martedì 1 marzo 2011

Vico Equense - Piano Casa, Starace: “Farò modificare la legge sul Put”

il 28 febbraio 2011 “Non appena sarò eletto sin­daco mi bat­terò per far modi­fi­care la legge numero 35 del 1987, ossia quella rela­tiva al Piano urba­ni­stico ter­ri­to­riale dell’area sorrentino-amalfitana, per­ché non è con­sona alle reali esi­genze dei cit­ta­dini”. Con que­ste parole l’avvocato Aldo Sta­race, can­di­dato a sin­daco alle pros­sime ele­zioni ammi­ni­stra­tive di Vico Equense, ha spie­gato alla folta pla­tea pre­sente in occa­sione del dibat­tito sul Piano casa, le sue inten­zioni circa la pos­si­bi­lità di costruire in peni­sola sor­ren­tina, i con­doni edi­lizi, l’inadeguatezza della legge, gli abbat­ti­menti. “Andrò dal pre­si­dente Ste­fano Cal­doro – ha con­ti­nuato Sta­race — insieme ai sin­daci dei paesi della peni­sola sor­ren­tina per­ché è neces­sa­ria una nor­ma­tiva che pre­veda la rea­liz­za­zione di inter­venti che sod­di­sfino le esi­genze abi­ta­tive dei resi­denti. Intanto, adot­terò subito i Piani attua­tivi, pre­vi­sti dalla legge regio­nale 16 del 2004, che con­sen­tono inter­venti di recu­pero, con incre­menti volu­me­trici, del patri­mo­nio edi­li­zio pre­e­si­stente. Le per­sone che fino ad oggi hanno costruito abu­si­va­mente, molte delle quali si ritro­vano di fronte al rischio dell’abbattimento, dovranno poter costruire alla luce del sole, nel rispetto delle regole. Non è neces­sa­rio fare cose con­tro la legge con imprese edili che lavo­rano in nero, con i rischi con­nessi e con la pos­si­bi­lità che i lavori ven­gano bloc­cati o, un domani, che l’edificio venga abbat­tuto. Biso­gna poter fare le cose con regole migliori e quindi com­bat­tere a livelli alti. E non sto par­lando di cose irrea­liz­za­bili, anzi. Ne è un esem­pio il ‘pro­getto Sirena’ a Napoli”.
Sul piano casa e sul pro­blema degli abbat­ti­menti è inter­ve­nuto anche il pro­fes­sore Fer­di­nando Pinto, ordi­na­rio di diritto ammi­ni­stra­tivo presso l’Università di Napoli Fede­rico II. “Non esi­sterà mai una legge che sospende le demo­li­zioni in Cam­pa­nia – ha aggiunto Pinto – per­ché altri­menti dovreb­bero farla per tutte le regioni. Il pro­blema va risolto a monte, va modi­fi­cata la norma e va data la pos­si­bi­lità ai cit­ta­dini di poter costruire nel rispetto della legge. Aldo Sta­race ha gli stru­menti neces­sari per fare e vin­cere que­sta bat­ta­glia. E’ que­sto ciò che un buon sin­daco deve fare: risol­vere i pro­blemi in maniera defi­ni­tiva per poter creare svi­luppo e cre­scita della città. E’ inu­tile dare una pacca sulla spalla, invo­gliare a costruire con­tro la legge, dicendo ‘poi ci penso io’. In que­sto modo non si fa altro che gio­care con la vita delle per­sone. Ne sono un esem­pio coloro che hanno visto la pro­pria casa verir demo­lita dalle ruspe”.
Il dibat­tito, dopo i nume­rosi inter­venti da parte del pub­blico si è con­cluso sul con­cetto di fare poli­tica. “Se la legge sul Put è sba­gliata – ha affer­mato Sta­race – biso­gna dirlo e farla modi­fi­care. Così si fa seria­mente poli­tica. Allar­gare una strada e far lavo­rare in quel momento qual­che impresa non fa da volano. Il sin­daco deve cer­care risorse per creare svi­luppo e posti di lavoro”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Con la sua strategia miope, dettata per lo più dalla famiglia Morelli, Aldo Starace stà facendo terrabruciata intorno a se sia all'interno che all'esterno del suo movimento.
Non solo viene sempre anticipato nelle sue mosse dagli altri partiti sembrando l'eterno secondo, ma perde pezzi tra i suoi giovani, ultime uscite Arianna Verde e Adelaide Esposito.

Mi cheido: perchè assecondare i Morelli e mandare in malora un eccellente opportunità?

Mha???

Anonimo ha detto...

Peccato che Starace stia commettendo a mio parere due errori gravissimi. Il primo e' essere troppo assente da Vico e perderai una dopo l'altra le possibili alleanze. Secondo sta perdendo via via i giovani che si erano avvicinati a lui con entusiasmo. Il suo comitato elettorale così spazioso ma così vuoto fa un po tristezza.

Una buona occasione persa.
Peccato