martedì 18 gennaio 2011

I giovani di Vico Equense in “Direzione ostinata e contraria”

Oltre cento giovani residenti a Vico Equense si uniscono per dire no al vecchio sistema di potere. Il loro obiettivo è quello di creare un nuovo modo di governo del paese, basato sulla trasparenza e che mira principalmente al coinvolgimento della società civile nelle decisioni che riguardano la città in cui vivono. “Troppo grande è la distanza tra popolazione e vertici amministrativi – afferma Ciro Buonocore, uno dei promotori dell’iniziativa – spesso, infatti, vengono prese decisioni non condivise dalla cittadinanza. E’ necessario dar vita a consulte permanenti che svolgano il ruolo di cerniera tra Comune e cittadini. L’idea è quella di creare dei gruppi suddivisi per diverse aree tematiche, composti da specialisti di settore, che supportino l’operato di ogni assessorato e che siano la voce della popolazione”. Le “consulte” rappresentano soltanto una delle proposte scaturite dai numerosi incontri tra giovani che vivono a Vico Equense e che hanno deciso di unirsi, generando un movimento dal nome “Direzione ostinata e contraria”.
“Ad accomunare i membri del gruppo è la voglia di cambiare le cose – aggiunge Alessandro Tommolillo, membro del ‘movimento’ – il desiderio di introdurre un nuovo modo di fare politica, lontano dai giochi d’interesse e dai clientelismi, basato sulla partecipazione e sulla programmazione. Da qui è nata la denominazione ‘Direzione ostinata e contraria’, tratta da una canzone di Fabrizio De André ispirata al libro di poesie ‘Saga di Maqroll - Il gabbiere’ di Álvaro Mutis che racconta di un marinaio errante e delle sue considerazioni sui temi fondamentali della vita. Il nostro obiettivo non è quello di essere antagonisti ma di inventare un modo diverso di governare la macchina comunale, in diretto rapporto con i cittadini. Per tale motivo abbiamo chiesto di diventare leader del movimento ad una persona in grado di compattare più anime e di coalizzare le forze politiche. La nostra voce sarà l’avvocato Aldo Starace e lo ufficializzeremo durante l’incontro che si terrà domenica 23, alle 10,30, presso l’hotel Aequa”.
Lontano dalla politica da quindici anni, Aldo Starace è stato consigliere comunale dal 1980 al 1989 e provinciale dal 1990 al 1995, eletto nelle fila dell’allora PCI, ed oggi è uno degli avvocati amministrativisti più conosciuti e stimati in Campania. E’ socio dello studio Allodi-Starace che opera, oltre che Napoli, a Roma e a Bologna ed ha tra i propri clienti importanti società nazionali e numerose pubbliche amministrazioni. E’ esperto dei meccanismi di gestione e di funzionamento della macchina comunale ed è ben a conoscenza delle problematiche del territorio della penisola sorrentina. “Aldo Starace ufficializzerà la propria candidatura a sindaco per le prossime elezioni amministrative domenica 23 – conclude Alessandro Tommolillo - ed insieme presenteremo il progetto per una nuova politica, per una nuova Vico Equense”.
Estratto da Positanonews

domenica 16 gennaio 2011

Vico Equense - Nuove antenne per la telefonia mobile, cresce la protesta

Verso la fine di dicembre il Comune di Vico Equense ha approvato una delibera con la quale si dà il via libera all'installazione di quattro nuove antenne per la telefonia mobile tra il centro e la collina. Ne dava l'annuncio un quotidiano locale che, con un'intervista al consigliere del pd Pasquale Cardone, informava i lettori della delibera in questione, approvata seguendo un iter quanto meno discutibilie. Secondo Pasquale Cardone, infatti, trattandosi di un provvedimento che può produrre un impatto architettonico e paesaggistico di rilievo e,soprattutto, può andare a incidere sulla salute pubblica, era necessario approfondire l'argomento con l'aiuto di esperti del settore al fine di non esporre i cittadini al rischio derivante dalle onde elettromagnetiche emesse dagli impianti. In un primo momento, secondo Cardone, la commissione edilizia sembrava orientata alla prudenza e prese tempo per studiare meglio il problema. Ma, inopinatamente, dopo 48 ore dalla prima riunione, il parere dei tecnici del comune era già sul tavolo e la commissione, riunitasi una seconda volta con modalità e persone diverse dalla prima, dava il via libera all'installazione delle antenne.

Una decisione affrettata, secondo Pasquale Cardone, e priva di elementi di informazione tali da sgombrare il campo dai normali dubbi che sorgono in queste situazioni nell'opinione pubblica.

Studi sul possibile aumento di tumori nella popolazione o di altre patologie  attribuibili agli impianti della telefonia mobile sono al vaglio minuzioso degli scienziati internazionali. Per ora l'unica certezza acquisita è che oltre un certo limite si corrono seri pericoli di ammalarsi.  Esistono già delle regole e dei parametri molto severi che stabiliscono i limiti di sicurezza entro i quali devono tenersi le emissioni di onde per non diventare dannose e a quelli si rifanno i comuni e i gestori della telefonia mobile quando installano nuove antenne. I dubbi, però, se non soddisfatti, come in questo caso, restano. L'antenna prevista sul tetto dell'edificio del vecchio Palazzo Comunale, secondo il parere di qualche esperto, ad esempio, è molto meno pericolosa di quella oggi esistente a Punta Scutolo. Ancora non è chiaro, però, se le nuove antenne sostituiranno le vecchie o si aggiungeranno ad esse e in che quantità gli abitanti saranno alla fine bombardati dalle onde elettromagnetiche. Gestori come Vodafone e Wind sono praticamente assenti dal mercato sul territorio di Vico Equense e c'è un reale bisogno di allargare l'offerta e di potenziare il pessimo segnale che si riceve in collina. Ma quattro antenne tutte insieme fanno paura e la gente vorrebbe saperne di più. Se cambiarne l'ubicazione o ridurne il numero è necessario per salvaguardare la salute pubblica, gli abitanti vorrebbero verificarlo prima di vedersi calare dall'alto le scelte definitive del Comune.

In questo clima di incertezza, sembra dunque corretto l'approccio di Cardone al problema, e, prima di cominciare una caccia alle streghe ingiustificata, il consigliere chiede che tutta la questione venga esaminata con la dovuta attenzione e con l'ausilio di persone competenti e in possesso di attestati di riconosciuta attendibilità. Dello stesso parere è il Partito Democratico cittadino che si è attivato in tal senso, al fine di dare ai cittadini un'informazione corretta sull'argomento.
Protesta con un manifesto anche l'Associazione "Per Vico Equense e i suoi Casali". I "VAS, verdi ambiente e società", e il Comitato "Cittadini per Vico Equense"  hanno iniziato una raccolta di firme.
Di parere diverso invece il Comune, il quale, senza fornire un'adeguata informazione, pretende il consenso su questa iniziativa, a prescindere da qualsiasi dubbio sulle decisioni di sedicenti esperti, dei quali nessuno conosce nè competenze nè affidabilità.

venerdì 14 gennaio 2011

VICO EQUENSE – Il preside dell’Alberghiero Armando Izzo: “I disagi dell’Istituto solo frutto di inadempienza della Provincia”

“Ad avere responsabilità per i gravi disservizi dell’Istituto Alberghiero di Vico Equense è soltanto la Provincia di Napoli.” Così afferma Armando Izzo, preside dell’istituto, il quale combatte da qualche settimana, quotidianamente, contro l’inefficienza dei dirigenti provinciali e gli infiniti ostacoli che pone la burocrazia.
I lavori di restauro ed adeguamento della sede di Santa Maria del Toro dovevano essere finiti entro il 31 dicembre 2010, ma, per questioni tecniche legate alle difficoltà che comporta la ristrutturazione di un edificio antico, sono ancora in corso e prima del prossimo settembre non se ne parla di aprire nuovamente. Nell’attesa, gli alunni dell’alberghiero, si erano potuti sistemare presso la S.S. Trinità e nei locali al Vescovado e, per poter frequentare i laboratori di cucina e servizio sala, si trasferivano presso l’Hotel Oriente, dove l’ente provinciale ha preso in affitto alcuni locali. La situazione è precipitata però a causa di una serie di eventi che stanno mettendo in ginocchio l'organizzazione dell'Alberghiero creando notevoli disagi per gli alunni. Infatti, il contratto di affitto con l'Hotel Oriente è scaduto a fine novembre e al momento non è stato ancora rinnovato. “La beffa – dice il Preside Izzo- “sta nel fatto che, per non interrompere il servizio, gli alunni hanno frequentato i laboratori all’Hotel Oriente fino all’inizio delle vacanze natalizie. Cioè in un periodo scoperto dal contratto con la provincia. E adesso un funzionario provinciale mi dice che il periodo scoperto lo devo pagare io! A questi livelli siamo! E pensare che avevamo più volte avvertito la Provincia che il contratto stava per scadere! Oggi, incredibilmente, pare che nessuno ne sapesse niente. Ci vuole una bella faccia tosta… In queste condizioni, sono stato costretto a chiudere i laboratori in attesa che tutta la questione venga chiarita e risolta.”
A rendere la situazione ancora più tragica è arrivato l’atto vandalico compiuto ai danni della S.S. Trinità, altra sede vicana dell’Alberghiero. All’indomani del disastro avvenuto ad opera di persone ignote che incendiarono registri e suppellettili danneggiando la struttura, l’ente provinciale mandò una ditta per rimettere in funzione l’impianto elettrico e porre rimedio ad altri danni. “ La ditta ASUB, - dice Izzo - in appalto alla provincia, ha lavorato nella pausa natalizia con una lentezza esasperante. Poi gli operai non si sono presentati proprio più al lavoro e mi è stato comunicato che si erano messi in agitazione. A questo punto, prevedendo tempi lunghi per la conclusione dei lavori, ho prospettato ai funzionari della Provincia la possibilità di chiamare io stesso una ditta disposta a finire tutto in breve tempo, ma mi hanno risposto che non mi era consentito. E, nonostante le mie ripetute telefonate di sollecito all’ente, ancora non è chiaro quanto tempo occorrerà per ripristinare la situazione, che al momento è gravissima perché nemmeno la S.S. Trinità può riprendere a funzionare. Siamo costretti a fare i doppi turni nell’unica sede rimastaci al Vescovado, insufficiente per accogliere tutti gli alunni”
A proposito dell’atto vandalico il preside è sicuro che sia opera di alunni dell’alberghiero. “Mi spiace ammettere una cosa del genere, ma purtroppo, su una popolazione scolastica di 1500 alunni, nella stragrande maggioranza bravissimi ragazzi, può esserci anche qualcuno con la testa calda e propenso a delinquere. Dalle indagini fatte dal Maresciallo Lezzi e da quello che risulta anche a noi, non sono emerse altre possibilità. Né posso denunciare negligenze nella sorveglianza dell’Istituto. Dalle immagini delle telecamere installate nell’edificio si vede chi è stato l’ultimo ad uscire dalla S.S. Trinità poche ore prima dei fatti e lo si vede fare le azioni necessarie alla chiusura. Per quanto riguarda la sicurezza interna, i cancelli erano chiusi a dovere. Tant’è che chi ha commesso questo crimine ha dovuto usare un flex per tagliare le sbarre. L’impianto di video sorveglianza - conclude Izzo –dopo l’episodio della creolina, l’anno scorso, l’abbiamo fatto a spese dell’istituto commissionandolo alla stessa ditta che ha operato presso la caserma dei Carabinieri di Vico Equense. Non si può, perciò, assolutamente affermare che l’Istituto era mal custodito”
Per il momento dunque non c’è ancora una soluzione ai disagi di alunni e lavoratori dell’Alberghiero. Il preside stesso divide una stanza con collaboratori e personale della segreteria. Nel massimo disagio restano però soprattutto sette classi che, oltre ai doppi turni, saltano a rotazione un giorno di lezione alla settimana. “Andrò personalmente in Provincia a farmi sentire - ribadisce il preside - e non accetterò ulteriori inadempienze. La situazione deve tornare assolutamente alla normalità o comincerà una dura protesta. Siamo in periodo di scrutinio quadrimestrale e non posso consentire che i nostri alunni siano ancora penalizzati nel loro diritto allo studio.”
Maria D'Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

lunedì 10 gennaio 2011

Cavani tris, stende la Juve: 3-0

Il Napoli vince 3-0 contro la squadra di Delneri con tre gol di testa dell'attaccante uruguaiano.


ecco i goal, compreso quello annullato, giustamente, a Toni




LA CLASSIFICA

I CANNONIERI

Scusate la divagazione ma per il mio Napoli ne vale la pena!
:)

sabato 8 gennaio 2011

Vico Equense - Il romanzo di Luca Castellano "La fine degli affanni"

Anche il TG3 Linea Notte gli dedica ampio spazio nella consueta rubrica culturale. Ecco il video

giovedì 6 gennaio 2011


BUONA CALZA A TUTTI!!!


lunedì 3 gennaio 2011

Vico Equense - Sigilli al cantiere del vecchio cinema Aequa

Sequestrato il cantiere della Gemar SpA. Da qualche giorno ai cancelli ci sono i sigilli apposti dalla P.G. nella veste dei Vigili Urbani di Vico Equense e i lavori sono fermi. Non è trapelato quasi niente dagli ambienti comunali, ma i ben informati raccontano che la Gemar SpA non ha rinnovato i permessi ambientali, scaduti da mesi. La cosa sarebbe stata scoperta dal funzionario comunale Arpino, il quale, resosi conto che le carte in possesso degli uffici urbanistici non erano in regola, avrebbe immediatamente disposto un'ispezione da parte dei Vigili Urbani. L'ispezione avrebbe dato esito negativo e i vigili non hanno potuto fare altro che sequestrare il cantiere ed apporre i sigilli.
Si complica ancora una volta la storia dell'ex cinema, che sembra destinata, come altre storie urbanistiche della città, a diventare una telenovela.
L'ex cinema Aequa, come è noto, fu danneggiato dal terremoto dell'80. Sono seguiti anni di abbandono fino al progetto che nel 2001 vide impegnata la giunta Dilengite. Il progetto originario prevedeva la costruzione di un parcheggio interrato, vincolato però alla ricostruzione del cinema. Doveva nascere, cioè, qualcosa di simile allo Stabia Hall di Castellammare di Stabia: centro culturale e sociale con annessa sala cinematografica, anzi un multisala, e parcheggio interrato con box di pertinenza.
Purtroppo, negli ultimi dieci anni si è visto crescere solo il parcheggio e campeggia, tuttora, nonstante il sequestro, un cartello per la vendita dei box privati. Del cinema non si è più sentito parlare, anzi qualcuno ipotizza che non si farà più. Pare infatti che sia sparito il vincolo tra parcheggio e cinema e che il comune abbia trovato il modo di lasciare alla Gemar SpA l'impegno di ultimare solo i box interrati.
Non è ancora chiaro, inoltre, se l'accesso al parcheggio sia ubicato, come in progetto, nel vicoletto adiacente oppure se, come qualcuno ha ipotizzato, su via Filangieri. O se, addirittura, ne siano previste due di aperture, una in ingresso e una in uscita, per non creare ulteriori ingorghi in una zona del centro trafficatissima in tutte le ore del giorno e della notte per la presenza di molte attività commerciali, di alcuni uffici comunali e di una frequentatissima pizzeria.
Insomma, oltre al fatto evidente che il cantiere sia stato sequestrato, nulla si fa sapere ai cittadini, i quali, come al solito, assistono attoniti a situazioni inspiegabili che calano dall'alto e che rimangono nella totale assenza di informazioni.

Vico Equense, Capodanno in piazza: l'omologazione del divertimento

Il Capodanno in piazza a Vico Equense non è stato nè bello nè brutto. E' stato solo ugale! Da Castellammare a Sorrento, per tenersi nell'ambito delle località più vicine, lo stesso albero di Natale illuminato, il palco, esibizioni più o meno gradevoli. E i giovani per strada ad ubriacarsi, perchè altro da fare non c'era. Se non mettendosi nel traffico (3 ore di fila assicurate).

Io, anche io, mi sono intruppata, lo confesso. Ho sentito Povia. "Cerca di imitare Baglioni" mi diceva ridendo un'amica, mentre il povero cantante tentava di coinvolgere la piazza. Solo che le sue canzoni chi le conosce?! A parte quella dei bambini che fanno OHHH! che si canta a Natale nelle recite scolastiche. C'era poco per coinvolgere, diciamocelo, a meno che non si venisse supportati da una buona dose di alcol, che in effetti è andato a camionate.

In un angolo della piazza c'erano talmente tanti cocci di bottiglie infrante che la gente ci scivolava sopra. E a bere c'erano anche i ragazzini sotto i 18 anni, senza limiti e senza controllo. Insomma, anche quando sono finite le note del Povia, si fa per dire, non era per niente un bel vedere.
Magari qualche autorità dal palco avrebbe potuto raccomandare di non esagerare con l'alcol, non sarebbe servito a tanto, ma era già qualcosa.
Non tutti hanno bevuto, grazie a Dio, ma c'era da distinguere solo tra chi si annoiava (tanti) e chi si sballava (tanti).

Certo meglio delle brasiliane di vecchia memoria, indubbiamente. Ma possibile che non ci siano alternative al divertimento di massa? Per forza tutti sotto a un palco dobbiamo stare? All'ombra dello stesso albero di Natale? Sotto le stesse luci? Senza alternative?
Eppure a Vico Equense chi ha organizzato questo evento è giovane. Un altro modo di coinvolgere dei ragazzi come lui non l'ha trovato? Una zuppa ribollita, onestamente, me l'aspetterei da chi ha i capelli bianchi...
Sarà che in tanti vedono Vico Equense come "l'ombelico del mondo" e non si accorgono che ovunque ce ne sono di ombelichi. A Vico in effetti non è successo proprio nulla di nuovo nè di esaltante. Una festa omologata alle altre, meno divertente per tanti aspetti. A partire dallo spazio che non c'è e non lo si può inventare, davanti o dietro i bar...
Meglio questo di niente? Forse si, ma anche no.

venerdì 31 dicembre 2010

martedì 28 dicembre 2010

Vico Equense - Non si fermano le indagini per scoprire gli autori dell’atto vandalico alla S.S. Trinità.

Proseguono le indagini per scoprire gli autori del grave atto vandalico avvenuto nella notte del 14 dicembre ai danni della S.S. Trinità e Paradiso di Vico Equense. Com’è noto, alcuni individui appiccarono un incendio all’interno della struttura danneggiando gravemente il piano terra e il primo piano, dove sono ubicati gli uffici e le aule dell’Istituto Alberghiero. Secondo il Luogotenente della caserma dei Carabinieri di Vico Equense, dott.Lezzi, la situazione sta evolvendo e si propsetta un esito positivo. Le informazioni raccolte nelle prime ore daranno una svolta alle indagini.
Non è la prima volta che l’Istituto Alberghiero viene preso di mira all'approssimarsi del Natale. L’anno scorso, infatti, le aule nella S.S. Trinità erano state cosparse di creolina. E anche in quel caso fu necessario chiudere la scuola anticipando le vacanze natalizie.
Quest’anno l’episodio di vandalismo ha avuto però effetti devastanti, in quanto si è dato fuoco ad alcuni mobili e suppellettili e ai registri di classe, sui quali vengono annotati i voti e le assenze degli alunni. Il fumo denso che si è sprigionato dalle fiamme ha danneggiato gli affreschi e le statue sacre all’interno della S.S. Trinità. A rendere impraticabile anzitempo la struttura ha contribuito anche l’acre e insopportabile odore, persistente in tutti gli ambienti.
Non sembrano esserci per il momento elementi che fanno pensare a responsabilità esterne all’Istituto Alberghiero. La soluzione del caso potrebbe, perciò, essere molto vicina con esiti positivi.
Maria D'Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

lunedì 27 dicembre 2010

Vico Equense – Giuseppe Dilengite presenta il movimento “Vico Equense 2020”. E spiega le ragioni che stanno alla base del suo rinnovato impegno

Alcuni giorni fa l’annuncio: Giuseppe Dilengite, Antonio Parlato, Ferdinando Astarita e Giuseppe Cioffi, con un manifesto, hanno lanciato “Vico Equense 2020”, nuova proposta politica per le amministrative del giugno 2011. I quattro firmatari del manifesto hanno avuto incarichi di prestigio nella prima fase della Giunta Cinque. Poi, inspiegabilmente, il sodalizio politico finì traumaticamente nel febbraio 2009, quando il sindaco Cinque, senza dare spiegazioni, operò un drastico taglio nella Giunta, “licenziando” in tronco i quattro assessori firmatari.
Giuseppe Dilengite oggi spiega le ragioni del nuovo impegno politico che intende assumere insieme a Parlato, Astarita e Cioffi, ricordando che l’attuale sindaco sta governando grazie ai voti di tutta la coalizione, con una maggioranza bulgara ottenuta proprio grazie all’apporto degli assessori di cui si è voluto liberare.
Dunque, Avvocato Dilengite, il dado è tratto! Il manifesto “Vico Equense 2020” sancisce la nascita di una nuova formazione politica.
“Tengo a sottolineare che il nostro è un gruppo di “Impegno civile” .
Il termine “politica” è stato svuotato dai propri significati e contenuti positivi, questo a causa del fatto che molti amministratori – nella nostra Città come nel resto del paese - attuano una politica lontana dai reali bisogni della gente e sono spesso interessati alla gestione di interessi particolari piuttosto che impegnati al soddisfacimento di quelli collettivi, adottano comportamenti scorretti, violando regole scritte e non scritte tanto che la gente ormai è generalmente sfiduciata e parla male di chi “fa politica” in questo modo.
Il nostro Impegno civile ebbe inizio nel 2001 e continua oggi, guardiamo al futuro senza rinnegare il passato che valutiamo criticamente e auto-criticamente consapevoli sia delle cose buone fatte che degli errori commessi.
Rappresentiamo una area che si può definire moderata, liberale, riflessiva e propositiva: disposta al dialogo ed al confronto.
Pensiamo che sia importante avere dei progetti realizzabili ed in linea con lo sviluppo Europeo. Proviamo a immaginare la nostra Città come vorremmo che fosse nel 2020 ben sapendo che al traguardo si arriva solo se si è uniti, convinti, leali e onesti e se si lavora giorno per giorno impegnandosi al massimo delle proprie competenze e capacità.”
Non pensa sia troppo lontano il 2020 rispetto all’immediatezza dell’attuale sindaco?
“La manutenzione straordinaria non basta, ripeto, si deve programmare con intelligenza e serietà. Programmare significa avere idee da realizzare per risolvere i problemi del paese, trovare fonti di finanziamento che non incidano sulle casse comunali, stare al passo con l’Europa migliore. Si devono ancora realizzare molti di quei progetti che furono frutto dell’impegno degli anni 2001-2005 e questo può essere fatto subito in contemporanea al rilancio della attività programmatica.”
Come risponde a quelli che pensano che sia solo la volontà di rivalsa su Gennaro Cinque a muovere questo movimento.
“La domanda è un tantino provocatoria ma merita comunque una risposta chiara.
E’ ovvio e direi anche naturale che dopo quello che ha fatto Cinque ci sia delusione, amarezza e ambizione legittima di giustizia. Ma non è corretto sostenere che questa sia la motivazione principale del nostro impegno che trae origine da autentica passione ed entusiasmo civico!
Rimango un po’ perplesso quando si fa riferimento al nostro gruppo come a quello dei “fregati” da Cinque.
Si dimentica che ognuno di noi è stato eletto dal Popolo e che, caso mai, il Cinque ha “fregato” gli elettori che ci avevano dato mandato esplicito di governare.
Cinque con l’operazione del febbraio 2009 non è che ha eliminato degli avversari politici ma ha tradito quelli che più lo avevano sostenuto nella sua candidatura a Sindaco! Si pensi solo al fatto che Peppe Cioffi all’epoca della “defenestrazione” era ancora il coordinatore di Forza Italia!!
Ancora oggi sono misteriosi i motivi che indussero Cinque al rimpasto del 2009.
E sono ancora più anomale e illogiche le scelte di oggi.
Infatti egli ha “ripescato” l’ex assessore Giuseppe Russo, ma ha spiegato perché ? Questi è stato buono dal 2006 al 2009, poi è stato cattivo fino al dicembre 2010 per poi ridiventare buono fino alle prossime elezioni del 2011… C’è qualche logica in tutto questo? Si stanno facendo gli interessi della città oppure solo azioni volte a conservare il potere ?
Quindi la nostra è anche una reazione legittima ad una palese ingiustizia che in pratica ha prodotto un collasso della amministrazione, infatti nessun risultato è stato raggiunto successivamente alla nostra esclusione. La propaganda della politica del fare è solo demagogia. Se si analizzano con attenzione i risultati dell’attuale giunta si vede che c’è ben poco da considerare.
Ma principalmente il gruppo VicoEquense2020 intende coinvolgere la città in un progetto condiviso e serio a prescindere dall’antagonismo con Cinque.
Questo è ln punto fondamentale.
Noi abbiamo una visione diversa del modo di amministrare del Cinque. Innanzitutto amiamo il rispetto delle regole della vita democratica, delle leggi e della politica, del confronto aperto e leale. Pensiamo a programmare e nello stesso tempo a realizzare.
Oggi una seria politica di programmazione non esiste più e non per causa nostra.
Intendiamo ripristinare il rispetto delle Regole della Buona Politica e ridare fiducia a tanta gente delusa dal modo dispotico con cui si è governato dal 2009 a oggi.”
Qualche giorno fa lei ha chiesto a tutte le forze politiche e ai movimenti civili un’alleanza per battere Cinque. Lei insomma non vuole restare nei limiti del centrodestra?
“Io credo che Vico abbia bisogno di un impegno civile collettivo. Siamo sempre stati collocati in una area di centro e moderata, aperta al dialogo e dunque chiediamo un confronto con chi è disponibile a ciò. Non amiamo però la politica distruttiva e della opposizione a tutti i costi. Vogliamo lavorare su idee e proposte fattibili da realizzare concretamente a breve, medio e lungo termine con le migliori forze del paese. Stare solo “contro” non ci interessa e abbiamo dimostrato già nel recente passato che per raggiungere tali obbiettivi abbiamo sacrificato le pur giuste ambizioni dei singoli in favore dell’interesse generale.
Questo è il nostro stile che ci distingue da molti altri interessati solo al proprio personale traguardo.”
Si profila già la sua candidatura o è aperta anche agli altri firmatari del manifesto?
“E’ molto più importante in questo momento pensare a costruire una solida coalizione che abbia un programma condiviso teso a risolvere i problemi della città e pensato per la gente e con la gente.
Il problema del candidato sindaco deve essere risolto dopo che si è formata la coalizione. Personalmente sono convinto che sarebbe una grande conquista di democrazia locale determinare la candidatura nell’ambito della coalizione attraverso le primarie. Lo sto dicendo da un po’ di tempo e insisterò su questo tema, spero vivamente che questa idea sia sostenuta da altri amici. Io sarò comunque a disposizione e mi impegnerò in ogni caso a prescindere da tutto . E’ questo il senso dell’impegno civile: la politica è passione e vocazione e si può e si deve fare, anche senza poltrona!“

nella foto l'avv. ex sindaco, Giuseppe Dilengite

Maria D’Ordia per


venerdì 24 dicembre 2010

mercoledì 22 dicembre 2010

Vico Equense - Aldo Starace e la concretezza di un sogno

Presso il ristorante Pizza a Metro di Vico Equense, si è tenuto venerdì scorso un incontro nel quale l’avv. Aldo Starace ha condiviso con amici e simpatizzanti la sua volontà di candidarsi come nuovo sindaco della città. L’annuncio ufficiale della candidatura avverrà solo il 22 gennaio, all’Hotel Aequa, ma Starace ha voluto anticipare quali sono gli obiettivi che si propone di realizzare e quali strade vuole percorrere.
Il suo invito è stato accolto da un gran numero di persone che hanno condiviso una bella serata all’insegna della cultura e del sogno, un sogno espresso soprattutto nella lettura di un bel brano, “Il sogno di Marco”, di Luca Castellano, scrittore e romanziere emergente nel panorama culturale italiano. Un sogno che entra nel vivo dei problemi di Vico Equense e che preannuncia una realtà possibile da venire, se solo lo si voglia davvero.
Luca Castellano non è l’unico giovane under 40. Ve ne sono molti altri nel gruppo di lavoro di Aldo Starace, il quale pensa al futuro del paese e cerca proprio coi giovani le possibili strade da percorrere per arrivarci preparati, in tempo. Come ha spiegato lui stesso “la classe dirigente ha bisogno di una ventata di freschezza” e per questo è fondamentale coinvolgere quanti più giovani è possibile, ascoltare le loro proposte, lasciarsi guidare dalla loro voglia di partecipare e dal loro entusiasmo. E proprio i giovani hanno inventato per lui il “Movimento in direzione ostinata e contraria”, titolo preso a prestito dal celeberrimo testo del grande Faber, che sintetizza molto bene quale sarà il tema principale di questa candidatura.
Per dare forza a questo ragionamento, la serata non si è svolta come una “normale” riunione politica, ma ha accarezzato metafore e approfondito concetti filosofici per arrivare alla concretezza del progetto per Vico Equense, “Un paese turistico e produttivo che in questi anni non ha valorizzato fino in fondo le sue potenzialità”. Concretissime le proposte per incentivare il turismo, anche invernale, sviluppando le realtà esistenti e trascurate. La nostra tradizione presepiale, ad esempio, non può prescindere dalla sfilata delle Pacchianelle. Anzi deve rappresentare un indotto di pregio che ruota attorno ad essa e potenzia lo viluppo delle attività artigianali tradizionali. I nostri prodotti tipici vanno valorizzati oltre gli attuali schemi. I nostri alberghi e le attività di ristorazione devono essere supportati da una nuova politica di rilancio. Il Faito deve essere recuperato come territorio di grande valenza naturalistica. E naturalmente il mare, nostra grande risorsa, oggi troppo maltrattata, da curare e restituire a tutti noi attraverso una nuova politica rispettosa degli interessi di ciascuno. Aldo Starace insiste tenacemente su questo concetto: la gestione del territorio e delle risorse non può prescindere dalla partecipazione attiva, vera e consapevole degli abitanti che, al di là dell’ordinaria amministrazione, devono essere al centro di tutte le scelte politiche.
Altro sogno da realizzare concretamente è quello di dotare il paese di una piscina comunale. “A Vico nessuno ha ancora avviato una vera politica per lo sport, anzi i nostri giovani sono costretti a spostarsi, a trovare altrove i centri attrezzati” ha ricordato Starace.
Insomma un programma molto aderente alle necessità del territorio, ma presentato in modo lieve, leggero, allegro e soprattutto nuovo. Un segnale per dimostrare che si vuole davvero uscire dagli schemi tradizionali per avviare un rinnovamento vero della politica, anzi del modo di fare politica.

Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

Vico Equense - Consiglio Comunale, regna il disordine e cade più volte il numero legale

Un consiglio comunale disordinato nel quale è venuto meno più volte il numero legale e che si è concluso nel pomeriggio dopo una mattinata convulsa. La seduta si è aperta con una sorpresa, le rientrate dimissioni dell'assessore Brigida Di Somma, presente e attiva nell'aula consiliare. Presente sul banco della Giunta anche Franco Lombardi nella sua nuova veste di assessore. Il sindaco non ha dato lettura dei nuovi nominati, ma il presidente del consiglio comunale ha riferiito che tre nuovi assessori fanno parte della giunta. Il terzo è Giuseppe Russo di Arola. Non sono ancora state assegnate le deleghe che si conosceranno solo in seguito.

Nella prima parte della seduta l'opposizione ha presentato una Interrogazione e due Mozioni di dibattito politico, sottoscritte dai consiglieri De Martino, Cardone e Cannavale. In sostanza i consiglieri avrebbero voluto una discussione sui alcune opere pubbliche iniziate da molti anni dall'amministrazione e mai portate a termine.

Il consigliere Cardone ha riportato all'attenzione dieci progetti che non hanno visto la realizzazione, alcuni dei quali sono addirittura diventati desueti e inadeguati. In particolare, il consigliere Cardone nell'Interrogazione si è soffermato sui lavori della via Raffaele Bosco, mai conclusi. I fondi regionali sono esauriti e nemmeno la metà degli interventi sono stati realizzati.
Altro punto dolente quello del plesso scolastico di via Sconduci. Progetto finanziato ma mai andato avanti, si è arenato tra assurde procedure amministrative con gravi conseguenze per l'utenza scolastica. L'elenco non si ferma qua, perchè Cardone insiste anche su altri fronti: il palazzetto dello sport, il borgo di Ticciano, il cimitero comunale, la pubblica illuminazione, il progetto di ampliamento del plesso scolastico di Arola. Su Arola si è espressa anche il consigliere Marianna De Martino, ricordando al Consiglio Comunale che la comunità arolese aveva accettato di accantonare il vecchio progetto sperando che il semplice ampliamento della scuola attuale fosse alle porte. Di fronte ai ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato c'è invece profondo malcontento e delusione per come è stata gestita tutta la vicenda dell'appalto dei lavori che non ha consentito la realizzazione delle opere promesse a gennaio.

Cardone ha poi consegnato al Presidente del Consiglio un memoriale di oltre cento pagine nel quale sono raccolte tutte le interrogazioni, le note e le istanze scritte negli ultimi cinque anni al Sindaco, ai funzionari comunali, agli assessori e alle quali non sono mai state date risposte.
Il Consiglio ha votato però contro le mozioni e si è rifiutato di allegare alla delibera le memorie di Cardone.
E' cominciato a questo punto un andirivieni di consiglieri che faceva cadere il numero legale.
La seduta è stata perciò sospesa per una pausa pranzo, erano ormai le 13.30. Alla ripresa dei lavori c'è stato modo di approvare alcuni provvedimenti relativi alla destagionalizzazione delle attività turistiche, al nuovo parcheggio in via De Feo e al complesso sportivo di Arola.
Relativamente alla destagionalizzazione delle attività turistiche, provvedimento legato a una specifica delibera del Consiglio Regionale, Cardone ha espresso le sue perplessità. E cioè il timore che i gestori delle spiagge, estendendosi le concessioni nell'arco dell'intero anno e non solo in estate, possano determinare, anche in inverno, una forte limitazione del libero accesso agli arenili.
Dopo l'approvazione delle delibere, essendo caduto nuovamente il numero legale, il consiglio si è sciolto.

Si è notata l'assoluta mancanza di partecipazione di pubblico al consiglio comunale odierno, a parte qualche rappresentante degli organi di stampa e i soggetti interessati strettamente alle delibere approvate.
Inoltre, lo stato di confusione nel quale si è svolto il Consiglio Comunale, con la continua caduta del numero legale, ha fatto andare in bestia il Presidente del Consiglio. Consiglieri richiamati in aula continuamente e frettolosi rientri per garantire il numero legale più volte raggiunto solo grazie ai consiglieri Bonucore e Migliaccio. La stessa nomina dei nuovi assessori, passata come un' informazione del Presidente del Consiglio, non ha seguito l'iter tradizionale. Il Sindaco Gennaro Cinque non si è nemmeno preso la briga di presentare la nuova Giunta e di relazionare sulle ragioni che l'hanno determinata.
Un pressapochismo confuso e irrispettoso delle regole formali che fa parte della ordinaria routine di questa Giunta e di questo Consiglio.

Maria D'Ordia per Il Gazzettino Vesuviano

sabato 18 dicembre 2010

Vico Equense - Nuovo cartello elettorale. Gli ex si coalizzano

E' affisso ai muri di Vico Equense un manifesto firmato da Dilengite, Astarita, Parlato e Cioffi, i quali si presentano alla città in veste di nuova speranza per il futuro. Una nuova alleanza dunque, pronta a diventare cartello elettorale contro l'attuale sindaco Gennaro Cinque, dal quale sono stati, a loro dire, ripetutamente vessati sia quando era sindaco lo stesso Dilengite, sia dopo, quando i quattro firmatari furono espulsi senza tanti complimenti dalla giunta Cinque. Oggi si ripresentano insieme per dire che ci sono e che vogliono contare moltissimo nel futuro di Vico Equense, addirittura fino al 2020.
Chi sarà il capo di questo nuovo cartello elettorale ancora non si sa. Alcuni giorni fa Dilengite si era appellato a tutte le forze politiche che vogliono costruire un futuro nuovo per la città.
Nel frattempo alcune voci, oggi smentite dai fatti, parlavano anche di una ufficiosa richiesta da parte di Aldo Starace, probabile candidato sindaco emergente nel panorama politico locale, verso Ferdinando Astarita come possibile vicesindaco in una sua eventuale giunta. Alla luce di questo nuovo evento politico, le carte si rimescolano. Vedremo gli sviluppi.

Maria D'Ordia

mercoledì 15 dicembre 2010

Vico Equense-Grave atto vandalico nei locali dell’Istituto Alberghiero della S.S. Trinità

Un vero è proprio commando si è introdotto la notte scorsa nell’Istituto S.S. Trinità e Paradiso di Vico Equense. Si era capito subito che c’era qualcosa in più della semplice ragazzata, opera di qualche studente dalla testa calda dell’Istituto Alberghiero ospitato nella struttura. Agli occhi di chi ha aperto l’istututo ieri mattina si è, infatti, presentato uno scenario desolante: corridoi e aule invasi dal fumo e da un odore acre che prendeva alla gola e faceva lacrimare gli occhi. Mobili, registri scolastici e suppellettili dati al fuoco, pareti, antichi affreschi e statue rovinate dal denso fumo sviluppatosi dalle fiamme. Chi sia l’autore di questo gravissimo atto di vandalismo è al vaglio degli inquirenti i quali stanno esaminando il contenuto registrato dalle videocamere installate in tutto l’istituto.
Da una prima analisi sembrerebbe che ieri notte alcuni individui si siano introdotti dalla porta laterale dell’istituto, posta in un vicoletto angusto e scarsamente illuminato. Una volta entrati hanno dato fuoco ai mobili all’ingresso della Reception. Dalla telecamera si vedrebbe un solo individuo con un cappellino di lana a viso scoperto che versa una tanica di benzina e appicca il fuoco. Poi si sprigiona un fumo denso che oscura la visuale, ma gli inquirenti hanno potuto constatare la presenza di altre persone munite di pila che si muovevano velocemente verso la porta da cui si accede alla Biblioteca Comunale. I malviventi hanno poi attraversato la scala interna che conduce alle aule del primo piano e con un flex hanno segato le sbarre di ferro del cancello di accesso alle aule e agli uffici dell’Istituto Alberghiero. Qui hanno dato fuoco ai registri scolastici conservati in un mobiletto metallico e hanno lordato porte e pareti con scritte contro il preside dell’Alberghiero, Dott. Izzo, e con una grande quantità di creolina.
Per ora ancora nulla è trapelato sull’identità degli autori dello scempio, sebbene stamane circolasse tra i docenti e gli alunni del Vescovado e di S. Maria del Toro una fotocopia che ritraeva un personaggio grasso, con zainetto in spalla, ritratto da dietro e di lato. Un’immagine molto confusa dalla quale il soggetto ripreso è irriconoscibile e sulla cui veridicità ci sono molti dubbi.
Le ipotesi che ricondurrebbero a un’azione violenta da parte di qualche alunno facinoroso dell’alberghiero partono dal divieto del preside Izzo di concedere tempo e spazio sufficienti per le assemblee studentesche. Le richieste in tal senso sono andate tutte deluse, unica concessione una “pausa didattica” invisa sia ai docenti che agli alunni. Altro possibile movente potrebbe essere il diniego, a partire da quest’anno, di usufruire di un servizio panini. L’Istituto Alberghiero negli scorsi anni infatti, aveva appaltato un pub del centro antico che riforniva i ragazzi di panini durante l’arco della mattinata, appalto non rinnovato quest’anno per la gran confusione che la distribuzione dei panini creava al normale svolgimento delle lezioni. Gli alunni dell'Alberghiero pare che abbiano mal digerito questa limitazione.
Ma l’ipotesi dell’atto vandalico di ritorsione è solo una delle tante. Quello che appare certo è che chi si è introdotto nella S.S. Trinità aveva un piano perfetto da portare a termine, era munito di materiale incendiario e persino di un flex o di un seghetto elettrico per tranciare le sbarre di ferro che separano l’Istituto alberghiero dalla biblioteca comunale.
Un vero è proprio commando che ha agito con scaltrezza e rapidità. Difficile, quindi, pensare a dei ragazzi che abbiano agito da soli senza l’aiuto di nessuno.
Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV


domenica 12 dicembre 2010

VICO EQUENSE – L’autorità di vigilanza sui lavori pubblici dà torto a Francesco Saverio Iovine

Anche se non vogliono prenderne atto, le autorità amministrative e politiche di Vico Equense dovranno fare i conti con la delibera dell’Avcp giunta da qualche giorno in comune. L’Avcp è un organo di vigilanza che controlla la bontà e la correttezza nelle procedure degli appalti pubblici e all’Avcp si erano rivolti alcuni consiglieri comunali della minoranza quando hanno ravvisato delle gravi irregolarità sul project financing relativo al parcheggio in piazza Kennady.
La storia del parcheggio Kennedy comincia più o meno ai tempi del commissario straordinario che sostituì l’ex sindaco Giuseppe Dilengite, nel 2001, una storia segnata da molte vicende, alcune delle quali ancora da chiarire. Scartabellando tra le infinite carte, si trovano documenti firmati via via nel tempo, già dai vari segretari dei partiti, ex ds e margherita, e dai consiglieri dell’opposizione De Martino, Buonocore, Cannavale, Cardone. Non si è venuti mai a capo di nulla, si potrebbe dire, fino alla delibera dell’Avcp di questi giorni che chiarisce, finalmente, quali sono le gravi magagne relative al progetto, all’appalto, alla vendita dei box, al numero dei posti destinati alla sosta a rotazione.
Ma procediamo con ordine.
L’Avcp, esaminando approfonditamente le carte giunte da Vico Equense per merito di alcuni consiglieri di opposizione, sostiene senza mezzi termini che il Parcheggio Kennedy, più che un’opera di pubblica utilità, sia diventata, grazie alle varie modifiche apportate al progetto originario, un affare soprattutto per Passarelli che si è aggiudicato tutti i lavori.
In primo luogo, l’abbassamento della piazza, quando fu inserita nel progetto, non era consentita dalla normativa e si commise un vero e proprio abuso edilizio.
L’Avcp, inoltre, si rivolge, tra gli altri, anche e direttamente al RUP, cioè il responsabile lavori pubblici in carica, Francesco Saverio Iovine. Iovine, secondo l’Avcp, non agì correttamente perché convocò tardivamente la Conferenza dei Servizi per i lavori di ampliamento del parcheggio, determinando così il ricorso alla variante in corso d’opera.
Proprio da questa variante, cosa ben più rilevante, derivò a sua volta la possibilità per Passarelli di raddoppiare il numero dei box in vendita e il dimezzamento dei posti di sosta a rotazione.
L’Avcp si pronuncia anche sulla quota caparra pretesa dalla ditta Passarelli al momento di vendere i box auto. Secondo L’Autorità di Vigilanza, infatti, tale pratica non poteva essere messa in atto perchè non rinvenuta né nella proposta originaria presentata da Passarelli, né, soprattutto, nella Convenzione originaria, dalla quale si evince chiaramente che il concessionario avrebbe realizzato e gestito il parcheggio con mezzi propri, senza alcun accenno a caparre di sorta.
Queste condizioni, secondo l’Avcp, hanno altresì ridotto la possibilità di offerte da parte di altri concorrenti, favorendo, in ultima analisi. l’unico promotore e concorrente, appunto, la ditta di Passarelli.
Per questi motivi, oltre ad indirizzare la delibera anche alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per le valutazioni del caso, l’Avcp chiede che gli amministratori di Vico Equense facciano conoscere all’autorità stessa quali misure intendono adottare per evitare in futuro gli errori marchiani commessi per il parcheggio Kennedy, onde evitare di favorire un privato a totale svantaggio della collettività.
Vedremo se almeno questa volta Iovine risponderà.

Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV

mercoledì 8 dicembre 2010

Vico Equense - Grandi manovre nel centrodestra di Gennaro Cinque. Vico Centro ago della bilancia per le prossime amministrative.



Vico Equense, domenica mattina, intorno alle 13.00. Alcuni rappresentanti del patito democratico girano tra i palazzi del centro per il “Porta per Porta”, quando si imbattono nel sindaco Gennaro Cinque. Una presenza inusuale, questa, nel fine settimana e a ora di pranzo. Al sindaco, per scherzo, viene consegnato il volantino del pd con l’invito a leggerlo, perché si parla male di lui. Cinque subito si lancia in una difesa strenua del suo operato e, in particolare, audacemente, paragona le scuole di Vico Equense al modello svizzero: efficienza e grande qualità, rispetto al passato. Ma si spinge persino oltre, chiedendo di essere invitato a una riunione del pd sulla scuola per dare tutte le chiarificazioni di questo mondo. Per spiegare perchè una scuola così a Vico Equense non si era mai vista.
Verrebbe da chedergli come mai le spiegazioni non le ha mai date in consiglio comunale, ma Gennaro Cinque è come sempre troppo affabile, un compagnone anche in questa occasione, insomma. E si allontana col volantino del pd in bella vista. Forse vuole dimostrare che lui può andare in giro con quello che vuole, pure con la bandiera dell’avversario. Niente lo diminuisce perché è lui a contare, la sua persona, sotto qualsiasi bandiera. Forse, si mormora, la sta cercando una bandiera, visto che non c’è più quella di Forza Italia né quella del PDL.
Poco dopo lo si ritrova ai tavolini in piazza seduto in compagnia dei suoi amici, anche questo è un quadretto raro a vedersi. Il sindaco del fare si rilassa un attimo per l’aperitivo. Oggi i cantieri sono chiusi. Incredibile a credersi, ma c'è anche la sera successiva in un pub del centro a guardare le bella e sofferta partita Napoli-Palermo insieme ai suoi concittadini, sempre in compagnia dei fidi scudieri collinari!
Insomma, a fine mandato, il Sindaco scende anche nella bassa di Vico in due occasioni vicinissime tra loro per farsi vedere in qualità di cittadino comune che fa le cose che fanno tutti. Gli abituè della piazza e dei pub lo notano, con curiosità e divertimento, visto che in genere, da queste parti, lo si vede solo in veste di capocantiere o con la fascia sui fianchi dietro le processioni.
Dopo queste performances cittadine, però, subito si diffonde la voce che Gennaro si fa vedere in giro perché ha timore per le prossime amministrative. Infatti, spiegano i ben informati, si profilano all’orizzonte due candidati avversari che a Vico Centro potrebbero fare incetta di voti e fargli fare il capitombolo. Uno dovrebbe essere Dilengite l’altro Starace, nomi non ancora ufficializzati, ma che ormai sono quasi sicuri. E con avversari di questo calibro Cinque avrebbe ragione di temere. Il ballottaggio inevitabile potrebbe avere conseguenze fatali per lui.

Va letto in questa chiave, secondo i suoi amici, anche il fatto che Cinque stia già preparando una potente armata capace di intercettare quanti più consensi possibili soprattutto a Vico Centro.
Innanzitutto sta mettendo a punto la Giunta, rimasta vacante in alcuni assessorati. New entry sicura, già da qualche mese, quella di Franco Lombardi che andrebbe ai lavori pubblici. Lo stesso Lombardi non ne fa un mistero. Dice “Visto che appoggeremo Gennaro Cinque con una nostra lista, tanto vale entrare subito in Giunta, anche se manca poco alla scadenza elettorale”. La lista di cui parla Lombardi dovrebbe essere quella rinnovata e corretta della “Fenice”, già in competizione alle amministrative di cinque anni fa. Priva di Cosiglio Cannavale, ma con la presenza sicura di nomi eccellenti che garantiranno, a suo dire, almeno 2.500 voti. Poi Lombardi si lascia sfuggire che in effetti le dimissioni della sig. Brigida De Somma sopraggiunte in queste ore, non siano state improvvise e inaspettate ma facevano parte di un accordo tra il sindaco e Colline Vicane, altra lista civica delle scorse amministrative. A conferma di ciò il ritorno in Giunta di Giuseppe Russo, ex assessore dimissionato dallo stesso Cinque, oggi di nuovo in auge, a suggello di una pace finalmente raggiunta.
A Lombardi, come già detto, dovrebbe andare l’assessorato ai lavori pubblici, anche se, confidenzialmente, abbozza”Preferirei le Politiche Sociali in quanto, stando, per il lavoro che faccio, in contatto quotidianamente con la gente, potrei lavorare meglio in questo campo. Ma non mi sognerò mai di togliere il posto a Lello Esposito, non sarebbe corretto dato che sta lavorando molto bene”. Se gli si chiede come mai, lui che fu il candidato sindaco per il centrosinistra nel 2001, abbia cambiato bandiera, Lombardi risponde che in realtà si sente un moderato vero e non si impantana in questioni di destra e sinistra. A lui piace la “buona politica, indipendentemente dagli schieramenti”.

Maria D’Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV

mercoledì 1 dicembre 2010

VICO EQUENSE - IL PARTITO DEMOCRATICO CON IL “PORTA PER PORTA” CONTINUA IL DIALOGO CON LA CITTA’

Il partito democratico di Vico Equense si prepara alle prossime amministrative dopo cinque anni di opposizione aspra quanto impotente. Schiacciato da una maggioranza straripante in consiglio comunale, il Pd cittadino ha trovato degli ostacoli enormi nella sua azione politica, considerata in molti casi marginale e staccata dalla realtà. A fare da argine a qualsiasi iniziativa è stato soprattutto il sindaco Gennaro Cinque, con la sua preponderante figura onnipresente su tutti i cantieri, attento ad accontentare chiunque, a non lasciare nessuno dei suoi elettori e fedeli a mani vuote. Con una politica estremamente arretrata, di antica memoria, dove il diritto viene cancellato e sostituito della pretesa di rappresentare l’amicone di tutti, il benefattore sociale che tutto fa e risolve.
Gennaro Cinque ha ridotto nel tempo il suo gruppo di ferro a pochi assessori e a un paio di funzionari con i quali lavora in simbiosi. Tre o quattro persone che fanno terra bruciata attorno a sé. Per ottenere dei vantaggi bisogna inserirsi in questo giro “confidenziale”, strizzarsi l’occhio. Accettare grandi pacche sulle spalle con la speranza di far parte prima o poi della grande tavolata paesana.
In questo clima si può immaginare quali siano state le difficoltà di chi, come il partito democratico, abbia posto delle domande, cercato un percorso nel quale aprire un confronto su ciò che poteva essere un vantaggio per la collettività intesa come molteplicità di risorse, di impresa, di bisogni differenziati. Difficilissimo aprirsi un varco quando un sindaco si fa venerare quasi fosse un santo che risolve i problemi di tutti. Quando con un sindaco, più che avere dei rapporti istituzionalmente corretti, c’è necessità di stringere un vincolo di “amicizia” finalizzata alla reciproca compiacenza.
Eppure, in questi cinque anni, il partito democratico, sebbene nelle difficoltà che lo hanno assediato, qua come a livello nazionale, è stato sempre presente sulle questioni principali di Vico Equense. Sulla scuola come sui parcheggi selvaggi, sulla viabilità come sulle questioni di democrazia e legalità, sui temi sociali come su quelli istituzionali. Interrogazioni, Consigli Comunali straordinari, manifesti informativi, convegni, manifestazioni pubbliche, hanno tentato di risvegliare i cittadini dal torpore. Ma, se da un lato i richiami erano appetibili per una parte di abitanti stufi di un malgoverno approssimativo e senza progetti per il futuro, dall’altra il silenzio e l’indifferenza politica degli amministratori ha smorzato ogni possibilità di dialogo e di azione politica influente.

Il punto di maggiore forza per Gennaro Cinque è stato e continua ad essere la “montagna”, cioè quella che nel gergo locale rappresenta le frazioni collinari tra Massaquano, S. Andrea e soprattutto Moiano. “Un sindaco per la montagna”, così veniva, e viene, appellato Gennaro Cinque dai suoi simpatizzanti in collina, un sindaco che, a loro dire, invece che a Vico Centro, finalmente si rivolgesse a loro direttamente e lavorasse solo per loro. Questo è uno dei limiti culturali maggiori di questa amministrazione, basta aggirarsi nelle strade di queste frazioni per capire quanto sia insormontabile il muro di complicità che si è stabilito tra gli abitanti e il Sindaco. Può sembrare strano ma un egoismo sociale si aggira da cinque anni su questo territorio generoso da sempre. Oggi, non viene in mente, ad esempio, che se l’Istituto comprensivo Caulino di Moiano ha usufruito di tanti vantaggi, compresa la mensa con cucina in loco, altre scuole del territorio sono state enormemente svantaggiate, addirittura qualcuna si è chiusa.
Così come è difficile spiegare che un paese non può avallare una politica di “separazione”. Che Vico Equense deve svilupparsi per intero perché nessuno trarrà vantaggi a lungo termine se pensa solo a sé. Eppure, in questi anni di galleria chiusa si sarebbe dovuto prendere atto che se non ci sono investimenti forti al centro diminuiscono i vantaggi per tutti.
Vico Equense, se vuole crescere e svilupparsi in tutti i sensi, non ha bisogno di un sindaco per la “montagna”, ha bisogno di un sindaco per la Città.
Il pd cercherà ancora una volta di spiegare queste cose durante il “Porta per Porta” che procederà lungo le strade del centro e che continuerà fino al 15 dicembre nelle frazioni di Moiano e di Ticciano.
Consapevole che la strada è complicata e piena di ostacoli, come sempre, ma tentando, con la forza del diaologo, non avendo altri poteri, di convincere gli indecisi e i delusi che non è detta l’ultima parola, che c’è un altro modo di fare politica. Quello del fare bene a lungo e per tutti, fuori dal favoritismo miope e “alla giornata”.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano" IGV

sabato 27 novembre 2010

VICO EQUENSE - PIAZZA KENNEDY, LA DITTA SBAGLIA MA PAGA IL COMUNE

Riprendono i lavori a piazza Kennedi, dopo qualche anno di stop. La tribolata storia del primo parcheggio interrato costruito a Vico Equense è lunga e ricca di colpi di scena. Nato con la buona intenzione di rappresentare una svolta nella storia edilizia e architettonica del paese alla fine ha rappresentato invece solo un buon affare per la ditta costruttrice, la Passarelli, che ne ha tratto benefici economici immensi, mettendo su un edificio brutto e di scarsa utilità pubblica.
Il progetto di finanza approvato a suo tempo, prevedeva inizialmente la costruzione di box interrati da vendere ai privati di Vico Centro e di posti a rotazione per incentivare la sosta dei turisti pendolari del fine settimana. Per la realizzazione dell’opera fu necessario abbassare il livello della piazza soprastante di qualche metro. Il vuoto sarebbe stato colmato, così sembrava in un primo momento, da terreno che avrebbe consentito di realizzare anche un giardino ornamentale con piante ed alberi di abbellimento (vedi foto a sinistra). Per apportare questa variante, la ditta Passarelli fece lievitare il costo dell'opera di 1.000.000 di €!
Vico Equense, durante la messa in opera delle fondamenta, rimase strangolata in una morsa micidiale, tra i lavori del tunnel di Seiano e la corsia unica forzata proprio in piazza Kennedy. Il cantiere mise a dura prova tutta la popolazione e mandò in ginocchio gli esercizi commerciali.
Alla fine, tra impedimenti di carattere giudiziario, con estrema lentezza, i lavori furono portati a termine. I box interrati vennero ceduti ai privati e calò il numero dei posti a rotazione, di proprietà della ditta Passarelli per 25 anni. Il giardino soprastante non venne completato e al suo posto restò il tetto del parcheggio asfaltato e circondato da transenne.
Oggi la situazione è pressocchè uguale. Tra infinite annunciazioni di ripresa dei lavori e infinite interruzioni, la piazza Kennedy resta ancora da realizzare. Infatti, nel frattempo, sono sopraggiunti anche impedimenti di carattere tecnico, come le infiltrazioni che in alcuni punti all’interno del parcheggio fanno gocciolare il tetto come un colabrodo. Questo inconveniente ha determinato un ripensamento sulla sistemazione della piazza, meglio piastrellare tutto isolando l’edificio piuttosto che riempire il vuoto di terreno, permeabile e poco pratico.
La beffa sta nel fatto che questi nuovi lavori di sistemazione saranno tutti a carico del comune, il quale renderà un favore alla ditta costruttrice Passarelli del valore di 800.000 €. La ditta ha sbagliato, ma non paga!
Il risultato finale di un quinquennio di lavori da sfinimento appare quantomeno grottesco: box privati con costo lievitato del 100% per gli acquirenti di tutta l’area di Vico Equense e non solo per gli abitanti del centro. Posti a rotazione dimezzati e a totale beneficio della Ditta Passarelli. Piazzale Kennedy che diventa un'anonima spianata ricoperta di orribili piastrelle.
Maria D’Ordia
per il Gazzettino Vesuviano IGV

domenica 21 novembre 2010

Questo è il testo del messaggio che avevo inviato al blogger d'esposito in risposta a un un suo scritto. Non ho avuto accesso al suo blog, nonostante ripetuti tentativi, ma non è una novità per me. Il blogger d'esposito si permette di pubblicare il mio nome e cognome ma non mi consente di rispondere, di esprimere anche la mia opinione, neppure di accedere ai commenti. Questo tipo di comunicazione informatica somiglia a quella che Saviano ha denominato "la macchina del fango", facendo le dovute differenze tra quelli che sono i big del giornalismo di bassa lega e il microbo che rappresenta il blogger d'esposito col suo blog. Ma ha imparato da buoni maestri e il suo, pur essendo un "carretto" sgangherato del fango, sempre fango produce.
Ho inviato, da poco, il mio commento anche via mail. Vediamo se avrà il coraggio di pubblicarlo

Ecco il commento inviato al blogger d'esposito

Su questo blog si fa un dialogo con i fantasmi, che non hanno faccia e che sotto lo scudo dell'anonimato cianciano spesso a perdere. Chi, con coraggio, si espone, subisce l'amara esperienza di avere un confronto dove mancano pari dignità e opportunità.
Personalmente, non sono mai stata ospitata dal blogger d'esposito il quale ha ritenuto che i miei interventi fossero meno interessanti di quelli che hanno il cattivo sapore del pettegolezzo da bassifondo. Ha sempre oscurato i commenti a difesa, il diritto di replica, una voce che uscisse dal suo coro, un coro del tutto privo di credibilità, senza voce, senza facce, senza idee.
I commenti anonimi, anche sull’incontro di Aldo Starace all'hotel Mary, esposto in maniera totalmente distorta dal blogger d'esposito, vorrebbero rappresentare un centrosinistra dove nn c'è compattezza, frammentario e frammentato, nel quale i partiti non esistono più. Io non credo proprio che sia così. Aldo non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, a quanto ne so, ma se lo facesse avrebbe dalla sua parte giovani e vecchi del centrosinistra e non solo. Società civile e partiti, movimenti e persone che sentono il bisogno di voltare pagina nel nostro paese arrivato a una stagnazione insopportabile in tutti i settori.
Aldo credo che voglia prima di tutto questo, cambiare in meglio il nostro paese. Essere, ancor prima che il candidato sindaco, l'autore di una rigenerazione totale della politica e del sistema consunto che ancora tenta di sopravvivere. Il protagonista di una nuova stagione con una classe dirigente totalmente rinnovata e capace di aprire un discorso nuovo nel quale, pian piano, tutti si sentano coinvolti, al di là e al di sopra degli steccati tradizionali della destra e della sinistra.
Io ho letto anche questo nelle domande che Aldo ha posto ai suoi interlocutori di ieri sera, e che invece nello scritto del blogger d'esposito vengono formulate in maniera fredda,come un elenco staccato dalla realtà, quasi una paginetta delle buone intenzioni.
La realtà è che se si vuole parlare del futuro di Vico Equense, bisogna farlo altrove, nelle sedi che ci si costruisce insieme, ognuno per interagire con l’altro come sa e come può, nei luoghi di reale scambio e comunicazione, dove ci si guarda per essere a favore di una cosa buona e contro nessuno. Allargando gli orizzonti affinchè lo sguardo arrivi oltre il pettegolezzo da piazza e l’insulto anonimo che non porta da nessuna parte se non al consolidamento di quello che c’è di vecchio, a favore del marciume del quale il blogger d’esposito sembra un valido, ed antico, rappresentante e sostenitore.
In luoghi come questo non si può che soffocare ogni cosa in un asfittico dibattito con dei fantasmi.
Maria D’Ordia
Stamane un amico mi ha detto che alcuni commenti anonimi sembrano i miei. Effettivamente ci sono delle espressioni che uso solitamente, furti di parole o addirittura di stralci dal mio blog. Una buona imitazione, devo dire, se quanlcuno crede di riconoscermi. Ma solo un'imitazione, appunto. Non scrivo post o commenti anonimi da nessuna parte.

sabato 13 novembre 2010

Vico Equense - Il TAR dà ragione alla SA:MA che si aggiudica i lavori di ampliamento del plesso di Arola


Forse si avvia alla conclusione il travagliato percorso del progetto di ampliamento del plesso scolastico di Arola. Il Tar avrebbe accolto il ricorso della SA.MA Costruzioni Generali srl aggiudicando i lavori alla ditta stessa.
Come è noto, la gara era stata aggiudicata dal Comune di Vico Equense alla ditta RAP Costruzioni di Caso Vincenzo. Mancava però nella documentazione della ditta l'attestazione SOA, ovvero un documento necessario a comprovare la capacità dell’impresa di eseguire opere pubbliche con importo superiore a 150.000 €.Contro questa aggiudicazione la ditta SA.Ma Costruzioni ha presentato ricorso al TAR, ritenendo che la ditta RAP non avesse rispettato i tempi e i modi espressi nel bando della gara di appalto. Il Tar avrebbe dato ragione alla SA.MA Costruzioni aggiudicandole i lavori.
Comune condannato, quindi, in prima battuta. Forse, nei tempi previsti per appelli e contappelli, l'assurda vicenda dei lavori di ampliamento del plesso scolastico di Arola si avvia a conclusione definitiva.
Maria D'Ordia

mercoledì 10 novembre 2010

Vico Equense - Chi sarà il nuovo sindaco? Si accettano scommesse

In un clima apparentemente letargico, favorito dalle giornate uggiose, in sordina, Vico Equense si prepara alle elezioni amministrative del prossimo giugno. Movimenti in giro, anche se ancora molto discreti, se ne vedono, riunioni politiche semi-segrete, approcci timidi ma vogliosi, indiscrezioni sussurrate. E sotto la cenere covano malumori, risentimenti, pettegolezzi. Uno di questi, che si ripete stancamente ma insistentemente, è la diceria che il sindaco Cinque non abbia intenzione di ricandidarsi. L’essersi sottoposto a un superlavoro, dicono i suoi amici, l’avrebbe ammazzato di fatica e reso incapace di sottoporsi a una nuova performance. Qualche nemico invece ipotizza la subdola insinuazione che lavorando sempre sul filo del rasoio, al limite tra il lecito e l’illecito, Cinque tema ripercussioni giudiziarie e starebbe pensando di togliersi di mezzo prima che la situazione diventi pericolosa per lui. In realtà queste voci, da qualunque parte provengano, non sembrano suffragate dai fatti. Anzi, l’uscita dal piano sociale di zona, l’addio a Terre delle Sirene e persino l’ultimo concorso per l’assunzione dei Vigili Urbani a tempo determinato, sembrerebbero le mosse strategiche di chi non vuole mollare la presa ma sia pronto a buttarsi a capofitto nella nuova stagione elettorale.
Nell’attesa, si moltiplicano i movimenti di chi vuole scongiurare a tutti i costi queste eventualità considerata una vera jattura. Gennaro Cinque di nemici se ne è fatti molti, nello stesso centrodestra, e, alla fin fine, anche per tanti abitanti, Vico Equense in questi cinque anni non è migliorata molto, anzi. Il paese è rimasto troppo spesso strangolato proprio dal ”fare” del sindaco che è diventato nel tempo uno “strafare” inutile, dannoso, senza risultati di grande rilievo per nessuno.

Nell’attesa che la candidatura di Cinque venga riproposta o meno, comunque, i primi a muoversi sono gli uomini legati all’ex sindaco Dilengite, il quale, in via ufficiosa, già si è reso promotore e partecipe di un incontro con un nutrito gruppo di simpatizzanti.
Nuovi soggetti incalzano, come l’Associazione per Vico e i suoi Casali, che deciderà solo dopo un’attenta analisi della situazione con chi schierarsi, al di là degli steccati tradizionali di centro destra e centrosinistra. L’importante è battere la maggioranza al governo della città con l’uomo giusto che può garantire la vera svolta per il futuro. Almeno questo sembra di capire dalle rare ma ficcanti esternazioni degli associati.

Intanto il centrosinistra, già attivo e presente sulla questione, ancora non ha ufficializzato un proprio candidato. E ancora non è chiaro se ci saranno delle primarie. Le scuole di pensiero sono due. Il partito democratico cittadino crede che sia indispensabile proporre compattamente un solo candidato forte abbastanza da demolire l’attuale sindaco. Solo in caso di più candidati credibili, secondo i membri del coordinamento, si può pensare di aprire un confronto che altrimenti risulterebbe dispersivo e persino controproducente. L’Italia dei Valori invece sarebbe più propensa a svolgere le primarie di coalizione proponendo anche un suo candidato.
Il candidato del centrosinistra, però, secondo i simpatizzanti di area, al di fuori dei partiti e delle primarie, dovrà organizzarsi e stringere patti anche con le associazioni di categoria, i professionisti e i movimenti della società civile. Dovrà, insomma, pescare ovunque per riuscire nell’impresa. La partita, il centrosinistra, vuole giocarsela seriamente. Anche perché, dalla vastità della spaccatura nel centrodestra dipenderà tutto. Se su questo fronte ci sarà più di un candidato, come è molto probabile, il gioco diventerà più agevole e la strada meno impervia.

Ora come ora, dunque, per Vico Equense non ci sono candidati ufficiali, il riserbo è strettissimo da parte di tutti e persiste uno stato di calma apparente. La posta in gioco è troppo alta e a nessuno va a genio di esporsi prima del tempo. Tutto sommato, per ora, meglio sondare bene il terreno e mettersi in gioco solo quando si avrà in mano una proposta credibile e vincente.
I fuochi d’artificio, come da tradizione, cominceranno davvero solo col nuovo anno.
Maria D'Ordia per Il Gazzettino Vesuviano IGV