sulla parità di genere che avrà come protagonisti personalità culturali di notevole spessore che si sono distinte nella difesa dei diritti civili.
Un ricco programma, insomma, assolutamente fuori dagli schemi che solitamente attanagliano gli eventi culturali. Niente clichè pubblicitario o ansia di vendere e nessun riferimento alla politica, anche se gli organizzatori si possono annoverare tutti in un’area della sinistra, ma le sigle partitiche sono tassativamente escluse. L’unico obiettivo è quello di arricchire la città di Vico Equense di spazi culturali alternativi e dinamici, aperti al libero confronto tra persone e allo stesso tempo intimi, dentro ambienti caldi e accoglienti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 2 ottobre 2014

Vico Equense – Mostro di Alimuri forse vicino all’abbattimento ma a quale prezzo?


A metà settembre il Comune di Vico Equense ha annullato con un decreto l’accordo stipulato nel 2007 tra vari Enti e la società proprietaria del cosiddetto Mostro di Alimuri, la SAAN Srl. Tale accordo  prevedeva l’abbattimento dello scheletro e la costruzione di un albergo ex novo in un altro sito sul territorio vicano. Le ragioni dell’annullamento sono note e riportano alle difformità del manufatto rispetto al progetto originario presentato negli anni ‘60.
La scoperta delle difformità, avvenuta a dire del Sindaco Gennaro Cinque in modo del tutto fortuito grazie a una comparazione che non era stata mai fatta nelle infinite cause giudiziarie intraprese da più parti pro e contro l’abbattimento, ha dato il via agli annunci trionfalistici dell’imminente scomparsa dell’Ecomostro dal litorale. Successivamente, nel mese di maggio, la Giunta ha emanato un Atto di Indirizzo e ha informato la SAAN Srl dei nuovi sviluppi. Come era prevedibile subito è partito il ricorso al Tar da parte della società per chiedere la sospensiva dell’abbattimento.
Il TAR  ha però rigettato la sospensiva senza entrare nel merito della legittimità degli atti relativi all’abbattimento stesso e il Comune ha indetto la gara d’appalto per aggiudicare i lavori, gara che dovrebbe partire entro il mese di ottobre in corso. Ha altresì predisposto gli atti per un finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti per la cifra di circa 500.000 €.
Il decreto di abbattimento di questi giorni sarebbe la ciliegina sulla torta, quello che mette la parola fine sulla vicenda. Se non che, proprio il decreto ha generato dei dubbi, soprattutto di carattere procedurale. Può infatti il Comune di Vico Equense decretare sic et simpliciter l’annullamento di un accordo nel quale sono implicati più soggetti? Non era necessario passare prima attraverso una Conferenza dei Servizi  con gli stessi soggetti? E tutto ciò non aprirebbe la strada a nuovi contenziosi da parte della SAAN Srl? La società ha sempre cercato il pelo nell’uovo e non è detto che non riapra un contenzioso su qualche cavillo giuridico.
Se non lo facesse sarebbe legittimo pensare a un accordo tra le parti? Dopo anni e anni di speranze disilluse, di ricorsi costosi e impegni di somme di danaro ingenti, è difficile credere che la SAAN Srl si rassegni all’abbattimento senza trarne alcun beneficio e che non segua tutte le vie necessarie per non rimanere con le pive nel sacco.
Alla luce di queste considerazioni più o meno fondate non sembrano poi tanto peregrine le ammonizioni lanciate da Franco Cuomo, rappresentante dei VAS, che hanno avuto spazio anche su un grande settimanale di informazione politica. Cuomo afferma che alla fine a pagare l’abbattimento saranno solo i vicani, i quali non solo hanno dovuto sopportare la presenza del mostro per oltre 40 anni ma ne potrebbero risarcire anche l’abbattimento.
Abbattimento che comunque sembra dover slittare rispetto alle date previste da Comune in quanto dovranno prima passare i 60 giorni canonici dalla notifica dell’atto per scongiurare ulteriori ricorsi che a tutt’oggi non è possibile prevedere nella forma e nella sostanza.

La lunga storia che ha accompagnato Alimuri è ancora oggi piena di interrogativi mai risolti a partire proprio da quell’accordo del 2007 stipulato tra SAAN Srl, Ministero dei Beni Culturali, Regione Campania e Comune di Vico Equense che oggi il comune ha annullato. Allora si gridò alla scandalo in quanto l’unica beneficiaria dell’accordo sembrava essere Anna Normale, membro della società e moglie dell’ass. regionale Cozzolino, stretto collaboratore di Bassolino al tempo Governatore della Campania. L’accordo non divenne mai operativo e l’abbattimento dell’Ecomostro anche in quel caso annunciato trionfalmente decadde nei fatti. 
Fra qualche giorno, il 3 ottobre, Antonio Bassolino sarà ospite di un incontro all’Hotel Aequa. Si parlerà di altri argomenti , soprattutto del suo ultimo libro, “Le dolomiti di Napoli”. Una semplice coincidenza dunque, ma che si intreccia suo malgrado in una vicenda al suo epilogo, piena di colpi di scena e che non finisce mai di sorprendere.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

ps Il decreto comunale di abbattimento è stano notificato alla SAAN Srl. il funzionario comunale firmatario indica nel documento anche l'indirizzo della società. Se per curiosità si fa una ricerca su Google, la SAAN Srl non compare in nessun link del portale. Google riconosce solo l'indirizzo che corrisponde però all'attuale sede della SICA Srl, subentrata qualche anno fa alla SAAN Srl. In effetti la SAAN Srl almeno per Internet non esiste anche se deve essere ben viva e vegeta se ancora oggi è protagonista di tutte le battaglie, mentre la SICA Srl viene nominata solo di rimando. Questo aspetto delle due società sovrapposte è abbastanza singolare.

giovedì 18 settembre 2014

Vico Equense – Consiglio Comunale: varati i Referendum, ma sul Cinema Aequa è ancora fumata nera

Nuova fumata nera sulla ricostruzione del cinema Aequa. Relegato, come al solito, nei punti finali di un OdG chilometrico, l’argomento è stato rimandato al prossimo Consiglio Comunale.  Nell’Assise svoltasi stamattina si è discusso di altro e cioè sostanzialmente di Referendum comunali e di spiagge. Poche le novità, comunque, in un consesso nel quale c’è una schiacciante supremazia della maggioranza, compattissima se si tratta di demolire le istanze che vengono dalle minoranze. Meno compatta se si guarda al suo interno dove le vecchie faide non si sono ancora sanate. Il Sindaco Gennaro Cinque ha dimostrato andando via quasi subito che la maggioranza c’è ancora, il numero legale regge e non c’è bisogno delle opposizioni per  lo svolgimento dei Consigli Comunali. Si è guardato ancora bene però dal sedersi a fianco del Presidente Maurizio Cinque, mentre nei banchi della maggioranza si sono notate un paio di assenze significative.
Questo clima non ha impedito il varo di un importante provvedimento sul quale c’è stata l’unanimità, ovvero il regolamento sui Referendum comunali che d’ora in avanti anche a Vico Equense saranno possibili.
I Referendum potranno essere promossi dal Comune stesso oppure dal 20% degli iscritti nelle liste elettorali, ovvero dalla raccolta di 3.400 firme. Non sono ammissibili i Referendum che riguardano gli strumenti urbanistici attuativi e l’organizzazione degli apparati comunali, i tributi e le attività amministrative. La validità è sancita dalla partecipazione del  40% dei votanti, che a Vico corrisponde all'incirca a 7.000 elettori.
Bocciata sonoramente, invece, la proposta di delibera inoltrata da Dilengite e Cioffi, consiglieri della minoranza di centrodestra. Dilengite e Cioffi hanno proposto di revocare gli affidamenti triennali degli arenili ai privati anche e soprattutto alla luce del disastroso bilancio di fine stagione balneare.  La gestione privatistica ha infatti  prodotto la limitazione massima delle spiagge libere a spese soprattutto dei residenti nonchè il degrado delle zone limitrofe che risultano sporche e trascurate e l’invasione da parte di turisti mordi e fuggi che arrivano dall’hinterland napoletano e che saccheggiano il territorio senza benefici per la collettività locale. I due consiglieri hanno proposto di tornare alla vecchia gestione pubblica degli arenili che nei fatti risulta essere la migliore possibile e di limitare al massimo i pendolari del mare favorendo navette per i turisti alloggiati negli alberghi,  nelle case-vacanza e per i residenti.  Anche l’abolizione parziale dei parcheggi in riva al mare sarebbe un deterrente per gli insopportabili invasori estivi.
A sorpresa il maresciallo Cioffi si è detto anche lui mortificato dalle condizioni in cui versano le spiagge vicane in estate, ma ciò non gli ha impedito di votare contro la proposta di delibera di Dilengite e Cioffi che è stata liquidata nonostante la giustezza degli argomenti portati all’attenzione.
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

Vico Equense – SS. Trinità e Paradiso tra turbolenze interne mentre si allontana l’acquisizione al Comune

Per chi si aspettava una rapida conclusione dell'iter di acquisizione al Comune di Vico Equense dell'Istituto SS Trinità e Paradiso, nel maggio scorso è arrivata una doccia gelata dal Ministero delle Finanze. La Ragioneria dello Stato ha infatti restituito la relazione tecnica con esito negativo. Le ragioni che hanno determinato tale calamità sono sempre le stesse da anni ormai e cioè le incertezze economiche del Comune che non sembra avere la possibilità di acquisire l'Ente senza aggravio per la collettività e l'inquadramento del personale già in forza sul quale, secondo il Ragioniere dello Stato, permangono dei dubbi di notevole entità in quanto "È necessario chiarire inequivocabilmente se suddetto personale appartenga al comparto pubblico o privato, se sia stato assunto a tempo indeterminato e con quale inquadramento."
Sarà per questi motivi che il MpV, gruppo di minoranza nel Consiglio Comunale cittadino, ha pubblicato un manifesto con il quale si rivolge direttamente al PdC Matteo Renzi chiedendo il suo fattivo intervento per la soluzione del problema.
Il manifesto esce dopo un'estate segnata anche da alcune turbolenze interne al CdA della SS Trinità. Il Presidente Enzo Esposito ha concesso l'uso del giardino annesso all'Istituto alla Fondazione FAST e, secondo alcune esternazioni dei membri del CdA Scaramellino e De Simone, lo avrebbe fatto senza consultarsi con loro e senza rispettare il bando per la concessione emesso dallo stesso CdA.
Andrea Lauro, del MpV, subentrato all'avv. Starace in Consiglio Comunale si dice convinto che l'iter burocratico continuerà fino all'acquisizione ed esprime dei dubbi sulle presunte frizioni nel Cda.
Con il nuovo manifesto MpV chiede a Renzi di accelerare l’acquisizione della SS Trinità. Esistono ancora delle possibilità?
“Che ci sia stato un rallentamento dell’iter burocratico, è innegabile. Ma siamo difronte a questioni facilmente risolvibili, per questo io e il movimento civico a cui appartengo, siamo e restiamo fiduciosi che l’acquisizione al patrimonio pubblico sia un obiettivo realizzabile in tempo ragionevole”. 
Dalle ultime notizie relative alla Fondazione FAST  che ha provveduto alla "rinascita " del giardino della SS Trinità e da alcune esternazioni della prof.ssa  Scaramellino si evince che c'è stato un certo disappunto in quanto Esposito avrebbe fatto tutto a insaputa degli altri componenti del CdA.
“Non sono a conoscenza di eventuali screzi all’interno del cda della Santissima Trinità. Quanto all’associazione di cittadini, personalmente non posso che essere contento dell’impegno e la passione profusi per la realizzazione di un progetto ammirevole che, però, mettere a nudo le carenze del Comune. È l’amministrazione che dovrebbe farsi carico di erogare servizi e garantire spazi pubblici per i bambini. Ma ciò non sempre avviene. Basta guardare piazza Marconi, lo stato in cui versa l’area destinata ai bambini è di totale abbandono, nonostante gli appelli del nostro gruppo consiliare. Associazioni di genitori e cittadini dovrebbero tutti impegnarsi e spronare l’amministrazione affinché garantisca spazi pubblici attrezzati”.
C'è il timore che la partecipazione  della Fondazione al ripristino  del giardino della SS Trinità allontani l'acquisizione o addirittura possa favorirne la privatizzazione?
“L’acquisizione della Santissima Trinità al patrimonio pubblico è trasversalmente considerata un obiettivo politico importante. Per questo mi sento di poter dire che, al momento, non ho timori riguardo ad appropriazioni dell’Istituto da parte di privati, sotto qualsiasi veste. Certo, saremo vigili e seguiremo tutto l’iter necessario affinché l’Istituto venga restituito alla “Città di Vico Equense” e a tutti i suoi cittadini. Mi auguro che tali intenti siano condivisi da un numero sempre maggiore di cittadini e  che ciascuno, per quanto possibile, collabori. Evitare fazioni partigiane o basate su rivalità personali, è indispensabile se vogliamo garantire un futuro pubblico alla Santissima Trinità”.
Maria D'Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

giovedì 26 giugno 2014

Vico Equense – “Questione Morale” Ne parla Pier Luigi Bersani all’Hotel Aequa


Lunedì 30 giugno, presso l’Hotel Aequa di Vico Equense, Pier Luigi Bersani sarà ospite dell’"Associazione Amici di Media Duemila”  per ricordare e discutere la “Questione Morale” aperta da Enrico Berlinguer negli anni ’80.
Alle ore 20.00, l’onorevole del pd approfondirà il tema riproposto dal film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer”. Secondo Pasquale Cardone, ex consigliere del pd vicano e membro dell’associazione, “Oggi basta guardare la tv o leggere un giornale  per capire che dopo Tangentopoli e la fine della prima repubblica (1992) nulla è cambiato, anzi il malcostume ed il malaffare hanno occupato sempre più spazio. Personalmente ritengo attualissima la denuncia fatta oltre 30 anni fa da Berlinguer sulla degenerazione della politica e dei suoi rapporti con il malaffare e mi sembra giusto, in occasione dell’uscita del film di Veltroni, poterne riproporre il contenuto per rinverdire un tema, quello della questione morale appunto, che pare decaduto, svuotato di consistenza.”
L’incontro è promosso dall’ “Associazione Amici di Media Duemila” che diffonde la cultura digitale come strumento per lo sviluppo delle conoscenze nella democrazia partecipata. Maria Pia Rossignaud, direttore della rivista di cultura digitale “Media Duemila”, è tra i fondatori dell’Associazione che ha sede a Roma e che si è sviluppata su tutto il territorio nazionale. Moltissimi gli incontri e le occasioni di confronto e approfondimento lanciate anche a Vico Equense, dove hanno trovato spazio argomenti sempre di grande attualità.  
“Il nostro scopo – continua Cardone - non è quello di organizzare un momento di ricordi malinconici, né tantomeno un occasione di incontro "tra combattenti e reduci", ma un tentativo di portare a questo appuntamento soprattutto i giovani che non hanno mai conosciuto Berlinguer e con essi parlare di politica maiuscola. Quella politica fatta di sobrietà, impegno, serietà, abnegazione e spirito di servizio. Berlinguer è certamente uno degli uomini politici italiani che meglio ha rappresentato questi valori.  La presenza di Pier Luigi Bersani farà da tramite nel racconto della grande intuizione di Berlinguer sulla degenerazione politica che in quel periodo storico era a un passo dall’accadere “
Appuntamento dunque al 30 giugno, alle ore 20.00, all’Hotel Aequa.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 19 giugno 2014

Vico Equense - "Gli Amici della Torretta" promuovono una petizione per riaprire Punta La Guardia

Tutto è cominciato con una comunicazione su WhatsApp. Un appuntamento deciso tra pochi giovani di Seiano che volevano riappropriarsi di qualcosa che gli era sempre appartenuto e che improvvisamente gli veniva precluso. Una strada pubblica attraverso la quale si accede al magnifico uliveto di Punta la Guardia, a Vico Equense, comunemente chiamato “La Torretta”, è stata arbitrariamente chiusa impedendo l’accesso a quello che da sempre i Seianesi vivono come luogo dell’anima.
Sono principalmente Mauro Colandrea e Raffaele Cioffi,  insieme ad altri giovani amici, a decidere di smettere di parlarne tra loro e a creare un incontro pubblico. WhatsApp è il primo mezzo che usano per raccogliere persone e da quel primo appuntamento il gruppo si è via via allargato. Alla prima riunione vera e propria, convocata con una lettera ai Seianesi lasciata nella cassetta della posta, erano in più di cinquanta, decisi a fare di tutto per riaprire via Punta la Guardia e l’accesso alla Torretta. “Voglio precisare che il nostro gruppo non ha alcuna connotazione politica e vogliamo rimanere assolutamente moderati” dice Mauro Colandrea. “L’iniziativa è nata da una esigenza principalmente  affettiva verso dei luoghi che raccolgono una gran parte dei nostri ricordi. All’indomani della chiusura della strada da parte del proprietario dei terreni limitrofi, Michele Arpino, che ci ha lasciati sgomenti, abbiamo fatto tutte le ricerche del caso, per non incorrere in errori di valutazione. Abbiamo capito che il proprietario può dire quello che vuole, ma c’è una normativa che secondo noi lo inchioda. Via Punta la Guardia è una strada pubblica sulla quale transita la collettività. Ci vorrà del tempo, i tempi che normalmente impiega la giustizia, ma siamo sicuri di aver ragione. “
Nel frattempo l’Amministrazione Comunale, che pure avrebbe da dire la sua sulla strada pubblica  chiusa da un privato, rimane in silenzio, nonostante vi siano state anche delle interrogazioni da parte della minoranza per chiedere che l’area demaniale sia acquisita al Comune.  “Per quanto possano farci piacere tutte le iniziative mirate all’acquisizione dell’area da parte del Comune, per ora il nostro obiettivo principale è diverso,  cioè quello di poter eliminare il blocco che Arpino ha costruito illegittimamente. Noi crediamo –aggiunge Raffaele Cioffi -che Arpino non avesse alcun diritto di chiudere quell’accesso.  Lui dice che l’ingresso al fondo e il fondo stesso sono di sua proprietà, ma non è assolutamente vero, questo secondo noi è il reale problema da affrontare. Arpino avrebbe dovuto recintare la sua proprietà e preservarla da eventuali e improbabili invasioni dannose da parte di estranei senza impedire l’accesso allo spazio demaniale, su questo non abbiamo dubbi di avere ragione. La petizione che presenteremo all’amministrazione è un primo passo per arrivare allo sblocco della situazione.  A noi preme più di ogni cosa la possibilità di accesso alla Torretta e questo chiediamo alle autorità comunali.”
Per poter raggiungere il loro obiettivo i promotori della petizione progettano  anche un’Associazione vera e propria, con uno statuto,  registrata e legalmente riconosciuta. Inoltre è nato un gruppo facebook intitolato “Gli Amici della Torretta”. Nel frattempo già sognano un evento a Punta la Guardia per festeggiare una vittoria che prima o poi arriverà. Pacifici ma determinati, insomma, e con un’idea giusta da realizzare con la consapevole partecipazione della comunità vicana.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 22 maggio 2014

Vico Equense – Approvato il Consuntivo. In extremis Gennaro Cinque ricompatta la maggioranza.


Termina a tarallucci e vino l’ultimo Consiglio Comunale di Vico Equense. Dopo la terribile tempesta che ha sconvolto la maggioranza di Gennaro Cinque, torna la bonaccia, almeno apparentemente. Rientrati platealmente i dissidenti Maria Lora Cristallo e Andrea Balestrieri, che hanno votato per l’approvazione del Consuntivo, parzialmente rientrati Maurizio Cinque e la ribelle Mariateresa Eusebio che si sono astenuti. Ancora una volta, dunque, chi sperava nella caduta del sindaco è rimasto con le pive nel sacco, anche se non si è chiarito, almeno pubblicamente, cosa e chi abbia potuto convincere i consiglieri a tornare sui loro passi.
Una delle ipotesi che si fanno, forse a confermare che Vico Equense, come detto in aula dal Sindaco stesso, è un paese di “inciucioni” è quella che  Armando De Rosa, vecchio ras democristiano ed ex assessore regionale, stia giocando la sua partita in maggioranza.  Farebbero parte della sua area, infatti, sia Cristallo che Balestrieri e il loro repentino dietrofront suscita sospetti e dicerie di vario genere. Per esempio, il  ritardo nella demolizione del ristorante “O Saracino” sulla Marina di Seiano, nello spazio antistante la sua proprietà, avrebbe fatto infuriare De Rosa al punto da mettere in bilico la sopravvivenza stessa di Gennaro Cinque. Le sue durissime parole su alcuni media locali non lasciavano dubbi sulla minaccia incombente in Consiglio Comunale. Meglio un commissario, si è azzardato a dire.
Altre fonti parlano invece di favori elargiti ai Consiglieri interessati o ai loro familiari. Qualche posto, qualche condono e facezie di vario genere, tutto disposto dal Sindaco che si sarebbe piegato ad accettare alcune condizioni pur di non rischiare l’osso del collo.
Oppure, semplicemente, il Sindaco si è deciso a dare maggiore ascolto alla sua maggioranza evitando decisioni in solitudine, come chiedeva la Consigliera Eusebio?
Certo qualcosa di decisivo deve essere accaduto se il Sindaco è riuscito a convincere la sua maggioranza a rientrare nei ranghi. I Consiglieri, come succede spesso, si sono trincerati dietro un mutismo ostinato, nonostante l’avv. Dilengite li spronasse a spiegare le ragioni del ripensamento. Si era capito da alcune dichiarazioni dei dissidenti che qualche voce del Consuntivo avesse bisogno di approfondimenti e forse di qualche integrazione, ma nell’aula, né prima né dopo lo strappo feroce, si sono intraprese discussioni nel merito.
Un Consuntivo che la maggioranza si è votato da sola, dopo l’uscita dall’aula dell’opposizione che non ha voluto partecipare a questa ennesima sconfitta.  Brucianti come staffilate le parole di Gennaro Cinque che, nel suo stile popolano, ha ricordato al Consigliere Starace di guardare meglio in casa sua, dove non c’è più nessuno a seguirlo vista l’incapacità di produrre iniziative di una qualche consistenza politica.  Concetti che hanno visibilmente alterato il dottore Maresca, in affano mentre ricordava che la minoranza le sue proposte le aveva fatte ma nessuno le ha ascoltate.
Ricomincia così il tran tran di un’ Amministrazione sia pure in difficoltà fin dai primi giorni dell’insediamento di Cinque. L’estate imminente e le belle iniziative in programma, come quella del Film Social e della Festa a Vico con gli chef stellati, stenderanno un velo d’oblio sulle vicissitudini della maggioranza.  Inoltre arriveranno i finanziamenti europei per il recupero del Vescovado e per altri progetti di riqualificazione dei borghi a stabilizzare Gennaro Cinque sul trono della santità popolare.
Nel frattempo la minoranza non potrà far altro che rimanere a guardare, incapace di creare alternative vere per il futuro di Vico Equense. Mancano poco più di due anni alle prossime elezioni comunali ma oltre Gennaro Cinque c’è una landa desolata, un deserto senza idee e senza progetti. A meno che non avvenga un miracolo che si stenta a immaginare, perché di santi nell’opposizione non si vede l’ombra.  Più probabile che i vecchi poteri si riorganizzino in una nuova veste che abilissimi sarti stanno già ritagliando.
Maria D'Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: Consiglieri di maggioranza: ristorante "O Sarcino"; Giunta di Vico Equense


giovedì 15 maggio 2014

Vico Equense – La Consigliera Eusebio non molla:” Gennaro Cinque deve cambiare modo di fare.”


A qualche settimana dall’ultimo consiglio comunale, resta immutata l’incertezza politica che grava sulla Giunta del Sindaco Gennaro Cinque. Come è noto, nell’ultima assise era caduto il numero legale facendo saltare l’approvazione del consuntivo. L’ago della bilancia, Mariateresa Eusebio, all’ultimo minuto era uscita dall’Aula mandando tutti a casa con un nulla di fatto.
Oggi, la consigliera Eusebio non ha ancora sciolto la riserva e rimane dell’idea che se non cambieranno alcune cose il Sindaco deve essere sfiduciato. Giovanissima ma molto determinata, tira fuori tutta la sua grinta, nonostante l’aria molto tranquilla e rilassata che mette a proprio agio gli interlocutori. Esordisce dicendo che i suoi genitori erano in Consiglio comunale per sostenerla nella sua scelta, non per dissuaderla.
Cosa deve cambiare consigliera Eusebio?
“Gennaro Cinque deve capire innanzitutto che non esistono solo i lavori pubblici. Sono importanti ma non possono rimanere l’unica attività sul territorio.  Vico Equense è un paese turistico ma in sostanza cosa si è fatto per incrementare il turismo? Inoltre la tassazione comunale sta diventando insostenibile e senza che i cittadini ricevano in cambio i servizi necessari, fondamentali. Cosa si è fatto per i giovani, per gli anziani? ”
Perché allora nell’ultimo consiglio comunale non ha spiegato le sue ragioni sfiduciando il sindaco col suo voto determinante.
“i Consiglieri con i quali dovevo votare la sfiducia, Cristallo e Balestrieri, erano assenti per motivi che ancora oggi ignoro. Avrei dovuto essere io la sola responsabile della caduta di Gennaro Cinque e non mi sembrava giusto, visto che il dissenso verso il Sindaco è diffuso e condiviso al punto da non garantire più la stabilità politica. Ormai però siamo agli sgoccioli, entro il 30 giugno bisogna approvare anche il Bilancio Preventivo e per quella data, se non si ricostituisce una maggioranza, Gennaro andrà inevitabilmente verso la fine.”
In sostanza cosa chiedete al Sindaco?
“Di smetterla di comandare da solo con la sua Giunta. Succede spesso che si prendano decisioni sulle quali nessun Consigliere è stato interpellato o messo al corrente. Nel Consuntivo, per esempio, c’erano molte cose sulle quali bisognava fare chiarezza, ma lo abbiamo visionato solo all’ultimo momento e a cose già fatte. Non è una novità questo modo di fare del Sindaco, anzi è nella norma che si venga a conoscenza delle delibere attraverso il sito web del Comune. Ecco, questo atteggiamento del Sindaco e degli Assessori deve cambiare, devono accettare anche i nostri punti di vista, le nostre critiche, altrimenti, se le condizioni in Consiglio Comunale rimangono queste, non vedo vie d'uscita.“
Non temete di farne un martire?
“Bisogna spiegare bene i nostri motivi.  Rimane comunque un avversario temibile per il futuro. Ma a Vico le cose devono cambiare per il bene di tutti, si deve uscire da questa situazione.”
C’è un progetto politico dietro il vostro dissenso? Si parla in giro di un asse con la coppia De Rosa/ Beneduce che farebbe da regia a tutto questo. Si dice addirittura che lei avrebbe preso in gestione il parcheggio di De Rosa a via De Feo.
“So di queste dicerie e sono assolutamente false. Io non ho preso alcuna gestione. E chi andrà a farlo avrà un compenso comunque irrisorio di 2.000 € mensili. Si raccontano molte sciocchezze.  Con la dott.ssa Beneduce ho sempre avuto buoni rapporti, le ho anche dato una mano alle elezioni regionali, ma non c’è nessun accordo sottobanco per far cadere il Sindaco.  Anche se può sembrare strano  non c’è nessuna cospirazione. Ripeto, quello che chiediamo al Sindaco come Consiglieri è solo una maggiore collaborazione, non può pensare di gestire tutto da solo.”
Ci sono stati dei tentativi di riavvicinamento?
“Macchè! Non mi risponde nemmeno al telefono. Lui è abituato a comandare e al momento sembra sparito. Eppure ci sono in arrivo importanti finanziamenti europei, motivo di ricatto da parte di alcuni suoi sostenitori che paventano la perdita di qualche milione di euro se dovesse cadere. La cosa mette una certa ansia, sicuramente, anche se probabilmente i finanziamenti non sono vincolati alla persona del Sindaco. Comunque non torno sui miei passi.”
Conoscendo il Sindaco è difficile pensare che scenderà a compromessi
“Lui ha sempre detto che o andava bene come diceva e pensava lui o si poteva andare tutti a casa. Quindi è lui il responsabile di quello che accadrà se non rivede il suo modo di fare. La minoranza ha chiesto un Consiglio Comunale urgente per discutere della situazione politica che dovrebbe svolgersi tra pochi giorni. Vedremo come andranno le cose nella riunione dei Capigruppo, se ci saranno le presenze sufficienti a fare una discussione. Altrimenti è il tempo a darci manforte perché non ce n’è più tanto. Il Sindaco di questo dovrebbe prendere atto.” 
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"Nella foto, Mariateresa Eusebio 

giovedì 1 maggio 2014

Vico Equense - Vico Equense - Giunta Cinque sull’orlo del disastro. Cade il numero legale e il Consiglio non approva il Consuntivo


In un Consiglio Comunale durato poco più di un'ora si è consumata una tragedia per molti versi attesa. Il Consuntivo non è stato approvato, l’adunanza si è sciolta per la caduta del numero legale, la maggioranza Cinque si è frantumata.
Già da qualche giorno girava la voce che l’era Cinque era al tramonto. Tre Consiglieri Comunali, Eusebio, Cristallo e Balestrieri insieme al PdC  Maurizio Cinque, avrebbero votato contro il Bilancio Consuntivo per mandare Gennaro Cinque a casa per sempre, almeno nella veste di Sindaco. Invece il colpo di scena c’è stato perché la Consigliera Eusebio all’ultimo minuto ha dato forfait ed ha lasciato l’aula consentendo un rinvio della discussione.
 Il Sindaco, come ormai succede da tempo, sedeva nei banchi della minoranza lontano dall’odiato Maurizio Cinque. La maggioranza era quasi al completo, mancavano proprio i dissidenti Balestrieri e Cristallo per oscuri motivi. La Consigliera Eusebio è diventata così l’ago della bilancia. Nelle sue mani c’era il destino della Maggioranza Cinque, nella mani di una ragazza che non ha mancato di manifestare la sua angoscia per un momento tanto gravoso che pesava tutto sulle sue spalle.
Nella stanca e noiosa routine che sempre accompagna tutti i consigli comunali, si consumavano varie tragedie personali.
A un certo punto, quando si sono capiti i giochi, il Sindaco è scomparso e insieme a lui buona parte dei fedelissimi che per tutto il tempo hanno tirato per la giacca la Consigliera Eusebio. Sono arrivati persino i genitori della Consigliera forse per dissuadere la ragazza dai suoi propositi. Fatto sta che mentre l’avv. Starace si produceva in una delle sue arringhe,  Eusebio ha raccattato borsa e giubbino ed è velocemente uscita dall’aula. In assise non c’era più nessuno, a parte le minoranze e il Presidente del Consiglio.
Gennaro Cinque non è stato sfiduciato ma una voragine senza fine si è aperta nel suo futuro, difficilissima da colmare. I motivi che hanno spinto la Consigliera Eusebio a lasciare l’aula sono comprensibili. Votare insieme alle minoranze la fine di Gennaro Cinque da sola, senza il sostegno di altri consiglieri , vuol dire assumersi una responsabilità molto grande che richiede motivazioni forti, condivise e comprensibili dai cittadini. Non è facile dare in solitaria il benservito a un sindaco che ha vinto con quasi il 70% dei consensi. Eppure, nonostante il suo momentaneo dietrofront, questa vicenda segna una linea di demarcazione. Ormai è iniziata l’era del dopo Gennaro Cinque, inevitabile dopo due anni di governo della città difficile e controverso sin dal primo giorno dell’insediamento della Giunta.
Non è facile prevedere gli sviluppi di questa vicenda. Gennaro Cinque si è sempre tirato indietro quando si doveva “trattare” per la sua sopravvivenza, a costo di farsi nemici acerrimi e sempiterni. Difficile pensare che oggi cambi la sua linea, che si renda disponibile a compromessi. Questa volta però il suo atteggiamento incurante e disinvolto verso gli avversari  può costargli davvero lo scranno di primo cittadino. Non ha più il coltello dalla parte del manico e sono in troppi quelli già pronti a sottrargli lo scettro. E non è azzardato pensare che l’era Cinque sia definitivamente al tramonto, con largo anticipo sui tempi previsti.
Maria  D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: la Consigliera Mariateresa Eusebio