sabato 25 giugno 2011

Vico Equense - Il sindaco Cinque compie 50 anni.

Domenica 26 giugno, come tutti sanno, è il compleanno del Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque. Doveroso fargli gli auguri, soprattutto perchè "Telearredo" compie 50 anni, un compleanno importante che fa un po' da spartiacque tra la prima e la seconda "età" della vita.
Ho letto la simpatica nota sul suo blog personale dove il sindaco in persona racconta della sua infanzia, dell'adolescenza, della scuola, della famiglia. Naturale il suo orgoglio per essere persona che si è fatta da sè e glielo riconosciamo. Naturale anche la grande soddisfazione di vedere laureate le due figliole. Però non ho letto nulla riguardo alla sua esperienza politica, il che forse non guasta in un racconto intimista, dove i personaggi principali sono la famiglia,  il matrimonio e il lavoro. Eppure, l'esperienza politica, l'ascesa veloce alle più alte cariche cittadine sono una parte importantissima della sua esistenza e sembra strano che nel suo blog, sul quale trovano ampio spazio le imprese fatte per "il bene del paese", proprio i suoi anni da sindaco siano esclusi dalle "memorie".
Sarebbe stato interessante leggere anche di questa sua incredibile esperienza "al servizio dei cittadini", soprattutto per capire in che termini ha influito su di lui, se lo ha cambiato, se è sicuro che tutto abbia funzionato come si aspettava. Oppure, se c'è qualcosa di cui si è pentito, quali errori non commetterebbe più.

Ora Gennaro Cinque si appresta a portare avanti l'opera iniziata un quinquennio fa. E' previsto per martedì 28 giugno l'insediamento del nuovo Consiglio Comunale. Si spera che questa volta inizi con un discorso del Sindaco, per smentire il suo tradizionale mutismo. Potrebbe cominciare con una relazione introduttiva nella quale siano argomentati i motivi per i quali, a più di un mese dalle elezioni, la nuova Giunta non è stata ancora varata. Magari mettendo a nudo le reali difficoltà incontrate in questi giorni per arrivare a una sintesi che soddisfi tutti. E mettendo a tacere le voci e i pettegolezzi di piazza e di stampa. A poche ore dal primo Consiglio Comunale, non si sa nemmeno chi sia il Presidente dell'Assise. E nel merito, questa volta il Sindaco ascolterà anche l'opposizione o continuerà ad ignorare qualsiasi istanza che venga dalle minoranze?

Il risultato elettorale è stato inequivocabile e Cinque ha tutto il diritto di fare le scelte che vuole grazie al consenso strabiliante ottenuto. Cionondimeno, la sua maggiore forza potrebbe assumerla proprio con un atto di grande democrazia, designando alla Presidenza del Consiglio Comunale un candidato unanimamente accettato. Sarebbe un primo passo per cominciare un dialogo che in passato non c'è mai stato. Nella passata consiliatura, l'opposizione ha mille volte chiesto chiarimenti sulle scelte dell'amministrazione senza mai avere risposte. Ha inviato note di tutti i generi, ha fatto interrogazioni, interpellanze al Consiglio comunale. Niente da fare, nessuno nella Giunta era interessato a fornire risposte esaustive. Cambieranno le cose, ci sarà maggiore ascolto da parte del Sindaco e della Giunta? Qualcuno diffonde la voce che le cose cambieranno soprattutto perchè in consiglio comunale, sui banchi dell'opposizione, siedono due avvocati importanti che conoscono la legge e con i quali Gennaro non può esporsi più di tanto.
A me sembra improbabile che il Sindaco si lasci intimorire tanto facilmente. Per quella che è stata la mia impressione Gennaro Cinque va tranquillamente per la sua strada e non si dà troppo pensiero per ciò che accade intorno a lui, nè nella sua maggioranza nè nell'opposizione. Se si accorge che non ci sono le condizioni per andare avanti a modo suo, lascia e manda tutti a quel paese... lo ha fatto in passato e lo farebbe in futuro. Perciò se un'auspicabile inversione di tendenza dovesse esserci nel modo di gestire il potere, questa sarebbe frutto solo di una sua scelta personale, di un suo ripensamento, di una sua libera apertura alle istanze delle minoranze.
Nel secondo mezzo secolo di vita, Gennaro Cinque maturerà un nuovo atteggiamento? Difficile crederci, ma nulla è impossibile. Martedì mattina avremo un primo assaggio.
Nel frattempo gli porgo sentiti auguri di felice compleanno.
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Pompei. Sequestro al Teatro Romano: inizia l’operazione “Archeologia pulita” di Antonio Irlando

“Saranno il maestro Riccardo Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini a inaugurare, il 10 giugno, il Teatro grande degli scavi di Pompei, rinato grazie ai lavori di restauro durati 15 mesi. L’iniziativa si pone l’obiettivo di rilanciare il sito archeologico più visitato del mondo anche nelle vesti di sede prestigiosa di kermesse internazionali”. Così annunciava un anno fa il quotidiano Il Mattino.
Quasi un anno dopo, il 19 giugno, lo stesso giornale, fa uno scoop: “La Guardia di Finanza ha sequestrato il materiale scenico del Teatro Grande di Pompei (impianto luci, tubi innocenti, assi dei gradoni e del palco). L’ordine è stato emesso dalla Procura di Torre Annunziata per l’inchiesta avviata nel luglio del 2010 sul restauro dell’arena della città archeologica”.
Qualche tempo prima, in un ampio reportage il Corriere della Sera del 25 maggio 2010 denunciava lo scempio che l’indagine della Procura, che ora entra nel vivo, dovrebbe spiegare con cifre e responsabilità: “Già il rumore non lascerebbe dubbi: i martelli pneumatici producono quelle vibrazioni perforanti inequivocabili. Ma poi basta scavalcare una piccola recinzione ed ecco che sì, diventa complicato credere ai propri occhi. I martelli pneumatici diventano quasi un dettaglio nel terribile cantiere del Teatro Grande di Pompei, invaso da betoniere, bob kart, ruspe, cavi, levigatrici e chi più ne ha ne metta. Nel condominio sotto casa vostra sarebbero più prudenti nel fare i lavori. E invece qui, roba di archeologia del II secolo avanti Cristo, gli operai si muovono in mezzo alle rovine come elefanti dentro una cristalleria”.
L’Osservatorio Patrimonio Culturale spiegò, con grande coraggio e chiarezza, in una lettera all’ex ministro Bondi, cosa stava avvenendo negli scavi di Pompei: ”La gravità è facilmente e banalmente dimostrabile, in particolare nella cavea, che, rispetto ad una qualsiasi foto o disegno di diversi momenti della vita degli scavi, risulta completamente costruita ex novo con mattoni in tufo di moderna fattura».
Ancora il racconto del Corriere della Sera “E basta un giro attorno al teatro per crederci. Oppure per non riuscire a credere ai propri occhi. A guardarlo adesso il Teatro Grande di Pompei sembra uno scherzo. Un’ illusione informatica di chi si è divertito a giocare con un’ immagine. Come quando, chessò, si mettono i baffi alla Gioconda”.
Il Gazzettino Vesuviano, in tutto questo non ha mai smesso di anticipare sistematicamente dalle sue colonne e con il suo gruppo facebook Stop Killing Pompeii Ruins quanto di volta in volta riportato dalla stampa nazionale. Senza mai allentare la presa ha denunciato e continua a raccontare le malefatte ai danni del patrimonio archeologico pompeiano.
L’allora commissario straordinario all’area archeologica, nominato con decreto attuato dalla Protezione Civile di Guido Bertolaso, sotto la cui gestione i lavori al “nuovo” Teatro Grande passarono da un appalto iniziale di circa cinquecentomila euro ad oltre sei milioni, dichiaro con enfasi, in un comunicato stampa della soprintendenza diffuso il giorno 11 giugno del 2010: “E’ una serata storica per la rinascita del sito archeologico, festeggiamo stasera la riapertura di un teatro straordinario, e in un momento sicuramente non facile per le arti italiane questa è la risposta che arriva da Pompei, che si afferma sempre più come luogo di elaborazione e proposta culturale, palcoscenico del mondo in cui la bellezza in tutte le sue espressioni è la vera protagonista”. Questa è stata anche l’ultima dichiarazione del super commissario agli scavi, rimosso dal governo proprio nel giorno del concerto di Muti. Quanto accaduto all’uomo ritenuto da Bondi il “salvatore di Pompei” resta ancora molto strano. Durante i suoi 18 mesi e nei sei mesi precedenti dell’ex prefetto Renato Profili, a Pompei si spendono 79 milioni di euro. Certamente non pochi. Nonostante l’inviato del “New York Times” continuava a chiedersi, girando per Pompei dopo il crollo della “Schola Armaturarum e di altre numerose parti: “Ma dove sono stati spesi tutti questi soldi?”. Mentre un giornalista giapponese, ingenuo e non ancora profondo conoscitore dell’Italia, voleva sapere: “Sono stati individuati i responsabili del degrado e della distruzione di Pompei e quali provvedimenti sono stati presi nei loro confronti?”
Che dire a entrambi? Che dire a coloro (gli eventuali agognati Privati), che vogliono contribuire, con soldi e idee, a salvare Pompei per salvare l’immagine dell’intero Paese, soprattutto nel mondo? Che dire al Ministro Galan che è riuscito a scucire al Governo ben 105 milioni da spendere tra Pompei (oltre 50), Napoli e i Campi Flegrei per salvare il patrimonio archeologico napoletano? Che dire ai giovani archeologi che non lavorano a Pompei, mentre solo un archeologo (proprio uno solo) è nell’organico degli scavi? E che dire al mondo che ci biasima e ci deride per come trattiamo il Patrimonio Culturale che tutti, ipocritamente, continuano a definire il “nostro petrolio”?
Forse è necessario che le indagine aperte dalla Magistratura su Pompei giungano al più presto a conclusioni nette che permettano di aprire una salutare operazione “Archeologia Pulita”. Se vi sono responsabilità che si accertino, se vi sono responsabili che si individuino. Un grande progetto per salvare Pompei dal degrado, dalla distruzione ed anche dalla cattiva gestione ancora non è operativo. Sgombrare al più presto le nubi di grandi scandali all’orizzonte, giova a Pompei, alla cultura, all’Italia, alla giustizia, all’economia della provincia di Napoli e ai giovani che sentono parlare di “petrolio” che, però, ancora non da il lavoro che potrebbe.
Sono decenni che periodicamente si ripropone il tema del coinvolgimento dei “privati” per salvare Pompei e non è quasi mai accaduto nulla. Forse la colpa è di una gestione degli scavi che proprio non funziona da molto tempo. I soldi, per ammissione del neo ministro Galan, pienamente condivisibile, sono un secondo problema. Le conclusioni delle diverse indagini della magistratura potranno ridare slancio (ancora una volta la politica ha fallito) al progetto e all’attuazione di una nuova, corretta e giusta gestione del più grande patrimonio culturale dell’umanità.
Antonio Irlando per Il Gazzettino Vesuviano

Roma - Le donne in rete. Esempi di futuro. Convegno “Mc Luhan, tracce del futuro” organizzato da Maria Pia Rossignaud

Le donne online nel giorno medio aumentano dell’11,2%, con 5,6 milioni di utenti attivi di sesso femminile, principalmente tra i 35 e i 54 anni (2,6 milioni) e tra i 25 e i 34 anni (1,4 milioni). Ma cresce, rispetto all’anno scorso, persino, la presenza online delle bambine tra i 2 e gli 11 anni (+30,9%), delle giovani 18-24enni (+14,6%) e delle 55-74enni (+15,7%), lo rivela Audiweb realizzatore e distributore di dati sulla audience online

Dati promettenti se pensiamo che nel mese di aprile 2011 sono stati 26,6 milioni il totale degli utenti attivi che si sono collegati a internet almeno una volta tramite computer, con un incremento del 12,4% su base annua e circa 694 mila utenti unici in più rispetto a marzo 2011. Sicuramente internet è diventato un mezzo indispensabile per la vita quotidiana costituendo uno strumento indispensabile per l’innovazione delle imprese e la loro internazionalizzazione competendo così sul mercato globale.
Di tutto questo e di molto altro si è parlato in occasione del convegno “Mc Luhan, tracce del futuro”, organizzato da Media Duemila, Osservatorio Tuttimedia e Sapienza, Università di Roma, per celebrare i cento anni dalla nascita del grande massmediologo Marshall McLuhan, colui che predisse la grande rivoluzione digitale già negli anni ’60, teorico del “villaggio globale” e che non mancò di anticipare anche i pericoli che la rete poteva nascondere offrendo così, già allora, gli strumenti che oggi sono necessari e prevedibilmente opportuni per sfruttare al meglio le potenzialità della connessione globale. “È infatti l’uomo che deve ritornare al centro dell’attenzione” ha dichiarato durante il convegno Maria Pia Rossignaud, organizzatrice dell’evento, direttrice di MediaDuemila e vicepresidente di TuttiMedia “È vero che esiste la tecnologia, ma bisogna riportare l'uomo al centro perché è il cervello il luogo dove nascono le idee''.
“Il problema centrale” ha sottolineato il presidente dell’Ansa, Giulio Anselmi “è però, oggi, innanzitutto la qualità”. Per Anselmi la conoscenza delle nuove tecnologie è ormai, ad esempio, dote indispensabile di un giornalista, “ma” ha specificato, “la macchina è la macchina. A fare la differenza è l’intelligenza della persona. Il cervello, per cominciare”.

Sottolineando che i dati in rete “oggi hanno un valore economico sempre più importante” Mario Frullone, direttore ricerche della Fondazione Ugo Bordoni ha spiegato come sia “fondamentale tutelarsi attraverso l’uso consapevole della tecnologia per proteggerci dal rischio di perdere alcuni tra i nostri diritti. L’economia di internet, infatti, ha raggiunto in Italia, nel 2010, un valore di circa 31,6 miliardi di euro, pari al 2,0% del PIL, valore che nel 2009 era pari a 28,8 miliardi di euro, ovvero 1,9% del PIL. Questo dato sarà più che raddoppiato entro il 2015. Nel resto d’Europa la situazione è ancora più marcata. In Gran Bretagna ad esempio l’economia di internet vale 7,2% del PIL, mentre in Francia raggiungerà nel 2015 il 5,5%. È per questo che diventa oggi più che mai importante realizzare un futuro possibile e sostenibile non solo fuori dalla rete ma anche online”.
Intelligenza connettiva
Questo incontro, che ha visto confrontarsi grandi esperti di comunicazione con le problematiche delle nuove tecnologie, è stato infatti l’occasione per lanciare gli Atelier di intelligenza connettiva che hanno stimolato la partecipazione attiva di studenti, esperti, ricercatori, gente comune sui problemi della comunicazione globale. Un laboratorio di idee per collegare menti fuori dalla rete nell’era di Internet.
Gli Atelier di intelligenza connettiva hanno rappresentato in quest’occasione un importante momento di confronto per l’elaborazione di nuove proposte su temi focali di attualità e avranno lo scopo di avviare ricerche, sostenute da borse di studio, in collaborazione con la Sapienza, l’Osservatorio TuttiMedia e Media Duemila, e di creare, inoltre, seminari itineranti su McLuhan in altre Università Italiane.
“Con gli Atelier” ha dichiarato Maria Pia Rossignaud “abbiamo provocato la connessione tra menti aumentate, non tecnologiche, affinché si condivida un problema e se ne immaginino le soluzioni”. Molte le proposte e i progetti futuri perché da qui si cominci a parlare dentro e fuori internet di sostenibilità, di qualità, di accessibilità.
“Le potenzialità della rete sono infinite” ha aggiunto Derrick de Kerckhove (sociologo canadese, docente all’Università di Toronto e di Napoli, direttore scientifico di Media Duemila, nonché collaboratore per oltre dieci anni di McLuhan) “e la trasparenza, con la massima circolazione possibile delle informazioni, deve esserne una caratteristica essenziale. Infatti, dopo l’era del petrolio il futuro dell’economia si baserà sulla velocità di internet”. E tutti devono esserne consapevoli.
Anche se oggi il digital divide è ancora una realtà che non può essere ignorata è necessario aprire le porte della conoscenza e il web, come scambio di idee e contenuti pensati da uomini e donne che vivono dentro e fuori internet, deve, con le dovute regole, ripensare la comunicazione prevedendo adesso il suo futuro. L’innovazione, infatti, è la carta vincente per la crescita anche nelle imprese in una economia come quella italiana dove le aziende senza lavoratori dipendenti, secondo gli ultimi dati Istat, sono circa 3 milioni e corrispondono al 65,2% del totale delle imprese attive e il 95% delle imprese ha meno di 10 dipendenti e impiega il 47% dell’occupazione totale. Nel 2009 infatti le imprese attive nell’industria e nei servizi sono 4,5 milioni e occupano complessivamente circa 17,5 milioni di addetti, un dato che può far riflettere perché l’innovazione globalizzata non sia una offesa concettuale ma il presupposto per il rilancio dell’economia per l’imprenditoria femminile, ma non solo.
Al convegno erano presenti tra gli altri: il già citato Derrick de Kerckhove; James Fox, ambasciatore del Canada a Roma; Vincenzo Vita, senatore italiano; Arrigo Levi, consigliere Presidenza della Repubblica; Luigi Frati, Rettore Sapienza Università di Roma; Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale Sapienza; Francesco Passerini Glazel, presidente dell’Osservatorio TuttiMedia; Norman Doidge, ricercatore in psichiatria e psicanalisi per il Columbia University; Philippe Cahen, autore del libro Segnali deboli; Giulio Anselmi, presidente Ansa; Paolo Liguori, direttore TgCom; Abdullah Alrefaee, professore di New Media (Al-Imam Mohammed Bin Saud Islamic University, Saudi Arabia). Tecnologia e cittadini Gianpaolo Balboni (Telecom Italia); Mario Frullone FUB. Ha moderato Gianpiero Gamaleri, autore della prima monografia dedicata a McLuhan.

Livia Serlupi Crescenzi

giovedì 23 giugno 2011

Vico Equense - Una corona di alloro, un minuto di silenzio per tutti i caduti in guerra

Vico Equense – Il 28 Giugno i rappresentanti dell’Associazione “Combattenti e Reduci Amm. Carlo Cattaneo”, della sezione di Sant’Anastasia di Napoli, porgeranno il loro simbolico saluto ai caduti di tutte le terre. Alle ore 10.30, si svolgerà una piccola cerimonia presso la Piazzetta di Via Filangieri, della città di Vico Equense, dove è situato il Monumento cittadino dedicato alle tante vittime di guerra. In presenza delle autorità civili e militari, cinquanta membri dell’Associazione adageranno una corona di alloro ai piedi dell’opera scultorea intitolata ai caduti, per continuare ad onorare la loro memoria.
Elena Pontoriero
Città di Vico Equense

Vico Equense - Il nuovo Presidente Donato Aiello rilancia l'Associazione Pro Loco partendo dagli itinerari turistico-culturali

Riparte finalmente l’Associazione Pro Loco di Vico Equense, con una nuova serie di iniziative per gli appassionati di itinerari storico-culturali, turistici e gastronomici. L’attuale nuovo Presidente dell’associazione, Donato Aiello, coadiuvato da professionisti e personalità della cultura locale, rilancia l’idea dei percorsi itineranti sul territorio di Vico arricchendola di proposte di indubbio interesse turistico e culturale.
Le proposte si articolano attraverso quattro percorsi tematici quali l’Archeologia, la Storia locale, la Ruralità e il Paesaggio. In primo piano ci sono Il centro Antico, il Monte Faito, il Casale di Preazzano e di Monte Comune, la Marina d’Aequa, tutti meta di escursioni turistiche con l’assistenza di una guida. Non mancheranno, per la gioia dei partecipanti, soste di carattere gastronomico tese alla valorizzazioni dei prodotti tipici locali quali il Provolone del Monaco ed altre delizie del palato.
La prima data è fissata per sabato 2 luglio. Il percorso è articolato nel Centro Storico di Vico Equense e prevede la visita, guidata da Ornella Colandrea e Laura Mastursi, dell’antico convento della S.S. Trinità e Paradiso con l’annesso Museo Mineralogico di grandissimo interesse scientifico. Si proseguirà con la Cattedrale della S.S. Annunziata, la Cappella dell’Assunta e del Monte dei Morti, il Castello Giusso e i suoi giardini. L’itinerario si conclude presso la “Villa La Quiete” per un aperitivo e la degustazione di prodotti tipici locali.
Gli altri itinerari previsti per tutta l’aestate 2011, vanno dalla visita guidata presso la Villa Stevenz-Venier di Preazzano alla casa del Monaco e ai caseifici Albano/Cilento. Non mancheranno le passeggiate naturalistiche sul Monte Faito e a Preazzano.
La presentazione delle iniziative sarà il tema del convegno “Conoscere Vico Equense”e si terrà venerdì 1° luglio presso la splendida struttura della S.S. Trinità e Paradiso Il convegno è aperto alle associazioni culturali locali, agli operatori turistici e, soprattutto, ai turisti e ai cittadini di Vico Equense.
Maria D'Ordia


mercoledì 22 giugno 2011

Vico Equense - La storica avventura del “Vico Equense Calcio”

Vico Equense – Poco meno di trenta giorni per rivivere un sogno lungo cinquantatre anni. Patrocinato dalla Regione Campania, dal comune di Vico Equense e in collaborazione con l’A.S.D. e il Circolo Sportivo-Culturale della città equana, dal 17 al 19 Luglio si svolgerà l’evento “Premio ExC Vico Equense”, che avrà come tema principale: il gioco del calcio. Tre giorni di lavori per riportare alla memoria di chi, in prima persona, ha segnato la storia della squadra dagli albori fino ad oggi e dei tanti tifosi che l’hanno sostenuta e continuano a sostenerla dal 1958. “La manifestazione vuole dare un giusto riconoscimento a tutti coloro che, a titolo di presidenti, dirigenti, allenatori e giocatori, hanno militato nel Calcio Vico in questi cinquant’anni”- spiega il responsabile dell’organizzazione Dott. Giuseppe Visconti – “numerosi saranno gli sportivi presenti nei tre giorni del “Premio ExC Vico Equense”, per rimettere in “campo” quelle formazioni che li hanno resi protagonisti di incontri calcistici memorabili. Partite che sono impresse nei ricordi di tutti quelli che hanno seguito, con passione, le vicende del Vico Calcio, sia nei momenti esaltanti che in quelli meno fortunati” conclude il coordinatore dell’evento. L’iniziativa, promossa dallo storico capitano Ciro De Gennaro, vuole essere un momento di aggregazione e socializzazione che sarà, anche, immortalata grazie alla collaborazione del Servizio Commerciale delle Poste Italiane S.p.a., che ha predisposto un annullo speciale, datato 19.07.2011, dedicato all’avvenimento sportivo. Domenica 17 luglio, presso la Villetta Comunale in Via Nicotera, avrà inizio la manifestazione con l’apertura della mostra fotografica e la proiezione di filmati d’epoca. Il giorno 18 si disputerà il torneo di calcio-balilla, giocato col sistema del doppio a volo con numero massimo di 36 coppie. L’ultima giornata sarà, invece, dedicata alla premiazione e alla consegna del folder per il bollo riservato, presso il Chiostro del Complesso Monumentale della S.S. Trinità.
Elena Pontoriero
Città di Vico Equense

Vico Equense - "Il mio ambientalismo e il mio difetto di comunicazione" di Franco Cuomo


L’altra sera, parlando con amici, qualcuno tra i presenti, mi faceva notare che tutta una serie di attività che lo scrivente proponeva, non raggiungevano l’obiettivo prefissato perchè erano viziate da un difetto di comunicazione. In pratica, questo mia amico che non a caso è un imprenditore, mi muoveva una critica ben precisa: le tue azioni non hanno successo, perché tu comunichi male. Non ho potuto dargli una risposta subito, proprio perché la risposta doveva necessariamente essere più articolata. Avrei potuto dirgli che per parecchi anni ho insegnato prima Sociologia della comunicazione e poi Sociologia dei processi culturali e comunicativi, non è che significhi molto ma è comunque un fatto. Ma avrei voluto dirgli che per le cose che faccio ( la conversazione verteva sulle mie attività di ambientalista) non è necessario raggiungere un successo operativo perché il mio obiettivo non è come per lui quello di vendere un prodotto. Non è un obiettivo nemmeno quello di generare consenso: il mio obiettivo ( ammesso che io ne abbia uno definito) è quello di attivare una sensibilità estetica che è latitante ai più e che questo non è ascrivibile solamente ad un buon o cattivo processo comunicativo, ma coinvolge ambiti più profondi della sfera culturale umana. Io direi di più: oggi proprio per un malcelato senso della comunicazione a tutti i costi, si finisce per concentrarsi principalmente su una tecnica della comunicazione a discapito di ciò che si vuole comunicare. Da un po’ di tempo a questa parte, dagli anni ‘50 per gli americani e ’60 per gli Europei, è diventato importante studiare la comunicazione non tanto in base ai contenuti che veicola, ma in base ai criteri strutturali con cui la si organizza. Questo pensiero è notoriamente sintetizzato con la frase “ il medium è il messaggio”ed è notoriamente di Herbert Marshall McLuhan. Questa fase oggi ha finito per stancare, perché in questa lunga pratica di comunicazione, la qualità di ciò che si comunicava è scaduta a livelli parossistici. Oggi dunque io guardo con sospetto chi, come quel mio amico imprenditore, mi consiglia ( in buona fede ) di concentrarmi su strategie comunicative, prima che sul contenuto di esse. Inoltre non va dimenticato che oggi, una comunicazione non immediatamente percebile può essere sinonimo di libertà dalla banalità comunicativa fatta di manuali per l’uso, che condizionano le nostre vite come recentemente ha sostenuto Derrick De Kerckhove. Allora credo che sia necessario uscire dall’inganno di comunicare tutto a tutti e tornare ad essere padroni delle nostre parole, delle nostre azioni e dei contenuti di queste, anche quando queste appaiono incomprensibili ai più, perché questa è la condizione primaria per la conquista di una propria identità. Abbiamo bisogno di un testo scritto e paradossalmente, la Rete, rispetto ai vecchi media ha recuperato la parole scritta in un processo di riconoscimento ancora elitario, ma che sta privilegiando la qualità dei contenuti. Un esempio di comunicazione che non si concentra sulle strategie di comunicazione così come sono state intese fino ad ora, ma attiva livelli diversi di sensibilità discorsiva è l’azione artistica. Quanta arte dalla musica alla pittura, dalla performance all’environment, alla letteratura alla poesia è immediatamente comunicativa? Quanta arte cioè si prefigge di attivare processi di consenso intorno alla sua apparizione e/o manifestazione? E non mi riferisco solo all’arte contemporanea, per moltissimi assolutamente incomprensibile e quindi non comunicativa, ma a tutta l’arte che è principalmente un discorso di sensibilità, una Sehnsucht, dicevano i romantici, ovvero un desiderio interiore per qualcosa che si ama e si desidera fortemente ammirare e salvaguardare. Allora, e concludo, non mi importa molto se non comunico bene, se non mi sono prefissato una strategia comunicativa, io difendo l’ambiente e non mi interessa aderire alle strategie comunicative ambientali che vengono diffuse dai media. Oggi le strategie comunicative ambientali sono diventate il nuovo conformismo, l’ambientalismo, così come lo intendo io invece, ma non sono il solo per fortuna, non obbedisce a queste strategie ma costituisce una nuova Sehnsucht e, se lo diceva il romanticismo tedesco che di natura se ne intendeva eccome, io continuerò a difettare di comunicazione.

martedì 21 giugno 2011

Vico Equense – Il Banco di Santa Croce diventa “Oasi Blu”. Scettici gli ambientalisti. Mario Balestriere rassicura:” Nessun pericolo di speculazioni. Solo maggiore tutela per i meravigliosi fondali.”

Il Banco di Santa Croce diventerà uno specchio di mare delimitato e protetto dalle aggressioni esterne dei pescatori di frodo e degli avventori poco accorti alla salvaguardia dell’ambiente. Questo è quanto si propone il Comune di Vico Equense che, con una delibera del mese di marzo, ha dato il via alla costituzione dell’Oasi Blu. “La zona marina compresa tra il Bikini e Capo Orlando -dice Mario Balestriere, uno degli ideatori del progetto “Banco di Santacroce, risorsa ambientale e attrattore turistico” -è già da molti anni considerata Zona di Tutela Biologica (ZTB) ma, nonostante sia riconosciuta a livello accademico e scientifico internazionale come zona di pregio altissimo, grazie alla incredibile biodiversità presente nei fondali, non è abbastanza controllata. Benchè sia cresciuta notevolmente la sensibilità intorno al sito e la Capitaneria di Porto eserciti una lodevole azione di controllo, ci sono ancora troppi pescatori di frodo che la fanno franca, persino con le micidiali reti a strascico. E troppi avventori che irresponsabilmente ancorano barche di tutti i tipi danneggiando il prezioso fondale. Con la delibera di marzo si metterà fine a tutto questo perché l’Oasi Blu andrà sotto la tutela del Comune di Vico Equense che ne garantirà la salvaguardia in tutti i sensi.”
Nel Progetto Preliminare approvato con la delibera sono descritte le caratteristiche che assumerà il Banco di Santa Croce e le norme di garanzia con le quali si proteggerà flora e fauna. In futuro l’Oasi Blu, finanziata totalmente con i fondi POR Campania, sarà circoscritta da boe segnalate sulle carte nautiche che limiteranno solo ai mezzi autorizzati la navigazione. Verranno inoltre realizzati dei dissuasori sommersi della pesca illegale e una nuova linea di ormeggio che garantirà ancoraggi sicuri.
Secondo Mario Balestriere la tutela del sito verrà garantita anche da una regolamentazione rigorosa che stabilirà itinerari e numero di immersioni quotidiane:“Il Banco di Santa Croce diventerà in pratica un attrattore turistico di gran pregio in grado di ampliare l’offerta nel territorio di Vico Equense. L’idea è quella di creare nuove opportunità turistiche potenziando e regolamentando l’attività dei diving di Castellammare e di Vico Equense. Adesso nel sito c’è un unico posto di ancoraggio, del tutto insufficiente. Il sito è di indubbia bellezza, in alcuni punti lo spettacolo è di quelli che tolgono il fiato. E’ giusto che gli appassionati possano immergersi e godere di tante bellezze quando lo desiderano. Ma gli ancoraggi e le immersioni devono essere regolamentate e sorvegliate. Per questo si prevede di realizzare tre ormeggi a impatto ambientale zero. Due saranno appannaggio dei diving e uno a disposizione delle associazioni e degli appassionati e sottoposto allo stesso regolamento degli altri.”
Il progetto e la delibera di Giunta hanno suscitato non poche perplessità nell’ambito ambientalista, soprattutto per quanto riguarda i diving che potrebbero assumere il monopolio delle immersioni. Oggi i sub non devono sottostare ad alcun regolamento. Il timore è che le regole favoriscano solo pochi imprenditori che potrebbero gestire tutto lo specchio del Banco di Santa Croce. Si teme anche per l’effettiva salvaguardia naturale del sito che verrà sottoposto a una maggiore pressione dovuta allo sfruttamento turistico intensivo.
“Chi si è appassionato all’idea dell’Oasi Blu, sia in Comune che tra gli esperti del settore, sia l’ Associazione MAREVIVO -conclude Mario Balestriere- ha a cuore innanzitutto che il Banco di Santa Croce diventi un luogo protetto in maniera efficiente, cosa che non si è potuto garantire finora. Il fatto che possa diventare anche attrattore turistico non inciderà sulla primaria necessità di preservare la flora e la fauna marina. Non ci sarà monopolio o speculazione da parte di nessuno e di nessun genere. Il nostro interesse è innanzitutto quello di salvaguardare questo fondale meraviglioso e nel contempo valorizzare una risorsa naturale immensa. E per questo ci impegneremo. Le regole saranno scritte da un comitato formato da persone di grande esperienza nel settore e quanto prima presenteremo il progetto in una manifestazione pubblica di informazione.”
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

martedì 14 giugno 2011

Vico Equense - Il sentiero della Sperlonga ed il Banco di Santa Croce di Franco Cuomo

Come Verde Ambiente e Società sono profondamente rattristato per le sorti che sta subendo l’ambiente del mio paese, sto parlando di Vico Equense in Costiera Sorrentina. Preoccupa tutto quello che viene presentato da questa amministrazione come progettualità relativa all’ambiente: mi riferisco a due delibere del 27 maggio 2011 il cui oggetto è per una, la 113 “il recupero valorizzazione ed energizzazione secondo la procedura GEO BIO del sentiero della Minerva ( La Sperlonga n.d.r.).Approvazione progettazione” per 250 mila euro con fondi POR Campania, per l’altra, la 109: “ Faito: la montagna dei bambini” per un ammontare di 750 mila euro, ma ancora di più, preoccupa un un progetto di tutela e di sviluppo di un sito marino di eccezionale valore naturalistico e biologico. Si tratta della formazione sottomarina nota come banco di Santa Croce, situata nel territorio di Vico Equense ad una distanza di circa 0.5 miglia dal promontorio di Punta Capo d’Orlando. Questo progetto, al pari degli altri presenta numerosi interrogativi circa la gestione dei siti e le operazioni che si vogliono fare su di essi. Come non pensare immediatamente alle dichiarazioni della proprietaria dei Bikini, signora Scarsella quando dice: “«Per chi ha l’hobby delle immersioni, […] il nostro centro subacqueo Bikini Diving organizza immersioni guidate alla scoperta dei fondali del Banco di Santa Croce, un’oasi sommersa di flora e fauna marina che ha ottenuto il riconoscimento di riserva naturale. Si ha modo di ammirare il blu intenso degli abissi che si fonde con l’esplosione di colori della vegetazione marina. C’è anche la possibilità di noleggiare una barca da 16 metri per una giornata o per l’intero weekend, dotata delle attrezzature necessarie per effettuare le attività di diving» . Denunciare tutto alla Procura della Repubblica? Non basta, se alle spalle non c’è la volontà della popolazione di salvare il posto dove vive: nessun giudice prenderà mai seriamente un esposto, se non ravvisa l’interesse di una parte che si sente lesa e minacciata dagli interventi che si denunciano. Se la cura e la difesa del Banco di Santa Croce devono essere affidate agli interessi economici e privatistici dei proprietari dello stabilimento in questione, con tutto quello che questi hanno realizzato di mostruosamente abusivo sull’arenile, c’è da temere seriamente sulle sorti del sito marino cosi debolmente protetto. Potrei continuare con la lista delle mie preoccupazioni, ma mi rendo conto che apparirei patetico e forse inadeguato ai tempi che corrono. Il mio obiettivo oggi, sarebbe quello che la popolazione di questo posto, in un sussulto di dignità eroica, potesse costituirsi parte civile per la difesa di un ambiente naturale che vedo sempre più minacciato da operazioni economiche discutibili, che ne minano la semplice esistenza. Dovremmo avere la sensibilità ambientale dei tedeschi, purtroppo invece abbiamo l’interesse dei soldi dei levantini, perché siamo sempre stati un po’ morti di fame, un po’pezzenti dello spirito avvelenati dal cattolicesimo e dall’ l'idolatria del superfluo, e sto citando Nietzche di Così parlò Zarathustra che certamente non si sbagliava rispetto ai popoli mediterranei.
FRANCO CUOMO VAS - COSTIERA SORRENTINA
Nella foto: il Sentiero della Sperlonga

domenica 12 giugno 2011

Vico Equense - "Il referendum è la medicina per la buona politica" di Antonio Irlando

Domenica e lunedì si voterà per tutti i quattro referendum proposti. La Corte Costituzionale ha reso vana la strategia del Governo di annullare il referendum sul nucleare con una norma “per lo scopo”, contenuta nella recente “legge omnibus”. All’unanimità i 13 supergiudici hanno sentenziato che il quesito referendario è ammissibile. Infatti, la nuova legge, ha spiegato la Corte, “non soddisfa” la richiesta dei promotori del referendum che è la “mera ablazione della nuova disciplina, in vista del chiaro ed univoco risultato normativo di non consentire l’inclusione dell’energia nucleare fra le forme di produzione energetica”.
La sentenza è chiara, semplicemente chiara. Leggendola si percepisce che è stato “sentenziato” anche il principio, secondo cui le alchimie normative non possono e non devono avvilire la buona sostanza delle iniziative democratiche.
Il referendum, nonostante i denigratori che albergano all’occorrenza in ogni latitudine, è autentica partecipazione diretta dei cittadini per contribuire a buone scelte di gestione del Bene Comune. Votare per esprimere la propria opinione, gratifica l’elettore, migliora la politica, esalta la democrazia reale. Su questioni vere che ci riguardano tutti è giusto esserci, liberi da condizionamenti ideologici e da strategie politiche. Esserci con una buona idea e con l’atteggiamento responsabile di chi decide immaginando il bene migliore per la propria famiglia, per quella dei propri figli e del vicino.
Ogni cittadino, contrariamente alla politica che spesso non decide, ha quasi sempre un’idea per decidere. Ogni cittadino ha un’opinione per stabilire se è giusto separare un bene pubblico primario (l’acqua) dalla gestione pubblica, senza compromettere il principio che l’acqua è un bene universale da somministrare senza disservizi e soprattutto senza lucro. Ogni cittadino ha le idee chiare sul principio che ognuno è uguale all’altro dinanzi alla legge e valutare se è giusto che un governante può avere privilegi di casta. Ogni cittadino sa bene che l’energia elettrica è fondamentale per garantire la vita contemporanea ad ognuno. Però, ha anche iniziato ad imparare, da quanto di catastrofico accade nel mondo, che uno sviluppo ecocompatibile, rispettoso del “Creato” e più sicuro per la sopravvivenza di tutti, non è solo un’ipotesi di vita, ma un obiettivo globale che si può e si deve raggiungere.
E’ giusto chiedersi se l’astensionismo sarà, anche questa volta, l’arma per decretare il fallimento dell’istituto del referendum che dal 1995 ha registrato 24 fallimenti consecutivi?
Se consideriamo le elezioni amministrative di Napoli e Milano come due “referendum”, c’è da essere prudenti sull’esito fallimentare delle consultazioni dei prossimi giorni.
Il voto napoletano, in un colpo solo, con l’elezione del sindaco De Magistris, ha annientato lunghi anni di opprimente “Bassolinismo” e di inquietante ascesa del “Cosentinismo”.
E’ stato votato “Si” al “quesito referendario” che ha riguardato la scelta di “legalità contro i poteri politici collusi con la malavita”, in una città che non ne ricordava più nemmeno i termini. Il voto milanese ha “denudato il re”, più di ogni fantasiosa esibizione di “bunga bunga”.
E’ stato votato “No” al “quesito referendario” che chiedeva: “Berlusconi è il più amato dai milanesi e dagli italiani”. Infatti, da alcuni giorni, si parla già di “dopo Berlusconi”, di “primarie” per sceglierne l’erede. Chi avrebbe scommesso che un “referendum” travestito da elezioni amministrative, per decisione dello stesso premier, poteva essere capace di avviare una nuova fase della politica, sia a destra che a sinistra?
Per la partecipazione al voto dei referendum, il presidente Napolitano è stato chiaro ed ha ricordato: “Sono un elettore che fa sempre il suo dovere”. Anche il maggiore partito di governo, il Pdl, ha indicato una linea chiara: “Libertà di coscienza degli elettori”, anche se molti ministri, “a titolo personale”, hanno fatto sapere che in quei giorni faranno qualcosa di diverso da andare a votare.
Questa volta il ricorso alla “fuga al mare” sembra non essere l’argomento forte per dire agli elettori come comportarsi. E’ solo prudenza per non subire gli eventuali contraccolpi che potrebbero far crollare i “muri pericolanti” di partiti e leader, in pericolo di sopravvivenza? Oppure si tratta di maturità cresciuta nei partiti o di maggiore responsabilità dei cittadini? Quest’ultima domanda non può non tener conto del fatto che, entrambi i comportamenti, dovrebbero essere le facce della stessa medaglia. Vi è raffigurato un paese che cresce in partecipazione e responsabilità dei cittadini. Sono anche presenti i partiti, luoghi destinati a sparire se continueranno ad essere abitati da marziani, del tutto incompatibili con i terrestri.
Ma sarà proprio tutto vero? Pensare ed agire positivo, esprimere liberamente le proprie opinioni con un voto ai quesiti referendari, significa ricreare le cellule di una buona società. Vivendo ispirandosi a “buoni valori”, smarriti elementi fondanti della nostra centenaria civiltà, ed elaborando progetti di sviluppo condivisi, è possibile far nascere aggregazioni di persone, da cui immaginare che nascano nuovi partiti.
Il referendum può essere il medicinale per curare e far riprendere il cammino e la parola alla democrazia paralizzata. L’antibiotico per distruggere il virus mortale per la speranza, rappresentato dalla cattiva politica, fatta da cattivi partiti.
I buoni effetti collaterali che derivano dalla partecipazione ai referendum sono consigliati proprio a tutti.
Antonio Irlando
da "Il Gazzettino Vesuviano"

sabato 11 giugno 2011

Vico Equense - Villetta Paradiso. Silvio Tommolillo mi invia questa mail che pubblico volentieri, scusandomi per il ritardo

Villetta Paradiso- Il progetto di un’ascensore
Apprendo da notizie diffuse a mezzo stampa e online che il progetto di una ascensore nella villetta Paradiso ha contaminato anche gli esponenti consiliari di opposizione
La tempestività della loro decisione , da fare invidia al dirigismo berlusconiano, frutto di un metodo di decisionismo politico che tarda a scomparite , mi lascia più che perplesso.
Mi chiedo quanti incontri , quante verifiche e confronti sono stati avviati con la cittadinanza, con le rappresentanze sociali e produttive (associazioni commercianti, albergatori) le associazioni ambientaliste di Vico Equense., quale sforzo è stato fatto per rendere una scelta politica la più rappresentativa degli interessi globali e la più condivisa. Le elezioni sono finite, siamo oltre i tempi di un pura e generica propaganda elettorale.
E’ tempo di entrare nello specifico, definire tutte le sfaccettature di un programma politico, darne corpo e sostanza con la partecipazione più ampia alla sua realizzazione.
Quale progetto di futuro e quale sviluppo sociale economico turistico proponiamo.?
Forse non è più vincente proporre il ripristino, la messa in sicurezza l’illuminazione delle vecchie scale che conducono alle spiagge di Vico e Equa? Renderle un piacevole percorso sia di giorno che di sera per raggiungere le nostre Marine?
Che il progetto della ascensore sia stata elaborata da un idea di una amministrazione di centrosinistra non è motivo o argomentazione per sostenerlo fino alla noia.
Sono trascorsi oltre 15 anni , valutare le cose e i fatti con senso critico e non fideistico distingue una forza politica laica da una integralista una progressista da una conservatrice.
L’idea di rilanciare la nostra Vico Equense nella sua dimensione di Paese che con tutte connotazioni di Paese accogliente, geloso delle proprie bellezze naturale, difensore delle proprie tradizioni e amante dei luoghi dell’anima come felicemente definite dal mio amico Franco mi avvince.
Questo è il mio Paese che ho conosciuto 40 anni fa quando con mio padre e mia madre e una nidiata di sorelle venivamo a trascorrere l’estate. Un amore per un Paese antitetico al caos e urbanizzazione sfrenata di una Città come Napoli. Non è il ricordo romantico di un sessantenne, ma la constatazione di una crisi di un sistema di sviluppo incapace di formulare proposte alternative alla crisi , incapace di formulare una politica di civiltà e una politica dell’umanità.
I l sopravento del homo oneconomicus o meglio homo demens sul homo sapiens, del giorno per giorno dei politici ridotti all’andamento , all’economia al culto della crescita non dà più speranza di futuro, non ha più volontà di rigenerazione democratica,
SALVIAMO IL SALVABILE, in un zona devastata dalla cementificazione e deturpamento del nostro territorio.
Concludo con una frase di Heidegger “ La nostra origine non è dietro di noi, è davanti a noi”
Silvio Tommolillo
P.S. Ai miei amici consiglieri, un invito che il vostro movimento sia meno ostinato e più contrario
Un abbraccio

mercoledì 1 giugno 2011

Vico Equense - Pubblico volentieri questi "consigli" al Sindaco arrivati via mail

Al Sindaco di Vico Equense

E’ dovere complimentarci per la sua eccellente affermazione ove però vi è un trascurabile piccolo intoppo che forse nessun cittadino, nella euforia della vittoria, ha colto. I voti del Sindaco sono appena inferiori di quelli delle liste collegate.
Questo dato, seppure insignificante, è da tenere presente cosi come il dimezzamento dei voti a Berlusconi a Milano con la vittoria di Pisapia nonché la vittoria di De Magistris a Napoli ecc..
Il vento si sta mettendo di tramontana portando aria fresca e pulita dal Nord spazzando aria stagnante dal Sud che nuoce alla salute dei cittadini.
Comunque è stato bravo e fortunato. La fortuna, però, quasi sempre non ci accompagna per tutta la vita. La politica è un continuo divenire di eventi che è necessario sapere governare, come in effetti lei ha fatto fino ad oggi. Ha gestito con sapienza la formazione delle liste, ed è stato molto fortunato, perchè gli elettori non si sono posti tanti problemi. Hanno votato.
Noi che siamo per la legalità e attenti osservatori abbiamo, però, notato che nelle sue liste vi era qualche persona con condanne penali di primo grado e, cosa grave, chiamate altre volte dai giudici.
Per dirla con nome e cognome, vi è qualche persona che ha ancora “conti” in sospeso con la giustizia.
In questo status vi sono anche alcuni dipendenti, ed ex, comunali che ricoprivano e ricoprono incarichi importanti.
E allora può obiettare:quale è il problema? Il problema è che purtroppo poche persone possono rendere invisa una comunità a causa delle poche persone che le hanno votate.
La popolazione che le ha dato un enorme plebiscito, in considerazione delle elezioni di Napoli, Milano ecc., già scalpita alla probabilità che proprio le predette persone possano coprire ruoli di rilievo nell’amministazione vanificando tutto ciò che di buono ha fatto.
Molte persone sono state elette grazie a lei (mi dispiace tanto per Di Martino Antonio e Vanacore Ciro a cui poteva dare un aiuto). Nel comporre il nuovo organismo agisca con prudenza e saggezza perché il popolo cosi come lo ha portato in alto allo stesso modo un giorno la denigrerà.
Per quanto sopra le consigliamo di mettere in panchina tutti coloro che hanno problemi con la giustizia e i vari millantatori di pubbliche virtù.
E’ ancora fortunato perché dalle urne è uscita una enorme quantità di giovani intelligenti, sani e freschi da cui puoi attingere abbondantemente:approfittane. Attingi da questa fonte illibata.
Per le quote rosa la fortuna l' ha ancora baciato: le uniche due donne candidate sono state elette. Esse sono donne di cultura, giovani e belle, che daranno un tocco di classe al Comune.Una di loro, o entrambe, saranno sicuramente assessori: speriamo di trovare al Comune facce belle e pulite e non mezze donne come per il passato.
Vico Equense 01/06/2011
Saluti Girolamo

lunedì 30 maggio 2011

Vico Equense - Gennaro Cinque: "Giunta ancora lontana. Voglio fare una squadra di lavoro, vicina a me in comune tutti i giorni."

Gennaro Cinque, vincitore indiscusso delle ultime elezioni amministrative di Vico Equense, è seduto a parlare con una persona nella sua stanza al palazzo del Municipio vecchio. Mi vede e mi saluta attraverso la porta aperta. Non ho appuntamento e non so se mi riceverà. Dopo un po’, congedato l’interlocutore, mi lascia entrare e non dà l’impressione di volermi liquidare in pochi minuti. Mi chiede di sedermi e lui resta seduto al mio fianco, non prende posto dietro la grande scrivania. E’ chiaro che non vuole prendere le distanze, anzi è molto disponibile al colloquio. Così, comincia la mia intervista, senza appuntamento e del tutto fuori programma.
Sindaco, una vittoria senza precedenti…
“Infatti. Devo dire che nemmeno io mi aspettavo un tale consenso. Evidentemente la gente ha davvero apprezzato il lavoro svolto insieme a tutti i miei collaboratori e ha voluto dimostrarlo. Di questo non possiamo che essere orgogliosi.”
Eppure lei ha subito una pesante opposizione in Consiglio Comunale e duri attacchi durante la campagna elettorale.
“E’ vero, ma si è sparato a zero su di me e a raffica su persone che sono onestissime e che non hanno mai anteposto i loro interessi personali nell’amministrare. Gli elettori lo hanno capito fin dal primo giorno che a me, a noi, sta a cuore soprattutto Vico Equense. Ho realizzato opere che erano bloccate da anni e nel solo interesse dei miei concittadini.”
Però in questi anni alcune procedure nelle gare di appalto deve ammettere che hanno insospettito anche le autorità giudiziarie E si sono ipotizzati dei reati per alcuni dipendenti e funzionari comunali.
“Le sembra possibile che persone come Flora Buonocore, Francesco Iovine o l’ing. Petraccone possano aver lucrato come sostiene qualcuno? Io posso dire che se mi fossi accorto che prendevano un solo euro li avrei cacciati immediatamente. Al contrario, mi sento di garantire sulla loro onestà al cento per cento.”
Sindaco, sembra possibile ai magistrati... Comunque su alcuni lavori importanti come quelli della Raffaele Bosco rimangono aperti molti dubbi.
“Gli errori sulla Raffaele Bosco sono partiti da lontano. A cominciare dal progetto esecutivo firmato dall’ing. Consiglio Cannavale. Per ampliare e mettere in sicurezza via Raffaele Bosco si è fatto un progetto che andava bene forse per un’autostrada. Io con i finanziamenti ho fatto quel che ho potuto ma i soldi sono finiti presto perché, in giacenza da anni e anni, non erano più adeguati ai costi dell’opera così come era stata progettata.”
E sugli espropri del terreno a Moiano per esempio che mi dice? L’esproprio non c’è mai stato anche se i proprietari hanno ceduto il loro terreno per ampliare la carreggiata.
“Ci fu un errore in quanto non fu emesso in tempo il bando di avviso per gli espropri. Ed emetterlo in un secondo momento avrebbe comportato la perdita di altri sei mesi. Il che significava anche perdere i finanziamenti regionali. Allora, per correre ai ripari, adottammo la strategia, del tutto legale, della cessione benevola del terreno da parte dei proprietari. Io stesso, allora assessore, andai casa per casa a chiedere ai moianesi di cedermi una striscia del loro terreno. Tutti furono d’accordissimo a venirmi incontro, al punto che mi dicevano: Assessò ma quanto mi dovreste dare per sto terreno? E quando sapevano che erano somme piccolissime, al di sotto dei 2.000 €, mi rispondevano che per quei pochi soldi erano disposti persino a regalarla la loro terra. Cosa che fecero senza esitazione per migliorare la strada principale del paese.
Su questa cosa l’opposizione ha costruito la Santa Inquisizione...”
La Santa Inquisizione? Cioè?
“Cioè hanno inventato una marea di accuse infondate e sollevato un polverone immenso e volevano mandarmi al rogo! Si diceva che c’erano stati patti illeciti tra me e i cittadini, che si stava nascondendo chissà quale imbroglio. Tutte accuse basate sul nulla e che nessuno può dimostrare. E la risposta a queste accuse l’hanno data proprio i cittadini quando mi hanno eletto la prima e la seconda volta. Lo chieda a Dilengite come sono andate le cose. Lui la storia la conosce benissimo.”
Cosa mi dice allora su piazza Mercato? L’AVCP ha rilevato parecchie illegittimità nelle procedure di appalto per il parcheggio interrato.
“Le procedure, lo ammetto, non sempre sono state seguite in maniera ortodossa. Però è esclusa la malafede. Io sono assolutamente tranquillo e nel caso i miei funzionari potranno dimostrare l’assoluta estraneità a qualsiasi ipotesi di reato.”
Ora c’è in programma il progetto dell’ascensore alla villetta Paradiso.

“Si tratta di un’opera importante. L’ascensore permetterà di creare un’isola pedonale giù alla Marina di Aequa nelle sere d’estate ed evitare che l’area venga soffocata dal traffico. Sarà un salto di qualità che incentiverà ad usare di meno le auto per raggiungere i tanti ritrovi sul mare.”
Però si teme che uno dei più bei paesaggi della costiera venga stravolto. Inoltre pare che come al solito non tutte le carte siano a posto.
“Per favore, una volta tanto evitiamo di perdere tempo. Il progetto è già stato modificato una volta in quanto l’ascensore si doveva fare qualche metro più indietro e poteva essere d’intralcio alla viabilità. Adesso abbiamo il nuovo progetto, abbiamo la ditta che lo eseguirà, abbiamo i fondi disponibili. Quindi non c’è nulla da rivedere. A chi si preoccupa del paesaggio rispondo che abbiamo prestato la massima attenzione per non stravolgere nulla. La struttura che sarà poggiata sulla villetta è stata pensata in modo da non risultare impattante. Sarà in vetro, cioè trasparente, e non guasterà la visuale. Inoltre alla base ci sarà un tunnel scavato nella roccia che porterà direttamente alla Marina di Seiano. Tutto interno al costone, nessuna struttura esposta a vista, tranne la cabina di vetro. Non perdano tempo gli ambientalisti. Tutto è già deciso in base alla normativa e nelle regole.
Guardi, io al mio paese ci tengo davvero. Mi creda. Le voglio dire un’altra cosa. Uno dei punti per i quali mi sto battendo per fare le cose per bene è la scuola di via Sconduci. Se il progetto non è stato ancora realizzato dipende dal fatto che non andava bene. L’ho fatto vedere anche ad Amalia Durazzo, glielo può chiedere. Mi disse: hai ragione sindaco. Non si può fare una scuola in questo modo.”
Comunque lei non ha mai risposto a nessuna istanza di Cardone, per esempio, nemmeno in Consiglio Comunale si è mai sentito. Tanto da essere definito il Sindaco muto.
"Cambierò il mio stile. Da oggi in poi risponderò a tutte le accuse che mi verranno fatte e a tutte le domande. Non darò più spazio alle illazioni."
Sindaco parliamo un po’ del futuro. A che punto è con la Giunta? E nel prossimo consiglio comunale che opposizione si aspetta?
“La giunta per me può aspettare pure fino a dicembre. Per ora non ho nomi sicuri da darle. Però le dico che voglio intorno a me persone che facciano squadra. Gli Assessori dovranno essere presenti tutti i giorni in Comune dalla mattina presto fino alle 14.00 perlomeno. Inoltre non devono dare solo un parere politico sulle attività da svolgere, non serve definire solo gli indirizzi. Gli assessori devono seguire i progetti personalmente, essere compartecipi in prima persona. E tutto deve essere coordinato in un lavoro di squadra. Non voglio più tra i piedi, come accadde all’epoca di Dilengite, persone che passano la sera, rilassati magari perché hanno cenato tranquilli a casa loro e che se ne vengono in comune alle 21.00 per dire: allora a che state? Fin quando non troverò persone in grado di fare questo la Giunta può aspettare. E sia chiaro, non cerco persone condiscendenti. Anzi voglio con me chi mi prospetta i problemi, chi mi aiuta a correggere gli eventuali errori.
Quanto all’opposizione spero che diventi costruttiva, che voglia contribuire per il buon governo di Vico Equense. Usando anche lo strumento del Referendum cittadino, se è il caso di scegliere tra più soluzioni. Io sono sempre a disposizione per dare chiarimenti. Anche le carte sono a disposizione di chi vuole vederle.
Una cosa voglio dire, non ne posso più di accuse false. In passato alcuni consiglieri di opposizione, e qualche cittadino poco informato, hanno invaso la Procura di Torre Ann.Ta con le loro denunce, al punto da mettere in allarme i giudici che pensano di trovare chissà quanti e quali reati dentro le mura del Municipio di Vico Equense. Ma è solo un castello di sabbia.”
Dice questo perché sa che sta arrivando in Comune un avviso di garanzia o qualche atto giudiziario?
“Beh, i giudici sono costretti ad indagare pure sulle denunce anonime. E’ il loro dovere. Ma potremo dimostrare che tutte le accuse sono assolutamente infondate.”
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano
Nelle foto: il sindaco Cinque, rendering della Villetta Paradiso.

sabato 28 maggio 2011

Sempre un vecchio post per chi dice che il pd non stava sui problemi...

La determina approvata a suo tempo prevedeva un ascensore dentro la roccia. E una galleria dentro il costone. Prevista anche la strada di cantiere.


Ho pubblicato decine di questi articoli che avevano il solo scopo di informare le persone sulle stranezze di certe delibere e determine. Quelli che (escludendo Franco Cuomo) adesso si dicono interessati a problemi di questo tipo facevano orecchie da mercanti e invece di dare una mano a chi in consiglio comunale si batteva per portare i problemi in primo piano, andavano in giro a dire che qualcuno nel pd faceva solo denunce o faceva del "personalismo"...
Gli rispondo di cuore:" ma va a cagare!"

martedì 24 maggio 2011

Vico Equense – Giuseppe Dilengite, ex sindaco di Vico Equense, torna in consiglio comunale e si prepara a dare battaglia a Gennaro Cinque

Uscito sconfitto dalla competizione elettorale insieme all’altro sfidante Aldo Starace, l’avv. Dilengite riconquista un seggio nel Consiglio Comunale e si accredita un consigliere per la lista Forza del Sud, pur avendo subito una pesante sconfitta con poco più del 10% dei consensi.
Avvocato se l’aspettava un bottino tanto magro alle amministrative?
“Eravamo consapevoli di partire svantaggiati. Siamo stati l’unica forza interna al centro destra che si è contrapposta al Sindaco uscente, altre componenti, pur dissenzienti con l’operato dell’ Amministrazione in carica, hanno preferito la strada della “lotta dall’interno”.Un percorso che avrebbe assicurato anche a noi qualche poltrona in più ma che certamente sarebbe stato meno chiaro e coerente.
Il risultato finale conferma un dato storico, il nostro spazio non è stato svenduto a nessuno. Il nostro ruolo politico ed i consensi ricevuti ci danno orgoglio e ci spingono e perseguire la strada intrapresa. Tanti voti di stima e di fiducia a un candidato dato perdente in partenza hanno un valore simbolico che deve fare riflettere gli altri circa il nostro ruolo nella politica della Città.”
Cosa, secondo lei, non ha funzionato?
“Per quanto mi riguarda abbiamo dato il massimo. Non voglio criticare il centro sinistra, non è mio compito. Voglio però augurare un rinnovato impegno concreto di tutte le persone che in questa tornata elettorale hanno preferito rimanere a guardare, per rifondare insieme il modo di fare politica a Vico Equense.”
Gennaro Cinque ha raccolto un vero plebiscito. Qual è il segreto di tanto successo?
“E’ sicuramente un successo che trova origine in un generale consenso verso l’operato di tante persone. L’abilità del sindaco è stata quella di profittare della bontà e del buon cuore di coloro che, pur avendo lavorato in maniera seria e costante in amministrazione, nel marzo 2009 hanno evitato di determinare una crisi amministrativa che avrebbe portato un nuovo commissariamento. Cinque è stato capace di capitalizzare con astuzia questa situazione. Machiavelli sarebbe stato contento di tutto ciò.”
Ora qualcuno teme che Vico Equense possa diventare Moiano-dipedente. Addirittura si è spinto ironicamente a cambiarne il nome in "Moiano Marittima". Lei cosa ne pensa?
“Ho anche sentito dire che Piazza Umberto deve essere rinominata Piazza “Plebiscito”! Perché no? Sono d’accordo su entrambe le cose!”
Gennaro Cinque adesso punta su un Consiglio Comunale più forte e di qualità. Lei pensa che riuscirà a sottrarsi alle pressioni dei partiti? E questo quanto influirà sul futuro della città.
“Che significa di qualità? Preferisco non addentrarmi nella analisi. I nomi ed i cognomi dei componenti del consiglio comunale sono noti come pure le loro storie politiche e personali. Il popolo ha scelto i propri rappresentanti che ora dovranno dimostrare di essere all’altezza del compito. Il riconfermato Sindaco resiste comunque alle pressioni di tutto e di tutti anche ad altissime atmosfere. Sono gli altri che dovranno resistere a lui , credo.”
L'altro sfidante,Aldo Starace, ora punta sui giovani. Lei cosa ha in progetto per il futuro.
“Abbiamo voglia di fare Politica, come abbiamo sempre fatto, con tutti coloro, ragazze e ragazzi, donne e uomini che vorranno aderire al nostro progetto di crescita comune con onestà, lealtà, dignità, coerenza e impegno civile. Intendiamo essere da esempio per le nuove generazioni . La nostra sarà la Palestra dalla quale usciranno i campioni della Vico Equense futura.”
Avvocato ha qualcosa da rimproverarsi o secondo lei era una storia già scritta?
“Ho l’abitudine di non voltarmi indietro perché nonostante tutto mi fido di chi ho alle spalle. Chi è davanti da me non teme di essere pugnalato a tradimento. La storia l’abbiamo scritta insieme agli altri. Magari il capitolo che ci ha visto protagonisti è un tantino più bello e leggibile di quelli che sono seguiti, scritti da altri. Credo però che la conclusione della storia sia ancora lontana e io adoro i finali a sorpresa!”
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

venerdì 20 maggio 2011

Vico Equense - Anche qua valutazioni a margine di elezioni senza storia

Le valutazioni fatte a caldo sono sempre macchiate di emotività e quindi non sempre attendibili al 100%. E più facile fermarsi sui dati numerici che freddamente dicono solo quello che è matematicamente vero. Perciò mi astengo dal fare commenti compromessi dall'emotività. E dai numeri traggo dei ragionamenti freddi che mi tengono lontana dalle masturbazioni mentali, passatempo che vedo invece molto praticato in giro.
I numeri, tra l'altro di facilissima lettura, dicono che nelle elezioni del 2006 il centrosinistra, presentatosi con la dott. Marianna De Martino, racimolò in seconda battuta, quindi con un dato secco che riassume la consistenza di tutto il centrosinistra dell'epoca, un dignitoso 36% che in cifre si traduce in circa 4.500 voti.
Oggi quel dato si dimezza quasi. L'avv. Aldo Starace ha totalizzato infatti il 21% pari a 2.900 voti circa. C'è stata una perdita secca di consensi pari a circa 1.600 voti da parte del centrosinistra. Questo è un dato numerico sul quale varrebbe la pena di ragionare senza ridondanze emotive che portano la discussione su sentieri spinosi e direi anche fuorvianti.
Se andiamo più nel dettaglio possiamo anche ragionare, sempre dati alla mano, sul dove siano andati a finire quei 1.600 voti. Una buona fetta se li sono portati dietro Andrea Buonocore e Maurizio Cinque, trasferiti nella lista civica Colline Vicane. Insieme questi due signori hanno totalizzato la bellezza di 887 voti, addirittura un partito. Questa trasmigrazione è compatibile con i cinque anni di Potere di Telearredo, fisiologica si potrebbe dire.
Restano altri 800 voti che, togliendo quelli che non sono andati proprio a votare, cioè poco più di 400 persone, diventano 400 voti svaniti nel nulla. Quali sono? Magari sono quelli di De Sinno che oggi stanno con Miccicchè. Oppure sono gli elettori di IDV, partito fantasma a Vico Equense da quando è nato, di cui nessuno parla. L' IDV aveva un direttivo tutt'altro che ectoplasmatico... Oppure sono i voti di Nicola Migliaccio e Giovanni De Simone anch'essi trasmigrati.
Su questo i numeri non sono chiarissimi, ma comunque di certo si tratta di voti persi.

Veniamo alla pietra dello scandalo, il pd, che tante polemiche sta suscitando per la disfatta subita.
Il pd, valutando le ultime elezioni provinciali, che meglio di altre rispecchiano sul territorio le elezioni comunali, subisce una perdita secca di 1.384 voti. Anche qua bisogna fare una fredda valutazione numerica che spieghi quest'emorragia gravissima.
La sfellata più grossa gliel'ha data sempre lo stesso, Andrea Buonocore, e, come si è visto, sono voti persi da tutto il centrosinistra.
Un'altra fetta se l'è portata la prof.ssa Scaramellino insieme al dott. Maresca nelle liste di Aldo, circa 500 voti. Altri voti, circa 200 sono volati sempre nelle liste di Starace, in particolare ad Arola, dietro candidature minori dal punto di vista numerico.
Il ragionamento che ne consegue potrebbe essere: se queste candidature fossero rimaste nel pd avrebbero preso meno voti? Questo nessuno lo può dire, visto che coi se non si ragiona in politica, ma è certo che, potenzialmente, il pd avrebbe avuto i numeri per portare a casa il consigliere comunale. Pur senza cambiare il quadro generale del responso elettorale o cambiandolo di poco.  

Ergo tutte queste considerazioni numeriche possono portare a una valutazione oggettiva dei dati che non parte da assunti emozionali. Innanzitutto, il crollo del centrosinistra è stato totale su tutti i fronti, non c'è stato chi è crollato di più o chi è crollato di meno. Nè chi ha vinto di più o chi ha vinto dimeno, se si preferisce metterla così. L'avv. Starace non ha convinto, non ha convinnto la sua strategia, non hanno convinto le sue proposte. Il pd, invece, da parte sua paga soprattutto per le sue divisioni. Il pd sostanzialmente non ha avuto candidati. Le anime interne si sono disperse. Sul perchè si siano disperse si possono fare tutte le congetture possibili, ma il dato inequivocabile è questo.

Di conseguenza, volendo anche sbilanciarsi in ipotesi future tenendo conto dei numeri, il prossimo candidato a sindaco non dovrà appartenere per forza alla sfera elitaria e illuminata della società civile vicana perchè i numeri parlano chiaro. Si può, anzi si deve, essere progressisti, riformisti, democratici, illuminati, legalitari e anche piacere. E' una questione di feeling, insomma. Il feeling nn s'è creato, diciamocelo. Però Aldo lo ha detto da subito. In fondo lui voleva fare il sindaco, ma non era importante. Lui mirava soprattutto a fare la chioccia dei suoi ragazzi. 
Accontentiamoci, sempre meglio di niente
Quanto al pd, essendo un partito composto da più anime, o le anime tornano tutte quante insieme e collaborano sul serio, oppure non se ne fa niente nemmeno per il futuro. Non basta infatti che una parte prenda il sopravvento sull'altra, i numeri dimostrano questo. Certo deve darsi anche da fare per ottenere visibilità, creare progettualità, radicarsi sul territorio. Però se tizio va con caio solo se non c'è sempronio, se continua ad essere questo il leitmotiv, mi sa che il pd nn andrà da nessuna parte, qua come altrove, nè oggi nè mai.

Mi concedo solo un piccolo spazio personale, fuori dai numeri, ma nemmeno tanto direi. Stamani parlando ai tavolini del bar con alcuni amici e conoscenti si rimproverava al pd di essere un partito che esclude, che non include. E che non si è saputo rinnovare nè è stato presente sul territorio. Io, pur prendendo per buone alcune di queste ragioni, vado un po' oltre. Penso che, al di là degli errori, questa volta sul pd abbia prevalso anche l'ala dei rappresentanti del bizantinismo di maniera, quelli che non riescono a staccarsi dall'antica concezione di una politica retriva, la balena bianca per intenderci. Infatti, qualcuno quatto quatto è tornato a completare l'opera iniziata 15 anni fa, nel dopo Fermariello. Qualcuno che infierì all'epoca a colpi di machete sui democratici di sinistra. Oggi quel qualcuno, pur senza minimamente interferire sul risultato finale delle votazioni perchè la cosa non gli interessava assolutamente, con lo stesso machete ha però smembrato gli ultimi pezzi di una sinistra che gli è sempre stata sullo stomaco. Ha ultimato un lavoretto, insomma.
Lo so che non tutti capiranno quello che voglio dire, ma un bel po' si. E concludo dicendo che una sconfitta così sonora, per Aldo, ma soprattutto per il pd, è arrivata da una parte verso la quale nessuno stava guardando. Una parte che quando la vedi è ormai troppo tardi perchè sei praticamente già morto.
Senza quel serial killer le elezioni si perdevano lo stesso ma si perdevano meglio...
A ben vedere, i nemici veri bisogna trovarli là dove nessuno li cerca.