Le valutazioni fatte a caldo sono sempre macchiate di emotività e quindi non sempre attendibili al 100%. E più facile fermarsi sui dati numerici che freddamente dicono solo quello che è matematicamente vero. Perciò mi astengo dal fare commenti compromessi dall'emotività. E dai numeri traggo dei ragionamenti freddi che mi tengono lontana dalle masturbazioni mentali, passatempo che vedo invece molto praticato in giro.
I numeri, tra l'altro di facilissima lettura, dicono che nelle elezioni del 2006 il centrosinistra, presentatosi con la dott. Marianna De Martino, racimolò in seconda battuta, quindi con un dato secco che riassume la consistenza di tutto il centrosinistra dell'epoca, un dignitoso 36% che in cifre si traduce in circa 4.500 voti.
Oggi quel dato si dimezza quasi. L'avv. Aldo Starace ha totalizzato infatti il 21% pari a 2.900 voti circa. C'è stata una perdita secca di consensi pari a circa 1.600 voti da parte del centrosinistra. Questo è un dato numerico sul quale varrebbe la pena di ragionare senza ridondanze emotive che portano la discussione su sentieri spinosi e direi anche fuorvianti.
Se andiamo più nel dettaglio possiamo anche ragionare, sempre dati alla mano, sul dove siano andati a finire quei 1.600 voti. Una buona fetta se li sono portati dietro Andrea Buonocore e Maurizio Cinque, trasferiti nella lista civica Colline Vicane. Insieme questi due signori hanno totalizzato la bellezza di 887 voti, addirittura un partito. Questa trasmigrazione è compatibile con i cinque anni di Potere di Telearredo, fisiologica si potrebbe dire.
Restano altri 800 voti che, togliendo quelli che non sono andati proprio a votare, cioè poco più di 400 persone, diventano 400 voti svaniti nel nulla. Quali sono? Magari sono quelli di De Sinno che oggi stanno con Miccicchè. Oppure sono gli elettori di IDV, partito fantasma a Vico Equense da quando è nato, di cui nessuno parla. L' IDV aveva un direttivo tutt'altro che ectoplasmatico... Oppure sono i voti di Nicola Migliaccio e Giovanni De Simone anch'essi trasmigrati.
Su questo i numeri non sono chiarissimi, ma comunque di certo si tratta di voti persi.
Veniamo alla pietra dello scandalo, il pd, che tante polemiche sta suscitando per la disfatta subita.
Il pd, valutando le ultime elezioni provinciali, che meglio di altre rispecchiano sul territorio le elezioni comunali, subisce una perdita secca di 1.384 voti. Anche qua bisogna fare una fredda valutazione numerica che spieghi quest'emorragia gravissima.
La sfellata più grossa gliel'ha data sempre lo stesso, Andrea Buonocore, e, come si è visto, sono voti persi da tutto il centrosinistra.
Un'altra fetta se l'è portata la prof.ssa Scaramellino insieme al dott. Maresca nelle liste di Aldo, circa 500 voti. Altri voti, circa 200 sono volati sempre nelle liste di Starace, in particolare ad Arola, dietro candidature minori dal punto di vista numerico.
Il ragionamento che ne consegue potrebbe essere: se queste candidature fossero rimaste nel pd avrebbero preso meno voti? Questo nessuno lo può dire, visto che coi se non si ragiona in politica, ma è certo che, potenzialmente, il pd avrebbe avuto i numeri per portare a casa il consigliere comunale. Pur senza cambiare il quadro generale del responso elettorale o cambiandolo di poco.
Ergo tutte queste considerazioni numeriche possono portare a una valutazione oggettiva dei dati che non parte da assunti emozionali. Innanzitutto, il crollo del centrosinistra è stato totale su tutti i fronti, non c'è stato chi è crollato di più o chi è crollato di meno. Nè chi ha vinto di più o chi ha vinto dimeno, se si preferisce metterla così. L'avv. Starace non ha convinto, non ha convinnto la sua strategia, non hanno convinto le sue proposte. Il pd, invece, da parte sua paga soprattutto per le sue divisioni. Il pd sostanzialmente non ha avuto candidati. Le anime interne si sono disperse. Sul perchè si siano disperse si possono fare tutte le congetture possibili, ma il dato inequivocabile è questo.
Di conseguenza, volendo anche sbilanciarsi in ipotesi future tenendo conto dei numeri, il prossimo candidato a sindaco non dovrà appartenere per forza alla sfera elitaria e illuminata della società civile vicana perchè i numeri parlano chiaro. Si può, anzi si deve, essere progressisti, riformisti, democratici, illuminati, legalitari e anche piacere. E' una questione di feeling, insomma. Il feeling nn s'è creato, diciamocelo. Però Aldo lo ha detto da subito. In fondo lui voleva fare il sindaco, ma non era importante. Lui mirava soprattutto a fare la chioccia dei suoi ragazzi.
Accontentiamoci, sempre meglio di niente

Quanto al pd, essendo un partito composto da più anime, o le anime tornano tutte quante insieme e collaborano sul serio, oppure non se ne fa niente nemmeno per il futuro. Non basta infatti che una parte prenda il sopravvento sull'altra, i numeri dimostrano questo. Certo deve darsi anche da fare per ottenere visibilità, creare progettualità, radicarsi sul territorio. Però se tizio va con caio solo se non c'è sempronio, se continua ad essere questo il leitmotiv, mi sa che il pd nn andrà da nessuna parte, qua come altrove, nè oggi nè mai.
Mi concedo solo un piccolo spazio personale, fuori dai numeri, ma nemmeno tanto direi. Stamani parlando ai tavolini del bar con alcuni amici e conoscenti si rimproverava al pd di essere un partito che esclude, che non include. E che non si è saputo rinnovare nè è stato presente sul territorio. Io, pur prendendo per buone alcune di queste ragioni, vado un po' oltre. Penso che, al di là degli errori, questa volta sul pd abbia prevalso anche l'ala dei rappresentanti del bizantinismo di maniera, quelli che non riescono a staccarsi dall'antica concezione di una politica retriva, la balena bianca per intenderci. Infatti, qualcuno quatto quatto è tornato a completare l'opera iniziata 15 anni fa, nel dopo Fermariello. Qualcuno che infierì all'epoca a colpi di machete sui democratici di sinistra. Oggi quel qualcuno, pur senza minimamente interferire sul risultato finale delle votazioni perchè la cosa non gli interessava assolutamente, con lo stesso machete ha però smembrato gli ultimi pezzi di una sinistra che gli è sempre stata sullo stomaco. Ha ultimato un lavoretto, insomma.
Lo so che non tutti capiranno quello che voglio dire, ma un bel po' si. E concludo dicendo che una sconfitta così sonora, per Aldo, ma soprattutto per il pd, è arrivata da una parte verso la quale nessuno stava guardando. Una parte che quando la vedi è ormai troppo tardi perchè sei praticamente già morto.
Senza quel serial killer le elezioni si perdevano lo stesso ma si perdevano meglio...
A ben vedere, i nemici veri bisogna trovarli là dove nessuno li cerca.