martedì 19 maggio 2015

La Riforma della Scuola... una boiata pazzesca


Sono stata talmente tanti anni nella scuola pubblica che non posso fare a meno di dire la mia su questa riforma iniqua e lontanissima dal risolvere i problemi di un’istruzione ormai asfittica e senza reali prospettive di rinnovamento.
Comincio col dire che non intravedo alcuna novità nella trasmissione del sapere. Gli insegnati continueranno ad avere difficoltà enormi dentro aule spesso sovraffollate e poverissime di strumenti innovativi: tecnologie obsolete, senza wi-fi,  collegate a internet con connessioni scagatissime e insufficienti, lavagne luminose inutilizzate, banchi traballanti, sedie scrostate, lavagne graffiate, gessi insufficienti e cassini sempre srotolati.
Ci si arrangia nelle scuole, e si continuerà a farlo, si arrangiano alunni e insegnanti costretti a rimanere legati indissolubilmente a programmi noiosi e sempre uguali nei secoli dei secoli, affossati nel  poco tempo a disposizione che si consuma soprattutto tra lezioni frontali, compiti in classe e interrogazioni più o meno aperte a nuove soluzioni. E come si potrebbe fare di più? Se la società pretende soprattutto il risultato finale, ammesso-non ammesso, come summa di tutto l’insegnamento-apprendimento che cavolo si vuole da un corpo docente che deve far leva principalmente sulla grande pazienza e capacità di attrazione verso la propria materia di insegnamento? Per loro, i docenti, non è prevista alcuna novità, tranne che il soggiacere tristemente al dirigente che da oggi in poi avrà più che mai il loro destino nelle mani.
Già il Dirgente… chi pensa che i dirigenti siano il meglio e il motore che muove la scuola italiana? O che siano degli esseri onesti mossi solo dall’amore per la cultura? Questa cosa la possono ipotizzare solo gli idioti o coloro che della scuola pubblica non sanno niente…
Salvando la pace di pochi elementi, i dirigenti scolastici hanno sempre e solo pensato ai fatti propri, ai propri interessi. C’è un corso di aggiornamento obbligatorio per i docenti? Ebbene i dirigenti si scambiano il favore: tu vieni da me e io vengo da te. E i soldi dei contribuenti servono anche a pagargli l’intero corso sia come esperto fuori della propria scuola che come direttore del corso nella propria. Ogni lezione da esperto viene pagata abbastanza bene da arrotondare le entrate, il compenso come direttore del corso è inferiore ma nessuno lo disprezza.
Naturalmente sono previsti anche scambi tra persone che si piacciono fisicamente, utile e dilettevole insieme… I fondi europei hanno dato un grande contributo a questi scambi, basta fare un progettino di massima ed entrare in gioco…
La stessa cosa sarà possibile anche per le assunzioni triennali che prevede la Riforma. Il Dirigente fa preparare dallo “staff” un progetto formativo magari più consono alle necessità di chi vuole assumere che a quelle dei ragazzi, lo sottopone al Collegio dei Docenti che avrebbe il potere di bocciarlo ma non lo fa mai per non allungare discussioni estenuanti e alimentare polemiche che potrebbero metterlo  in cattiva luce e dà il suo beneplacito. Il gioco è fatto. Io mi assumo tua nipote e tu ti assumi la mia amica, caro collega dirigente. Gli accordi saranno molteplici e il magna magna aumenterà in forma esponenziale.
Chi controllerà tutto ciò ancora non è chiaro, ma ci posso scommettere che la faccenda si dispiegherà come tutte le faccende italiane che si aggiustano sempre seguendo l’ordine gerarchico, basta che rimanga tutto in famiglia. E d’altra parte se si avvia una nuova cuccagna chi è che dovrebbe essere l’eroe senza macchia e senza paura??
Intanto gli insegnanti, come al solito, dovranno subire le scelte fatte dall’alto, dalla sera alla mattina senza nessuna consultazione sul campo, nessun approfondimento per entrare nel merito delle problematiche scolastiche vere. Dovranno sorbirsi un piano formativo che sta bene solo ai dirigenti e allo “staff” leccaculo e interessato quando avrebbero invece bisogno d’aiuto per dare a tutti gli alunni pari opportunità.
Pieni di sensi di colpa per non essere riusciti mai completamente a dare il massimo a tutti, i docenti sono persino incalzati dalle prove Invalsi che dovrebbero giudicare la bontà della loro opera. Quelle restano e la Riforma gli fa un baffo! Prove Invalsi avulse  dalla realtà, pretenziose, uguali per tutti. Arrivano a Scampia e ai Pairoli ineffabili e pesanti come macigni a sovrastare le vite e le menti come bulldozer di condanna. Perché sono sempre una condanna per docenti e discenti, come vanno vanno.
 Mattè ma va a farti friggere!

lunedì 11 maggio 2015

COMUNICATO STAMPA - Lavoratori ex EavBus da 2 anni in attesa del tfr. Diritti calpestati e atteggiamento pilatesco di vertici aziendali e regionali


Aspettano da 2 anni la restituzione della parte del loro salario accantonato per il trattamento di fini rapporto. Sono più di 80 i lavoratori ex eav bus in questa situazione, pure a fronte di precisi accordi, dal fallimento dell'azienda. E mentre l'amministratore di Eav Nello Polese perpetua un atteggiamento pilatesco, ancora restano tanti punti oscuri sull'anomala procedura di fallimento, nonostante una commissione d'inchiesta i cui risultati però non sono mai stati resi noti dall'attuale giunta regionale.
Una vicenda assurda per la quale, con il collega Mario Casillo, abbiamo richiesto l'interessamento e l'intervento del Parlamento nazionale.
Di seguito il comunicato stampa diffuso stamane:
«Sonopiù di ottanta i lavoratori dell’ex Eav Bus oggi in liquidazione che dal 2013, nonostanteprecisi accordi sottoscritti, attendono ancora di percepire il tfr maturato.Tra rimpalli di responsabilità e impegni mancati non solo si stanno calpestandoi sacrosanti diritti di questi lavoratori, ma si evidenzia una situazione chepresto coinvolgerà anche gli altri 1300 lavoratori ancora in attività» loafferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato che, con il collega MarioCasillo ha inviato una specifica nota all’amministratore Unico di Eav NelloPolese e al Commissario liquidatore di EAV Bus Roberto Pepe «Le responsabilitàdi questa incredibile situazione coinvolgono il Commissario Liquidatore, la Curatela fallimentare, ilmanagement della EAV Holding, e più volte abbiamo cercato un’interlocuzione coni vertici EAV. A partire dal prof. Polese, però, ci siamo scontrati con un’inaccettabileatteggiamento pilatesco che non solo lascia irrisolta la vicenda ma sembraallontanare qualsiasi ipotesi risolutiva. In pratica, la società continuaindebitamente a non restituire la parte degli salari che negli anni hatrattenuto per il trattamento di fine rapporto, togliendo a più di ottantafamiglie la possibilità di fronteggiare un periodo di crisi così duro. Con ilcollega Casillo investiremo della vicenda il Parlamento nazionale, anche perchépersistono ancora oggi tanti, troppi lati oscuri sul fallimento di Eav Bus. Lostesso amministratore unico di Eav, nonché l’attuale presidente della giuntaregionale» continua Amato «in passato avevano manifestato grandi perplessitàsulle modalità con le quali si era giunti al fallimento, tanto che venneistituita anche una specifica commissione di inchiesta interna. Lavori ed esitidella commissione, se mai ci sono stati, restano sconosciuti, chiusi forse inqualche cassetto dell’assessore Vetrella. Così, mentre restano sconosciute eimpunite eventuali responsabilità di questo ennesimo sfascio dei trasporticampani, chi direttamente ne ha pagato e continua a pagarne le conseguenze, ilavoratori, si vede ancora negati i propri diritti, ciò che legittimamente glispetta. Una situazione non più tollerabile e a cui bisogna urgentemente porrerimedio»
 

sabato 9 maggio 2015

Vico Equense - Le mani sulla città di Rosa Maria Dilengite


Noi migranti siamo accomunati da un sentimento schizofrenico rispetto ai nostri luoghi d’origine. Un sentimento che confonde l’amore, la nostalgia, il sincero legame con le nostre radici, con una rabbia cieca per tutto quello che quei luoghi non sono riusciti a darci.
È quello che succede sia a chi, come me, di andarsene lo ha scelto soprattutto per noia e per amore dell’ignoto, e per chi, invece, vi è stato costretto, per mancanza di opportunità in patria.
Quando si ha la sfortuna tremenda di essere nati in un posto bellissimo, la rabbia e la frustrazione sono dilatati.
Andando via ho scoperto che nel resto di Italia, come forse nel resto del mondo, per andare al mare non devi pagare. Avete capito bene amici vicani, il biglietto di ingresso in spiaggia esiste solo da noi! Certo, possiamo vantare una certa inventiva nella gestione dei beni pubblici e non manchiamo di originalità nel monopolizzare ciò che è naturalmente di tutti e giuridicamente definito come demanio. Le spiagge della Costiera Sorrentina  sono il primo specchio limpido delle acque della provincia di Napoli, che, a causa di altre incurie e disastri che si sono susseguiti e stratificati nel corso degli anni, sono balneabili a zone alterne.
Motivo per cui raccolgono i bagnanti (o aspiranti bagnanti), non solo dei nostri Comuni, ma anche di quelli del resto della provincia . Proprio per questo le spiagge dovrebbero garantire una totale fruibilità, soprattutto da parte di chi, non potendo permettersi vacanze altrove, trova nel nostro mare l’unica valvola di sfogo estivo. La Guardia Costiera prescrive la necessità di lasciare liberi dai 3 ai 5 metri di bagnasciuga, di modo da poter liberamente deambulare su di esso. La soluzione trovata dai Comuni del resto di Italia, penso alle spiagge del Conero, dell’Abruzzo, della Versilia, della Calabria, coerentemente a quanto prescritto dalla legge, è di far pagare solo gli eventuali servizi forniti dai concessionari delle spiagge, senza imporre un biglietto per il semplice accesso alla stessa.
L’unica spiaggia liberamente accessibile a tutti rimane quella delle Calcare, ferma restando l’impossibilità per i bagnanti di passeggiare lungo il bagnasciuga dell’intera spiaggia di Seiano, o di poter addirittura nuotare al confine con lo stabilimento privato, chic e raffinato che protegge le sue acque con un serpentone di gomma nera. Il confine tra le due spiagge, quella libera e popolare, e quella dal biglietto di ingresso di euro 25, è infatti ribadito da : un muretto in pietra, una grata ricoperta da canne di bambù (di modo che nessuno veda lo scempio della plebe che fa il bagno dall’altro lato) e da un bagnino che intima ad allontanarsi non appena la “proprietà privata” sembra minacciata. Insomma, più che andare al mare sembra di andare ad Alcatraz.
Altro straordinario evento realizzatosi nella mia città, coerentemente con l’idea che la res publica sia una barzelletta da poter farsi propria non appena lo si voglia, è stata la chiusura al pubblico della Torre Barbara e della strada per raggiungerla.
La torre di Via Punta la Guardia, detta Torre Barbara, è il mio luogo del cuore. Una torre del 1800,immersa in un uliveto centenario, a picco sul mare, sulla cima di una altissima scogliera di calcare. La torre ha due piani, è malmessa, istoriata al suo interno dalle bombolette e dai pennarelli di avventori poco romantici, ma che lo diventano quando, affacciandosi dai balconi cigolanti godono della distesa del mare e del Vesuvio in lontananza.
Di questo spettacolo non potrò godere più, e come me gli altri vicani, perché un giorno qualcuno si è svegliato ed ha deciso che la strada fosse propria, così come la Torre, bene artistico appartenente al patrimonio culturale e come tale demaniale.
Pensavo fosse finita, pensavo che non ci fosse più nulla da prendere. Le colline sono state prese tempo fa,  fatte oggetto degli scempi dell’abusivismo edilizio su cui il comune chiude non uno, ma entrambi gli occhi. E invece …
Poco tempo fa, trovandomi al Nord Italia dove attualmente vivo, leggo su Facebook della proposta di chiudere in una cupola di vetro la piazza di Vico Equense per farne una sorta di centro commerciale. Ho compreso allora che quando credi che le cose più brutte ed inutili siano già state partorite, ci sarà sempre qualcuno a voler fare di peggio. Ci avevano tolto il mare, le colline, i panorama, volevano toglierci anche il cielo.
Non deludermi Vico Equense, fammi arrabbiare ancora di più e la prossima volta che torno a casa fa sì che qualche altra cosa sia stata rubata, monopolizzata, distrutta.
Rosa Maria Dilengite
                                                                                                
                                                                                                                              
 

giovedì 7 maggio 2015

Vico Equense – Gennaro Cinque, sindaco decaduto, si candida alla regione. Nella lista di Forza Italia anche Flora Beneduce


Ci sono voluti tre Consigli Comunali per sancire a rigor di legge la decadenza di Gennaro Cinque, Sindaco  di Vico Equense. Grazie a un marchingegno burocratico Giunta e Consiglio Comunale restano al loro posto e Gennaro Cinque potrà correre per le elezioni regionali senza passare per le dimissioni. Al suo posto farà da Sindaco Benedetto Migliaccio che già si è insediato sullo scranno di primo cittadino.
Sulla decadenza l’opposizione si era espressa con dure proteste, soprattutto del Consigliere Dilengite che in aula aveva criticato fino all’ultimo le modalità di tutta l’operazione politica messa in atto, ritenendole ai limiti della legalità. Anzi aveva detto a chiare lettere che il contenzioso aperto dal sindaco con l’amministrazione comunale era stato creato a bella posta per evitare le dimissioni di tutto il Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario Straordinario, imitando altri sindaci dell’area campana candidati alle regionali.
Ma a nulla sono valse le proteste e i voti contrari o le assenze dell’opposizione. Nonostante una nota inviata da Gennaro Cinque al funzionario competente con la quale si impegna a rimuovere le cause del presunto abuso per cui si era avviato il contenzioso col Comune, il Consiglio Comunale ha approvato la delibera di decadenza.  Decadenza verso la quale, secondo il Segretario Generale Luigi Salvato, lo stesso Gennaro Cinque potrà fare ricorso, se lo deciderà, per rientrare al suo posto.
Ormai libero da vincoli, l’ex Sindaco si è lanciato nella sua campagna elettorale per le regionali aprendo vari  comitati sul territorio vicano, in centro e sulle colline. Correrà per Stefano Caldoro nella lista di Forza Italia. Forte di un indiscusso consenso che lo portò alla vittoria in qualità di primo cittadino con più del 70% dei voti, Gennaro Cinque mira allo scranno regionale anche se la sfida è durissima. Nella lista di Forza Italia dovrà vedersela anche con un osso duro come la dott.ssa Flora Beneduce, anch’essa di Vico Equense, consigliere regionale uscente, che non sembra disposta a restare a becco asciutto. Eletta in seconda battuta alle passate regionali, la Beneduce ha già sparso per Napoli e dintorni le sue gigantografie di propaganda esibendo il suo faccione sorridete e ammiccante. “Io sono voi” ci manda a dire da un lenzuolo a colori da molte migliaia di euro.
Di sicuro c’è che difficilmente saranno eletti entrambi, al momento pare che non figureranno nemmeno in tandem come si usa per favorire la parità di genere. Gennaro Cinque punta sulla collaborazione di Fulvio Martusciello che gli garantirebbe una copertura nei comuni dell’interland di Napoli, associandosi in tandem alla giovane Francesca Salatiello che pare essere la nuova pupilla del potente parlamentare europeo. In cambio Gennaro Cinque potrebbe garantire una decina di migliaia di voti sparsi in Penisola Sorrentina, concentrati in massima parte a Vico Equense, suo paese natale.  Flora Beneduce molto forte nei comuni di S.Antimo e Villaricca rischia invece un flop a Vico Equense proprio grazie all’ex sindaco che probabilmente non muoverà un dito in suo favore garantendo i voti per la corrente di Martusciello.
Queste sono le prime indiscrezioni di chi sembra ben informato dei fatti anche se non tutto potrebbe andare secondo logica. Le divisioni del centro destra a livello nazionale potrebbero influire anche sul voto regionale. Qualche vecchio fedelissimo di Gennaro Cinque pare sia confluito nel NCD e non è detto che sia disposto a dare appoggio all’ex sindaco. Anche una parte della sua ex maggioranza potrebbe voltargli le spalle disperdendosi nelle liste che appoggiano Stefano Caldoro.
Insomma Gennaro Cinque forse si è imbarcato in una avventura un po’ troppo complicata e senza le sufficienti garanzie per cavarsela. E il rischio per i due candidati di Vico Equense, se di rischio si può parlare per gli elettori, è che restino entrambi fuori dai giochi. Tanto più se si pensa che Stefano Caldoro non primeggia nei sondaggi e potrebbe avere una brutta sorpresa. In questo caso per l’ex sindaco, ma anche per Flora Beneduce, non ci sarebbe scampo.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

giovedì 16 aprile 2015

Vico Equense – Maurizio Cinque garantisce il numero legale e il Consiglio Comunale asseconda il Sindaco e la sua Giunta


Un nuovo caso eclatante coinvolge Gennaro Cinque, sindaco di Vico Equense, incappato in  un conflitto di interesse a causa di un contenzioso aperto contro il Comune.  Motivo del contenzioso sarebbe un abuso edilizio perpetrato nel 2006.
L’abuso pare sia relativo a un bagno costruito senza permesso nella casa del Sindaco che a suo tempo fu sanzionato con un decreto di demolizione. Ma dal 2006 al 2015 nulla sarebbe accaduto e la pratica avviata è finita nel dimenticatoio. Poi, a sorpresa, nello scorso mese di marzo, una presunta lettera anonima avrebbe rimesso tutto in moto e il funzionario comunale addetto ha prontamente notificato a Gennaro Cinque la riapertura del caso e la conseguente reiterazione del provvedimento di abbattimento previo accertamento della Polizia Municipale.  
Tanto ha consentito al Sindaco di presentare un ricorso al TAR avverso la demolizione e si è aperto il contenzioso che oltre al conflitto di interesse e all’incompatibilità, in mancanza di fatti nuovi, sancirebbe la decadenza dalla carica del primo cittadino. La decadenza consentirebbe al Sindaco, che vorrebbe candidarsi alle Elezioni Regionali, di non doversi dimettere come gli impone la legge e di essere sostituito dal Vice Sindaco evitando lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario Straordinario.  Tutto il marchingegno burocratico messo in essere, secondo la minoranza ma anche secondo una larga fetta di cittadini, consentirà a Gennaro Cinque di mantenere il suo potere per venti giorni nei quali decidere se candidarsi o meno. Allo scadere del tempo potrebbe ritirare il ricorso al TAR e rientrare al suo posto oppure candidarsi e lasciare tutto nelle mani di Benedetto Migliaccio.
Nel frattempo, ai sensi di legge, lo scorso 10 aprile è stato convocato d’urgenza un Consiglio Comunale nel quale poter approvare una delibera per la costatazione di incompatibilità. La delibera è stata approvata con il voto della maggioranza mentre la minoranza ha abbandonato l’aula al momento del voto. Una minoranza che durante tutta l’Assise ha manifestato accesa contrarietà verso una scelta sconsiderata ai limiti della legalità e che in realtà, a detta dei Consiglieri Dilengite e Lauro, serve a bay passare leggi ma non etica e morale.
Al  voto ha invece partecipato con l’astensione Maurizio Cinque, il Presidente del Consiglio tanto inviso al Sindaco. La sua  fuoriuscita dall’Aula avrebbe fatto cadere il numero legale. Ma Maurizio Cinque non ha fatto da sponda alla minoranza, nell’indignazione di qualcuno che ci aveva sperato.
Ora si dovranno svolgere ancora due Consigli Comunali per la conclusione della vicenda che non sembra diversa da altre avvenute un po’ ovunque in Campania.  Lo stesso Sindaco alla fine ammette di aver voluto prendere tempo per tentare l’ascesa politica senza dimettersi. La sua maggioranza gli ha consentito di percorrere questa strada mantenendo l’attuale assetto e consentendo a tutti di non perdere la poltrona. E una norma che avrebbe imposto al Sindaco di andare a casa seguendo un principio etico viene strapazzata per non scontentare nessuno nell’eventualità della decadenza.  Lo stesso Presidente del Consiglio ha preferito seguire la traccia di Gennaro Cinque piuttosto che uscire di scena, nonostante questi non gli risparmi una miriade di improperi in tutte le occasioni possibili.
Continuano, insomma, i papocchi di questo Consiglio Comunale che ne ha viste di tutti i colori. E non sbaglia il Consigliere Aiello quando rimprovera una parte dell’opposizione di non avere fatto decadere il Sindaco a suo tempo, avendone la possibilità. Sottolineando senza saperlo come la politica sia diventata soprattutto teatro, talvolta melodrammatico, non si capisce quanto recitato nell’interesse dei cittadini. 
Nel frattempo quel bagno abusivo resta sempre al suo posto.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
ps Il Sindaco era in disparte ma presente in una saletta attigua all'Aula Consiliare. Cadendo il numero legale avrebbe potuto prendere parte alla votazione, ma ciò resta nel campo dei se e dei ma di cui la politica non può nutrirsi

venerdì 6 marzo 2015

Vico Equense – Gennaro Cinque:” Presto un rimpasto in Giunta e a fine mandato mi ricandido per diventare Consigliere Comunale.”


Il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, a poco più di anno dalla scadenza definitiva del suo mandato iniziato la prima volta nel  lontano 2008, accetta di fare un rapido bilancio della sua tormentata amministrazione.
Con una maggioranza dalle sembianze di una corazzata invincibile ha dovuto affrontare marosi avversi, tempeste implacabili, placide acque e periodi di calma piatta, rimanendo comunque il nocchiero unico, ma anche il nostromo e il mozzo di un’imbarcazione che spesso imbarcava acqua da mille falle. Dimissioni minacciate più volte, licenziamento in tronco di mezze Giunte, crisi paurose che hanno messo in bilico la sopravvivenza stessa della sua amministrazione non hanno scalfito però la sua profonda avversione alla trattativa, alla politica praticata con i compromessi e gli accordi che potevano assecondare le brame dei suoi ex compagni di strada. Fino alle estreme conseguenze. Una caparbietà umanamente comprensibile, politicamente un po’ meno, ma lui non se ne cura più di tanto. Ci sono ostacoli che il cuore non può superare.
 
Come al solito è affabile e disponibile a rispondere alle domande anche se una buona metà dell’intervista la concentra sulla questione scolastica, antica spina nel cuore già dall’esordio  come primo cittadino. Lo amareggia il non essere capito nella sua volontà di migliorare le condizioni scolastiche degli alunni dell’obbligo, con le infinite polemiche suscitate dalle drastiche scelte in tema di accorpamento e dimensionamento scolastico. Lo ferisce il fatto che, ad esempio, gli abitanti di Arola preferiscano iscrivere i propri figli nel vicino comune di Meta piuttosto che nella scuola che lui e solo lui ha voluto ampliare. - “Abbiamo speso un milione di Euro per quella scuola, ma se mancheranno le iscrizioni saremo costretti a chiudere.” Inutile spiegargli che Arola è un plesso fatiscente. Lui stragiura che a settembre sarà tutto diverso con i lavori che ancora si devono fare. Diventerà un gioiellino. E si rammarica anche che le mamme degli alunni della Media di Massaquano  gli abbiano scritto una lettera per scongiurare la chiusura del plesso a favore della materna. “Mamme trentenni che non si sentono lese se i loro figli non hanno una palestra o che non si preoccupano della lezione di musica in un’aula attrezzata. Mica dobbiamo fare i figli musicisti, mi dicono. Un'assurdità secondo me!” E per ora la scuola media resta a Massaquano e non viene piu spostata a Vico Centro presso la “Scarlatti”. C’è da pensare che le cose siano molto cambiate, forse il Sindaco teme nuove tempeste collettive, specialmente in un clima di maggioranza traballante in Consiglio Comunale.
 
-“Non c’è al momento nessuna falla nella nostra maggioranza." dice, anzi - "Già era deciso che dall’inizio mandato e fino a un anno e mezzo dalle elezioni si sarebbe insediata una Giunta Tecnica. Da gennaio di quest’anno doveva partire, e partirà, una Giunta Politica.  
Il problema però è un altro. Io credo ancora che la lealtà sia la prima regola che deve valere tra le persone. Prima di essere eletti ci si scanna a fare campagna elettorale, qualcuno si venderebbe la mamma per qualche voto in più. Poi il giorno dopo le elezioni i Consiglieri eletti si scordano tutto e fanno prevalere i loro interessi personali. Fanno tresche, si vendono per poche lusinghe e invece di andarsi a leggere gli atti vedono come devono fare per mettere i bastoni tra le ruote a chi vuole lavorare. Abbiamo la posta certificata ma chi la legge? E quanti vengono alle riunioni per discutere gli atti della maggioranza? Pensano ad altre cose… Per esempio, per me il Presidente del Consiglio doveva farlo Andrea Buonocore. Maurizio Cinque alla fine non ha tradito Gennaro ma ha tradito Andrea, l’amico che lo aveva aiutato a essere eletto.  E secondo lui la gente non ha capito che razza di gioco ha tenuto il coraggio di fare? Questi soggetti vivono di aria fritta, il tempo delle chiacchiere è finito e quello che vale sono solo le azioni che si compiono. Quelle che stanno sotto agli occhi di tutti. Per quanto mi riguarda devo dire che l’unico errore grave che ho fatto è stato proprio quello di essermi fidato di chi non  era  n'omme, di aver capito troppo tardi con chi avevo a che fare!”
 
Riguardo a una sua candidatura alle regionali il Sindaco non si tirerebbe indietro. “A condizione però di poter diventare determinante per risolvere la questione di Faito. Ho chiesto a Caldoro di creare un’unità di lavoro proprio su Faito, e nel consiglio comunale abbiamo approvato anche una delibera proprio per questo. Il territorio di Faito sta subendo un abbandono che si deve assolutamente recuperare. I soldi che regione ed altri enti ricevono per le antenne sparse là sopra danno un gettito di 350.000 euro all’anno che sarebbero una grossa boccata di ossigeno per riparare molte aree abbandonate. Il lavoro e lo sviluppo turistico di Vico Equense stanno proprio sul Faito e solo a queste condizioni vedrei utile un mio ingresso in Regione.
Quello a cui tengo veramente però è essere eletto Consigliere Comunale a Vico Equense. Io, alle prossime elezioni comunali,  mi presenterò in qualità di consigliere in qualunque caso, questo i miei concittadini lo devono sapere già da ora, è una promessa.”
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nella foto: il Sindaco Gennaro Cinque

giovedì 29 gennaio 2015

Vico Equense – Consiglio Comunale, rinviate all’unanimità due delibere. Cinque abbandona l’aula


L’ultimo Consiglio Comunale, tenutosi martedì scorso a Vico Equense, è stato rapido ma non per questo privo di qualche colpo di scena abbastanza sorprendente. Due infatti le delibere rinviate per incompletezza di informazioni,  nonostante la presenza massiccia di tutta la maggioranza.
La prima ha riguardato il diritto di prelazione su un locale all’interno del Castello Giusso. La Soprindentenza ha chiesto al Comune di esprimersi sulla messa in vendita di alcuni locali nell’antico complesso, nell’eventualità di un interesse dell’amministrazione su delle aree che hanno un alto valore storico. E stato il maresciallo Cioffi, esponente della maggioranza, a esternare delle perplessità in quanto nella delibera non si faceva riferimento alle caratteristiche dei locali in vendita: grandezza, posizione, valore immobiliare effettivo. Nonostante l’intervento dell’Ass. Di Martino che ha insistito sui tempi stretti richiesti dalla Soprintendenza per una risposta del Consiglio Comunale, l’intera Assemblea Consiliare ha votato all’unanimità il rinvio della decisione al fine di acquisire maggiori elementi.
Secco rinvio anche per l’esternalizzazione dei servizi tributari. Il Comune propone infatti di demandare a un’agenzia privata tutte le operazioni di contabilità tributaria, in particolare la riscossione delle tasse. Venuta meno Equitalia, secondo l’Assessore Di Martino, c’è l’obbligo di affidare a terzi l’immenso lavoro derivante dalle imposte comunali.  La mancanza cronica di personale in servizio rende piuttosto gravoso per il Comune la gestione dell’intero comparto dei tributi e il blocco delle assunzioni imposte dal Governo impedisce di ampliare l’organico.
Di Martino ha ribadito che il 90% delle risorse comunali deriva dalla riscossione tributi e che il 65% dei cittadini è in regola con le imposte.  Ma è necessario imporre una stretta agli evasori, anche alla luce delle falle presenti in Equitalia che negli ultimi tempi ha lasciato campo libero ai trasgressori.  Secondo Di Martino la nuova gestione dei tributi non graverà sui cittadini e per la gara di appalto verrà preparato un regolare bando.
Il Consigliere  Andrea Lauro, MpV, ha opposto le sue giuste considerazioni su un provvedimento che rimandava tutte le operazioni riguardanti i tributi comunali a terzi. Inoltre, secondo Lauro, la delibera appariva confusa e poco chiara su dei punti essenziali, quale appunto l’aggravio dei nuovi costi che sarebbero ricaduti sui cittadini. Lauro ha quindi chiesto un rinvio della decisione a una nuova Assise al fine di acquisire informazioni più dettagliate.
A sorpresa anche il consigliere Aiello, fedelissimo del Sindaco Gennaro Cinque, ha avanzato delle critiche alla delibera e  si è detto d’accordo ad aggiornare l’argomento.
Prima del voto, che si è concluso con l’unanimità per il rinvio, il Sindaco Cinque si è allontanato dall’Aula Consiliare, forse per non assistere alla seconda sconfitta consecutiva nello stesso Consiglio Comunale.
Secondo Aiello si erano determinate in Aula delle condizioni sfavorevoli. Il suo intervento a favore della proposta di Andrea Lauro è stato necessario al fine di evitare un dibattito lacerante che non era il caso di incentivare. “Il sindaco si è arrabbiato ma gli passerà. – ha detto Aiello- Fra qualche giorno  sarà pronto ad ascoltare i consigli della maggioranza per la proposizione di una nuova e più articolata delibera.”
Maria D’Ordia. per "Il Gazzettino Vesuviano"Nelle foto i Consiglieri Aiello, Cioffi, Lauro

Vico Equense – Successo di pubblico per l’incontro con Vincenzo De Luca presso l’Hotel Aequa


Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno e probabile candidato alla Presidenza della Regione Campania, ha partecipato a un incontro organizzato dalla Proloco presso l’Hotel Aequa di Vico Equense. Come sempre De Luca ha richiamato moltissimi cittadini che auspicano la sua candidatura per un rilancio della Campania ridotta al lumicino dalla gestione Caldoro. Non a caso alle spalle del Sindaco era ben in vista un manifesto con il suo slogan “Mai più ultimi” riferito alla deriva in Campania dei comparti più strategici quali il Turismo, la Sanità, i Trasporti e alla perenne emergenza rifiuti che, soprattutto nella provincia di Napoli, ha determinato dei veri mostri ecologici come la Terra dei Fuochi.
De Luca, dopo la presentazione di Donato Aiello, Presidente della Proloco, si è dilungato su quelle che lui ritiene delle ricette per rimettere in sesto tutta la regione con idee innovative e concrete.
Innanzitutto il Turismo, fonte di posti di lavoro e prima immagine per valorizzare a livello nazionale e internazionale una regione ricchissima di risorse culturali, storiche e naturali. Si può realizzare, secondo De Luca, una rete di infrastrutture poco impattanti da rimettere in moto, come la funivia del Faito, o da creare ex novo. Collegamenti agili tra la Costiera Sorrentina e Amalfitana con i patrimoni artistici e archeologici di Napoli, Pompei, Ercolano, Capua, la zona Flegrea, ripristinando al meglio i collegamenti su rotaie e sul mare che già esistono ma sono ormai abbandonati a sé stessi. Arricchire il turismo religioso con proposte di ampliamento verso le zone costiere per i pellegrini del Santuario di Pompei, Montevergine o Pietralcina, paese natale del novello santificato Padre Pio.
Secondo De Luca la Giunta Regionale Caldoro ha buttato via ingenti risorse preferendo spot calcistici a un risanamento dell’esistente. -“Mettere sulle magliette dei calciatori slogan di promozione non serve a niente se nell’immaginario collettivo la Campania è una regione in eterna precarietà di servizi e infrastrutture” ha detto De Luca. Inoltre "Caldoro ha lasciato languire alcuni miliardi di Fondi Europei che sono essenziali per rimettere in moto progetti utili a restituire credibilità e fiducia a un territorio martoriato da mali apparentemente incurabili ma che si potrebbero sanare mettendo in campo competenze e professionalità di indiscussa affidabilità".
De Luca ha anche parlato della vicenda giudiziaria nella quale è incappato per un abuso d’ufficio e che gli è costata una condanna in primo grado e la sospensione dalla carica di Sindaco, immediatamente annullata dal TAR a seguito di ricorso.  Il Sindaco di Salerno ha ricordato che l’abuso d’ufficio consisterebbe in una risibile sostituzione di termini usati in un provvedimento amministrativo. Nulla di penalmente rilevante né che comprometta la sua cristallina gestione della città di Salerno che nel frattempo è diventata luogo di vere e proprie migrazioni turistiche in occasione dell’evento “Luci di Artista” che mettono in evidenza tutta la positività dei suoi atti a favore di cittadini e collettività.
Tuttavia ancora non è arrivata l’ufficializzazione della sua candidatura per le primarie del centro-sinistra campano. Le decisioni cadranno dall’alto e sarà il Presidente del Consiglio, nonché Segretario Nazionale del pd, Matteo Renzi in persona a dire l’ultima  parola. Questione di giorni poiché il 31 gennaio scadranno i tempi per la presentazione delle candidature. De Luca è pronto a sfidare chiunque pur di candidarsi. Vedremo se riuscirà a vincere questa prima importantissima partita.
Maria D’Ordia per "IL Gazzettino Vesuviano"
Foto: De Luca insieme al Presidente della Proloco di Vico Equense Donato Aiello

giovedì 18 dicembre 2014

Vico Equense – Dilengite all’Ass. Elefante:” Il suolo di Alimuri diventi patrimonio comunale. Si è ancora in tempo.”


L’avvocato Giuseppe Dilengite consigliere di opposizione nel Comune di Vico Equene, nell’Assise del 14 novembre scorso aveva espresso dei dubbi sulla delibera di Giunta relativa alla demolizione dell’Ecomostro di Alimuri. Secondo l’avvocato infatti il comune prima dell’abbattimento doveva seguire la strada  dell’acquisizione dell’area sulla spiaggia al patrimonio comunale.  
Avvocato innanzitutto qualcuno ha risposto alle sue osservazioni sulle procedure seguite per l’abbattimento?
"No, nessuno mi ha risposto nonostante io abbia ribadito il concetto anche sui social."

Nemmeno l’assessore Elefante, in genere abbastanza logorroico sui media?
"Nemmeno lui, anzi lo invito a rivedere la questione. Anche perché si può ancora procedere all’acquisizione. Si è in tempo per modificare la situazione. La differenza è sostanziale perché rimanendo proprietaria del suolo la società potrebbe farne un utilizzo commerciale. La cosa non mi sconvolge, non sono contrario per principio allo sfruttamento privato, ma le procedure da adottare dovevano tendere a fare del suolo di Alimuri un bene del Comune."
La delibera di cui lei ha parlato in Consiglio Comunale successivamente è stata cambiata
“Si, hanno fatto due delibere di Giunta. Nella prima si evidenziava una certa confusione in quanto ci si richiamava all’art. 27/dpr 280/2001 che regolamenta la demolizione degli immobili senza licenza a costruire mentre in questo caso la licenza a suo tempo fu rilasciata. Inoltre  nella stessa delibera si parlava anche di un progetto di finanza che notoriamente si fa sui suoli di proprietà del comune, si paventava quindi un’acquisizione che attraverso l’art. 27 non è prevista. In consiglio Comunale dicevo proprio questo e ritenevo che il procedimento giusto fosse quello di passare attraverso l’art. 31/dpr 280/2001 che prevede per gli immobili con licenza ma difformi dal progetto originale l’obbligo di abbattimento entro 90 giorni, alla scadenza dei quali, in caso di inadempienza da parte dei proprietari, è il Comune ad abbattere e acquisisce automaticamente il suolo. Poi c’è stata la seconda delibera con la quale il comune dice di non voler fare nessun progetto di finanza ed è implicito che l’area rimane di proprietà della SA.AN.
”Eppure l’Assessore Elefante è stato chiaro, in quel posto non si farà nulla, nemmeno stabilimenti balneari. L’area tornerà alla natura.
“Questo è tutto da dimostrare. Nella natura comunque ci possono  stare gli stabilimenti balneari e se costruire è impossibile perché l’area si trova in  Zona A1, i lidi con strutture rimovibili si possono fare.  L’unico problema è il costone oggi molto pericoloso il cui risanamento è competenza della Regione.  Non vedo motivi per cui la Regione non dovrebbe farlo nei prossimi anni, specialmente se ci sarà un cambio al vertice nelle prossime elezioni. Una volta messo in sicurezza il costone non ci sarebbero più ostacoli. Cosa che ripeto non mi scandalizza e che trovo anche positiva sotto il profilo turistico ed economico. Però rimane il dubbio sulla procedura adottata che lascia alla SA.AN la proprietà del suolo.“
Allora sono incompetenti secondo lei?
“Sono sempre stato parco nell’utilizzo della terminologia nei confronti degli avversari politici. Ripeto, mi limito a costatare che ci sono forti contraddizioni nell’operato del Comune e molti dubbi sulla regolarità delle procedure che hanno portato alla demolizione. Alla festa organizzata dall’Amministrazione io non ho partecipato proprio per questo, in quanto ritenevo che non ci fosse nulla da festeggiare visto come si era arrivati a quel traguardo. Faccio qualche critica anche alla sinistra che non ha fatto molto. Quando ho proposto di fare un’azione comune sul caso Alimuri non ho ricevuto risposte se non quella che io sarei contro l’abbattimento. Una grande stupidaggine direi. Le cose vanno sempre dette per quello che sono e per quello che ne pensiamo, al di là di vuoti pregiudizi.”
Viene da chiedersi perché il Comune abbia fatto questa scelta
“Non mi permetto di fare illazioni. Io mi limito a constatare che ci sono stati degli atti amministrativi contraddittori. C’è stata una correzione del tiro, insomma. Da esponente delle forze di minoranza avevo il dovere di rilevare che questa amministrazione, come ha fatto anche per il cinema per esempio, prima prende una direzione e poi la cambia facendo spesso confusione e non adottando le scelte più ovvie e giuste. Posso solo supporre che nel caso Alimuri l’obiettivo era quello di rendere le eventuali azioni legali della SA.AN meno aspre. Che rimanga proprietaria del suolo non elimina di fatto la possibilità di ricorsi e rimborsi ma sicuramente il percorso giudiziario ne potrebbe risultare perlomeno ammorbidito attraverso un iter meno pesante per il Comune. La prospettiva di poter investire quando il costone sarà risanato è già di fatto un punto molto importante a favore della Società.”
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: l'avvocato Dilengite e l'ing. Elefante, Assessore di Vico Equense

domenica 30 novembre 2014

Vico Equense – Abbattuto l’Ecomostro di Alimuri. Dopo 50 anni si realizza un sogno ma le istituzioni sono assenti


Un lampo, un boato immenso e in pochissimi secondi Alimuri viene giù. In una surreale giornata novembrina di torrido scirocco, l’incubo della Penisola Sorrentina, l’Ecomostro, si è disintegrato in una nuvola di polvere qualche minuto dopo le 13.30.
Dopo cinquant’anni si chiude con un lieto fine una storia lunghissima e piena di colpi di scena. Le micro cariche di dinamite disseminate sul pilastri dello scheletro eretto negli anni ’60 hanno fatto il loro dovere e come in un go down i tasselli sono franati al suolo restituendo alla Natura ciò che era suo.
Possono ritenersi soddisfatti gli amministratori comunali di Vico Equense, soprattutto il primo cittadino Gennaro Cinque, che hanno accuratamente preparato l’evento. Nei confronti del mondo si è fatta bella figura, tutto è andato liscio. Rispettati i tempi e organizzazione perfetta, precisione svizzera si potrebbe dire per un evento unico e irripetibile che entrerà nella storia di questi luoghi. Unico neo, l’assenza assoluta delle istituzioni. Nelle alte sfere hanno snobbato l’avvenimento. Si diceva  nei giorni scorsi che sarebbe intervenuto  il Presidente della Regione Caldoro,  sembrava atteso persino il Ministro dell’Ambiente Galletti. Invece, a Parte l’On. Antonio Amato, Consigliere Regionale, non si è visto nessuno. “E stato un errore da parte dei miei colleghi - ha detto Amato - bisognava dare un segno di assenso a questo evento importantissimo. La demolizione dell’Alimuri rappresenta motivo di soddisfazione per le autorità locali e avrebbe dovuto esserlo per quelle regionali e nazionali. Essere vicini a tutti i cittadini era un obbligo per questa storica conquista.”
“Noi li abbiamo invitati - ha detto l’Assesore di Vico Equense Elefante - Avevamo anche chiesto un contributo per questa operazione onerosa per le casse comunali. Ma non ci hanno risposto né si sono presentati. Certo la buona riuscita dell’evento non è dovuta a loro…”
In effetti è stata un’assenza che ha destato perplessità in quanto la vicinanza delle Istituzioni avrebbe alleggerito anche la tensione degli amministratori locali per le temute conseguenze giudiziarie che l’abbattimento comporta. “Non so come finirà dal punto di vista legale -ha ribadito Elefante - ma vedere sparire questo mostro dal nostro litorale quando nessuno ci era riuscito è una grande soddisfazione per tutti noi amministratori e per i cittadini di Vico Equense. La cosa più emozionante per me è stata quel lancio di palloncini da parte degli alunni del territorio. Loro sono il futuro e hanno risposto con una spontaneità che mi ha commosso. Quel gesto mi ha ripagato di tutte le amarezze per le polemiche subite in questi giorni.”
Essi, perché di polemiche ce ne sono state. Sulle possibili ritorsioni economiche della Famiglia Normale, proprietaria dell’immobile e sui costi che questo evento ha comportato, ventimila euro che gravano sulle casse comunali per l’organizzazione, più naturalmente i 350.000 euro per l’abbattimento vero e proprio. Qualcuno ricorda la enorme somma che bisognò rifondere ai proprietari dell’ecomostro costruito sul litorale di Bari e che aleggia come un’ombra su questo evento. Ma l’Assessore Elefante spiega che Alimuri sarebbe rimasto in piedi ancora per qualche decennio mentre si aspettavano i tempi biblici che la giustizia impiega a fare il suo corso. Da oggi in poi nelle foto del litorale che girano in tutto il mondo Alimuri sarà invece solo una bellissima spiaggia su una costa incantata.
Insomma, domani è un altro giorno.

Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Foto: Alimuri liberata

giovedì 27 novembre 2014

Vico Equense – La scuola ancora una volta sotto la scure della spending rewiew


Con l’ultima delibera approvata nel consiglio comunale del 26 novembre scorso, il Comune ha completato l’opera del dimensionamento scolastico  iniziata nel 2009. Diventano due infatti i poli scolastici, uno facente capo alla Zona Costiera, ovvero Vico Centro, e l’altro alla zona collinare, lasciando fuori, cioè dislocandolo in un unico polo con la Scarlatti, il Circolo Didattico "Giovanni Pascoli" di via Sconduci.
Il pullulare di leggi, a partire dalla sciagurata riforma Gelmini, seguendo una logica di risparmio e razionalizzazione delle risorse, ha determinato in pochi anni la chiusura di un numero sterminato di plessi scolastici su tutto il territorio nazionale. Anche Vico Equense è caduta sotto la mannaia delle nuove norme e negli anni ha visto morire plessi gloriosi come quelli di Ticciano e Montechiaro. Piccole scuole perfettamente attrezzate dove i bimbi trovavano ottima accoglienza senza dover affrontare spostamenti impervi.  La chiusura di questi plessi determinò la rivolta delle famiglie che occuparono, tra vezzi e lazzi del resto della popolazione, i locali dei plessi restando all’addiaccio persino di notte. Ma non ne ricavarono niente.
In quel caso vi fu infatti poca solidarietà verso i ticcianesi e gli abitanti di Montechiaro. Il resto dei cittadini assorbì il dimensionamento con nonchalance e i plessi furono chiusi senza troppo dolore da parte di chi non si vedeva sacrificato dal nuovo assetto. Ma si creò una ferita all’interno delle comunità interessate che ancora oggi viene ricordata con dolore.
Oggi ad essere sacrificata è l’ottima scuola media di Massaquano, che farà posto ai piccoli della materna che al momento hanno a disposizione una sede piuttosto disagiata. I ragazzini delle medie dovranno dunque trasferirsi in collina oppure in centro, a loro scelta. Ciò è dovuto al fatto che la media di Massaquano subirà, secondo gli studi statistici del Comune, un progressivo calo delle iscrizioni. Hanno un futuro in espansione solo Arola e naturalmente la “Caulino” di Moiano, tanto cara al sindaco Gennaro Cinque. A proposito della Caulino sarà bene ricordare che era l’unica scuola destinata alla perdita della dirigenza nell’elenco stilato dalla Gelmini in quanto conteneva meno di 500 alunni. Con sapiente scienza e onniscienza il Comune ha saputo muovere le pedine giuste per evitare questa sciagura e far diventare la Caulino un Istituto Comprensivo che conterrà la bellezza di 1217 alunni, la cui dirigenza avrà quell’autorevolezza di cui tanto ha parlato l’assessore Di Martino durante il Consiglio Comunale, che la metterà al sicuro da qualsiasi  futura spending rewiew.
Naturalmente i cittadini di Massaquano non sono contenti di questo nuovo assetto. La loro scuola media è un’eccellenza. L’Invalsi, cioè l’ente del Ministero della Pubblica Istruzione deputato alla valutazione dei risultati conseguiti nelle singole scuole, valuta la media di Massaquano tra le migliori scuole nazionali. Ma tant’è, ragioni che nulla hanno a che vedere con la didattica e i successi conseguiti obbligano gli alunni a sloggiare, cambiare insegnanti, spostarsi ogni giorno coi bus scolastici. A nulla vale ricordare che non sono ancora superati i margini che imporrebbero un nuovo dimensionamento e c’era la possibilità di aspettare tempi migliori.
Viene da chiedersi, come ha giustamente suggerito il Consigliere di minoranza Giuseppe Cioffi, perché non chiudere la media di Arola. Questa scuola aperta qualche anno fa con un intervento edilizio molto discutibile, è visibilmente sovraffollata contenendo tre ordini di scuola, dall’infanzia alla media. Le aule sono piccole, non vi sono vie di fuga adeguate. Ma evidentemente faceva comodo decidere nel senso voluto dall’Amministrazione Comunale, per confermare invece che correggere gli errori del passato.
In realtà con la nuova delibera si completa il vecchio disegno dell’Amministrazione Cinque, ridurre a due Istituti Comprensivi l’intera popolazione scolastica, per risparmiare qualcosa e chiudere definitivamente il discorso, adeguandosi a quello che è ormai diventato l’imperativo generale, sacrificare tutto a beneficio di un’economia sempre più chiusa su se stessa e molto lontana dal benessere e dalle aspettative dei cittadini.  
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

martedì 25 novembre 2014

Oggi per la Moretti


Oggi sarebbe la giornata mondiale contro la violenza alle donne. Una giornata importante, forse, per ricordare agli energumeni maschi che una donna "non si picchia nemmeno con un fiore"… Quanti violenti capiranno l’antifona? Bah, spero che a qualcuno di loro il messaggio arrivi e che la smetta di bramare istinti femminicidi.
Per celebrare questa giornata ho deciso  di dedicare un post ad Alessandra Moretti, deputata europea del pd che probabilmente si prepara a sfidare Luca Zaia alla guida del Veneto. La dolce pulzella, la sedicente e seducente ineffabile ladylike, contro gli omaccioni della Lega. Renzi la vorrebbe là...E so soddisfazioni…
Dedico il post alla Moretti perché dal mio punto di vista la trovo una donna coraggiosissima e disposta al sacrificio. Per quali ragioni? Come non provare ammirazione sconfinata per una che dichiara orgogliosamente la frequentazione dell’estetista tutte le settimane? Che decide di essere sempre “a posto” anche nelle parti più intime…?
Le estetiste che io frequento conoscono molto bene la mia riluttanza verso il settore. I miei appuntamenti saltati, la mia noia violenta verso tutto ciò che richiede manipolazione di unghie, peli, grigiore sulle tempie… una  cappa insopportabile che mi avviluppa e soffoca… E solo nel momento nel quale mi pare di assomigliare a un lupo, anzi a una lupessa, rasentando la linea estrema della compatibilità sociale, mi lascio prendere riluttante dalla gru sempre parcheggiata sotto casa che mi trasporta verso la fustigazione.
Come può una come me non rimanere folgorata dal sacrificio estremo per il fashion?
Dunque, non a Donne come Margherita Hack, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Alda Merini, Rita Levi Moltalcini,  coi capelli imbiancati e cisposi, poco inclini alle sedute estetiche, quelle di una doccia e via… e dunque non “a posto”, voglio dedicare la mia pagina in questa giornata speciale, ma a lei, Alessandra Moretti,  quale nuovo e fulgido esempio di virtude e canoscenza, se non altro, di hop hop, zac zac, splash spalsh, streeeeccct, in compiuta consapevolezza e rivendicazione. 

giovedì 13 novembre 2014

Vico Equense – Alimuri: confermato l’abbattimento dell’Ecomostro. Andrà giù il 30 novembre

Nella conferenza stampa convocata stamane dal Comune di Vico Equense per annunciare i dettagli della demolizione dell’Ecomostro di Alimuri, non sono emerse novità sostanziali. Chi le aspettava è rimasto deluso. Confermate tutte le notizie trapelate nei giorni scorsi: l’orribile scheletro andrà finalmente giù. Una serie di micro-cariche esplosive verrà posta nei punti chiave dell’edificio e nel pomeriggio del 30 novembre la spiaggia di Alimuri tornerà come era agli albori degli anni ’60. Non ci saranno sospensive del TAR, come affermato dall’Ass. Elefante, e  nulla potrà fermare la macchina demolitrice che si è messa in atto. Né sarà costruito altro dove oggi c’è l’ecomostro.  Il litorale resterà integro  e tornerà patrimonio della Natura come unica artefice di possibili trasformazioni del costone e dell’insediamento spontaneo della vegetazione. Queste le conclusioni in generale.
A fronte delle incongruenze che saltano agli occhi di chi legge gli atti scritti, ovvero le Delibere di Giunta che hanno accompagnato l’iter burocratico, e contemporaneamente ascolta le parole degli esponenti comunali, le risposte sono precise. Le delibere verranno modificate entro pochi giorni e sarà sancito che non vi è nessuna volontà di creare nuovi insediamenti urbani o balneari nell’area risanata. La rinuncia a queste ipotesi  starebbe nell’altissimo costo per la messa in sicurezza del costone soprastante Alimuri che allontana qualsiasi progetto di futuri insediamenti.
Nessuna paura pare debba nascere nemmeno dagli inghippi burocratici sempre presenti e che minacciano qualunque opera  pubblica. La legge parla chiaro per Alimuri, la non conformità del manufatto con il progetto originario è motivo di demolizione senza possibilità di appello. Almeno di questo sono sicuri gli amministratori di Vico Equense che non sembrano affatto intimoriti dalle ripercussioni che la SAAN, società proprietaria dell’immobile, potrebbe far ricadere sulle casse comunali e quindi sui cittadini in caso di contenzioso. Su un punto però qualche perplessità rimane ancora. Le richieste di sospensiva dell’abbattimento da parte della società proprietaria sono state tutte respinte, dal TAR e dal Consiglio di Stato, ma non si sa come i giudici si pronunceranno  nel merito dell’abbattimento vero e proprio quando questo diventerà materia di dibattimento. Secondo l’assessore Elefante  aspettare i tempi biblici che i tribunali amministrativi impiegano per arrivare a sentenza definitiva significa spostare l’abbattimento dell’Ecomostro a una data di là da venire, enormemente lontana.  Pur riconoscendo che non sa con certezza come potrebbe finire un contenzioso di questo genere, si è deciso comunque di procedere senza ulteriori tentennamenti.
Si è chiarito anche il dubbio sulle due società che fanno capo all’Ecomostro, ovvero la SAAN e la SICA che è subentrata successivamente. L’unica proprietaria è SAAN, come risulta da una ricerca corecale, la quale possiede un gran numero di immobili e potrà far fronte al debito nei confronti del Comune che si accolla momentaneamente le spese per la demolizione che, secondo le ultime stime dopo l’assegnazione dei lavori, dovrebbe aggirarsi intorno ai 340.000 €.
Si prepara dunque un gran festa per il prossimo 30 novembre. A un primo incontro con le autorità e la stampa presso la Sala Multimediale della SS. Trinità, seguirà il trasferimento degli ospiti a Sorrento dove un traghetto salperà alla volta del luogo delle operazioni di abbattimento per consentire la visione dal mare di un evento unico, irripetibile e atteso da decenni. Zone di osservazione saranno predisposte anche da terra, sulle curve di accesso alla Marina di Meta, dove alcuni spazi saranno riservati esclusivamente agli alunni di ogni ordine e grado del territorio, in totale regime di sicurezza. La Statale Sorrentina verrà chiusa al traffico durante le ore di massima allerta e vi avranno accesso solo i mezzi autorizzati. Nel pomeriggio, salvo un mare forza 9 o intemperie brutali, Alimuri sparirà per sempre dal litorale Sorrentino.


Il Sindaco Gennaro Cinque ha manifestato tutta la sua soddisfazione e il suo orgoglio per questo eccezionale avvenimento e si è detto molto amareggiato per le proteste dei VAS di Vico Equense che hanno denigrato aspramente tutta l’operazione temendo un grande affare per le parti in causa a solo danno dei cittadini. Ha ringraziato generosamente l’Ufficio Tecnico del Comune per l’opera preziosa prestata al fine di trovare la soluzione di un problema che al Sindaco stesso sembrava impossibile da affrontare. E’ Gennaro Cinque a voler definire l'abbattimento dell'Ecomostro come una Festa, dedicata non solo a Vico Equense ma al mondo intero.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: Gennaro Cinque; Ass. Elefante e Migliaccio

mercoledì 15 ottobre 2014

Vico Equense – Giardino della SS. Trinità pomo della discordia nel CdA dell’Ente.

Il bellissimo giardino/orto della SS. Trinità e Paradiso, antico complesso monumentale di Vico Equense, è rimasto per decenni abbandonato e incolto. Chiuso sostanzialmente al pubblico, era uno spazio inutilizzato, spesso ricettacolo di materiali vari ammassati tra gli aranci. Nella scorsa primavera l’attuale Presidente della SS. Trinità, Vincenzo Esposito, insieme ai Consiglieri del CdA Matteo De Simone e Claudia Scaramellino, per superare questo stato di cose, ha bandito una gara al fine di affidare a terzi l’uso e la cura del giardino e ricavarne anche un po’ di soldi. Come d’incanto è nata una fondazione, la FAST, formata da rispettabilissimi cittadini e professionisti di Vico. La FAST si è aggiudicata la concessione del giardino senza passare però per alcuna gara, d’ufficio, per volere dello stesso Esposito che, a suo dire, secondo lo Statuto ne aveva facoltà.
A seguito di questa decisione, FAST si è insediata attrezzando l’area a proprie spese con giostrine e angoli relax per anziani, suscitando entusiasmo nei cittadini che vedevano finalmente rinascere uno spazio verde, l’unico attualmente fruibile in città, per la gioia di grandi e piccini.  
Tutta l’operazione ha però destato l’ira dei due consiglieri del CdA che sono entrati in rotta di collisione col presidente Esposito.  A loro dire, Esposito non solo non aveva rispettato il criterio di aggiudicazione tramite la gara, come di comune accordo, ma si era apertamente messo di traverso al Comune, cioè a uno dei soggetti interessati alla gestione del giardino e sponsorizzato soprattutto dagli stessi consiglieri.
E’ così cominciata una lotta intestina, un braccio di ferro tutto interno al CdA che difficilmente si concluderà con una soluzione pacifica poiché le cause di attrito sono di difficile soluzione. Innanzitutto il comune ha un contratto di affitto stipulato con il CdA relativo alle aule di scuola materna all’interno del complesso, ma Il canone da alcuni anni rimane inevaso  ed è in corso tuttora un contenzioso tra Comune e SS. Trinità per morosità. Esposito ritiene, e non a torto, che il Comune non sia il soggetto più consono a gestire il giardino proprio perché non garantisce il rispetto dei patti deprivando la SS. Trinità di entrate preziose per il suo mantenimento.
Inoltre, e questo è un fatto nuovo e a dir poco eclatante, Esposito si accorge a quasi due anni dall’insediamento che De Simone e Scaramellino sono incompatibili con la carica assunta nel CdA. De Simone perché, come lascia intendere Esposito, potrebbe essere a breve costretto alle dimissioni per le stesse ragioni per cui lasciò lo scranno di Presidente del consiglio comunale (ovvero una condanna per falso  ndr). Scaramellino perché, essendo anche Consigliere Comunale, è in evidente conflitto di interessi. Per queste ragioni Esposito ha chiuso il discorso sull’argomento mettendo a tacere i due membri del CdA. 
Il fatto è eclatante perché fino a qualche mese fa Esposito difendeva a spada tratta i due membri del CdA, attaccati duramente per gli stessi motivi dagli ex dirigenti del PD cittadino, che contestavano anche le modalità consociative della nomina dell'intero CdA chiedendone le dimissioni immediate. L’accordo, denunciava il PD, fu deciso a tavolino dall’ex Sottosegretario all’Istruzione Rossi Doria,  il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque e Aldo Starace ex leader della minoranza del MpV, senza tenere conto degli interessi propri dell'Ente.  Sulle modalità della nomina del Cda si era pronunciata negativamente anche l’on Luisa Bossa con una interpellanza parlamentare scritta. Il Ministero competente rispose che effettivamente vi erano i presupposti di illegittimità nella composizione del CdA e si fece strada la possibilità di un commissariamento dell'Ente, ma cadde il Governo e non se ne fece più nulla.  
Sta di fatto che il giardino/orto gestito per tutta l’estate dalla FAST ha funzionato benissimo con grande soddisfazione di bambini ed anziani. Nessuno scommette al momento su chi l’avrà vinta nel CdA della SS. Trinità, anche se appare evidente l’effettiva incompatibilità dei consiglieri ormai in netto contrasto con il Presidente Esposito, i quali avrebbero solo da presentare le dimissioni e rimettere tutto nelle mani delle autorità competenti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vsuviano"Foto della giardino della SS.Trinità prese dal web

domenica 12 ottobre 2014

Libri: presentarli perchè?


Qualche tempo fa su fb c'è stata una catena molto carina, secondo me. Quella legata ai libri che abbiamo letto. La richiesta quando si veniva nominati era più o meno: quali libri hanno cambiato la tua vita? Un po' esagerata forse, perché purtroppo la vita non la cambiano i libri, sarebbe troppo facile, ma nello stesso tempo era una richiesta per me intrigante perché i libri mi fanno da sempre compagnia e sono una parte importante di me. Che fb si occupasse di libri poi e con tale successo di seguito mi ha fatto piacere in quanto credo che un social sia importantissimo per la diffusione della cultura, oltre che delle facezie che ciascuno di noi ci scrive sopra.
Grazie alla nomina del mio amico Silvio, avevo dunque fatto un elenco sommario. In fondo 10 titoli son pochi e alcuni non li ho inseriti per brevità. Per esempio Le memorie di Adriano e L'insostenibile leggerezza dell'essere. O il Maestro e Margherita, da ragazzina tutti i romanzi di Dickens, i classici russi, e poi Pavese, Moravia, Calvino, insomma vera letteratura, con la L maiuscola.
In un certo periodo della vita mi appassionai però agli autori ebrei americani leggendo decine di opere che parlavano di yiddish, pane azzimo, pulizie di pasqua e rituali ebrei. Tutti autori geniali che non sempre facevano letteratura ma cmq ottimi libri, piacevolissimi. E ho letto anche una gran quantità di narrativa varia che spesso mi ha intrigato senza che avessero a che fare con la letteratura.
Dico tutto ciò perché mi chiedo se un libro debba per forza fare lettaratura. Io direi di si se intendiamo la letteratura come un'arte. Un grande autore non può prescindere dal fare letteratura, altrimenti finisce nell'immenso calderone di scrittori che dicono poco e con parole e concetti più o meno semplici, passando come acqua sui sassi, senza lasciare traccia.
Altra cosa però è la piacevolezza del leggere che a volte con la letteratura non c'entra nulla. Alcuni libri sono vivaci, intriganti, interessanti senza avere la pretesa di essere opere d'arte. Altri possono essere noiosi e banali nella trama e nei contenuti e persino scritti male, eppure che qualcuno li legga magari con piacere è sempre un fatto positivo. A volte sento parlare di scrittura trash, come ad esempio le opere di Liala, i romanzetti rosa, la giallistica d'accatto, quasi con disgusto. Oppure quei libri scritti da personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, del calcio. Io invece penso che non sia così. Se di più facile accesso ad una categoria di persone, ogni libro è benvenuto.
Un libro vale sempre la pena di leggerlo e tutto sommato anche di scriverlo. E il business legato all'editoria mi dispiace meno di quello per altre cose che ci telecomandano dalle alte sfere. Nè faccio distinzioni tra presentazioni di serie A e presentazioni di serie B. Distinguo solo tra quelle che mi piacciono  e quelle che non mi piacciono con la libertà che ognuno vada dove meglio si trova. Perché alla fin fine o presenti Umberto Eco, per dirne uno, o tutte le presentazioni sono uguali direi. E allora purchè si parli di un libro, che si presenti quello che si vuole col solo limite di non allontanarsi troppo dal comune senso della civiltà, perché di libri più se ne parla e meglio è.

giovedì 9 ottobre 2014

Vico Equense – Associazioni e cittadini impegnati si cimentano nella riscossa culturale della città



L’estate appena conclusa ha visto nascere a Vico Equense alcuni eventi culturali curati da associazioni e gruppi di cittadini che si sono organizzati in forma autonoma e del tutto autofinanziata per dare spazio a incontri con personalità del mondo politico, culturale e istituzionale.
Pier Luigi Bersani, Ferdinando Imposimato, Antonio Bassolino, docenti universitari di filosofia ed eccellenze territoriali come lo chef Gennaro Esposito, hanno partecipato a iniziative organizzate presso l'Hotel Aequa dall’Associazione degli Amici di Mediaduemila, coordianata dal prof. Derrick de Kerckhove  e Maria Pia Rossignaud direttrice della rivista Mediaduemila.
Nello storico Bar del Sole, Pina Gambardella ha organizzato la presentazione di alcuni libri di successo come, tra gli altri,  “Arredo casa e poi m’impicco” di Massimiliano Virgilio e il saggio del prof. Massimo Lo Cicero “Sud a Perdere”.
 Franco Cuomo, oltre alla personale presentata nell’androne della sua casa, di gran successo, ha curato l’esposizione di giovani artiste, Maria Teresa Violeta, Daniela Maione e l’esibizione dell’attrice Roberta Frascati espressioni di un territorio un po’ indifferente alle sollecitazioni culturali. Spiega il professore Cuomo:"L'esporre in una casa o far diventare la propria casa un luogo di riflessione per l'arte è un'altra modalità per approcciare ad essa. Il nostro ambiente, la casa i luoghi più intimi e familiari possono diventare così spazi dell’arte", non meno suggestivi, se peparati con cura, delle prestigiose e costosissime gallerie d'arte.
Un fiorire di attività culturali, insomma, che ha riscosso un buon seguito tra i cittadini e che ha in programma nuove e importanti iniziative. Continuano infatti gli incontri al Bar del Sole coordinati da Pina Gambardella e dallo stesso Franco Cuomo. Nei prossimi giorni saranno ospiti due giovani autrici, Antonella Cilento con il suo romanzo “Lisario e il piacere infinito delle donne” finalista del premio Strega l’11 ottobre e Rosalia Catapano con  “Solo Nina” il 25 ottbre. Ancora due donne di Napoli che raccontano la città tra passato e presente e che fa da cornice a due storie avvincenti.
Alla presentazione dei libri viene associata una prima colazione naturale. Alessandra Masturzo offre ai tavoli degli spettatori  riso soffiato, frutta cotta o disidratata, fiocchi di mais, latte di mandorla e altre bontà salutari molto gradite vista l’ora, intorno alle 11.00 del mattino.
Gli incontri nel mese di novembre, causa chiusura per ferie del Bar del Sole, avranno luogo ancora una volta nell’androne di casa del professore Franco Cuomo, da lui stesso intitolato ART HOUSE GALLERY. Si comincia con Tommaso Sodano che presenterà il suo libro-dossier “La Peste”. A seguire, sempre a novembre un grande evento culturale e cioè una tre giorni interamente dedicata a Pier Paolo Pasolini nel quarantennale dalla morte. A dicembre, una mostra del grafico Nicola Dammora e la presentazione del nuovo romanzo di Eduardo Savarese, scrittore di Vico Equense, “Le inutili vergogne”.
L’associazione Amici di Mediaduemila nel frattempo sta mettendo in cantiere un convegno sulla parità di genere che avrà come protagonisti personalità culturali di notevole spessore che si sono distinte nella difesa dei diritti civili.
Un ricco programma, insomma, assolutamente fuori dagli schemi che solitamente attanagliano gli eventi culturali. Niente clichè pubblicitario o ansia di vendere e nessun riferimento alla politica, anche se gli organizzatori si possono annoverare tutti in un’area della sinistra, ma le sigle partitiche sono tassativamente escluse. L’unico obiettivo è quello di arricchire la città di Vico Equense di spazi culturali alternativi e dinamici, aperti al libero confronto tra persone e allo stesso tempo intimi, dentro ambienti caldi e accoglienti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"