
Di fatto i tagli ci sono e, come afferma De Angelis, sarà difficile trovare risorse per sostenere efficientemente le politiche sociali fuori dal sicuro guscio del PSZ che garantiva un flusso di finanziamenti stabile nel tempo. Già da quest’anno per esempio la Regione Campania non finanzierà i 60.000 euro destinati al Comune di Vico Equense. E vanno nei debiti fuori bilancio i 50.000 e spiccioli euro che il comune dovrà rimborsare al Piano Sociale di Zona per le prestazioni ricevute nel 2010, soldi dirottati verso le cooperative sociali del territorio di Vico Equense scelte dal Sindaco Gennaro Cinque con affidamento diretto.
Sulla illegittimità dell’affidamento diretto la Gesco ha vinto un ricorso al TAR, ma l’amministrazione comunale di Vico Equense non ha fatto marcia indietro. Continuerà a usufruire dell’assistenza garantita dalle cooperative sociali fino al 30 settembre per non interrompere il servizio e lasciare senza assistenza anziani e disabili anche molto piccoli. La diatriba avrà termine solo dopo che sarà finito l’iter giudiziario e si attende l’esito del contro-ricorso intentato dal Comune al Consiglio di Stato. Che non abbia però alcuna intenzione di tornare sui suoi passi l’amministrazione comunale l’ha dimostrato approvando le nuove Linee Guida sulle politiche sociali che segnano l’abbandono definitivo del Piano Sociale di Zona, nonostante tutte le incognite che questa scelta potrebbe comportare.

Secondo il Sindaco non ci sono pericoli per la popolazione e anzi con le nuove antenne si diminuirà la quantità di onde elettromagnetiche nell’ambiente. Non ne sono convinti i cittadini impegnati nella battaglia e di fatto la questione non è stata assolutamente chiarita in quanto i dati a disposizione sono confusi e di non facile lettura. Rispetto a questo argomento da parte dell’amministrazione comunale, è mancata una capillare e puntuale informazione su di un tema molto sentito dalla popolazione. Ci sono solo le paterne rassicurazioni da parte del Sindaco Cinque che si dichiara paladino della salute pubblica. In realtà le sue affermazioni non sono avallate da azioni concrete che facciano sentire al sicuro da pericoli. Non c’è al momento una commissione di esperti, amministratori e cittadini aperta al confronto. Non esiste alcun organismo comunale deputato a controllare che le emissioni non sforino il livello di sicurezza, non esiste, insomma, nessuna garanzia che le antenne non saranno nocive alla salute. E gli atti depositati in comune sono di difficile accesso. Nonostante i 15.000 euro spesi per ottimizzare il sito del Comune e mettersi in regola con la trasparenza degli atti, non si trovano in rete relazioni, pareri degli enti preposti, termini del contratto con i gestori della telefonia mobile né quant’altro può essere utile a capire bene tutti i termini della questione.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: Michele De Angelis, l'antenna sulla torretta dell'orologio
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