mercoledì 15 ottobre 2014

Vico Equense – Giardino della SS. Trinità pomo della discordia nel CdA dell’Ente.

Il bellissimo giardino/orto della SS. Trinità e Paradiso, antico complesso monumentale di Vico Equense, è rimasto per decenni abbandonato e incolto. Chiuso sostanzialmente al pubblico, era uno spazio inutilizzato, spesso ricettacolo di materiali vari ammassati tra gli aranci. Nella scorsa primavera l’attuale Presidente della SS. Trinità, Vincenzo Esposito, insieme ai Consiglieri del CdA Matteo De Simone e Claudia Scaramellino, per superare questo stato di cose, ha bandito una gara al fine di affidare a terzi l’uso e la cura del giardino e ricavarne anche un po’ di soldi. Come d’incanto è nata una fondazione, la FAST, formata da rispettabilissimi cittadini e professionisti di Vico. La FAST si è aggiudicata la concessione del giardino senza passare però per alcuna gara, d’ufficio, per volere dello stesso Esposito che, a suo dire, secondo lo Statuto ne aveva facoltà.
A seguito di questa decisione, FAST si è insediata attrezzando l’area a proprie spese con giostrine e angoli relax per anziani, suscitando entusiasmo nei cittadini che vedevano finalmente rinascere uno spazio verde, l’unico attualmente fruibile in città, per la gioia di grandi e piccini.  
Tutta l’operazione ha però destato l’ira dei due consiglieri del CdA che sono entrati in rotta di collisione col presidente Esposito.  A loro dire, Esposito non solo non aveva rispettato il criterio di aggiudicazione tramite la gara, come di comune accordo, ma si era apertamente messo di traverso al Comune, cioè a uno dei soggetti interessati alla gestione del giardino e sponsorizzato soprattutto dagli stessi consiglieri.
E’ così cominciata una lotta intestina, un braccio di ferro tutto interno al CdA che difficilmente si concluderà con una soluzione pacifica poiché le cause di attrito sono di difficile soluzione. Innanzitutto il comune ha un contratto di affitto stipulato con il CdA relativo alle aule di scuola materna all’interno del complesso, ma Il canone da alcuni anni rimane inevaso  ed è in corso tuttora un contenzioso tra Comune e SS. Trinità per morosità. Esposito ritiene, e non a torto, che il Comune non sia il soggetto più consono a gestire il giardino proprio perché non garantisce il rispetto dei patti deprivando la SS. Trinità di entrate preziose per il suo mantenimento.
Inoltre, e questo è un fatto nuovo e a dir poco eclatante, Esposito si accorge a quasi due anni dall’insediamento che De Simone e Scaramellino sono incompatibili con la carica assunta nel CdA. De Simone perché, come lascia intendere Esposito, potrebbe essere a breve costretto alle dimissioni per le stesse ragioni per cui lasciò lo scranno di Presidente del consiglio comunale (ovvero una condanna per falso  ndr). Scaramellino perché, essendo anche Consigliere Comunale, è in evidente conflitto di interessi. Per queste ragioni Esposito ha chiuso il discorso sull’argomento mettendo a tacere i due membri del CdA. 
Il fatto è eclatante perché fino a qualche mese fa Esposito difendeva a spada tratta i due membri del CdA, attaccati duramente per gli stessi motivi dagli ex dirigenti del PD cittadino, che contestavano anche le modalità consociative della nomina dell'intero CdA chiedendone le dimissioni immediate. L’accordo, denunciava il PD, fu deciso a tavolino dall’ex Sottosegretario all’Istruzione Rossi Doria,  il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque e Aldo Starace ex leader della minoranza del MpV, senza tenere conto degli interessi propri dell'Ente.  Sulle modalità della nomina del Cda si era pronunciata negativamente anche l’on Luisa Bossa con una interpellanza parlamentare scritta. Il Ministero competente rispose che effettivamente vi erano i presupposti di illegittimità nella composizione del CdA e si fece strada la possibilità di un commissariamento dell'Ente, ma cadde il Governo e non se ne fece più nulla.  
Sta di fatto che il giardino/orto gestito per tutta l’estate dalla FAST ha funzionato benissimo con grande soddisfazione di bambini ed anziani. Nessuno scommette al momento su chi l’avrà vinta nel CdA della SS. Trinità, anche se appare evidente l’effettiva incompatibilità dei consiglieri ormai in netto contrasto con il Presidente Esposito, i quali avrebbero solo da presentare le dimissioni e rimettere tutto nelle mani delle autorità competenti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vsuviano"Foto della giardino della SS.Trinità prese dal web

domenica 12 ottobre 2014

Libri: presentarli perchè?


Qualche tempo fa su fb c'è stata una catena molto carina, secondo me. Quella legata ai libri che abbiamo letto. La richiesta quando si veniva nominati era più o meno: quali libri hanno cambiato la tua vita? Un po' esagerata forse, perché purtroppo la vita non la cambiano i libri, sarebbe troppo facile, ma nello stesso tempo era una richiesta per me intrigante perché i libri mi fanno da sempre compagnia e sono una parte importante di me. Che fb si occupasse di libri poi e con tale successo di seguito mi ha fatto piacere in quanto credo che un social sia importantissimo per la diffusione della cultura, oltre che delle facezie che ciascuno di noi ci scrive sopra.
Grazie alla nomina del mio amico Silvio, avevo dunque fatto un elenco sommario. In fondo 10 titoli son pochi e alcuni non li ho inseriti per brevità. Per esempio Le memorie di Adriano e L'insostenibile leggerezza dell'essere. O il Maestro e Margherita, da ragazzina tutti i romanzi di Dickens, i classici russi, e poi Pavese, Moravia, Calvino, insomma vera letteratura, con la L maiuscola.
In un certo periodo della vita mi appassionai però agli autori ebrei americani leggendo decine di opere che parlavano di yiddish, pane azzimo, pulizie di pasqua e rituali ebrei. Tutti autori geniali che non sempre facevano letteratura ma cmq ottimi libri, piacevolissimi. E ho letto anche una gran quantità di narrativa varia che spesso mi ha intrigato senza che avessero a che fare con la letteratura.
Dico tutto ciò perché mi chiedo se un libro debba per forza fare lettaratura. Io direi di si se intendiamo la letteratura come un'arte. Un grande autore non può prescindere dal fare letteratura, altrimenti finisce nell'immenso calderone di scrittori che dicono poco e con parole e concetti più o meno semplici, passando come acqua sui sassi, senza lasciare traccia.
Altra cosa però è la piacevolezza del leggere che a volte con la letteratura non c'entra nulla. Alcuni libri sono vivaci, intriganti, interessanti senza avere la pretesa di essere opere d'arte. Altri possono essere noiosi e banali nella trama e nei contenuti e persino scritti male, eppure che qualcuno li legga magari con piacere è sempre un fatto positivo. A volte sento parlare di scrittura trash, come ad esempio le opere di Liala, i romanzetti rosa, la giallistica d'accatto, quasi con disgusto. Oppure quei libri scritti da personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, del calcio. Io invece penso che non sia così. Se di più facile accesso ad una categoria di persone, ogni libro è benvenuto.
Un libro vale sempre la pena di leggerlo e tutto sommato anche di scriverlo. E il business legato all'editoria mi dispiace meno di quello per altre cose che ci telecomandano dalle alte sfere. Nè faccio distinzioni tra presentazioni di serie A e presentazioni di serie B. Distinguo solo tra quelle che mi piacciono  e quelle che non mi piacciono con la libertà che ognuno vada dove meglio si trova. Perché alla fin fine o presenti Umberto Eco, per dirne uno, o tutte le presentazioni sono uguali direi. E allora purchè si parli di un libro, che si presenti quello che si vuole col solo limite di non allontanarsi troppo dal comune senso della civiltà, perché di libri più se ne parla e meglio è.

giovedì 9 ottobre 2014

Vico Equense – Associazioni e cittadini impegnati si cimentano nella riscossa culturale della città



L’estate appena conclusa ha visto nascere a Vico Equense alcuni eventi culturali curati da associazioni e gruppi di cittadini che si sono organizzati in forma autonoma e del tutto autofinanziata per dare spazio a incontri con personalità del mondo politico, culturale e istituzionale.
Pier Luigi Bersani, Ferdinando Imposimato, Antonio Bassolino, docenti universitari di filosofia ed eccellenze territoriali come lo chef Gennaro Esposito, hanno partecipato a iniziative organizzate presso l'Hotel Aequa dall’Associazione degli Amici di Mediaduemila, coordianata dal prof. Derrick de Kerckhove  e Maria Pia Rossignaud direttrice della rivista Mediaduemila.
Nello storico Bar del Sole, Pina Gambardella ha organizzato la presentazione di alcuni libri di successo come, tra gli altri,  “Arredo casa e poi m’impicco” di Massimiliano Virgilio e il saggio del prof. Massimo Lo Cicero “Sud a Perdere”.
 Franco Cuomo, oltre alla personale presentata nell’androne della sua casa, di gran successo, ha curato l’esposizione di giovani artiste, Maria Teresa Violeta, Daniela Maione e l’esibizione dell’attrice Roberta Frascati espressioni di un territorio un po’ indifferente alle sollecitazioni culturali. Spiega il professore Cuomo:"L'esporre in una casa o far diventare la propria casa un luogo di riflessione per l'arte è un'altra modalità per approcciare ad essa. Il nostro ambiente, la casa i luoghi più intimi e familiari possono diventare così spazi dell’arte", non meno suggestivi, se peparati con cura, delle prestigiose e costosissime gallerie d'arte.
Un fiorire di attività culturali, insomma, che ha riscosso un buon seguito tra i cittadini e che ha in programma nuove e importanti iniziative. Continuano infatti gli incontri al Bar del Sole coordinati da Pina Gambardella e dallo stesso Franco Cuomo. Nei prossimi giorni saranno ospiti due giovani autrici, Antonella Cilento con il suo romanzo “Lisario e il piacere infinito delle donne” finalista del premio Strega l’11 ottobre e Rosalia Catapano con  “Solo Nina” il 25 ottbre. Ancora due donne di Napoli che raccontano la città tra passato e presente e che fa da cornice a due storie avvincenti.
Alla presentazione dei libri viene associata una prima colazione naturale. Alessandra Masturzo offre ai tavoli degli spettatori  riso soffiato, frutta cotta o disidratata, fiocchi di mais, latte di mandorla e altre bontà salutari molto gradite vista l’ora, intorno alle 11.00 del mattino.
Gli incontri nel mese di novembre, causa chiusura per ferie del Bar del Sole, avranno luogo ancora una volta nell’androne di casa del professore Franco Cuomo, da lui stesso intitolato ART HOUSE GALLERY. Si comincia con Tommaso Sodano che presenterà il suo libro-dossier “La Peste”. A seguire, sempre a novembre un grande evento culturale e cioè una tre giorni interamente dedicata a Pier Paolo Pasolini nel quarantennale dalla morte. A dicembre, una mostra del grafico Nicola Dammora e la presentazione del nuovo romanzo di Eduardo Savarese, scrittore di Vico Equense, “Le inutili vergogne”.
L’associazione Amici di Mediaduemila nel frattempo sta mettendo in cantiere un convegno sulla parità di genere che avrà come protagonisti personalità culturali di notevole spessore che si sono distinte nella difesa dei diritti civili.
Un ricco programma, insomma, assolutamente fuori dagli schemi che solitamente attanagliano gli eventi culturali. Niente clichè pubblicitario o ansia di vendere e nessun riferimento alla politica, anche se gli organizzatori si possono annoverare tutti in un’area della sinistra, ma le sigle partitiche sono tassativamente escluse. L’unico obiettivo è quello di arricchire la città di Vico Equense di spazi culturali alternativi e dinamici, aperti al libero confronto tra persone e allo stesso tempo intimi, dentro ambienti caldi e accoglienti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 2 ottobre 2014

Vico Equense – Mostro di Alimuri forse vicino all’abbattimento ma a quale prezzo?


A metà settembre il Comune di Vico Equense ha annullato con un decreto l’accordo stipulato nel 2007 tra vari Enti e la società proprietaria del cosiddetto Mostro di Alimuri, la SAAN Srl. Tale accordo  prevedeva l’abbattimento dello scheletro e la costruzione di un albergo ex novo in un altro sito sul territorio vicano. Le ragioni dell’annullamento sono note e riportano alle difformità del manufatto rispetto al progetto originario presentato negli anni ‘60.
La scoperta delle difformità, avvenuta a dire del Sindaco Gennaro Cinque in modo del tutto fortuito grazie a una comparazione che non era stata mai fatta nelle infinite cause giudiziarie intraprese da più parti pro e contro l’abbattimento, ha dato il via agli annunci trionfalistici dell’imminente scomparsa dell’Ecomostro dal litorale. Successivamente, nel mese di maggio, la Giunta ha emanato un Atto di Indirizzo e ha informato la SAAN Srl dei nuovi sviluppi. Come era prevedibile subito è partito il ricorso al Tar da parte della società per chiedere la sospensiva dell’abbattimento.
Il TAR  ha però rigettato la sospensiva senza entrare nel merito della legittimità degli atti relativi all’abbattimento stesso e il Comune ha indetto la gara d’appalto per aggiudicare i lavori, gara che dovrebbe partire entro il mese di ottobre in corso. Ha altresì predisposto gli atti per un finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti per la cifra di circa 500.000 €.
Il decreto di abbattimento di questi giorni sarebbe la ciliegina sulla torta, quello che mette la parola fine sulla vicenda. Se non che, proprio il decreto ha generato dei dubbi, soprattutto di carattere procedurale. Può infatti il Comune di Vico Equense decretare sic et simpliciter l’annullamento di un accordo nel quale sono implicati più soggetti? Non era necessario passare prima attraverso una Conferenza dei Servizi  con gli stessi soggetti? E tutto ciò non aprirebbe la strada a nuovi contenziosi da parte della SAAN Srl? La società ha sempre cercato il pelo nell’uovo e non è detto che non riapra un contenzioso su qualche cavillo giuridico.
Se non lo facesse sarebbe legittimo pensare a un accordo tra le parti? Dopo anni e anni di speranze disilluse, di ricorsi costosi e impegni di somme di danaro ingenti, è difficile credere che la SAAN Srl si rassegni all’abbattimento senza trarne alcun beneficio e che non segua tutte le vie necessarie per non rimanere con le pive nel sacco.
Alla luce di queste considerazioni più o meno fondate non sembrano poi tanto peregrine le ammonizioni lanciate da Franco Cuomo, rappresentante dei VAS, che hanno avuto spazio anche su un grande settimanale di informazione politica. Cuomo afferma che alla fine a pagare l’abbattimento saranno solo i vicani, i quali non solo hanno dovuto sopportare la presenza del mostro per oltre 40 anni ma ne potrebbero risarcire anche l’abbattimento.
Abbattimento che comunque sembra dover slittare rispetto alle date previste da Comune in quanto dovranno prima passare i 60 giorni canonici dalla notifica dell’atto per scongiurare ulteriori ricorsi che a tutt’oggi non è possibile prevedere nella forma e nella sostanza.

La lunga storia che ha accompagnato Alimuri è ancora oggi piena di interrogativi mai risolti a partire proprio da quell’accordo del 2007 stipulato tra SAAN Srl, Ministero dei Beni Culturali, Regione Campania e Comune di Vico Equense che oggi il comune ha annullato. Allora si gridò alla scandalo in quanto l’unica beneficiaria dell’accordo sembrava essere Anna Normale, membro della società e moglie dell’ass. regionale Cozzolino, stretto collaboratore di Bassolino al tempo Governatore della Campania. L’accordo non divenne mai operativo e l’abbattimento dell’Ecomostro anche in quel caso annunciato trionfalmente decadde nei fatti. 
Fra qualche giorno, il 3 ottobre, Antonio Bassolino sarà ospite di un incontro all’Hotel Aequa. Si parlerà di altri argomenti , soprattutto del suo ultimo libro, “Le dolomiti di Napoli”. Una semplice coincidenza dunque, ma che si intreccia suo malgrado in una vicenda al suo epilogo, piena di colpi di scena e che non finisce mai di sorprendere.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

ps Il decreto comunale di abbattimento è stano notificato alla SAAN Srl. il funzionario comunale firmatario indica nel documento anche l'indirizzo della società. Se per curiosità si fa una ricerca su Google, la SAAN Srl non compare in nessun link del portale. Google riconosce solo l'indirizzo che corrisponde però all'attuale sede della SICA Srl, subentrata qualche anno fa alla SAAN Srl. In effetti la SAAN Srl almeno per Internet non esiste anche se deve essere ben viva e vegeta se ancora oggi è protagonista di tutte le battaglie, mentre la SICA Srl viene nominata solo di rimando. Questo aspetto delle due società sovrapposte è abbastanza singolare.

giovedì 18 settembre 2014

Vico Equense – Consiglio Comunale: varati i Referendum, ma sul Cinema Aequa è ancora fumata nera

Nuova fumata nera sulla ricostruzione del cinema Aequa. Relegato, come al solito, nei punti finali di un OdG chilometrico, l’argomento è stato rimandato al prossimo Consiglio Comunale.  Nell’Assise svoltasi stamattina si è discusso di altro e cioè sostanzialmente di Referendum comunali e di spiagge. Poche le novità, comunque, in un consesso nel quale c’è una schiacciante supremazia della maggioranza, compattissima se si tratta di demolire le istanze che vengono dalle minoranze. Meno compatta se si guarda al suo interno dove le vecchie faide non si sono ancora sanate. Il Sindaco Gennaro Cinque ha dimostrato andando via quasi subito che la maggioranza c’è ancora, il numero legale regge e non c’è bisogno delle opposizioni per  lo svolgimento dei Consigli Comunali. Si è guardato ancora bene però dal sedersi a fianco del Presidente Maurizio Cinque, mentre nei banchi della maggioranza si sono notate un paio di assenze significative.
Questo clima non ha impedito il varo di un importante provvedimento sul quale c’è stata l’unanimità, ovvero il regolamento sui Referendum comunali che d’ora in avanti anche a Vico Equense saranno possibili.
I Referendum potranno essere promossi dal Comune stesso oppure dal 20% degli iscritti nelle liste elettorali, ovvero dalla raccolta di 3.400 firme. Non sono ammissibili i Referendum che riguardano gli strumenti urbanistici attuativi e l’organizzazione degli apparati comunali, i tributi e le attività amministrative. La validità è sancita dalla partecipazione del  40% dei votanti, che a Vico corrisponde all'incirca a 7.000 elettori.
Bocciata sonoramente, invece, la proposta di delibera inoltrata da Dilengite e Cioffi, consiglieri della minoranza di centrodestra. Dilengite e Cioffi hanno proposto di revocare gli affidamenti triennali degli arenili ai privati anche e soprattutto alla luce del disastroso bilancio di fine stagione balneare.  La gestione privatistica ha infatti  prodotto la limitazione massima delle spiagge libere a spese soprattutto dei residenti nonchè il degrado delle zone limitrofe che risultano sporche e trascurate e l’invasione da parte di turisti mordi e fuggi che arrivano dall’hinterland napoletano e che saccheggiano il territorio senza benefici per la collettività locale. I due consiglieri hanno proposto di tornare alla vecchia gestione pubblica degli arenili che nei fatti risulta essere la migliore possibile e di limitare al massimo i pendolari del mare favorendo navette per i turisti alloggiati negli alberghi,  nelle case-vacanza e per i residenti.  Anche l’abolizione parziale dei parcheggi in riva al mare sarebbe un deterrente per gli insopportabili invasori estivi.
A sorpresa il maresciallo Cioffi si è detto anche lui mortificato dalle condizioni in cui versano le spiagge vicane in estate, ma ciò non gli ha impedito di votare contro la proposta di delibera di Dilengite e Cioffi che è stata liquidata nonostante la giustezza degli argomenti portati all’attenzione.
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

Vico Equense – SS. Trinità e Paradiso tra turbolenze interne mentre si allontana l’acquisizione al Comune

Per chi si aspettava una rapida conclusione dell'iter di acquisizione al Comune di Vico Equense dell'Istituto SS Trinità e Paradiso, nel maggio scorso è arrivata una doccia gelata dal Ministero delle Finanze. La Ragioneria dello Stato ha infatti restituito la relazione tecnica con esito negativo. Le ragioni che hanno determinato tale calamità sono sempre le stesse da anni ormai e cioè le incertezze economiche del Comune che non sembra avere la possibilità di acquisire l'Ente senza aggravio per la collettività e l'inquadramento del personale già in forza sul quale, secondo il Ragioniere dello Stato, permangono dei dubbi di notevole entità in quanto "È necessario chiarire inequivocabilmente se suddetto personale appartenga al comparto pubblico o privato, se sia stato assunto a tempo indeterminato e con quale inquadramento."
Sarà per questi motivi che il MpV, gruppo di minoranza nel Consiglio Comunale cittadino, ha pubblicato un manifesto con il quale si rivolge direttamente al PdC Matteo Renzi chiedendo il suo fattivo intervento per la soluzione del problema.
Il manifesto esce dopo un'estate segnata anche da alcune turbolenze interne al CdA della SS Trinità. Il Presidente Enzo Esposito ha concesso l'uso del giardino annesso all'Istituto alla Fondazione FAST e, secondo alcune esternazioni dei membri del CdA Scaramellino e De Simone, lo avrebbe fatto senza consultarsi con loro e senza rispettare il bando per la concessione emesso dallo stesso CdA.
Andrea Lauro, del MpV, subentrato all'avv. Starace in Consiglio Comunale si dice convinto che l'iter burocratico continuerà fino all'acquisizione ed esprime dei dubbi sulle presunte frizioni nel Cda.
Con il nuovo manifesto MpV chiede a Renzi di accelerare l’acquisizione della SS Trinità. Esistono ancora delle possibilità?
“Che ci sia stato un rallentamento dell’iter burocratico, è innegabile. Ma siamo difronte a questioni facilmente risolvibili, per questo io e il movimento civico a cui appartengo, siamo e restiamo fiduciosi che l’acquisizione al patrimonio pubblico sia un obiettivo realizzabile in tempo ragionevole”. 
Dalle ultime notizie relative alla Fondazione FAST  che ha provveduto alla "rinascita " del giardino della SS Trinità e da alcune esternazioni della prof.ssa  Scaramellino si evince che c'è stato un certo disappunto in quanto Esposito avrebbe fatto tutto a insaputa degli altri componenti del CdA.
“Non sono a conoscenza di eventuali screzi all’interno del cda della Santissima Trinità. Quanto all’associazione di cittadini, personalmente non posso che essere contento dell’impegno e la passione profusi per la realizzazione di un progetto ammirevole che, però, mettere a nudo le carenze del Comune. È l’amministrazione che dovrebbe farsi carico di erogare servizi e garantire spazi pubblici per i bambini. Ma ciò non sempre avviene. Basta guardare piazza Marconi, lo stato in cui versa l’area destinata ai bambini è di totale abbandono, nonostante gli appelli del nostro gruppo consiliare. Associazioni di genitori e cittadini dovrebbero tutti impegnarsi e spronare l’amministrazione affinché garantisca spazi pubblici attrezzati”.
C'è il timore che la partecipazione  della Fondazione al ripristino  del giardino della SS Trinità allontani l'acquisizione o addirittura possa favorirne la privatizzazione?
“L’acquisizione della Santissima Trinità al patrimonio pubblico è trasversalmente considerata un obiettivo politico importante. Per questo mi sento di poter dire che, al momento, non ho timori riguardo ad appropriazioni dell’Istituto da parte di privati, sotto qualsiasi veste. Certo, saremo vigili e seguiremo tutto l’iter necessario affinché l’Istituto venga restituito alla “Città di Vico Equense” e a tutti i suoi cittadini. Mi auguro che tali intenti siano condivisi da un numero sempre maggiore di cittadini e  che ciascuno, per quanto possibile, collabori. Evitare fazioni partigiane o basate su rivalità personali, è indispensabile se vogliamo garantire un futuro pubblico alla Santissima Trinità”.
Maria D'Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

giovedì 26 giugno 2014

Vico Equense – “Questione Morale” Ne parla Pier Luigi Bersani all’Hotel Aequa


Lunedì 30 giugno, presso l’Hotel Aequa di Vico Equense, Pier Luigi Bersani sarà ospite dell’"Associazione Amici di Media Duemila”  per ricordare e discutere la “Questione Morale” aperta da Enrico Berlinguer negli anni ’80.
Alle ore 20.00, l’onorevole del pd approfondirà il tema riproposto dal film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer”. Secondo Pasquale Cardone, ex consigliere del pd vicano e membro dell’associazione, “Oggi basta guardare la tv o leggere un giornale  per capire che dopo Tangentopoli e la fine della prima repubblica (1992) nulla è cambiato, anzi il malcostume ed il malaffare hanno occupato sempre più spazio. Personalmente ritengo attualissima la denuncia fatta oltre 30 anni fa da Berlinguer sulla degenerazione della politica e dei suoi rapporti con il malaffare e mi sembra giusto, in occasione dell’uscita del film di Veltroni, poterne riproporre il contenuto per rinverdire un tema, quello della questione morale appunto, che pare decaduto, svuotato di consistenza.”
L’incontro è promosso dall’ “Associazione Amici di Media Duemila” che diffonde la cultura digitale come strumento per lo sviluppo delle conoscenze nella democrazia partecipata. Maria Pia Rossignaud, direttore della rivista di cultura digitale “Media Duemila”, è tra i fondatori dell’Associazione che ha sede a Roma e che si è sviluppata su tutto il territorio nazionale. Moltissimi gli incontri e le occasioni di confronto e approfondimento lanciate anche a Vico Equense, dove hanno trovato spazio argomenti sempre di grande attualità.  
“Il nostro scopo – continua Cardone - non è quello di organizzare un momento di ricordi malinconici, né tantomeno un occasione di incontro "tra combattenti e reduci", ma un tentativo di portare a questo appuntamento soprattutto i giovani che non hanno mai conosciuto Berlinguer e con essi parlare di politica maiuscola. Quella politica fatta di sobrietà, impegno, serietà, abnegazione e spirito di servizio. Berlinguer è certamente uno degli uomini politici italiani che meglio ha rappresentato questi valori.  La presenza di Pier Luigi Bersani farà da tramite nel racconto della grande intuizione di Berlinguer sulla degenerazione politica che in quel periodo storico era a un passo dall’accadere “
Appuntamento dunque al 30 giugno, alle ore 20.00, all’Hotel Aequa.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 19 giugno 2014

Vico Equense - "Gli Amici della Torretta" promuovono una petizione per riaprire Punta La Guardia

Tutto è cominciato con una comunicazione su WhatsApp. Un appuntamento deciso tra pochi giovani di Seiano che volevano riappropriarsi di qualcosa che gli era sempre appartenuto e che improvvisamente gli veniva precluso. Una strada pubblica attraverso la quale si accede al magnifico uliveto di Punta la Guardia, a Vico Equense, comunemente chiamato “La Torretta”, è stata arbitrariamente chiusa impedendo l’accesso a quello che da sempre i Seianesi vivono come luogo dell’anima.
Sono principalmente Mauro Colandrea e Raffaele Cioffi,  insieme ad altri giovani amici, a decidere di smettere di parlarne tra loro e a creare un incontro pubblico. WhatsApp è il primo mezzo che usano per raccogliere persone e da quel primo appuntamento il gruppo si è via via allargato. Alla prima riunione vera e propria, convocata con una lettera ai Seianesi lasciata nella cassetta della posta, erano in più di cinquanta, decisi a fare di tutto per riaprire via Punta la Guardia e l’accesso alla Torretta. “Voglio precisare che il nostro gruppo non ha alcuna connotazione politica e vogliamo rimanere assolutamente moderati” dice Mauro Colandrea. “L’iniziativa è nata da una esigenza principalmente  affettiva verso dei luoghi che raccolgono una gran parte dei nostri ricordi. All’indomani della chiusura della strada da parte del proprietario dei terreni limitrofi, Michele Arpino, che ci ha lasciati sgomenti, abbiamo fatto tutte le ricerche del caso, per non incorrere in errori di valutazione. Abbiamo capito che il proprietario può dire quello che vuole, ma c’è una normativa che secondo noi lo inchioda. Via Punta la Guardia è una strada pubblica sulla quale transita la collettività. Ci vorrà del tempo, i tempi che normalmente impiega la giustizia, ma siamo sicuri di aver ragione. “
Nel frattempo l’Amministrazione Comunale, che pure avrebbe da dire la sua sulla strada pubblica  chiusa da un privato, rimane in silenzio, nonostante vi siano state anche delle interrogazioni da parte della minoranza per chiedere che l’area demaniale sia acquisita al Comune.  “Per quanto possano farci piacere tutte le iniziative mirate all’acquisizione dell’area da parte del Comune, per ora il nostro obiettivo principale è diverso,  cioè quello di poter eliminare il blocco che Arpino ha costruito illegittimamente. Noi crediamo –aggiunge Raffaele Cioffi -che Arpino non avesse alcun diritto di chiudere quell’accesso.  Lui dice che l’ingresso al fondo e il fondo stesso sono di sua proprietà, ma non è assolutamente vero, questo secondo noi è il reale problema da affrontare. Arpino avrebbe dovuto recintare la sua proprietà e preservarla da eventuali e improbabili invasioni dannose da parte di estranei senza impedire l’accesso allo spazio demaniale, su questo non abbiamo dubbi di avere ragione. La petizione che presenteremo all’amministrazione è un primo passo per arrivare allo sblocco della situazione.  A noi preme più di ogni cosa la possibilità di accesso alla Torretta e questo chiediamo alle autorità comunali.”
Per poter raggiungere il loro obiettivo i promotori della petizione progettano  anche un’Associazione vera e propria, con uno statuto,  registrata e legalmente riconosciuta. Inoltre è nato un gruppo facebook intitolato “Gli Amici della Torretta”. Nel frattempo già sognano un evento a Punta la Guardia per festeggiare una vittoria che prima o poi arriverà. Pacifici ma determinati, insomma, e con un’idea giusta da realizzare con la consapevole partecipazione della comunità vicana.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 22 maggio 2014

Vico Equense – Approvato il Consuntivo. In extremis Gennaro Cinque ricompatta la maggioranza.


Termina a tarallucci e vino l’ultimo Consiglio Comunale di Vico Equense. Dopo la terribile tempesta che ha sconvolto la maggioranza di Gennaro Cinque, torna la bonaccia, almeno apparentemente. Rientrati platealmente i dissidenti Maria Lora Cristallo e Andrea Balestrieri, che hanno votato per l’approvazione del Consuntivo, parzialmente rientrati Maurizio Cinque e la ribelle Mariateresa Eusebio che si sono astenuti. Ancora una volta, dunque, chi sperava nella caduta del sindaco è rimasto con le pive nel sacco, anche se non si è chiarito, almeno pubblicamente, cosa e chi abbia potuto convincere i consiglieri a tornare sui loro passi.
Una delle ipotesi che si fanno, forse a confermare che Vico Equense, come detto in aula dal Sindaco stesso, è un paese di “inciucioni” è quella che  Armando De Rosa, vecchio ras democristiano ed ex assessore regionale, stia giocando la sua partita in maggioranza.  Farebbero parte della sua area, infatti, sia Cristallo che Balestrieri e il loro repentino dietrofront suscita sospetti e dicerie di vario genere. Per esempio, il  ritardo nella demolizione del ristorante “O Saracino” sulla Marina di Seiano, nello spazio antistante la sua proprietà, avrebbe fatto infuriare De Rosa al punto da mettere in bilico la sopravvivenza stessa di Gennaro Cinque. Le sue durissime parole su alcuni media locali non lasciavano dubbi sulla minaccia incombente in Consiglio Comunale. Meglio un commissario, si è azzardato a dire.
Altre fonti parlano invece di favori elargiti ai Consiglieri interessati o ai loro familiari. Qualche posto, qualche condono e facezie di vario genere, tutto disposto dal Sindaco che si sarebbe piegato ad accettare alcune condizioni pur di non rischiare l’osso del collo.
Oppure, semplicemente, il Sindaco si è deciso a dare maggiore ascolto alla sua maggioranza evitando decisioni in solitudine, come chiedeva la Consigliera Eusebio?
Certo qualcosa di decisivo deve essere accaduto se il Sindaco è riuscito a convincere la sua maggioranza a rientrare nei ranghi. I Consiglieri, come succede spesso, si sono trincerati dietro un mutismo ostinato, nonostante l’avv. Dilengite li spronasse a spiegare le ragioni del ripensamento. Si era capito da alcune dichiarazioni dei dissidenti che qualche voce del Consuntivo avesse bisogno di approfondimenti e forse di qualche integrazione, ma nell’aula, né prima né dopo lo strappo feroce, si sono intraprese discussioni nel merito.
Un Consuntivo che la maggioranza si è votato da sola, dopo l’uscita dall’aula dell’opposizione che non ha voluto partecipare a questa ennesima sconfitta.  Brucianti come staffilate le parole di Gennaro Cinque che, nel suo stile popolano, ha ricordato al Consigliere Starace di guardare meglio in casa sua, dove non c’è più nessuno a seguirlo vista l’incapacità di produrre iniziative di una qualche consistenza politica.  Concetti che hanno visibilmente alterato il dottore Maresca, in affano mentre ricordava che la minoranza le sue proposte le aveva fatte ma nessuno le ha ascoltate.
Ricomincia così il tran tran di un’ Amministrazione sia pure in difficoltà fin dai primi giorni dell’insediamento di Cinque. L’estate imminente e le belle iniziative in programma, come quella del Film Social e della Festa a Vico con gli chef stellati, stenderanno un velo d’oblio sulle vicissitudini della maggioranza.  Inoltre arriveranno i finanziamenti europei per il recupero del Vescovado e per altri progetti di riqualificazione dei borghi a stabilizzare Gennaro Cinque sul trono della santità popolare.
Nel frattempo la minoranza non potrà far altro che rimanere a guardare, incapace di creare alternative vere per il futuro di Vico Equense. Mancano poco più di due anni alle prossime elezioni comunali ma oltre Gennaro Cinque c’è una landa desolata, un deserto senza idee e senza progetti. A meno che non avvenga un miracolo che si stenta a immaginare, perché di santi nell’opposizione non si vede l’ombra.  Più probabile che i vecchi poteri si riorganizzino in una nuova veste che abilissimi sarti stanno già ritagliando.
Maria D'Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: Consiglieri di maggioranza: ristorante "O Sarcino"; Giunta di Vico Equense


giovedì 15 maggio 2014

Vico Equense – La Consigliera Eusebio non molla:” Gennaro Cinque deve cambiare modo di fare.”


A qualche settimana dall’ultimo consiglio comunale, resta immutata l’incertezza politica che grava sulla Giunta del Sindaco Gennaro Cinque. Come è noto, nell’ultima assise era caduto il numero legale facendo saltare l’approvazione del consuntivo. L’ago della bilancia, Mariateresa Eusebio, all’ultimo minuto era uscita dall’Aula mandando tutti a casa con un nulla di fatto.
Oggi, la consigliera Eusebio non ha ancora sciolto la riserva e rimane dell’idea che se non cambieranno alcune cose il Sindaco deve essere sfiduciato. Giovanissima ma molto determinata, tira fuori tutta la sua grinta, nonostante l’aria molto tranquilla e rilassata che mette a proprio agio gli interlocutori. Esordisce dicendo che i suoi genitori erano in Consiglio comunale per sostenerla nella sua scelta, non per dissuaderla.
Cosa deve cambiare consigliera Eusebio?
“Gennaro Cinque deve capire innanzitutto che non esistono solo i lavori pubblici. Sono importanti ma non possono rimanere l’unica attività sul territorio.  Vico Equense è un paese turistico ma in sostanza cosa si è fatto per incrementare il turismo? Inoltre la tassazione comunale sta diventando insostenibile e senza che i cittadini ricevano in cambio i servizi necessari, fondamentali. Cosa si è fatto per i giovani, per gli anziani? ”
Perché allora nell’ultimo consiglio comunale non ha spiegato le sue ragioni sfiduciando il sindaco col suo voto determinante.
“i Consiglieri con i quali dovevo votare la sfiducia, Cristallo e Balestrieri, erano assenti per motivi che ancora oggi ignoro. Avrei dovuto essere io la sola responsabile della caduta di Gennaro Cinque e non mi sembrava giusto, visto che il dissenso verso il Sindaco è diffuso e condiviso al punto da non garantire più la stabilità politica. Ormai però siamo agli sgoccioli, entro il 30 giugno bisogna approvare anche il Bilancio Preventivo e per quella data, se non si ricostituisce una maggioranza, Gennaro andrà inevitabilmente verso la fine.”
In sostanza cosa chiedete al Sindaco?
“Di smetterla di comandare da solo con la sua Giunta. Succede spesso che si prendano decisioni sulle quali nessun Consigliere è stato interpellato o messo al corrente. Nel Consuntivo, per esempio, c’erano molte cose sulle quali bisognava fare chiarezza, ma lo abbiamo visionato solo all’ultimo momento e a cose già fatte. Non è una novità questo modo di fare del Sindaco, anzi è nella norma che si venga a conoscenza delle delibere attraverso il sito web del Comune. Ecco, questo atteggiamento del Sindaco e degli Assessori deve cambiare, devono accettare anche i nostri punti di vista, le nostre critiche, altrimenti, se le condizioni in Consiglio Comunale rimangono queste, non vedo vie d'uscita.“
Non temete di farne un martire?
“Bisogna spiegare bene i nostri motivi.  Rimane comunque un avversario temibile per il futuro. Ma a Vico le cose devono cambiare per il bene di tutti, si deve uscire da questa situazione.”
C’è un progetto politico dietro il vostro dissenso? Si parla in giro di un asse con la coppia De Rosa/ Beneduce che farebbe da regia a tutto questo. Si dice addirittura che lei avrebbe preso in gestione il parcheggio di De Rosa a via De Feo.
“So di queste dicerie e sono assolutamente false. Io non ho preso alcuna gestione. E chi andrà a farlo avrà un compenso comunque irrisorio di 2.000 € mensili. Si raccontano molte sciocchezze.  Con la dott.ssa Beneduce ho sempre avuto buoni rapporti, le ho anche dato una mano alle elezioni regionali, ma non c’è nessun accordo sottobanco per far cadere il Sindaco.  Anche se può sembrare strano  non c’è nessuna cospirazione. Ripeto, quello che chiediamo al Sindaco come Consiglieri è solo una maggiore collaborazione, non può pensare di gestire tutto da solo.”
Ci sono stati dei tentativi di riavvicinamento?
“Macchè! Non mi risponde nemmeno al telefono. Lui è abituato a comandare e al momento sembra sparito. Eppure ci sono in arrivo importanti finanziamenti europei, motivo di ricatto da parte di alcuni suoi sostenitori che paventano la perdita di qualche milione di euro se dovesse cadere. La cosa mette una certa ansia, sicuramente, anche se probabilmente i finanziamenti non sono vincolati alla persona del Sindaco. Comunque non torno sui miei passi.”
Conoscendo il Sindaco è difficile pensare che scenderà a compromessi
“Lui ha sempre detto che o andava bene come diceva e pensava lui o si poteva andare tutti a casa. Quindi è lui il responsabile di quello che accadrà se non rivede il suo modo di fare. La minoranza ha chiesto un Consiglio Comunale urgente per discutere della situazione politica che dovrebbe svolgersi tra pochi giorni. Vedremo come andranno le cose nella riunione dei Capigruppo, se ci saranno le presenze sufficienti a fare una discussione. Altrimenti è il tempo a darci manforte perché non ce n’è più tanto. Il Sindaco di questo dovrebbe prendere atto.” 
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"Nella foto, Mariateresa Eusebio 

giovedì 1 maggio 2014

Vico Equense - Vico Equense - Giunta Cinque sull’orlo del disastro. Cade il numero legale e il Consiglio non approva il Consuntivo


In un Consiglio Comunale durato poco più di un'ora si è consumata una tragedia per molti versi attesa. Il Consuntivo non è stato approvato, l’adunanza si è sciolta per la caduta del numero legale, la maggioranza Cinque si è frantumata.
Già da qualche giorno girava la voce che l’era Cinque era al tramonto. Tre Consiglieri Comunali, Eusebio, Cristallo e Balestrieri insieme al PdC  Maurizio Cinque, avrebbero votato contro il Bilancio Consuntivo per mandare Gennaro Cinque a casa per sempre, almeno nella veste di Sindaco. Invece il colpo di scena c’è stato perché la Consigliera Eusebio all’ultimo minuto ha dato forfait ed ha lasciato l’aula consentendo un rinvio della discussione.
 Il Sindaco, come ormai succede da tempo, sedeva nei banchi della minoranza lontano dall’odiato Maurizio Cinque. La maggioranza era quasi al completo, mancavano proprio i dissidenti Balestrieri e Cristallo per oscuri motivi. La Consigliera Eusebio è diventata così l’ago della bilancia. Nelle sue mani c’era il destino della Maggioranza Cinque, nella mani di una ragazza che non ha mancato di manifestare la sua angoscia per un momento tanto gravoso che pesava tutto sulle sue spalle.
Nella stanca e noiosa routine che sempre accompagna tutti i consigli comunali, si consumavano varie tragedie personali.
A un certo punto, quando si sono capiti i giochi, il Sindaco è scomparso e insieme a lui buona parte dei fedelissimi che per tutto il tempo hanno tirato per la giacca la Consigliera Eusebio. Sono arrivati persino i genitori della Consigliera forse per dissuadere la ragazza dai suoi propositi. Fatto sta che mentre l’avv. Starace si produceva in una delle sue arringhe,  Eusebio ha raccattato borsa e giubbino ed è velocemente uscita dall’aula. In assise non c’era più nessuno, a parte le minoranze e il Presidente del Consiglio.
Gennaro Cinque non è stato sfiduciato ma una voragine senza fine si è aperta nel suo futuro, difficilissima da colmare. I motivi che hanno spinto la Consigliera Eusebio a lasciare l’aula sono comprensibili. Votare insieme alle minoranze la fine di Gennaro Cinque da sola, senza il sostegno di altri consiglieri , vuol dire assumersi una responsabilità molto grande che richiede motivazioni forti, condivise e comprensibili dai cittadini. Non è facile dare in solitaria il benservito a un sindaco che ha vinto con quasi il 70% dei consensi. Eppure, nonostante il suo momentaneo dietrofront, questa vicenda segna una linea di demarcazione. Ormai è iniziata l’era del dopo Gennaro Cinque, inevitabile dopo due anni di governo della città difficile e controverso sin dal primo giorno dell’insediamento della Giunta.
Non è facile prevedere gli sviluppi di questa vicenda. Gennaro Cinque si è sempre tirato indietro quando si doveva “trattare” per la sua sopravvivenza, a costo di farsi nemici acerrimi e sempiterni. Difficile pensare che oggi cambi la sua linea, che si renda disponibile a compromessi. Questa volta però il suo atteggiamento incurante e disinvolto verso gli avversari  può costargli davvero lo scranno di primo cittadino. Non ha più il coltello dalla parte del manico e sono in troppi quelli già pronti a sottrargli lo scettro. E non è azzardato pensare che l’era Cinque sia definitivamente al tramonto, con largo anticipo sui tempi previsti.
Maria  D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: la Consigliera Mariateresa Eusebio

giovedì 17 aprile 2014

Vico Equense – SS. Trinità, scintille tra Bossa e Starace. L’on.:”Questioni serie e sostanziali da risolvere. ”


La SS Trinità e Paradiso di Vico Equense è tornata al centro dell’attenzione grazie a una iniziativa dell’”Associazione Amici Mediaduemila”. Nella serata del 14 aprile scorso Pasquale Cardone, Maria Pia Rossignaud e l’On Luisa Bossa del Pd, ne hanno discusso nella Sala Consiliare del Comune alla presenza di un folto pubblico e delle autorità cittadine.
Cardone ha ricordato le ultime vicende facendo riferimento alle varie proposte di legge finalizzate allo scioglimento  dell’Ente e all’acquisizione del patrimonio immobiliare al Comune. In particolare alla proposta di legge, prima firmataria l’on. Bossa, in discussione da diversi mesi nelle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali. Le ultime riunioni fatte nel mese di marzo hanno segnato una nuova battuta d’arresto dell’iter parlamentare e Cardone ha messo in evidenza la necessità di capire quali sono le prospettive che si aprono per il futuro e le strade da seguire affinché si giunga a una definitiva soluzione del problema.
Luisa Bossa ha chiarito quali sono gli ostacoli, non di poco conto, che hanno fermato l’iter di approvazione della legge. Nella Commissione Bilancio le osservazioni avanzate dall’On. Boccia fanno riferimento ad una non ancora assodata solvibilità economica del Comune.  Un problema sollevato già l’anno scorso ma che non ha ancora trovato risposta negli atti a disposizione dei parlamentari della Commissione.
Nella Commissione Affari Costituzionali sono invece le osservazioni dell’On. Brigantino (Lega Nord) ad aprire un altro possibile capitolo, cioè l’acquisizione al patrimonio comunale attraverso una legge già esistente, richiamando l’art. 2 comma 642, della Legge Finanziaria del 2008. In base a questa norma è il Ministero preposto, di concerto con il Governo, che individua e mette in liquidazione gli istituti pubblici e di educazione femminile che abbiano esaurito il proprio scopo o fine.
Rispetto al primo ostacolo Luisa Bossa, fatta salva la volontà del Sindaco, presente all’incontro,  di dare una conclusione all’iter parlamentare, suggerisce che la strada da intraprendere è quella di partecipare a un incontro a Roma per depositare la documentazione relativa alla disponibilità economica del Comune che stando ai fatti manca ancora del tutto.
Rispetto al secondo, la stessa Luisa Bossa ha già fatto richiesta al Governo di disporre i provvedimenti necessari. Purtroppo la richiesta non è andata avanti, forse per le notevoli incombenze che, come è sotto gli occhi di tutti, al momento gravano sul ConsigliO dei Ministri.
L’avvocato Starace è intervenuto per ribadire il suo stupore e disappunto rispetto a un ritardo inaccettabile accumulato dalle Commissioni Parlamentari nel risolvere la faccenda che, a suo dire, rimane bloccata per questioni incomprensibili. L’on. Bossa ha ricordato all’avvocato che le Commissioni non hanno alcun interesse a bloccare l’iter parlamentare e che le osservazioni di Boccia e Brigantino sono di sostanza e hanno bisogno di atti documentali per essere superate.
Luisa Bossa ha anche ricordato che la sua proposta di legge è l’unica, tra quelle presentate, a prevedere l’indivisibilità e l’inalienabilità del Bene. Ovvero l’impossibilità da parte del comune sia di dividerla in più parti che di venderla a terzi.
Altro argomento discusso, dietro le quinte, è stato quello relativo alla incompatibilità del nuovo C.d.A della Ss. Trinità e Paradiso. Luisa Bossa aveva presentato nel 2013 una interrogazione al Ministro della Pubblica Istruzione nella quale faceva presente che in base alla normativa vigente la presenza di un Consigliere Comunale, Claudia Scaramellino, e di un condannato con sentenza della Procura della Repubblica, contenesse elementi di illegittimità e incompatibilità. Luisa Bossa chiedeva al Ministro che si prendessero i provvedimenti del caso. A quella interrogazione rispose l’ex Sottosegretario Rossi Doria il quale si impegnò a risolvere “rapidamente” la questione senza mancare di adottare i provvedimenti ritenuti più idonei. A seguito di questi eventi,  manovre di palazzo partite da Vico Equense impedirono la conclusione della diatriba con il probabile Commissariamento della Ss. Trinità e Paradiso.  La caduta del Governo Letta ha poi chiuso temporaneamente la questione che l’on. Bossa intende comunque riaprire e portare a termine.  Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: Pasquale Cardone, Maria Pia Rossignaud, Luisa Bossa, il Sindaco Cinque durante l'incontro

mercoledì 9 aprile 2014

Vico Equense – Dopo il botta e risposta tra Di Vuolo ed Esposito, incontro pubblico per il futuro della SS. Trinità e Paradiso con l’On. Luisa Bossa


Continua il botta e risposta tra nuovo C.d.A della SS Trinità e Paradiso di Vico Equense e Aniello di Vuolo, ex Presidente dell’Ente.  In un documento diffuso qualche settimana fa, Di Vuolo ha risposto alle accuse al vetriolo lanciate contro di lui da Vincenzo Esposito, nuovo presidente della Ss Trinità, che lo accusava di interessi personali nella gestione del complesso monumentale, quale l’occupazione dei locali grazie a una fantomatica fondazione che serviva da paravento. L’intento di Di Vuolo, secondo Esposito, era di natura “eversiva”, in quanto tendeva all’appropriazione dell’intero Ente anche senza gestirne direttamente le attività di amministrazione. Inoltre Esposito lamentava un buco nei conti dell’Ente generato dall’incuria della precedente amministrazione.
A queste accuse molto gravi risponde punto per punto Aniello Di Vuolo, il quale sottolinea anche che, a suo parere, ci sono segni evidenti  della mala gestione di Esposito e dei consiglieri di amministrazione Matteo De Simone e Claudia Scaramellino.
Innanzitutto Di Vuolo afferma di aver provveduto, negli anni della sua gestione, al risanamento dei debiti. La SS Trinità aveva infatti un debito di 1.200.000 €. Al momento della sua sostituzione l’ammanco si era più che dimezzato e i debiti ammontavano a soli 300.000 € rateizzati e, addirittura, nelle casse dell’Ente vi era una liquidità pari a circa 36.000 €.
Di Vuolo, tra l'altro, muove al nuovo C.d.A un’ accusa abbastanza grave. Durante la sua gestione si era preoccupato di restaurare l’antico complesso divenuto decadente e fatiscente. A tal uopo aveva provveduto a realizzare un progetto di risanamento grazie al contributo gratuito di un architetto e di un ingegnere che si erano ben volentieri prestati alla realizzazione tecnica del progetto a proprie spese. Presentato alla Regione Campania il progetto fu approvato e pubblicato sul BURC nel 2011. A causa delle complicate procedure amministrative legate all’erogazione dei finanziamenti già stanziati, la nuova dirigenza della SS Trinità avrebbe dovuto ripresentare il progetto, ottemperando a un avviso pubblico della Regione stessa,  secondo il quale entro il 15 gennaio 2014, eventuali proposte progettuali giacenti presso le strutture regionali che non risultavano ancora avviati dovevano essere ripresentate.
Secondo Di Vuolo questa sollecitazione non c’è stata a causa dell’incuria del nuovo C.D.A di Esposito ed è svanita definitivamente la possibilità di un cospicuo finanziamento che avrebbe dato l’avvio a una rinascita della SS Trintià.
Mentre Di Vuolo comunica azioni legali in risposta alle accuse di Esposito, la SS Trinità rimane un complesso in molte parti fatiscente e abbandonato a se stesso.  Nel frattempo si allontana sempre di più la possibilità dell’acquisizione al comune in quanto il progetto di Legge dell’On. Bossa si è bloccato nelle procedure ministeriali e fatica a prendere la via della conclusione. Nelle stanze del Comune, inoltre, è chiara l’impossibilità di contribuire alla spesa per risolvere il problema. Le sfibrate casse dell’erario non permettono di sostenere l’enorme costo che tutta l’operazione richiederebbe.
In questa  atmosfera confusa e impantanata un gruppo di cittadini esponenti dell’” Associazione Amici di Mediaduemila” ha organizzato un incontro per lunedì 14 aprile alle ore 18.30 presso la Sala Consiliare in via De Feo, Vico Equense. Ospite la prima firmataria del progetto di legge per l’acquisizone al Comune, Luisa Bossa.  Nell’incontro si cercherà di capire quali ostacoli si frappongono alla conclusione dell’iter ministeriale e quali pericoli incombono realmente sul complesso monumentale amatissimo dalla comunità vicana.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"Nelle foto: Aniello Di Vuolo, Vincenzo Esposito, la SS: Trinità e Paradiso

mercoledì 26 marzo 2014

Vico Equense - Istituto Pubblico “SS. Trinità e Paradiso”, Aniello Di Vuolo: "Adesso parlo io!"

Quando nel mese di Settembre 2012 fui contattato dall’incaricato dirigente del MIUR per chiedermi se fossi ancora disponibile per un rinnovo dell’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Pubblico “SS. Trinità e Paradiso” di Vico Equense, nella certezza di aver assolto al meglio il mandato fiduciario affidatomi dal Ministro, prima nel 2008 con la nomina di Commissario straordinario e poi nel 2009 con quella di Presidente del ricostituito C.d.A., ringraziandolo, convintamente rifiutai.
Nel mese di Agosto 2008, quando fui nominato Commissario straordinario, mi bastarono pochi giorni per capire di essermi venuto a trovare immerso in un Ente che aveva un bilancio disastroso, oberato di debiti vecchi di decenni, per oltre 1.200.000 euro, come da Bilancio consuntivo 2007.

Non solo, ricordo che trovai anche il conto della tesoreria in banca bloccato a causa di vecchi pignoramenti e in cassa vi era poca cosa; i pagamenti e gli incassi avvenivano solo per contanti, in modo del tutto inusuale e anomalo, riferito ai dettami di legge per le Pubbliche Amministrazioni.

In primis, analizzando i debiti esistenti, notai che, la maggior parte di essi, si erano consolidati nel tempo in modo anomalo e che, pertanto, era giunta l’ora di riconsiderarli legalmente a nuovo. Fu così che, con l’aiuto spontaneo e gratuito di alcuni amici competenti e con l’ausilio di professionisti del settore, nel giro di qualche anno riuscii a riorganizzarli e a dimezzarne l’entità, riuscendo, per quelli rimasti da pagare, finanche ad ottenere una rateizzazione che prevedesse una rata mensile di pagamento possibile.
Mi piace precisare che, come dall’ultimo Bilancio consuntivo - Esercizio 2012 recante la mia firma, si possa evincere che il debito residuo, nei miei cinque anni di gestione, si era ridotto dal 1.200.000 euro del 2007 a una somma di poco inferiore ai 300.000 euro al 31.12.2012, tra l’altro, già rateata come detto sopra. Inoltre, all’atto del passaggio di consegna al nuovo C.d.A., avvenuto in data 13.03.2013, la cassa dell’Ente riportava anche una consistenza, tra contanti e giacenza sul conto corrente bancario, di € 35.826,48.Fin qui tutto normale, almeno riguardo al mio modo di concepire l’amministrazione della cosa pubblica.
Ritornando con la mente al momento del mio insediamento nel 2008, ricordo che allora il problema più grosso che mi si presentava era quello di ottenere un finanziamento pubblico per il recupero architettonico dell’intero Complesso Monumentale che versava, e versa tuttora, in uno stato di fatiscente degrado e che, purtroppo, così verserà per molto tempo ancora per quello che vi dirò più avanti.
Con l’aiuto di professionisti amici, che accettarono di elaborare sia il progetto di restauro sia quello per il rilancio e l’organizzazione futura della struttura, senza nemmeno chiedermi l’anticipo per il rimborso delle spese sostenute, riuscimmo a preparare le due proposte progettuali in questione, che furono anche preventivamente approvate dall’Autorità Tutoria del MIUR e li presentammo, per ottenerne il finanziamento, attraverso una misura finanziaria messa a bando dalla Regione Campania. L’accordo scritto stipulato con gli amici professionisti (un ingegnere e un architetto) prevede che le loro rispettive competenze professionali gli sarebbero state liquidate solo a seguito dell’approvazione e il finanziamento dei progetti medesimi e unicamente durante la successiva realizzazione degli stessi.
Pertanto, nel Gennaio 2009, le due proposte progettuali furono presentate alla Regione Campania:

1.     Recupero conservativo e funzionale del Complesso Monumentale della “SS. Trinità e Paradiso” di Vico Equense per l’erogazione di servizi avanzati di ricerca, formazione e incubazione nel campo dei beni culturali, dell’arte, della musica e dell’alimentazione mediterranea, per l’importo di € 3.535.322,53.
2.     Promozione e valorizzazione integrata del sistema dei beni culturali; Sviluppo delle competenze del potenziale umano e dell'imprenditorialità nel settore della cultura e del tempo libero; Sviluppo società dell’informazione, per l’importo complessivo di € 1.957.600,00.
Ambedue i progetti presentati furono approvati dalla Regione Campania e, con Decreto Dirigenziale n. 1 del 18.01.2011, anche pubblicati sul BURC n. 5 del 24.01.2011.
Purtroppo, come spesso avviene nelle Pubbliche Amministrazioni, l’amministratore che si adopera affinché sia progettata e presentata un’opera, spesso non è più lui a realizzarla perché poi, quando la stessa viene materialmente finanziata, quasi sicuramente, visto il tempo intercorrente dalla data di presentazione a quella dell’ottenuto finanziamento, il medesimo ruolo è esercitato da un suo successore; ma questo interessa poco, l’importante è aversi adoperato per quel giusto e nobile fine!
Per l’Istituto “SS. Trinità e Paradiso” non è stato così!
Il 09.12.2013 la Regione Campania pubblicava sul BURC n. 69 il Decreto Dirigenziale n. 89 del 4 dicembre 2013 dal titolo “Avviso pubblico - POR Campania FESR 2007-2013 - Iniziative di Accelerazione della spesa”, con il quale si invitavano gli Enti pubblici a ripresentare, con semplice istanza, entro il 15 gennaio 2014, eventuali proposte progettuali giacenti presso le strutture regionali che non risultano ancora avviati, il cui stato dei progetti doveva essere almeno esecutivo, come lo erano, di fatto, i due progetti sopra menzionati, di cui, quello per lavori di recupero conservativo, aveva finanche già attenuto il 24.06.2010 l’approvazione dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici per Napoli e provincia.
Per il rispetto profondo che ho verso le istituzioni pubbliche, il solo pensiero di veder realizzata l’opera da me concepita e avviata, dopo decenni di oscura inoperatività nell’Ente, mi causava un piacere immenso; intanto, pensavo anche ai professionisti che mi avevano dimostrato la loro fiducia e che avrebbero potuto continuare il loro lavoro ed essere, finalmente, rinfrancati.
Purtroppo la mia illusione è durata poco; infatti, l’altro giorno, la Regione Campania ha pubblicato sul BURC n. 16 del 03.03.2014 il Decreto Dirigenziale n. 70 del 24.02.2014 ad oggetto “POR Campania FESR 2007-2013 - Iniziative di Accelerazione della spesa - Avviso pubblico di cui al Decreto Dirigenziale n. 89/2013 – Esiti” e con mio enorme stupore e tanto sconforto, ho costatato che il C.d.A. dell’Istituto “SS. Trinità e Paradiso”, mio successore, non aveva ripresentato nessuno dei progetti già approvati e sopra riportati, laddove i progetti presentati da altri Enti Pubblici sono stati tutti, indistintamente, finanziati.
Evidenzio che questo C.d.A., nel suo primo anno di attività gestionale, lungi dal prendere atto del mio corretto e fruttuoso operato a vantaggio dell’Ente rappresentato, ha preferito unicamente denigrarmi, finanche nelle esposizioni di delibere pubbliche ufficiali assunte; avrei preferito – di contro -, seppur non necessario e rilevante, positivi apprezzamenti. D’altronde, per il rispetto dignitoso che ho per la mia persona, ho evitato di farmi trascinare in diatribe sterili e inconsistenti, fino a quando, colmata la misura, ho dovuto sporgere denuncia per diffamazione nei confronti del Presidente del C.d.A. con richiesta di cospicuo risarcimento a titolo di ristoro per le offese ricevute.
Questa era l’occasione unica e irripetibile, per cui, i cittadini vicani, che tanto sono legati affettivamente a questo Complesso Monumentale e alla sua Istituzione, possono mettersi l’animo in pace perché, almeno per molto tempo ancora, nulla di buono sarà più fatto.
Non so se questo comportamento omissivo possa concretare una responsabilità personale e patrimoniale rilevabile dalla Corte dei Conti nei confronti dell’attuale C.d.A., ma sono, altresì, convinto, che i progettisti, per la forte responsabilità morale che ancora avverto nei loro confronti, essendo l’Ente, nella fattispecie, per omissione colposa, definitivamente decaduto dall’ultima possibilità di ottenere il finanziamento già a suo tempo richiesto e approvato, come innanzi indicato, possano ora far valere i loro diritti per le competenze ancora da riscuotere, creando così un grave danno all’Ente Pubblico in questione e allo Stato che ne è proprietario e responsabile per le nomine effettuate. A tal uopo, preciso che, rivestendo attualmente il ruolo di Presidente di un Organismo di Diritto Pubblico, voluto e autorizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, mi ha corso l’obbligo di relazionare e documentare l’accaduto al nuovo Ministro MIUR On. Stefania Giannini perché ne abbia contezza e agisca di conseguenza.
Ora, permettetemi uno sfogo: io sono convinto che l’unico valore vero che riusciamo a trasmettere ai nostri figli sia la nostra dignità, tutto il resto è cosa futile e volatile.
Gaio Muzio Scevola occupa una pagina di storia solo per l’alto valore che egli aveva della propria dignità: riconoscendo di aver sbagliato, sacrificò la sua mano senza esitazione alcuna!
Per i fatti fin qui esposti, sarebbe auspicabile che il C.d.A. rassegni ad horas le proprie dimissioni. La massima eleganza, quella che può riscattare tutte le mancanze di un pubblico amministratore, è saper uscire di scena con dignità.
Purtroppo, debbo, infine, rilevare che i membri del C.d.A. non sono gli unici responsabili dell’accaduto, essendo responsabili, almeno moralmente, anche chi a suo tempo li ha scelti ed indicati come personalità espressione della comunità locale - leggasi Delibera del Consiglio Comunale n. 54 del 17.12.2012.
Se tanto mi da tanto, ritengo che per noi cittadini vicani il futuro possa non riservare piacevoli evenienze.

Il sig. Aniello Di Vuolo ha ritenuto opportuno inviare in una mail quanto sopra riportato al fine di rispondere a quanti nei mesi scorsi hanno insinuato dubbi e sparso notizie sulla sua gestione della SS Trinità.