giovedì 18 luglio 2013

Vico Equense - I Edizione del Festival Music Week:


22 – 27 luglio Vico Equense
Ospiti d’eccezione Gino Fastidio e Pasquale de Rosa Quartet

Mancano pochi giorni all’inizio del Festival Music Week, la prima edizione del concorso musicale che si terrà a Vico Equense dal 22 al 27 luglio.
L’iniziativa, nata grazie all’associazione Giovani Menti e fortemente sostenuta dal Comune di Vico Equense, mira a diventare la principale vetrina di promozione per le giovani band locali; infatti vuole caratterizzarsi, fin dalla sua prima edizione, non solo come felice parentesi per i numerosi gruppi emergenti del panorama regionale, ma anche come evento capace di valorizzare la scena musicale, in particolare nella città Vico Equense e nella penisola sorrentina.
Saranno dieci i gruppi impegnati sul palco nella finalissima del 27 luglio, tutte le band in gara avranno l’opportunità di far conoscere i propri lavori al pubblico e alla giuria, popolare e tecnica, che voterà alla fine la migliore performance ed il miglior inedito.
La finale del 27 luglio sarà presentata dalla giornalista Elena Pontoriero e vedrà come ospiti d’eccezione Gino Fastidio, il noto comico di Made in Sud, e Pasquale De Rosa che aprirà la serata insieme al suo gruppo: Pasquale De Rosa al piano, Pasquale de Paola alla batteria, Vittorio Pepe al basso, Claudio Cardito al sax.
La serata del 26 luglio, inoltre, presso la sala polifunzionale della SS. Trinità e Paradiso, Dario Salvatori, presidente della giuria tecnica, e Marilisa Merolla, docente di Storia delle Comunicazioni di massa presso La Sapienza, terranno il convegno “La musica in tv”.
Tutte le info su www.festivalmusicweek.com
staracegiovanna@gmail.com

giovedì 11 luglio 2013

Vico Equense - I Edizione del Festival Music Week 22 – 28 luglio Vico Equense


Festival Music Week: una settimana di suoni, musica e cultura, dal 22 al 26 luglio, in giro tra i locali di Vico Equense che si concluderà con la finalissima del 27 luglio nella splendida cornice del Chiostro della Santissima Trinità e Paradiso.
Il Festival Music week sarà occasione di incontro tra diverse realtà artistiche: Dario Salvatori, Gino Fastidio, ma anche tra importanti rappresentanti del settore musicali: Radio Antenna Uno e Max Sound Recording Studios che, insieme con l’Associazione Giovani Menti e con il Forum dei Giovani di Vico Equense,  hanno ideato e sostenuto il progetto con l’obiettivo di dare l’opportunità ai giovani musicisti emergenti di mettersi in gioco e di provare a portare a casa il premio “Miglior Inedito”, che sarà votato dalla giuria tecnica, ed il Premio “Migliore Performance” che sarà scelto dai 200 ragazzi che compongono la giuria popolare.
Questa edizione sarà caratterizzata da una proposta artistica di ampio respiro, che abbraccia diverse sonorità ed influenze, con artisti che vengono da tutta la provincia di Napoli e dalla Regione Campania.
I dieci finalisti, selezionati con la collaborazione di Dario Salvatori, presidente della Giuria Tecnica, che si esibiranno dal 22 al 26 luglio e che parteciperanno alla finalissima del 27 sono:

1.            Amendola Alfonso – Destino ko
2.            Antonio Breglia – Il tempo
3.            Ciclochiuso – Tutta colpa mia
4.            Pier Dragone – La mia paura
5.            Etera – Alberi Viola
6.            The Travelers – Al di la del Cielo
7.            Esse.Erre Movement – Terra nostra
8.            Liberamente – L’amore e il tormento
9.            Areton Club – Soldato
10.          Hank - Lame

Tutte le info su www.festivalmusicweek.com

staracegiovanna@gmail.com


mercoledì 10 luglio 2013

Vico Equense - Vico Equense -Triste agonia di una politica che non c'è


"Non riesco a capire quali regole esistano nel Pd di Vico Equense. Stasera mi arriva una mail di convocazione per il direttivo di giovedì invitando i destinatari della mail a non mancare. Stasera ci si riunisce come facevano i moti carbonari senza convocare una riunione per decidere l'ordine del giorno e la data del direttivo. Io non ci capisco proprio più nulla. Tutte le regole sono saltate da un anno e mezzo a questa parte ed un manipolo di pochi pensa ancora che il partito possa essere gestito in questo modo? Abbiamo bisogno di respirare aria nuova all'interno del pd vicano. Io voglio un partito inclusivo e non esclusivo, non un partito di pochi ma un partito aperto che opera in campo aperto dove chiunque abbia voglia di partecipare sia accolto e reso partecipe del processo di cambiamento di cui necessita prima il nostro partito e poi la nostra città. Un nuovo Pd è possibile a Vico e lavorerò per creare un grande Partito che sia rappresentativo dei reali bisogni della gente. Adesso basta!!!"

Amalia Durazzo


Queste le dichiarazioni di una compagna di partito. Mi soffermo sul fatto che secondo lei ieri sera ci sarebbe stata una "riunione" segreta come al tempo dei Moti Carbonari...

A parte che i Carbonari furono degli eroi della Patria che combatterono a rischio della vita il potere costituito e non ci sembra insultante il paragone, anzi, vorrei informare la sempre gentile e delicata compagna che ieri sera non c'è stata nessuna riunione del pd. C'era la necessità che si aprisse la sede in quanto il proprietario del locale che, come è noto è anche amministratore di condomino, non potendo arrivare in tempo per una sua riunione, aveva chiesto agli amici del pd di aprirgli la sede e di aspettare fino al suo arrivo per accogliere gli eventuali condomini. Solo per aver visto qualcuno nella sede ti sei fatta un vero e proprio film...
Direi che la situazione è patetica, anzi ridicola. Al limite della paranoia... ci si inventa di sana pianta situazioni del tutto errate e distorte e che con la politica non hanno niente a che fare.
E risibili, anche, soprattutto quando la compagna parla di cospirazioni, o addirittura di "un partito inclusivo" dal quale escludere qualcuno che non gli è gradito. Alla faccia dell'inclusione!

Mi chiedo  perchè questa compagna così critica non esprima mai un parere tanto aggressivo sul sindaco del suo paese, o sul partito nazionale, sulle azioni del governo, sul prossimo congresso, sui quali ci sarebbe sì da criticare sul serio e da discutere, non parli mai di politica vera insomma, e si concentri solo sul circolo locale con domande inutili per la collettività, quasi che il pd di Vico Equense sia l'ombelico del mondo... forse è il suo di ombelico...

Adesso basta cosa Amalia? Saresti tu l'aria nuova?  Dovresti almeno spiegare in cosa consisterebbe la tua aria nuova. A me pare che tu finora non abbia detto niente. Nè di nuovo nè di vecchio.
Magari però è venuto il momento secondo te di diventare la stella polare di un "grande partito" locale, (che vedi solo tu nei tuoi flash mentali, tipo la riunione carbonara) a rappresentare "i reali bisogni della gente".
Siamo sicuri che la gente non aspetta altro...
Cordialmente

Vico Equense – Personale di Franco Cuomo, per la prima volta nella sua città


Sabato 13 luglio, Franco Cuomo presenterà una mostra dei suoi dipinti. “Avevo voglia di fare una festa con amici. – spiega l’intellettuale vicano - Da un po’ ho ripreso a dipingere e mi piace l’idea di esporre le mie creazioni nel cortile della mia casa, e invitare gli amici per un incontro un po’ fuori dal comune.”
Cuomo è un artista da sempre. Scrittore di romanzi e saggi, pittore soprattutto per se stesso di quadri originali, saturi di colori contrastanti. 
Diventato qualche anno fa attivista dei VAS cittadini, molto critico verso le autorità locali, spesso viene accusato di voler fare polemica, di vedere solo gli aspetti negativi della realtà in cui vive. Ma tiene a precisare che la creatività l’ha sempre avuta, - “Fin da bambino, quando ritagliavo la carta, mentre l’attività di ambientalista è nata sette o otto anni fa, molto recente dunque”.
Ed è nata comunque sempre nell’ottica di salvaguardare la bellezza del mondo e del suo territorio trascurato, a volte abbrutito dall’incuria e dalla negligenza o dall’ingordigia umana, mentre arte e cultura trovano sempre meno spazio. -“Se penso alla Vico Equense del passato, -continua Franco Cuomo -ricordo due gallerie d’arte che erano attivissime. Magari non portavano in città dei nomi importantissimi ma c’era un movimento di pittori che frequentavano queste gallerie e che davano vitalità intellettuale alla cittadinanza. Si facevano mostre in continuazione. Oggi non ci sono più. Credo che i livelli di ricerca si siano abbassati notevolmente, purtroppo in linea generale, non solo a Vico Equense”.
Sicuramente più artista che Vas allora, e molto prolifico, instancabile e sempre interessante.
“Tutte le forme d’arte rappresentano comunque l’esigenza di un mondo altro. Dire fare arte forse è pretenzioso nel mio caso, io piuttosto creo manufatti con tecniche diverse.”
Oggi finalmente, dopo averlo varie volte solo annunciato, si appresta ad allestire una personale a Vico Equense di sicuro interesse artistico.
 “Avevo già fatto delle mostre molti anni fa, a Bologna per esempio, con il gruppo degli "Enfatisti", la cui musa protettrice era Francesca Alinovi, una gallerista e critica d’arte che lavorava al Dams. A lei piacevano molto i miei lavori e mi inserì nel gruppo. Purtroppo morì molto presto e ciò stroncò la mia carriera sul nascere. Poi ho fatto altre mostre a Napoli in diverse gallerie importanti. Alla fine ho dipinto solo per me stesso e voglio fare questa mostra come divertissement, per stare bene con gli amici, ascoltando anche buona musica, per uscire dalla nostra routine paesana un po’ troppo grigia. Oggi ne ho voglia, in questo momento sento che mi piace farla nella mia città.”

I suoi dipinti sono molto belli, rappresentano i veri e propri miti femminili degli anni sessanta. Giovani mannequins magrissime e lontane dai tradizionali canoni di bellezza imperanti all’epoca, comeTwiggy, l'italiana Benedetta Barzini, l’americana Penelope Tree. “Queste donne androgine coi seni schiacciatissimi, con occhi molto grandi e labbra pronunciate crearono una vera rivoluzione dei tratti estetici femminili. Hanno improntato la modernità dell’essere o dell’apparire dell’immagine del femminile legato a un costrutto artistico di rappresentazione, cioè un “metalinguaggio”, per usare un termine di Rolan Barthes.”

In sostanza però Franco Cuomo ha ripreso i pennelli ed espone le sue opere soprattutto per stare bene con se stesso. “ C’è una creatività che vuole venir fuori, quando scrivo, quando dipingo, ballerei se fossi più giovane. Provo un vero godimento interiore e il piacere interiore fa bene anche al corpo. Oggi siamo tutti un po’ monadi, chiusi in noi stessi. Essere creativi aiuta ad uscire dall’isolamento, a godere nello spirito e quindi anche nel corpo, apre delle finestre comunicative. Chi vuole può curiosare in queste finestre, ne sarei felice.”

L’appuntamento è in Vico Equense alle ore 20.30, con ingresso da via Filangieri. Curiosare nella finestra comunicativa di Franco Cuomo, intellettuale di punta nella cittadina vesuviana, è un evento al quale non si può mancare.

Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"

Nelle foto: Franco Cuomo; alcune opere in esposizione

lunedì 8 luglio 2013

Gragnano vive l'estate


Gragnano. Parrocchia San Leon II - Estate 2013

Un fitto calendario di eventi ed iniziative quello delle Attività Pastorali della Parrocchia San Leone II di Gragnano. Si parte martedì 9 luglio, alle ore 20, con l'inaugurazione del "cartellone" in programma. All'incontro, che si svolgerà nel centro Pastorale S. Agostino, prenderà parte anche il Vescovo Mons. Francesco Alfano. Per chi vorrà partecipare sarà l'occasione per conoscere tutte le attività e i programmi educativo-ricreativi della Parrocchia retta da don Luigi Milano.
Vivi l'estate con noi è il titolo sotto il quale prendono vita gli incontri dell'"Estate ACR GREST - un'estate in fondo al mar…" dal 15 al 22 luglio alle ore 16,00 e dell'"Estate Giovanissimi" che si inaugura lunedì 8 luglio e prosegue il 17, 20 e 25 luglio alle ore 19,30.
Estate Giovani - Cineforum, invece, prende il via il 14 luglio alle ore 20,30 con la proiezione del film “Il Coraggio di cambiare”, il 21 luglio, sempre alle 20,30, sarà la volta di “Io..…. Incompreso !!!”, il 28 luglio si proietterà “Gusta la vita”. Il mese di agosto comincerà domenica 4, sempre alle 20,30, con la proiezione di “I passi dell’amore”. L'ultimo film della rassegna sarà proiettato l'11 agosto, alle ore 20,30, e sarà “La grande sfida!!!” di Roger Donaldson.
Tra le numerose e più svariate attività della Parrocchia San Leone II vi è anche un corso di conoscenza di base per l'uso del computer che si tiene ogni mercoledì alle ore 20,30.
Infine, ma non da ultimo in termini di importanza vi è "Progettiamo… insieme si può". L'iniziativa si pone come obiettivo l'allestimento delle sale e degli spazi del Chiostro Agostiniano. In questo momento in cui le parole e le logiche della Spending Review scandiscono i gesti del nostro vivere quotidiano un progetto tanto ambizioso e tanto entusiasmante non può non affidarsi e sperare nell'aiuto di tutta la comunità parrocchiale. Alla luce di ciò l'appello è rivolto a chiunque voglia contribuire donando mobili, sedie e qualsiasi oggetto d'arredamento inutilizzato o in disuso. Basta telefonare al numero 081.8012121 o passare in Parrocchia per organizzare il ritiro. Più grande sarà il cuore di chi dona, maggiore sarà l'accoglienza e l'ospitalità che si potrà dare in un luogo già ricco di storia, cultura e magia.


Nella carità il povero è ricco,
senza la carità il ricco è povero
(Sant'Agostino)
arianna.nastro@tiscali.it

mercoledì 5 giugno 2013

Vico Equense - Nuova proposta di legge per l'acquisizione della S.S. Trinità e un'Interrogazione parlamentare dell'on. Bossa


Torna al centro dell’attenzione l’antico complesso monumentale della S.S. Trinità e Paradiso di Vico Equense. Dopo la nomina a sorpresa del nuovo C.d.A. composto da Vincenzo Esposito, Claudia Scaramellino e Matteo De Simone, con un colpo di mano dal sapore consociativo perpetrato tra Comune e minoranza in Consiglio Comunale, riprende l’iter di acquisizione dell’antico immobile al patrimonio comunale. Il Partito Democratico di Vico Equense, infatti, si fa promotore di una nuova proposta di legge già depositata alla Camera dei Deputati a firma dell’On. Luisa Bossa.

L’iter di acquisizione si era interrotto già nel marzo del 2012, all’indomani della formale richiesta di garanzie economiche inoltrata dal Sottosegretario Polillo al Comune di Vico Equense. Polillo, in soldoni, chiedeva se il Comune poteva permettersi non solo di acquisire la S.S. Trinità ma anche di farsene carico negli anni a venire. Nessun riscontro a quella richiesta è mai partita dal Comune, anzi per lunghi mesi sulla vicenda è calato un desolante silenzio. Solo nel dicembre 2012 il Consiglio Comunale si decideva a deliberare nuovamente la volontà dell’acquisizione, senza per altro rispondere a quanto chiedeva Polillo e, in ogni caso, quando ormai si era già dimesso il Governo Monti. Giusto in tempo per l’ennesimo blocco di tutta l’operazione. Ora il PD locale rimette in moto il procedimento con la nuova proposta di legge dell'on. Bossa.

Il Comune, nel frattempo, non aveva però rinunciato a indicare i nominativi per il nuovo C.d.A, inserendo ben due Consiglieri comunali, De Simone e Scaramellino, in evidente conflitto di interessi, avendo il Comune stesso molti contratti aperti con il C.d.A sui quali ci sono procedimenti per morosità in corso. La nomina del nuovo C.d.A. ha sollevato le critiche del PD locale che ha vivacemente protestato per il metodo antidemocratico e consociativo adoperato, che annullava di fatto la possibilità di formare un C.d.A qualificato e assolutamente svincolato dalla politica locale, come nella tradizione ultra-centenaria dell’Ente.

Proprio per questi motivi è partita una Interrogazione Parlamentare, sempre ad opera dell’On. Bossa, volta a chiarire come mai, per la prima volta, sia stata possibile la nomina di due Consiglieri Comunali, e che”…ulteriore caso di inopportunità va segnalato rispetto alla nomina di uno dei consiglieri di amministrazione che è stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione per il reato di falso mentre sarebbe imminente il giudizio su un altro procedimento a suo carico per reati contro la pubblica amministrazione;”.
Il Partito Democratico locale, circolo "Carlo Fermariello", grazie al coinvolgimento dell’on.Bossa, riaccende dunque i riflettori sulla S.S. Trinità e Paradiso, divenuta ultimamente oggetto di strumentalizzazione politica da parte di chi, secondo quanto esprime un manifesto del partito, da una parte sbandierava la volontà di acquisirla al patrimonio comunale e dall’altra si adoprava per ottenerne il controllo e la gestione.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: chiostro della S.S. Trinità e Paradiso; l'on. Luisa Bossa.

martedì 28 maggio 2013

Vico Equense - Passa il Consuntivo tra sceneggiate e coups de thèatre


Un Consiglio Comunale pieno di coups de thèatre, come al solito. Ormai viene voglia di comprare i pop corn quando ci si avvia verso l'Aula Consiliare. E’ successo anche il 24 maggio scorso, quando c’era in ballo l’approvazione del consuntivo e la sopravvivenza stessa della Giunta Cinque. Già dalle prime avvisaglie l’aria si era fatta carica di mille suggestioni. Cosa succederà? Verranno o non verranno quelli della maggioranza? Convocato in prima seduta alle ore 18.00, alle 19.00 ancora non si era visto quasi nessuno lasciando tutti gli interrogativi sospesi. Per una moltitudine di minuti i banchi sono rimasti occupati solo dalle minoranze che, per tutta la mattinata, avevano confabulato vistosamente in piazza e negli uffici privati, scambiandosi non troppo convintamene delle pacche sulle spalle.
A sorpresa, ormai perse le speranze e giusto per confermare l’inattendibilità di qualunque previsione, alle 19,00 inoltrate, si presenta la maggioranza al completo accompagnata dagli assessori tornati in carica dopo il putiferio delle settimane scorse. Il primo ad arrivare è Andrea Buonocore, il Presidente del Consiglio trombato un mese fa dalla maggioranza disfatta. Poi, uno dopo l’altro, arrivano tutti, persino il Sindaco. La scena che si para davanti al pubblico attonito non è priva della tensione popolare delle sceneggiate, in puro stile partenopeo. Il Sindaco siede platealmente lontano dall’inviso Maurizio Cinque votato ed eletto pdc in una seduta “contro natura”, mettendo subito in chiaro la sua posizione politica. Il reo Maurizio Cinque siede al suo posto, ma appare isolato anche dai “suoi”, che arrivano separatamente e sembrano prendere le distanze. Manca il Segretario Generale Salvati che si presenta quando sono ormai quasi le 19.15. Nonostante il deplorevole ritardo di tutti, dopo l’appello del presidente, nessuno chiede che il consiglio venga rimandato per aver disatteso il regolamento. Anzi tutti si apprestano al loro show personale, ormai stanca routine di queste paradossali e grottesche riunioni di pseudo-politica.
Gli interventi si susseguono secondo il normale clichè. Veementi, roboanti, vissuti, sofferti. La minoranza di Starace spiega fino all’assenza di saliva come mai nella seduta precedente non voleva mandare il Sindaco Cinque a casa. La maggioranza sbugiarda chi sosteneva che Gennaro Cinque volesse a tutti i costi il commissariamento del comune al fine di ricandidarsi nonostante sia al secondo mandato inoltrato. 
Da parte sua il sindaco ascolta tutti annuendo vistosamente, allargando le braccia, talvolta sogghignando. “Un gattone che gioca coi suoi topini”, lo ha definito felicemente Franco Cuomo, presidente dei Vas di Vico Equense, e che sornione resta nel suo abituale rigoroso silenzio, molto più eloquente di qualunque “arringa”.
Sembra, a tratti, anche il teatro dell’assurdo, dove diventa facile persino spiegare perché oggi si vota contro un consuntivo quando quindici giorni fa si erano perse tutte le energie per approvarlo. La disinvoltura del dott. Maresca nel voler a tutti i costi dimostrare il suo teorema è davvero disarmante. In verità, la seduta precedente si era conclusa con un nulla di fatto, disertata dagli assessori dimissionari e da una grandissima parte della maggioranza. Sarebbe stato “perverso” approvare un consuntivo in quelle condizioni, nessuna “ragion di stato” avrebbe giustificato una tale scelta. E sembra persino ovvio ricordare che non è stata ancora dimostrata l’effettiva volontà di Gennaro Cinque di far cadere la sua Giunta, per ora tale ipotesi sembra piuttosto una congettura.
La discussione non serve nemmeno a capire perché l’elezione di un Presidente del Consiglio in un democratico consesso, sia pur controverso, possa spingere la maggioranza a delle reazioni tanto esasperate. La responsabilità sbandierata che ha indotto i consiglieri fidati di Gennaro Cinque a venire finalmente in aula per approvare il consuntivo non è tardiva? Tenere in ostaggio l’intero consiglio comunale serviva solo ad ottenere la testa di Maurizio Cinque? A beneficio di cosa? Maurizio Cinque, a sua volta, non farebbe meglio a spiegare perché ha deciso di mettere in difficoltà il suo Sindaco?
Restano, insomma, tutti apertissimi e insoluti i problemi nati nella maggioranza che resta dilaniata e traballante.
Passa così in secondo piano persino il contenuto di un consuntivo dalle falle macroscopiche che avrebbero avuto bisogno di qualche spiegazione, giusto per ricordare che i cittadini meriterebbero maggior rispetto, da parte di tutti.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nella foto: Maurizio Cinque e Gennaro Cinque prendono posto nell'Aula Consiliare

mercoledì 15 maggio 2013

Vico Equense - Per il ritorno alla normalità Gennaro Cinque chiede le dimissioni di Maurizio Cinque

“Non c’è niente da fare. Maurizio Cinque deve dimettersi” Esordisce per primo con queste parole l’assessore Antonio Di Martino nell’ascensore del comune. “Quello che è successo è inaccettabile e chi ha deciso di rompere la maggioranza e venire meno a un patto politico deve assumersi le sue responsabilità.” E’ amareggiato e molto arrabbiato Di Martino, tornato in carica da qualche giorno dopo il gravissimo strappo nella maggioranza e l’elezione a sorpresa di Maurizio Cinque a Presidente del Consiglio. Tutti gli assessori si erano dimessi in segno di protesta e nell’ultimo consiglio comunale, quando c’era da approvare il bilancio consuntivo, l’aula era rimasta semideserta. Mancando il numero legale l’assemblea consiliare si era sciolta con un nulla di fatto.
“Tutti noi assessori siamo rientrati in Giunta su invito del Sindaco perché c’è troppo lavoro da fare, per senso del dovere "-continua Di Martino, prendendo posto nel suo ufficio- "E per smentire chi dice che il sindaco sta manovrando per il commissariamento del Comune o che ci avesse lui stesso imposto le dimissioni. Voglio ricordare a chi fa queste insinuazioni che i giochetti li hanno fatti gli altri. Se ci si trova in questa situazione la responsabilità non è del Sindaco che avrebbe voluto Andrea Buonocore alla carica di Presidente. Tutto è precipitato a causa delle manfrine che si sono viste in Consiglio Comunale e che sono sotto gli occhi di tutti. Se ne deve prendere carico Maurizio Cinque, che, tra l’altro, per quanto ne so, in questi giorni è stato isolato anche dal suo stesso gruppo.”

Mentre Di Martino racconta la sua versione dei fatti arriva nell'ufficio il sindaco, Gennaro Cinque. Sembra tranquillo e assolutamente in pace con se stesso, disponibile a parlare di quanto è successo. “Anche io ho sbagliato, lo ammetto - esordisce- Forse a dicembre avrei dovuto accettare la nascita di un nuovo Gruppo Consiliare evitando di considerare ufficialmente Balestriere, Maurizio Cinque e Cristallo fuori dalla maggioranza, questo sicuramente è stato un errore. Ma non giustifica comunque il comportamento doppiogiochista che hanno assunto i tre consiglieri. Maurizio Cinque, poi, prima ancora che la maggioranza, ha tradito il suo amico del cuore Buonocore, al quale egli stesso aveva chiesto di candidarsi nelle lista “Colline Vicane". Per come la penso io, doveva dimettersi dopo l’ultimo consiglio comunale. Preso atto che non c’era il numero legale o rinviava la discussione ad altra data o si dimetteva per il fallimento di una pseudo-strategia. Invece non l’ha fatto”.
Come al solito il sindaco diventa un fiume di parole. “Non ho accettato le dimissioni degli Assessori e li ho sollecitati tutti a rientrare. La diffida del Prefetto è arrivata molti giorni dopo il Consiglio Comunale e c’erano problemi urgentissimi da affrontare che non potevano aspettare i canonici venti giorni per la convocazione di una nuova Assise. Non ho avuto nessuna “strigliata” dal Prefetto, mi ha spinto solo il senso di responsabilità verso i cittadini e le istituzioni. Altro che voglia di commissariamento!”. E affonda: “Quello che è successo somiglia alla pedofilia, cioè la cosa più disgustosa che esiste. Contatti segreti, riunioni nascoste, accordi sottobanco, tresche. Tutto alle mie spalle nella speranza di piegarmi alla volontà altrui. Questa non è politica, è un gioco immondo.”

Non prende in considerazione il Sindaco che Maurizio Cinque è stato eletto in un consesso democratico. “Ma quale democrazia? Io non posso sedere al fianco di una persona sapendo che per sua volontà ogni delibera messa ai voti può essere stravolta o soggetta a ricatti politici.  Non mi si può chiedere di lavorare nella precarietà perché questo produrrebbe il vero danno con la paralisi di tutte le iniziative. Sono stato eletto con un grande consenso.Chi mi ha votato ha avuto fiducia in me e nella maggioranza che io ho proposto. Non si può pretendere di annullare la volontà degli elettori con dei trucchetti indegni. Questa sarebbe la democrazia? Maurizio Cinque prenda atto della situazione e rassegni le sue dimissioni. – conclude Cinque - Poi potremo concordare, anche con le minoranze, un nuovo Presidente del Consiglio, e lui stesso potrebbe essere designato, ma su questo passaggio non si può transigere. Ne va della dignità mia, della Giunta e dei cittadini che ci hanno dato fiducia.”
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: Antonio Di Martino; Gennaro Cinque; Maurizio Cinque
Foto di Maria D'Ordia

martedì 30 aprile 2013

Vico Equense – Cade il numero legale, il Bilancio non passa

Il Consiglio Comunale di Vico Equense sembra destinato a rimanere nel caos ancora per molto tempo. Lunedì 29 aprile, in un’assise semivuota, è venuto meno il numero legale necessario per l’approvazione del bilancio consuntivo e si è ulteriormente aggravata la crisi politica nella quale versa il Sindaco Gennaro Cinque, rimasto senza giunta e senza maggioranza.
All’indomani della elezione a sorpresa del nuovo Presidente del Consiglio, Maurizio Cinque, tutti gli assessori avevano rassegnato le dimissioni e lo stesso Sindaco si era ritirato in un tenace silenzio interrotto solo per comunicare ai media che il complotto politico messo in atto da alcuni consiglieri era stata una “vera fetenzia”. Altre comunicazioni ufficiali sindaco e ex giunta non ne hanno rilasciate, nonostante i tentativi di avvicinamento e riappacificazione da parte di Flora Beneduce, sponsor della consigliera dissidente Cristallo e new entry nel Consiglio Regionale. La determinazione di Gennaro Cinque a non contrattare sembra tale da impedirgli persino di presenziare all’assise per l’approvazione del bilancio consuntivo, uno dei cardini fondamentali degli atti amministrativi, trascinando con sé quei pochi consiglieri ancora fedeli fino all’estrema conseguenza di un probabile commissariamento ad opera del Prefetto.

Che fosse così si è capito quando il nuovo presidente ha dato il via alla discussione sul bilancio alla presenza dei dissidenti Balestrieri e Cristallo, delle minoranze e del neo-consigliere pro-tempore Cioffi. In tutto erano presenti solo nove consiglieri, teoricamente sufficienti per approvare il bilancio, ma che subito si sono differenziati. Il Consigliere Dilengite con un lungo e circostanziato intervento ha ribadito la necessità di sfiduciare un sindaco sprezzante delle regole democratiche che tiene legati i consiglieri fedeli a un patto di sangue fino alla fine, dando ordini anche alla Giunta di dimettersi in segno di protesta verso l’elezione legittima di un Presidente del Consiglio a lui non gradito. Questo disprezzo per le regole della democrazia, secondo Dilengite, deve essere chiaro anche agli elettori perché l’eventuale e probabile commissariamento del Comune sarebbe solo la conseguenza del comportamento irresponsabile di Gennaro Cinque. Dilengite ha quindi ribadito il suo voto contrario al bilancio, avvertendo che se questo non fosse stato sufficiente, avrebbe abbandonato l’aula per far cadere il numero legale.
Di parere diverso la minoranza di Starace. L’avvocato ha ricordato che se il consiglio comunale sopravviverà fino al mese di novembre, ha indicato anche le migliaia di ore che restano a questa scadenza, Gennaro Cinque non potrà più presentarsi alle elezioni comunali essendo già in corso il secondo mandato e Vico Equense si sarebbe finalmente liberata di una iattura per il suo futuro. Chiedeva perciò ai consiglieri di rimanere in aula e di votare. Col voto a favore dei tre dissidenti e l’astensione delle minoranze, il bilancio sarebbe stato approvato e la consiliatura poteva continuare senza minacce imminenti di commissariamento.
Dal canto suo Antonio Cioffi ha espresso l’impossibilità di poter votare un bilancio privo della relazione dell’assessore preposto. Non si sapeva nemmeno di cosa si stesse discutendo, per cui non si sentiva preparato a un voto e avrebbe abbandonato l’aula durante la votazioni.

A nulla è valso l’estremo tentativo del dissidente Andrea Balestriere di sospendere il Consiglio Comunale per cercare un’intesa sul voto. Al rientro in aula tutti rimanevano graniticamente ancorati alle proprie convinzioni. Anzi, Dilengite ha aggiunto che era inutile ricercare meccanismi perversi pur di tenere in piedi un’amministrazione fallimentare in assoluto e di fatto già morta. Se il popolo vicano dovesse rieleggere Gennaro Cinque in future elezioni comunali, “lo facesse, vuol dire che non si merita di meglio”.
Nemmeno la lunga, accorata e veemente richiesta di ripensamento del dott. Maresca ha cambiato la scena. Al momento del voto, Dilengite, Cioffi e Saverio Buonocore hanno abbandonato l’aula e il consiglio è terminato per la caduta del numero legale.
Resta un po’ misterioso, per chi ha assistito all’assise, il motivo per cui la minoranza non abbia votato unita contro il bilancio consuntivo, sfiduciando subito il sindaco. “Se Gennaro sta mettendo in pratica trucchetti per la sua rielezione - si sussurrava in aula - “lo faccia insieme a chi a questi trucchetti si presta, in barba alle esigenze dei cittadini e soprattutto alle regole democratiche.”
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nella foto: l'aula consiliare semi-deserta

domenica 28 aprile 2013

Scherzate col fuoco.

L'Italia s'è data finalmente un nuovo governo. Stamane il giuramento, lunedì la fiducia. Dopo due mesi di disastri tutti interni al Partito Democratico, si è alzato ieri il sole luminoso della "pacificazione" della politica italiana.
Il governo partorito dal duo Letta-Berlusconi ha delle facce carine, presentabili, giovani, "nuove", insomma una serie di attributi che i media, salvando la pace di qualcuno, ci descrivono con pacata enfasi tinta di benevolissima considerazione. E tutto uno sciorinare soddisfazione, quasi che in Italia non si stesse che aspettando quello, un governo dove insieme siedono destra e sinistra, laicismo e cattolicesimo, sindacalisti e capitalisti, zii e nipoti, mariti e mogli che per uno strano segno del destino avevano anticipato in "famiglia" la mescolanza di idee politiche e accordi bipartisan...

Certo non si può dire che i nuovi ministri siano tanto male. Alcuni di loro sono addirittura innovativi. Come non inorgogliersi per la felice presenza di Cecile Kyenge all'Integrazione o della campionessa olimpionica Josefa Idem allo sport. Come non gioire di fronte alla presenza della cara Emma Bonino agli esteri, alla giovane faccia sorridente di Maria Chiara Carrozza  all'istruzione, o al visetto pulito del ministro Orlando, Anche la ministra Cancellieri è assolutamente degna di stima....
Un po' più inquietanti le presenze di Lupi, Lorenzin e Quagliariello, ma insomma mica bisogna avere la puzza al naso? Qua l'unico imperativo è la "pacificazione" della politica italiana indispensabile di fronte al disastro economico nel quale stiamo per piombare. L'ha detto persino Grillo che a ottobre non ci saranno i soldi per pagare stipendi e pensioni se non si corre ai ripari...

Tutto bene dunque?
Macchè. Proprio per niente, direi. Ma perchè?
Innanzitutto il governo nasce mentre si profila la distruzione del pd, principale partito della ex opposizione, I cadaveri stanno ancora esposti e non c'è stata una conta, ma quando qualcuno passerà a raccoglierli si accorgerà della strage perpretata.
Un governo fortissimamente voluto da Silvio Berlusconi, unico vero grande vincitore della partita, come al solito. Berlusconi il nemico giurato di tutto il centrosinistra, fino a ieri. E la sostanza vera è che grazie a questo governo vanno a farsi benedire tutti i presupposti per i quali il popolo di centrosinistra aveva dato la fiducia al pd. Dove finiranno i diritti civili? E il conflitto di ineteressi? E la moralizzazione della politica? Sarà difficile legiferare contro la corruzione avendo a fianco il più grande corruttore di tutti i tempi, che fino a ieri comprava gli uomini a suon di milioni di euro!

Sembrano domande da quattro soldi. Un cercare il pelo nell'uovo, In fondo i temi caldi sono quelli economici, col disastgro dietro l'angolo. Un disastro che ci hanno messo sotto il naso a tutte le ore del giono nell'ultima settimana, usato come una clava per convincerci che il tempo delle chiacchiere era scaduto.
Eppure quel pelo nell'uovo lo cercavano i 10 milioni di elettori che hanno votato per il pd, si preoccupavano di queste facezie, poveretti, e una gran parte si era pure mobilitata per eleggere il candidato premier alle primarie, i parlamentari alle parlamentarie e ci aveva rimesso anche quattro euro oltre al tempo perso nelle lunghe file della speranza per votare nei circoli e nei gazebo sparzi su tutto il suolo della Nazione.

Oggi Letta, tronfio di orgoglio, giura di essere fedele alla Repubblica e alla Costituzione nell'interesse esclusivo della Nazione, e diventa il nuovo PdC. E subito dopo di lui giura Angelino Alfano, il suo vice, roba da far venire i brividi, un tradimento fatto con disinvoltura e col sorriso sulle labbra, in un'atmosfera di "viva e vibrante soddisfazione"...

Tutti si chiedono: quanto durerà? Domanda difficile. Forse sei mesi ma anche cinque anni, di sicuro fin quando farà comodo al cavaliere, che lo ha fatto nascere e può deciderne la morte in qualsiasi momento. Certo si prevedono momenti caldissimi. Altro che pacificazione nazionale. Ho davanti agli occhi una sparatoria in tv, e l'angoscia sale.
Loro giurano e fuori scorre il sangue. Non si capisce ancora cosa succede davanti Palazzo Chigi, ma già si parla di attentato.E già, qua si scherza col fuoco. E il fuoco risponde.
Gesto di uno squilibrato, dicono, solo che di "squilibrati" in giro cominciano a vedersene un po' troppi

venerdì 19 aprile 2013

Vico Equense - Pettegolezzi da facebook

Sfilando la home di fb si fanno incontri interessanti. E si conoscono parecchi fatterelli anche nostrani.
L'ultimo nel quale mi sono imbattuta è relativo al nuovo Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Cinque.
Si apprende da uno stato attendibile che la lista civica Colline Vicane si è riunita e ha discusso sull'elezione di Cinque avvenuta a spese di Andrea Buonocore.
Si apprende altresì che lo stesso Cinque sarebbe stato espulso da Colline Vicane per alto tradimento, anche se non è stato comunicato agli elettori con documenti ufficiali perchè ormai è tardivo rispetto ai fatti successi appena 10 giorni fa...un tempo biblico in confronto alle dinamiche della rete che prende in considerazione solo le notizie in tempo reale.
Nella riunione, i partecipanti si chiedono cosa abbia spinto Maurizio Cinque a voltare la faccia persino a Buonocore, suo ex alleato del cuore, col quale aveva già condiviso il voltafaccia al centrosinistra piantato improvvisamente in asso per correre insieme nella coalizione vincente del suo omonimo Gennaro.
Buonocore, presente alla riunione, si comporta come da Marzullo, "Si faccia una domanda e si dia una risposta". Dice che ha chiesto ad Andrea; Come mai è successo tutto ciò? E Andrea ha risposto: non ho ancora ho avuto il tempo di parlare con Andrea...
Cmq al di là delle battute, l'italia è diventata il paese del caos, a tutti i livelli..
Maurizio Cinque, ex pd, ex Italia dei Valori, ex CollineVicane, rappresenta perfettamente, nel suo piccolo, questo caos. L'unico rammarico è che sia molto giovane. Si sfata ulteriormente il più classico dei luoghi comuni che vorrebbe la gioventù quale presupposto di lealtà, passioni positive, attaccamento agli ideali.
Tanto di cappello a Colline Vicane che ha ancora il coraggio di espellere i traditori, in barba alla democrazia oggi tanto di moda ma che ultimamente, in altri partiti, sembra sia divemtata sinonimo di ricatto e, scusate il termine, di assoluta cazzimma

mercoledì 17 aprile 2013

Piano di Sorrento: Concerto in biblioteca

L’ineludibile leggerezza dell’Essere (2° Concerto)

Domenica 21 aprile 2013 ore 19,15

Sala della Biblioteca di Piano di Sorrento

(Via Delle Rose, piano inferiore)

Programma:

Proiezione di due video:
1) Glenn Gould L. V. Beethoven: Bagatelle op. 126 n. 3
2) Stephan Kovacevich L. V. Beethoven: Bagatelle op. 126 n.5 e 6

Il Quartetto d’archi MITJA eseguirà “live”:
• il Quartetto d’archi op. 130 (intero) di L. V. Beethoven
• dal Quartetto op 132 di L. V. Beethoven:
3° tempo: Canzona di ringraziamento alla divinità
4° tempo-finale:Alla Marcia/Allegro vivace

N.B: Si raccomanda la massima puntualità perché ,a concerto iniziato,l’ingresso sarà consentito soltanto in alcuni momenti . Per meglio comprendere il significato della proposta musicale, è sufficiente dire che la Cavatina del Quartetto op. 130 ,inserita insieme ad altri brani di Bach, Mozart .. nel “Golden record” viaggia negli spazi siderali sui satelliti Voyager 1 e 2 :

“Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, cosi' da poter vivere fino ai vostri. "
(Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America)

A cura dell’Associazione Aequa 20, con la preziosa collaborazione del Comune di Piano di Sorrento
by Beniamino Cuomo

lunedì 15 aprile 2013

Vico Equense - L.N.I. REGATA CAPRI - VICO EQUENSE

La partenza è domenica ore 8,00 da Seiano per raggiungere Capri punto di partenza della regata per le ore 11,00, arrivo alla marina di Seiano previsto entro le ore 16,00 vento permettendo. Possono partecipare tutti i soci previa organizzazione con la Lega.
buon vento
Silvio


Vico Equense - L.N.I. sezione di VICO Equense aderisce all’invito di Mare Vivo e delle associazioni ambientaliste ECOONDA

alla MANIFESTAZIONE DI SABATO 21 APRILE ore 09,00 borgo marinaro S.Lucia Napoli
Contro lo stato di inquinamento in cui versa il nostro golfo, a difesa del nostro mare.
Non è una manifestazione contro l'America's Cup, ma un invito alle amministrazioni locali e nazionali di agire, fare in fretta prima che il nostro mare muoia del tutto.

Già arrivano i primi divieti di balneazione e lo stallo e la lentezza in cui versano tante opere relative alla depurazione, sono segnali preoccupanti e necessario agire subito, un monito a cui la LNI associazione che ha tra gli scopi istituzionali quello di favorire la tutela dell’ambiente marino e delle acque interne, l’ AMORE del MARE, non può restare indifferente.

Se pensi di voler partecipare e di poter collaborare anche solo con la presenza o magari anche tuffandoti o portando una canoa o una boa, rispondici subito. Non diamoci per vinti, non abbandoniamo il nostro mare e i 30km di coste non balneabili del golfo.

Non lasciamo che la depurazione, il controllo sugli scarichi e le reti fognarie diventino l'ultimo degli impegni sull'agenda dei nostri amministratori.

mercoledì 10 aprile 2013

Vico Equense - Note a margine del Consiglio Comunale dell'8 aprile

Per la stringatezza che obbligatoriamente deve avere un articolo di giornale, non ho scritto cosa ne penso dell'ultimo consiglio comunale e quali sono secondo me le cose incomprensibili che vi hanno avuto luogo.

1) -Innanzitutto vorrei premettere che le dimissioni di Matteo De Simone sono giustificabili solo dal fatto che l'ex presidente del consiglio era in aria di sospensione dall'incarico per il reato di abuso per il quale ha anche subito una condanna. Chi era nell'aula lo sapeva e nessuno ne ha parlato. Ormai forse lo riteneva superfluo, in quanto De Simone era fuori dai giochi. Eppure continuo a pensare che nel corso di questi due anni le condanne cadute sulla testa degli amministratori, sindaco compreso, avrebbero dovuto essere materia di discussione. Si può invocare la legalità delle proprie azioni solo se si tiene conto seriamente del clima che si respira intorno nelle istituzioni.
Invece, ancora una volta, si è preferito tacere e mettere la polvere sotto il tappeto. Anche le richieste di dimissioni di Matteo De Simone dal cda della ss trinità, invocate dall'avv. Starace, tardive e incomprensibili a questo punto, sembrano una beffa. Pur sapendo benissimo quali erano le prerogative dell'ex presidente De Simone, è stato inserito nel cda proprio da chi oggi ne chiede le dimissioni. Ma che senso ha? Dimettetevi tutti dal cda, in quanto la cattiva figura è generale. Non potete tirare fuori l'iincompatibilità di De Simone dopo che i giochi li avete fatti voi nella consapevolezza delle vostre azioni.

2) -Già in seconda votazione si è capito che Andrea Buonocore non ce l'avrebbe fatta. La maggioranza non c'era grazie alla defaillance dei consiglieri Cinque, Cristallo e Balestrieri. E anche il nuovo entrato Antonio Cioffi è stato chiaro. Bastava questo a dimostrare che il sindaco era sotto, che lo avevano fregato.
C'era solo da mettere questo in evidenza  e chiedere le immediate dimissioni di sindaco e giunta arrivati "alla frutta", specialmente quando si è capito che il sindaco non faceva carte e non si arrendeva a contrattare. Il presidente del consiglio non poteva essere eletto, non c'erano i numeri e nemmeno le prerogative politiche per condividere un nome.
Tanto più che Maurizio Cinque non si è proposto lealmente all'intero consiglio comunale candidandosi in prima persona o facendosi candidare da qualcun'altro. Sarebbe stato tutto diverso e sul suo nome si sarebbe potuto ragionare a viso aperto. Inoltre non ha detto chiaramente che si pone ai confini della maggioranza nè ha dato una motivazione ufficiale del suo dissenso, ma ha agito nel sottobosco e a viso coperto per raggiungere una gratificazione personale. E' emerso solo questo, di politica non se ne è fatta assolutamente.Perchè allora regalare la poltrona a Maurizio Cinque? Di quali meriti poteva fregiarsi il giovane esponente di Colline Vicane? Ci siamo dimenticati che dalla sera alla mattina fece un clamoroso voltafaccia anche al centrosinistra saltando sul carro di Gennaro?
Questo doveva bastare a metterlo fuori dai giochi, io la penso così e penso che si poteva concludere il cc anche senza eleggere proprio nessuno. Chiedere le dimissioni del sindaco era l'unico atto dovuto

3) -Sono stati patetici i pianti dell'ultimo minuto nei confronti di Buonocore, al quale io avrei detto ben ti sta, quel che è fatto è reso...Invece, si è detto mi dispiace qua e mi dispiace là, in illo tempore vivevamo assieme...
Ma che siamo a teatro?

Detto tutto ciò devo aggiungere qualcosa che a qualcuno sembrerà indigesta, ma va detta.In tutto il balletto di opportunismo e tatticismo perpretato in aula consiliare l'unico ad aver fatto una dignitosa figura è stato proprio il sindaco che non ha accettato l'insulso balletto messo in scena e se ne è andato non appena si è reso conto delle trastole nei suoi confronti. Più che dispregio per la democrazia mi è sembrato un vfc generale per una maggioranza insipida e tradidtrice. Nè tantomreno ha voluto contrattare niente, come al solito. Certo ha uno scadente concetto della democrazia, ha un modo di agire completamente opposto al mio sentire, arrogante e pretenzioso, eppure gli devo riconoscere carattere e coraggio delle proprie azioni e convinzioni. Ora, fossi in lui, mandarei tutti a casa e amen!
In barba  al cc, che non ha nemmeno il coraggio di sfiduciarlo apertamente per pura convenienza nè ne invoca convintamente le dimissioni.
mariadò

martedì 9 aprile 2013

Vico Equense - Colpo di scena nella maggioranza. A sorpresa Maurizio Cinque diventa il nuovo Presidente del Consiglio. Si dimettono due assessori e il Vice Sindaco

Nel Consiglio Comunale dell’8 aprile, affollatissimo e molto partecipato, la maggioranza di Gennaro Cinque va a picco e si insedia a sorpresa, grazie a un accordo con le minoranze, Maurizio Cinque in qualità di Presidente dell’Assise. Una tragedia annunciata in verità dai rumors di piazza e dalle evidenti difficoltà nelle quali la maggioranza navigava già da qualche tempo. La sospensione ad opera della Prefettura del fedelissimo Consigliere Giovanni Starace aveva creato una vera e propria voragine. Le dimissioni di Matteo De Simone per motivi personali hanno dato il colpo di grazia.
Antonio Cioffi, subentrato a Starace, si è subito messo di traverso in quanto, a suo dire, il suo ingresso in Consiglio era un atto dovuto e la votazione alla quale il presidente supplente Lombardi ha sottoposto la sua nomina ufficiale è stata irregolare. Non a caso Cioffi ha preso posto nei banchi della minoranza, al fianco di Dilengite, pur essendo stato, a suo tempo, eletto nell’UDC, scesa in campo nella coalizione di centrodestra del Sindaco Cinque.
Meno traumatico l’ingresso dell’ex maresciallo Vincenzo Cioffi, in sostituzione di Matteo De Simone, il quale ha dichiarato subito di essere animato da spirito costruttivo e si è aggiunto al drappello dei fedelissimi al Sindaco.
Quando si è passati all’elezione del nuovo Presidente del Consiglio, l’atmosfera si è rarefatta e si è consumata la più classica delle rappresentazioni della politica italiana, tra
balletti di uscite e rientri nell'aula, sospensioni fatte apposta per arrivare al risultato.
Gennaro Cinque aveva puntato decisamente su Andrea Buonocore, uno dei più votati nella sua coalizione, che già da tempo scalciava per ottenere un riconoscimento in Giunta. Questa sua determinazione aveva suscitato delle perplessità da parte dei suoi, poiché, dopo l’ufficiale esclusione dalla maggioranza dei consiglieri Cinque, Cristallo e Balestrieri, i numeri per l’elezione del Presidente del Consiglio erano davvero risicati e si poteva tentare di trovare un nome condiviso. C’era insomma la consapevolezza che poteva finire molto male. Ma il sindaco non si è lasciato convincere.

Nelle prime votazioni, però, Andrea Buonocore è andato subito sotto. Dieci schede bianche contro sette a favore. Gennaro Cinque, scuro in volto è uscito dall’aula. Nella terza votazione, a sorpresa, sono usciti dall’aula proprio Maurizio Cinque, Cristallo e Balestrieri. Ed è stato questo il punto di svolta. Buonocore resta sotto e al rientro dei tre consiglieri l’accordo con le minoranze è divenuto palese poiché Maurizio Cinque la spunta con 9 voti a 8, nonostante l’artificiosa pretesa del Segretario Comunale di ripetere la votazione per una scheda siglata con la penna rossa, possibile segno di riconoscimento.

Di fronte alla evidente disfatta, la residua maggioranza ha abbandonato l’aula in segno di protesta, lasciando in completa solitudine Andrea Buonocore, che in ultima battuta, si era ormai in quinta votazione, ha preferito restare per votare scheda bianca, dimostrando di deporre le armi e accettare le decisioni del Consiglio Comunale. Il risultato finale è stato di nove voti a Maurizio Cinque e due schede bianche.

Al momento si susseguono voci di dimissioni da parte di mezza Giunta, ovvero quelle di Benedetto Migliaccio, vicesindaco, Marinella Ciuffi e Giuseppe Ferraro, ma per dire cosa succederà davvero in futuro è ancora troppo presto. Bisognerà aspettare un po’ di tempo per capire se l’elezione di Maurizio Cinque rappresenta un asse di ferro costruito insieme alla minoranza oppure, come qualcuno manda a dire, soltanto un temporaneo e opportunistico tentativo di alzare la posta e ottenere maggiore potere contrattuale e visibilità nella maggioranza.
C’è comunque da credere che difficilmente la giunta cadrà in seno al Consiglio. Se Gennaro Cinque fosse sfiduciato a stretto giro potrebbe ripresentarsi alle elezioni. Questa ipotesi intimorisce ancora molto i suoi nemici. Può essere più tranquilla la strada di chi pensa di tenerlo sulla graticola, aspettando che finisca definitivamente la sua era.
Maria D’Ordia per il "Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: Antonio Cioffi; Vincenzo Cioffi; aula semivuota alla proclamazione di Maurizio Cinque
Foto di Maria D'Ordia

lunedì 8 aprile 2013

Vico Equense - MA DOV’ERANO CHI?

Ad una professoressa di lungo corso dovrebbe essere nota la storia della sua città, ancor più se di professoressa dalle ambizioni politiche si tratta. Non dovrebbe lanciarsi in dichiarazioni avventate o in domande fuorvianti, dovrebbe andare piuttosto a documentarsi su certi argomenti specialmente se usati come cavallo di battaglia per mettere a segno vantaggi ad personam, la sua.
Dunque, vediamo dov’erano “questi politici”, non tanto “quel 18 luglio 2010”, che segnava solo una tappa, ma anni e anni prima quando si intraprese il cammino.

Nel lontano1999, in una seduta della Giunta Comunale, viene approvata la delibera n. 292.
Sindaco Antonino Savarese, inizia il procedimento ufficiale per l’acquisizione della S.S. Trinità e Paradiso al patrimonio comunale. La Giunta chiede al Ministero della Pubblica Istruzione di avviare le procedure.

Nel 2002, arriva in VII Commissione l’istanza di acquisizione preparata dall’on Aldo Cennamo PD e sottoscritta dall’On Vito.

Tra un governo che cade e altri che nascono nel tandem Prodi-Berlusconi, e nell’eterna danza dell’alternanza al potere, passa un po’di tempo.

Nel 2008 il Consigliere Cardone sollecita l’allora Sottosegretario Umberto Ranieri ad una verifica dello stato di eventuale avanzamento delle procedure di acquisizione e si riavvia l’iter.

Si insedia Berlusconi al Governo e tutto torna in alto mare, viene nominato il nuovo CdA, presieduto da Aniello Di Vuolo.

A questo punto si alzano polveroni e violentissime reazioni da parte di un po’ di persone, tra cui la stessa proff.ssa. Si accusarono alcuni componenti del pd di Vico Equense di stare manovrando per “svendere la S.S Trinita” a privati. Si accusò il nuovo CdA di essere stato nominato con metodi consociativi. Si accusarono senza ritegno persino alcuni componenti del pd di Vico Equense di essere conniventi con il CdA di Aniello Di Vuolo per interessi personali a favore della costruzione di un parcheggio privato, nel giardino della S.S. Trinità. Infamie di una tristezza infinita buttate giù per pura cattiveria e ambizioni personali.

Nel 2010 nasce una petizione popolare molto propagandata dalla prof.ssa, nella quale si chiede di proseguire “sulla strada già tracciata da precedenti Giunte…” per accelerare l’iter di acquisizione e salvaguardare il giardino-agrumeto da possibili speculazioni” I cittadini firmano in gran numero.

Con un manifesto pubblico il PD di Vico Equense si associa alle richieste del comitato

Sempre nel 2010, precisamente il giorno 8 luglio, il Consiglio Comunale Cinque discute sulla delibera proposta dal comitato pro S.S. Trinità. Nella seduta il Consigliere Cardone chiede di stralciare la dicitura “ di passaggio non oneroso al comune della struttura” per facilitare l’iter e pone il suo convinto veto a costruire un parcheggio nel giardino, ricordando la sua annosa battaglia contro la costruzione di tutti i parcheggi non inseriti in un piano regolatore e illegittimi. Quindi non solo quello eventuale in S.S. Trinità, ma anche per gli altri per i quali c’è assoluto silenzio da parte di chi ha promosso la raccolta di firme. (I verbali di quel consiglio Comunale sono depositati agli atti). La delibera viene approvata all’unanimità.

Nel frattempo, e successivamente al Consiglio Comunale di cui sopra, arrivano in parlamento interrogazioni parlamentari e disegni di legge a nome di onorevoli di maggioranza e opposizione quali Gioacchino Alfano, Salvatore Piccolo, Gino Nicolais, ecc rimaste fino ad oggi inevase per “mancanza di documentazione economica”…


Nel marzo 2012 il Sottosegretario Polillo chiede garanziae economiche per l'acquisizione. Segue il silenzio assoluto dell'intero Consiglio Comunale fino alla nomina del nuovo CdA e alla fine del Governo Monti

Dunque la proff.ssa si faccia un esame di coscienza e la smetta di distribuire in giro mele avvelenate, del tipo che il pd di Vico Equense ha ancora oggi interessi nella S.S. Trinità. (sic!) E soprattutto studi gli atti se vuole avere un credito politico. E si convinca che la primogenitura o le medagliette da appuntare al petto non sono il fine di una buona azione politica, quanto piuttosto i risultati che si conseguono per il bene comune. Al momento il bottino è solo personale. Tant'è che sulle nomine del cda si preferisce non entrare nel merito, chissà come mai...

mercoledì 3 aprile 2013

Vico Equense – Qualcuno aiuti Angela Starace e i suoi cani sul Faito

Angela Starace è una donna che agli animali randagi, soprattutto ai cani, ha dedicato la sua vita. Li raccoglie dalla strada, li nutre, li vaccina, li sterilizza, E li tiene presso di sé, ora ne accudisce 30, accollandosi tutte le spese e le fatiche. Angela vive sul Faito, in una casa affittata quattro anni fa dalla quale deve andar via per una sentenza esecutiva di sfratto che l’ha gettata nella più nera disperazione. E ha iniziato una strenua battaglia contro le istituzioni che non sanno trovare risposte concrete per lei e i suoi cani, abbandonandoli al loro destino.

Angela è seguita dai servizi sociali di Vico Equense che le hanno destinato un sussidio, ma la sua sistemazione non rientra nelle loro competenze e sembra aprirsi un vuoto di responsabilità sul suo futuro. Eppure, è stata infaticabile nel raccogliere dalla strada i randagi abbandonati sollevando il Comune dall’incombenza economica che questa opera richiede. Da quando vive sul Faito è vicina anche ai randagi lassù nei boschi, li conosce tutti e li nutre per quanto le è possibile, li ha in qualche modo addomesticati, rendendoli meno aggressivi con la sua dolcezza e col suo amore. E li protegge. Forse qualcuno ricorda la vera e propria mattanza di cani nei boschi di Quisisana ad opera di sconosciuti nel 2010. Dieci cani vennero massacrati a colpi di accetta e nacquero diverse petizioni verso il Comune di Castellammare di Stabia per trovare i colpevoli della strage e porre un rimedio a tanta crudeltà. La stessa Angela racconta di decimazioni di animali con le siringhe fine-vita come ultimo espediente per le istituzioni di fronte a un fenomeno crescente nell’area del Faito, la morte silenziosa degli animali, insomma, che risolve il problema senza troppi scrupoli di coscienza.
L’infaticabile Angela però non si è mai data per vinta, non ha mai accettato questa regola stragista per disfarsi di ospiti ingombranti. Ha creato persino
un’Associazione Onlus, “La Lupa” con tanto di statuto, al fine di rendere in qualche modo legale e ufficiale la sua opera, aprirla anche a chi come lei ci tiene a rendere la vita dei randagi meno faticosa e precaria.
Purtroppo non ha ricevuto nessuna soddisfazione dal Comune di Vico Equense. “Gennaro era il mio sindaco”, dice oggi prostrata dall’angoscia, “Gli ho fatto le migliori campagne elettorali, ma non ne ho ricevuto niente in cambio. Possibile che non riesca a trovare per me e i miei amici una casa sperduta, nemmeno sul Molare?” Il Molare è quello spuntone di roccia maestoso che svetta sulla cima del Monte Faito, luogo impervio e per molti aspetti inaccessibile. Angela dice che di case abbandonate lassù ce n’è più d’una. Perché non darle una sistemazione in un posto tanto lontano da tutti dove non darebbe fastidio a nessuno mentre assiste i suoi amici animali?
La domanda sembra plausibile. Sul Faito vive un gran numero di animali randagi, non solo i cani. I cavalli, per esempio, che sostano tutto l’inverno nei boschi, poi spariscono per pochi mesi in estate e vi fanno ritorno l’inverno successivo, forse portati dai proprietari che se ne lavano le mani quando non servono più. Qualcuno dice che siano cavalli appartenenti a esponenti dei clan camorristici e certo sulla loro presenza invernale al Faito aleggia da sempre il mistero. Angela si prende cura anche di questi, lascia mangime tutt’intorno ai boschi. E dopo un po’ fanno capolino e si riuniscono davanti alle “mangiatoie”, cani cavalli e altri poveri esseri affamati e infreddoliti con aria mansueta.

Un po’ di nemici Angela se li è fatti. Alcuni abitanti di Faito dicono che con la sua mania di nutrire gli animali la popolazione dei randagi si è moltiplicata. Oggi ci sono oltre cento cani che vagano in montagna. Oppure i turisti che per un paio di settimane fanno le ferie nelle ville vicine alla sua casa e si lamentano per i latrati incessanti. E non sembra inverosimile che qualcuno abbia a cuore il suo allontanamento dal Faito, anche perché per molti gli animali sono un fastidio di cui liberarsi.

Ma Angela continua la sua battaglia in difesa delle sue creature e di tutto il Faito. E si rivolge a chiunque possa darle una mano per rimanere lassù con i suoi cani e per continuare ad aiutare quelli che vivono alla giornata. Svolge un’opera meritoria, di salute ambientale. E si sostituisce alle istituzioni che restano mute e inadempienti. E utile economicamente visto che, solo per il mantenimento dei suoi animali, il Comune spenderebbe 3.000 euro all’anno presso un canile esterno. In base alle normative vigenti i cani randagi devono restare dove vivono abitualmente, sterilizzati e nutriti per renderli inoffensivi. Come mai a Faito non viene effettuata nessuna misura preventiva contro il randagismo? Si chiede Angela. La morte dei cani, assistita o meno, è l’unico rimedio?
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nelle foto: Angela in relax cou un suo ospite; logo dell'Ass. "La Lupa"; Angela con il Sindaco Gennaro Cinque 

mercoledì 13 marzo 2013

Vico Equense – Primi effetti del Decreto Anti-Corruzione di Monti: sospeso il Consigliere Comunale Giovanni Starace

Atteso con timore degli interessati già da qualche giorno arriva anche a Vico Equense l’onda del Decreto Monti n. 235/2012, che sancisce la sospensione dalle cariche elettive per chi si è macchiato di reati che vanno dall’associazione mafiosa o dal traffico di stupefacenti fino all’abuso d’ufficio Il reato contestato a Giovanni Starace, eletto alle ultime amministrative nell’UDC e sospeso per 18 mesi dalla carica di Consigliere Comunale per effetto del Decreto, è legato a una storia di pratiche atte a favorire un abuso edilizio nell’area collinare di Vico Equense, reato per il quale si è visto affibbiare, nel luglio 2011, in primo grado, ben un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Torre Annunziata.
La notifica della sospensione, trasmessa dalla prefettura di Napoli, è arrivata il 7 marzo sulla scrivania del Presidente del C.C Matteo De Simone, il quale ha già provveduto a inviarne copia a tutti i suoi colleghi consiglieri.
Il provvedimento è stato accolto come un getto di acqua fredda dalla maggioranza al governo della città, nonostante sia una atto dovuto. Non sono ancora uscite dichiarazioni ufficiali da parte di maggioranza e opposizione, ma gira insistente la voce che il Comune intende fare ricorso, anche se la sospensione, a rigor di legge, sembra essere assolutamente irrevocabile. Di questo parere è Antonio Cioffi che dovrebbe subentrare a Giovanni Starace in quanto primo dei non eletti nell’UDC cittadina. Una volta arrivata la notifica del Prefetto, Cioffi entrerebbe di diritto nell’Assise in qualità di Consigliere. Il Consiglio Comunale in quanto organo istituzionale non ha alcun potere di veto e avrà solo l’onere, sic et simpliciter, di prendere atto della sospensione e ratificarla.

Per la prima volta, dunque, arriva un provvedimento giudiziario con effetti tangibili che mette in discussione la legittima presenza degli eletti nel Consiglio Comunale di Vico Equense. C’è da dire che le condanne in primo grado piovute sugli amministratori locali non si limitano a un solo consigliere comunale. Sullo stesso Sindaco Gennaro Cinque, infatti, sempre per opera del Tribunale di Torre Annunziata, gravano una sentenza di primo grado che, nel giugno dell’anno scorso, lo vede colpevole di abuso d’ufficio per una pratica di abusivismo edilizio nella frazione di Patierno e una condanna a nove mesi di reclusione. Il Sindaco si è sempre detto fiducioso nella magistratura in quanto non ha mai fatto gli interessi degli abusivisti. Secondo le sue affermazioni la sentenza è arrivata per l’imperizia della difesa, con studio a Napoli, che ha provocato ritardi tecnici nella trasmissione degli atti e la sua estraneità ai fatti verrà inequivocabilmente a galla nei gradi successivi di giudizio. Comunque Cinque, al momento, non è stato raggiunto da alcun ordine di sospensione del mandato, benché qualcuno giuri che tra qualche tempo la scure di Monti si abbatterà anche sul suo capo.
Sfugge invece alle minacce di sospensione Matteo De Simone, imputato a suo tempo per aver dichiarato il falso in una relazione nella quale si affermava l’esistenza di una strada nella frazione di Massaquano, mentre in realtà si trattava di un semplice sentiero pedonale di campagna. L’esito della relazione di De Simone ebbe l’effetto di trasformare, abusivamente, il sentiero in una strada vera e propria, lunga 24 metri e larga 3, di accesso a una proprietà e comodissima per il passaggio di qualsiasi automezzo. Il reato risulta di una certa gravità in quanto De Simone, all’epoca, era un tecnico del Comune e la sua relazione arrecò un danno al comune stesso. Ma, il suo reato, pur avendo De Simone sulle spalle una condanna del Tribunale di Torre Ann.ta in primo grado a 6 mesi di reclusione con la condizionale, non rientra tra quelli che prevedono la sospensione e il Presidente del Consiglio rimarrà al suo posto.
Maria D’Ordia per "Il Gazzettino Vesuviano"
Nella foto: banchi della maggioranza

sabato 9 marzo 2013

Vico Equense - S.S. Trinità, il nuovo presidente si lamenta per le critiche

Purtroppo a volte ci si dà il difficile compito, non richiesto, di diventare uno scocciatore, e di dare la propria opinione su quello che accade intorno. Potrei evitare di insistere su certi argomenti, tipo la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della S.S. Trinità. Magari mi eviterei gli strali e i controstrali di chi non digerisce la mia opinione. Se non che , essendo abituata a dire solo quando sono sicura di ciò che dico, non riesco a tacere e devo rispondere. Ho letto su un blog di discutibile provenienza, sollecitata da terzi in quanto spontaneamente non aprirei quella pagina, una lettera dell’Ispettore Esposito al sig. Di Vuolo, nel quale dice alcune cose contestabili, alla luce degli atti.

Premetto che non ho nulla contro l’ispettore Vincenzo Esposito, che conosco da molti anni e con il quale non ho comunque altro rapporto se non quello dell’amabile saluto per strada. Non entro nemmeno nel merito delle affermazioni che lui fa verso il sig. Di Vuolo che conosco altrettanto superficialmente, nè sul contenuto della missiva che evidentemente ha ritenuto di rendere pubblica per sue ragioni personali e professionali.
Mi sono soffermata solo sull’ultima affermazione di Esposito, a chiusura della missiva nella quale dice testualmente” Capirà (rivolto a Di Vuolo, ndr) che il nuovo Consiglio di Amministrazione deve difendersi anche da una campagna di stampa, di parte, che mira a delegittimarlo. E’ stato gia affermato che il cambio di gestione è avvenuto con procedure improprie e senza trasparenza quando si sa che per la prima volta dalla Fondazione dell’Ente, che risale a circa un secolo fa, la proposta è nata da una deliberazione del consiglio comunale assunta all’unanimità e col pieno accordo tra sindaco, Giunta e gruppi consiliari di maggioranza e opposizione; è stata accettada in pieno dall’organo ministeriale proponente e trasformata in decreto da un Ministro non di parte politica”…

L’ispettore deve spiegare meglio quale proposta sia nata da una deliberazione del CC. Con la delibera, la n. 54 del 17/12/2012, infatti si chiede effettivamente al ministero di rinnovare il Consiglio di Amministrazione ormai scaduto, ma si sollecita semplicemente “alla immediata nomina del nuovo consiglio di amministrazione conformemente...individuando i componenti tra personalità espressione della comunità locale”. L’ispettore e i suoi colleghi non sono stati nominati con una delibera del consiglio, in quanto i nomi, come dice "una certa campagna diffamatoria di parte” (sic!), sono stati scelti nel chiuso di un ufficio, all’insaputa, probabilmente, dell’intero Consiglio comunale. Come dichiarato pubblicamente da Dilengite, che non ne sapeva niente e persino da alcuni Consiglieri di Maggioranza, in camera caritatis.
Mi piacerebbe capire di “parte” che significa. Che qualcuno ha osato dire che la nomina è avvenuta nella più consolidata tradizione consociativa? Oppure che per la prima volta, in circa un secolo, sono stati nominati consiglieri comunali nel CdA?
Oppure perchè ci si chieda come mai proprio lei è la Prof.ssa Scaramellino, dopo la feroce campagna denigratoria nei confronti del vecchio CdA ne abbiate preso il posto con le stesse modalità?

Orsù Ispettore, non scivoli nel patetico e accetti le critiche. Che sono tutte motivate e non campate in aria. Dovrebbe piuttosto spiegare come mai ha accettato di sedere in veste di presidente insieme a due consiglieri comunali, espressioni politiche della città. Quando sa benissimo che tra ente e Comune esistono dei contratti che ne intrecciano interessi e attività speculative.
Maria D'Ordia